Taccuino Eventi: «Abbraccia il cedro e mandaci una foto» Raccolta fotografica Assese

15 Febbario - 30 marzo 2010

«Tanzania»
da Zanzibar al Tanganica


Un nuovo viaggio per Santambrogio e Valsecchi
Dalle spiaggie, attraverso la giungla e le montagne Uluguru, verso il più grande lago africano.
Niente più Kilimangiaro [Leggi perchè]
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In diretta da LifeGate Radio

Benvenuto

Benvenuto

Se sei qui oggi su queste pagine forse è perchè ci hai ascoltato su LifeGate Radio con Ariel. Se questo è il motivo, bhe, Benvenuto!!

Se invece lo “spettacolino” radio ve lo siete perso o avete voglia di riascoltare quanto siamo buffi in diretta radio potete farlo qui: [LifeGateRadio: Passengers puntata 38]

Questo è quello che noi chiamiamo amichevolmente “Cima”, un blog attivo da qualche anno ormai. Un ‘esperimento web che racconta di un piccolo paese in mezzo la lago di Como, Asso, e delle avventure dei suoi abitanti in giro per il mondo. In particolare di due dei suoi soggetti più curiosi: Enzo Santambrogio e Davide Valsecchi

Se vuoi vedere le facce di questi due brutti ceffi basta che premi questo [link].

Se invece vuoi leggere qualcuna delle loro storie hai da sbizzarrirti: abbiamo tre mesi in Himalaya oppure un viaggio in Kashmir, la zona nord dell’India, ma anche avventure più “nostrane” come il giro del lago di Como in canoa con i Flaghéé o l’esplorazione dei Segreti di Venezia.

Se invece vuoi qualcosa di più fresco posso dirti che i “nostri due” stanno per partire per l’Africa e si spera non si mettano troppo nei guai esplorando le spiagge azzurre e le giungle d’alta quota della Tanzania.

Se invece vuoi incontrarli di persona li trovi Martedì 9 Febbraio in giro per Asso. E’ la festa del paese ed i due proveranno a fare quante più foto ai due cedri secolari che il Comune vuole abbattere: «Abbraccia il cedro e mandaci una foto», guarda che trovate strane hanno questi due, girare il mondo e salvare due delle piante più vecchie del loro paese!

Pensa che hanno fatto anche un libro fotografico: «Contrabbandieri del Nirvana».  Attento! Questi due sono “tipacci” con idee a piede libero ed è qui che le esprimono!! Benvenuto!

Davide “Birillo” Valsecchi e Enzo Santambrogio



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22nd August 2009, 08:30 am

Stendhal ad Asso

Stendhal il 25 agosto del 1818, dopo aver visitato la stupenda Firenze, l'immortale Roma e la misteriosa Parma, era niente meno che ad Asso.

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L’ultima bandiera

Lultima bandiera sventola a 6130 metri

L'ultima bandiera sventola a 6130 metri

“Juma! Help me. Fast!” Siamo a 5800 metri sul costone orientale di questa dannata montagna, i miei guanti da quattro soldi acquistati al mercatino dei profughi tibetani sono congelati ed hanno intenzione di surgelarmi le dita!

Me li strappa e mi spreme le dita per riattivarmi la circolazione. Il dolore esplode nella mia testa rubandomi l’aria anche solo per imprecare. Appoggio la testa sulla sua spalla esplorando il dolore ad occhi chiusi.

Mancano trecento metri alla vetta ma la salita è ormai un calvario che affronto cinque passi alla volta. Nel mio zaino c’è una bandiera, un pezzo di stoffa realizzato da ragazzi poco più che adolescenti. Sembra ieri quando avevo la loro età, le stesse illusioni e la forza di quell’ingenuità.

Hanno disegnato la nostra terra, il nostro lago, i simboli delle nostre radici. Una splendida bandiera con i colori del cielo adornata con una poesia in dialetto.“E’ con la lingua dei nostri vecchi che chiederemo al vento dell’Himalaya di dare voce alle preghiere dei nostri giovani“. Questo è il piano.

Ma ora, in mezzo a questa neve con il fiato corto, tutte le mie paure emergono per schiacciarmi. Come posso pensare di essere il portatore di un idea? Come posso sfidare le montagne? Piccolo uomo dove vuoi andare? Il mondo da cui vieni ti rifiuta, non basta sorridere alla gente per essere amato. Cos’hai messo al sole oltre a queste tue dita intirizzite dal freddo? Fallirai oggi così come hai sempre fallito. Non hai una casa, non hai una donna, non hai un lavoro e disperato cerchi di riscattarti raccontando il tuo viaggio?

Oggi sarà diverso. Queste sono le mie gambe, il mio cuore ed il mio fiato che fugge. La vita ci schiaccia, quasi opprimente ci illumina di attimi di felicità ma è solo un lungo oscillare verso una deriva buia. Oggi è diverso. Non saranno le mie paure a fermarmi oggi, non saranno i miei sensi di colpa a trascinarmi nella sconfitta. Oggi è diverso. Non sono qui per me, sono qui per raccontare una storia che non è stata ancora scritta, una speranza che non mi appartiene.

Riderei se ne avessi il fiato. Anche Juma è stanco, la montagna è più dura del previsto. Troppa neve, affondiamo oltre il ginocchio e restano solo poche ore per poter raggiungere la vetta. “Io ho una bandiera da portare lassù. Io non mi arrendo e tu?” Sogghigna, è una giovane guida locale e sta facendosi un nome. Aver trovato un folle italiano è stata una fortuna per lui. Nessuno ce l’ha ancora fatta a raggiungere la cima dopo le insolite nevicate estive.

Chiudo gli occhi e rido. Oggi è stato diverso. Ora quella bandiera sventola a 6130 metri nel cuore dell’Himalaya. Un piccolo uomo ha portato la sua idea più in alto che ha potuto e lassù in cima, per un attimo, non si è più sentito solo.

Non mi lascerò morire prima di aver raccontato la prossima storia, di aver portato quanto più in alto la speranza. Questo è quanto di meglio posso provare a fare, la più grande di tutte le mie follie, l’unica che mi renda felice.

Tratto da «Contrabbandieri del Nirvana» di Enzo Santambrogio e Davide Valsecchi

Davide “Birillo” Valsecchi



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15th July 2009, 06:17 am

Il mondo per dirle ti amo

La storia del piccolo samurai che attraversa il mondo per imparare a dire ti amo in tutte le lingue alla propria amata

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La Cosa Giusta: Volume II

Verità e Politica

Verità e Politica

«Consapevole delle responsabilità che assumo con la mia deposizione, giuro di dire tutta la verità, solo la verità e niente altro che la verità e di non nascondere nulla di quanto è in mia conoscenza» Questo mi hanno chiesto di giurare deponendo come testimone in un processo penale giorni fa: l’imputato è stato riconosciuto colpevole del crimine per cui era accusato e condannato al carcere ma, nascosto da anni in Brasile, resterà impunito e libero. Mi è stata chiesta Verità ma non è stata fatta Giustizia. Questo è il mondo in cui viviamo.

Oggi io ed Enzo abbiamo avuto un incontro con il Sindaco ed altri rappresentanti del Comune. Cercavamo risposte sui Cedri, sulla rotonda. Risposte al bisogno, in primo luogo personale, di capire. Giovanni, Giulia, Grazia. Persone del mio paese prima che politici: dietro pile di fogli e piantine mi spiegano, mi raccontano: “Non dirlo a me, dillo a tutti se è quello che credi” continuo a ripertemi. Il mondo si capovolge perchè le voci si moltiplicano ed il rumore aumenta. Nella mia testa c’è ancora il suono delle parole di Tiziano e Roberto. La ragione mi appare come un coniglio morto strattonato da un cerchio di lupi, io posso solo stare a guardare.

Parole, parole, parole. Abbracciare il cedro è l’unica sicurezza che ho avuto fino ad ora in questa storia. Voglio solo capire, voglio solo poter discutere su qualcosa prima che diventi inevitabile. “Tu fai politica!“, “Tu stai lasciandoti strumentalizzare!“, “Quali sono le proposte!“, “Per ogni persona contraria ce ne è una a favore!” Tentacoli oscuri mi assalgono, tutti hanno ragione, tutti hanno torto. Milioni di principi superiori si agitano, immobilizzano le mie braccia, si stringono alla gola per soffocarmi.

“Ma non esiste un pezzo di carta firmato che spieghi cosa volete fare?” Mi si risponde che convincere non è parte del loro compito, che vi è un mandato, che vi sono priorità, che tutto è scritto, tutto è stato detto, tutto è negli archivi, tutto è stato deciso. Ma io non trovo nulla. Mi viene data una lettera del Sindaco, una missiva che è stata distribuita a tutto il paese a Natale, meno di un mese fa. Scorro avido le parole in cerca di un pronunciamento, di una frase pubblica, ufficiale, formale. Cerco la parola rotonda ma trovo solo Brazzova, via Gramsci, l’agro Pastorale Pagnano-Fraino Megna ma non trovo nulla di quello che cerco!

Devi prendere una posizione, devi assumerti una responsabilità, devi dire quello che pensi, devi decidere se vuoi fare politica, devi decidere da che parte stare. Affondo tra i tentacoli, sto per morire mentre la mia volontà viene distrutta dalla mole di voci, di sorrisi, di ringhi. Sono nel nero della mia mente quando un ultimo pensiero arriva in mio soccorso “La verità ti renderà libero”. Nella mia mente la verità appare come una spada che aleggia nel nero dei mie dubbi. L’afferro e trancio tutti i tentacoli: spazzare le tenebre dell’incertezza è l’unica cosa che posso fare, l’unico mio potere. Sono di nuovo libero, libero di credere nei fatti e non nelle parole.

“Non si abbatte un beneamato cazzo finchè non vedo nero su bianco, a disposizione di tutti, una risposta firmata ad una domanda semplice: perchè?” Ecco la mia posizione. Ecco la mia scelta mentre mi aggrappo alla verità. Il primo che dice una cazzata, di qualunque fazione sia, vedrà la sua testa rotolare tranciata dalla verità. Questo sono io, quello che mi hanno insegnato e quello che ho deciso di essere.  Ho un discutibile “senso della misura” quando prendo posizione, forse, per il bene di tutti, convine che resti super-partes, che sia solo il garante delle idee di tutti.

Quando il progetto partirà faremo un’incontro pubblico per informare la popolazione ma, vedrai, sarà disertato dalla comunità salvo le solite quattro persone che vogliono fare contestazione. Non si torna indietro.” Questo è ciò che mi sento dire, tutto quello che è emerso di “quasi” certo da due ore di incontro. Non esiste discussione, le decisioni sono tutte prese: i cedri cadranno prima che sia finita la primavera, così come cadono le mie speranze che la soluzione, qualunque fosse, sarebbe stata condivisa, comunitaria.

Su tutto mi pesa l’accusa di aver raccolto una responsabilità che non mi appartiene, di aver scelto una strada che se non è sbagliata sarà per lo meno tortuosa ed osteggiata da tutti. Ho cercato solo di fare ciò che credevo giusto ma ora sono pieno di dubbi nel centro del ciclone.

Rifletto camminando verso casa quando un signore mi incrocia e mi ferma:”Tu sei quello della foto con l’albero? Vuoi venire a vedere cosa hanno fatto alla pianta dietro la fontana di Ponte Oscuro? Sono stato in Comune ma mi hanno detto le solite cose e poi non si è visto nessuno. Non so a chi altro dirlo“. Accompagno questo signore mentre ascolto quello che ha da dirmi e mi sembra di essere il Bertieri, il vecchio e storico podestà, che passeggiava per il paese annotando su un tacquino quello che diceva la gente. Riassaporo la dimensione ed il calore di vivere in un paese. Forse non è sbagliato quello che provo a fare.

Faccio qualche foto:“Vedo se posso fare qualcosa, almeno per togliere i rami che hanno lasciato appeso ai fili”. Continuo a ringraziarlo, è apparso come un segno schiarendo i miei pensieri. Fare la cosa giusta ha un peso ma mi sentirei codardo a schivarlo. Nessuno ha capito quello che sta succedendo, non hanno capito perchè abbracciamo i cedri di Asso…

…benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica tutti, qui ad Atene, siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.” Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C. Forse sono solo un folle, il più stupido di tutta Asso, uno sciocco tanto ingenuo da abbracciare un pensiero vecchio di 2400 anni. Mi spetta l’esilio per quello che sono?

Davide “Birillo” Valsecchi

Ecco le foto scattate oggi: 6 Febbraio 2010 a Ponte Oscuro. Non so se si vedono bene ma alcuni rami tagliati sono rimasti appesi al filo della luce sopra le panchine. Quel signore non usa internet ma mi ha fatto piacere abbia pensato fosse utile dirlo anche a me.



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15th June 2008, 10:06 pm

Il Treno del Monte Bianco

Gita al Monte Bianco sullo spettacolare trenino che attraversa la Mer de Glace organizzato dal Comune di Asso e dal Club Treni Brianza

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Sulutumana: tra i cedri e la cascata

Grazie ai Sulutumana!!

Fuori nevica, le strade sono invase dalla neve che comincia ad essere pesante e fradicia quando suona il telefono, è Enzo: “Birillo spicciati a venire ai cedri che ho una sorpresa per te!!”

Giacca, macchina fotografica e sono in strada. Sotto i cedri trovo il buon Enzo in compagnia di Gian Battista Galli, il cantante dei Sulutumana. Lo storico gruppo musicale è infatti da sempre impegnato nella salvaguardia del nostro territorio e “Giamba”, amico di Enzo, è venuto ad “immortalare” i nostri cedri aderendo all’iniziativa  «Abbraccia il cedro e mandaci una foto».

Foto di rito, da aggiungere a tutte quelle già fatte, e ci infiliamo al bar per ripararci dalla neve e berci una birretta facendo due chiacchiere. I Sulutumana stanno infatti organizzando un concerto pubblico per sensibilizzare la valle sulla questione “supermercato”:  è infatti al vaglio un progetto per la costruzione di un supermercato a ridosso della storica Cascata della Vallategna.

In molti si stanno attivando per scongiurare che uno spazio verde, già citato adirittura da Stendhal, diventi la sede per qualcosa che a tutti pare inadatto ed inutile. Su Facebook è nato un gruppo di discussione fondato dal Signor Teodoro Margherita che conta già oltre 500 membri  e continua a crescere: Difendiamo la Vallategna

E’ bello fare due chiacchiere con Giamba anche se mi dispiace averlo incontrato solo quando sembra che tutto debba essere travolto, che le decisioni siano state tutte già prese e non vi sia più nessuno disposto ad ascoltare i dubbi e le perplessità che sempre più persone esprimono.

Ma forse è giusto così, ci si conosce quando è giusto farlo, quando serve spingersi oltre la chiacchiera: mentre scende la neve e tutti sono chiusi in casa noi siamo sotto i cedri a tentare un ultima disperata difesa, un ultimo tentativo. Enzo e Giamba, mentre li guardo imparo qualcosa sull’arte, capisco che alle volte sono solo gli artisti a far vibrare la speranza quando tutto pare perso.

I cedri hanno due alleati potenti ma ancora molto si deve fare, tocca a noi fare il resto.

Martedì 9 Febbraio sarà la festa patronale di Asso, il paese sarà colmo di bancarelle e forse sarà l’ultima volta che potremmo vedere quelle piante il giorno di Santa Apollonia. Se siete di Asso o se un po’ vi siete affezionati a questa nostra triste storia, passate da Asso, fate una foto abbracciando quelle piante. E’ l’ultima possibilità di ricordarle prima che vegnano abbattute per un progetto che nessuno conosce fino in fondo e che convince sempre meno gente.

Grazie!

Davide “Birillo” Valsecchi



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1st September 2009, 07:29 am

La cascata della vallategna

La nostra cascata, la Vallategna, vista attraverso i racconti di Stendhal e Cesare Cantù grazie ad una foto di Dario Tagliabue

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Ancora foto per i Cedri!!

Asso ed i suoi cedri

Asso ed i suoi cedri

Dopo l’iniziale titubanza l’iniziativa «Abbraccia il cedro e mandaci una foto» comincia ad ingranare e giorno dopo giorno arrivano sempre più fotografie. La voce si sparge e l’interesse aumenta per questo pezzo di storia di Asso messo a rischio.

Artisti ed associazioni mi hanno scritto e presto arriveranno ad Asso per immortalarsi con le nostre vecchie piante. Mi piace! Non importano le critiche negative che sono piovute sulla testa mia e di Enzo, è bello vedere che la gente si stringe attorno ad un valore mostrando la volontà di partecipare, di condividere, di conservare.

Abbracciare l’albero è un gesto semplice, un gesto gioioso che racchiude in sè affetto ma anche la caparbietà di chi non vuole accettare senza capire. Perchè davanti ad un “non importa quante foto farete, l’albero cadrà perchè così è deciso!” non si può che essere elettrizzati nel battersi pacificamente per qualcosa di giusto: salvare la memoria, salvare lo spirito di un paese che non si lascia silenziosamente e passivamente trasformare, manipolare, snaturare. Quanto potere in un gesto semplice!

Martedì 9 Febbraio sarà la Festa Patronale di Santa Apollonia, un occasione magnifica per fare la vostra foto!! Schivando i “moccoli” io ed Enzo ronzeremo attorno alle piante pronti a farvi da fotografi se ne avrete bisogno. Che cadano o si salvino è importante dimostrare, in primo luogo a noi stessi, che questo è un paese vivo, un paese capace di rendere omaggio alla propria memoria decidendo con consapevolezza il proprio futuro.

Mi scrivono poi sempre più persone che abbracciando virtualmente l’albero. Ho persino ricevuto una mail da New York ed una da un amico dall’India. Non importa se siete lontani, se volete contribuire potete farvi una foto ad una pianta ed inviarcela: sarà un vero piacere avervi tra di noi.

Cerco di caricare le foto man mano che le ricevo e sono visibili qui: «Abbraccia il cedro e mandaci una foto»

Grazie a tutti!!

Enzo, Davide ed i due Cedri di Asso!!



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3rd August 2009, 09:51 am

Audioslave: I’m the Highway

Buone Vacanze!! In boccca al lupo ovunque voi siate!!

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Asso su RaiTre: la Vallategna in TV

La cascata della Vallategna

La cascata della Vallategna

Mentre ero a pranzo dalle Zie uno dei commensali mi ha raccontato di aver visto una troupe televisiva di fronte alla Cascata della Vallategna. Io non ne sapevo nulla e così mi sono informato meglio: “Erano in tre o quattro con un paio di telecamere, avevano il cavalletto e facevano interviste. Non serbravano gente delle nostre Tv locali”. Se ad Asso hai una telecamera su un cavalleto sei automaticamente uno “grosso”!

Quando sono arrivato a casa ho trovato nella posta elettronica un comunicato stampa da parte del responsabile del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” che mi spiegava meglio quanto avevo appreso sulla cascata.

Il Circolo, sempre impegnato nella preservazione del territorio, ha contatto la RAI interpellandola sullo spinoso caso del “Supermercato della Vallategna“. A quanto pare la nostra storica cascata sarà il soggetto della puntata di “Buongiorno Regione”che sarà trasmessa Mercoledì 3 Febbraio alle ore 7:30 su RAI TRE.

Il comunicato, che potete leggere qui, è incentrato sulla diffida inviata da Roberto Fumagalli, Presidente dell’Associazione  “Ilaria Alpi”, al Comune di Asso e sulla lettera inviata, sempre al Comune, dall’Architetto Alberto Artioli, Soprintendente per i Beni Architettonici e per il paesaggio di Milano.

Nella lettera l’Arch. Artioli scrive: “Questa Soprintendenza, a seguito della segnalazione del Circolo Ambiente Ilaria Alpi, … è stata informata di un progetto di realizzazione di un supermercato in un’area a ridosso della cascata della Vallategna. … La documentazione progettuale non risulta a tutt’oggi essere stata inviata. … Questa Soprintendenza reitera la richiesta a codesta amministrazione di inviare la documentazione progettuale dell’intervento, al fine di poter esprimere le proprie valutazioni…”.

Non mi entusiasma che Asso finisca sull’emittente nazionale per una tematica legata ad una cattiva, o presunta tale (non sono giudice), attenzione alle risorse naturali e paesaggistiche del nostro territorio. Avrei decisamente preferito che fosse per un’esemplare valorizzazione di una nota risorsa turistico/culturale ma, ahimè, si riesce a diventar famosi solo per le brutte cose da un po’ di tempo. Credo che se il confronto sul “Supermercato” ha riscosso l’interesse sia della Sopraintendenza che della Televisione forse è giunto il momento di affrontare la questione in maniera più chiara e condivisa. Credo serva più informazione per i cittadini prima di portare avanti simili progetti.

Stendhal, che amava quella cascata e che vi si era ispiraro per un suo allestimento teatrale, probabilmente sarà felice di sapere che quell’angolo di Asso è tornato ad avere l’attenzione che merita.

Davide “Birillo” Valsecchi



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17th November 2009, 09:38 am

Dresda, la verità al di là del Muro

Il trattato di Jalta ed il bombardamento di Dresa, la nascita del muro di Berlino e la percezione dei numeri tristi attraverso la storia

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La leggenda dei cedri del Libano

I cedri di Asso

I cedri di Asso

Ho trovato una leggenda che parla di tre cedri del Libano e dei loro sogni prima di essere abbattuti. Visto che i cedri di Asso sembrano destinati a cadere per far posto ad una rotonda non ho potuto che essere colpito da questa storia. Ne ho trovate molte versioni ma, a furia di cercare, ne ho trovata anche una scritta da Paulo Coelho, il famoso scrittore brasiliano:

«Racconta una vecchia leggenda che nelle belle foreste del Libano antico nacquero tre cedri. Come tutti sappiamo, i cedri impiegano molto tempo per crescere e questi alberi trascorsero interi secoli riflettendo sulla vita, la morte, la natura e gli uomini. Assistettero all’arrivo di una spedizione da Israele inviata da Salomone e, più tardi, videro la terra ricoprirsi di sangue durante le battaglie con gli Assiri. Conobbero Gezabele e il profeta Elia, mortali nemici. Assistettero all’invenzione dell’alfabeto e si incantarono a guardare le carovane che passavano, piene di stoffe colorate.

Un bel giorno, si misero a conversare sul futuro. “Dopo tutto quello che ho visto – disse il primo albero – vorrei essere trasformato nel trono del re più potente della terra” “A me piacerebbe far parte di qualcosa che trasformasse per sempre il Male in Bene“, spiegò il secondo. “Per parte mia, vorrei che tutte le volte che mi guardano pensassero a Dio” fu la risposta del terzo.

Ma dopo un po’ di tempo apparvero dei boscaioli e i cedri furono abbattuti e caricati su una nave per essere trasportati lontano. Ciascuno di quegli alberi aveva un suo desiderio, ma la realtà non chiede mai che cosa fare dei sogni. Il primo albero servì per costruire un ricovero per animali e il legno avanzato fu usato per contenere il fieno. Il secondo albero diventò un tavolo molto semplice, che fu venduto a un commerciante di mobili. E poiché il legno del terzo albero non trovò acquirenti, fu tagliato e depositato nel magazzino di una grande città. Infelici, gli alberi si lamentavano: “Il nostro legno era buono, ma nessuno ha trovato il modo di usarlo per costruire qualcosa di bello!”.

Passò il tempo e, in una notte piena di stelle, una coppia di sposi che non riusciva a trovare un rifugio dovette passare la notte nella stalla costruita con il legno del primo albero. La moglie gemeva in preda ai dolori del parto e finì per dare alla luce lì stesso suo figlio, che adagiò tra il fieno, nella mangiatoia di legno. In quel momento, il primo albero capì che il suo sogno era stato esaudito: il bambino che era nato lì era il più grande di tutti i re mai apparsi sulla Terra.

Anni più tardi, in una casa modesta, vari uomini si sedettero attorno al tavolo costruito con il legno del secondo albero. Uno di loro, prima che tutti cominciassero a mangiare, disse alcune parole sul pane e sul vino che aveva davanti a sé. E il secondo albero comprese che, in quel momento, non sosteneva solo un calice e un pezzo di pane, ma l’alleanza tra l’uomo e la Divinità.

Il giorno seguente prelevarono dal magazzino due pezzi del terzo cedro e li unirono a forma di croce. Lasciarono la croce buttata in un angolo e alcune ore dopo portarono un uomo barbaramente ferito e lo inchiodarono al suo legno. Preso dall’orrore, il cedro pianse la barbara eredità che la vita gli aveva lasciato. Prima che fossero trascorsi tre giorni, tuttavia, il terzo albero capì il suo destino; l’uomo che era inchiodato al suo legno era ora la Luce che illuminava ogni cosa. La croce che era stata costruita con il suo legno non era più un simbolo di tortura, ma si era trasformata in un simbolo di vittoria.

Come sempre avviene con i sogni, i tre cedri del Libano avevano visto compiersi il destino in cui speravano, anche se in modo diverso da come avevano immaginato.»Paulo Coelho

Non sono certo bravo come Coelho ma mi piacerebbe essere in grado di fare qualcosa per quelle piante che ora sorvegliano l’ingresso di Asso, che hanno visto e vissuto le storie del nostro paese, sia quelle che conosco che quelle che sono state dimenticate. Sembra che presto saranno abbattute e se non è possibile salvarle vorrei almeno salvarne la memoria: Chi mi aiuta?

Alle elementari ricordo di aver fatto un disegno che aveva per tema il temporale. Dovevamo disegnare quello che vedavamo dalla finestra della classe, all’epoca, nel palazzo del comune: fulmini gialli, gocce di pioggia blu, la macchina del vigile ed il profilo stilizzato verde pastello dei due alberi. Questo era un temporale ad Asso 25 anni fa.

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps. Continua il dibattito su “Assese.it” ed anche l’iniziativa «Abbraccia il cedro e mandaci una foto». Immortalatevi con le due piante!



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11th July 2009, 06:27 pm

Twitter:2009-07-11 18:27:06

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Natura e Civiltà: Gruppo Naturalistico della Brianza

Cascata della Vallategna

Cascata della Vallategna

Si fa un gran parlare ad Asso in questi giorni, c’è un clima elettrizzante. Aver creato il gruppo Assese.it mi ha permesso di affrontare tematiche nuove entrando in contatto con realtà abbastanza diverse dal solito.

Sono stato contattato da molte associazioni e tra queste ve ne è una che già conoscevo, fin da tenera età. Negli anni ‘50 il giornalista svizzero Giorgio Achermann e la moglie si stabilirono a Canzo e, nel 1960, diedero vita ad un’associazione: Gruppo Naturalistico della Brianza. Mia nonna, Berta Valsecchi, era molto amica di entrambi e per questo mi iscrisse all’associazione fin da bambino.

All’epoca ero troppo piccolo per partecipare alle attività  ma ogni anno ricevevo la tessera, con tanto di nome, ed ogni trimestre, se non ricordo male, anche la rivista Natura e Civiltà. Io ero piccolo, potevo capire poco, ma  ricordo che era piena di illustrazioni, immagini di fossili, di piante e le descrizioni degli animali della nostra zona. Mi piaceva leggere quel piccolo fascicoletto, era come sentirsi tra i “grandi”.

A dimostrazione di quanto fosse attiva e viva la scena culturale dell’epoca vi è il logo dell’associazione, un immagine realizzata niente meno che dal Maestro Salvatore Fiume, all’epoca infatti aveva il suo studio e la sua abitazione proprio a Canzo ed era molto amico del signor Achermann. Stupefacente la capacità di cooperare e la voglia di partecipazione alla vita della valle che permeava quegli anni.

Poi, complice l’adolescenza e la scomparsa di mia nonna, ho perso di vista sia la rivista che l’associazione. Un vero peccato a cui fortunatamente sembra abbia rimediato in questi giorni. Ho infatti preso contatto con il signor Cesare Del Corno, attuale presidente dell’associazione, ed ho scoperto il loro sito web: http://www.grupponaturalisticobrianza.it

Il Gruppo Naturalistico della Brianza è da sempre impegnato nella salvaguardia e nella valorizzazione della Cascata della Vallategna e credo sia molto interessante scoprire cosa possano raccontarci, dall’alto dei loro 50 anni di attività, su quest’angolo di Asso che racchiude storia e bellezza naturale.

Vi invito a visionare le attività dell’associazione e a seguirne l’iniziative. E’ stato un vero piacere riscorprire che una realtà a cui ero legato da bambino è ancora attiva e vigile nella salvaguardia del nostro territorio. Grazie e complimenti per il 50° di attività!!

Davide “Birillo” Valsecchi

PS: Continua l’iniziattiva “Abbraccia il cedro e mandaci una foto”, siete tutti invitati ad immortalarvi con la nostra ormai famosa coppia di alberi secolari minacciati dalla “rotonda spaziale”.



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21st October 2009, 09:29 am

La volontà perfora la roccia

Un fiaba orientale, una storia d'amore infranta dal destino, ci insegna il potere della nostra volontà

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Dj Ariele, Birillo e Santambrogio: che mix!!

Il mitico DJ Ariele!!

Il mitico DJ Ariele!!

Oggi ero ancora mezzo stordito dalle vaccinazioni e dall’influenza. In trattoria c’era un gran casino, mangiavo il mio piatto “speciale malato”, prosciutto cotto e crescenza  preparato appositamente dalla zia, aspettando null’altro che una compressa di tachipirina fornita da Bruna!!

Ed ecco che suona il telefono, numero sconosciuto. Ouch! Mi alzo e scivolo tra i tavoli mentre rispondo “Davide?” Chiede una voce “Si si sono io, Buongiorno” Rispondo formale tra il caos. “Sono ..crrrrr (* rumori di fondo), chiamo da Radio … frrrrr (* altro casino in trattoria)”. Bhe, tutto quello che sapevo era che stavo parlando con una radio, c’era da capire ancora se fossi in diretta!!

La voce all’altro capo, un po’ da “super più”,  mi ricorda qualcosa ma, ahimè, sono troppo incartato oggi. Ieri mi sono vacinato contro tifo, epatite, febbre gialla, meningite e malaria, non sono molto in forma visto che alla fine mi sono beccato anche l’influenza. Mi chiede se siamo disponibili per fare un’intervista sui nostri viaggi e sulla prossima spedizione in Tanzania. (Vuoi dire di no ad una radio?) Aggiunge che l’intervista sarà in diretta su un pulmino ecologico e questo mi fa capire che è di LifeGate Radio, l’emittente radiofonica che ci ha seguito durante il viaggio in Ladakh. Di solito a “terrorizzarmi” al telefono, nel senso buono, è la voce di Claudio Vigolo ma questa non la riconosco anche se mi sembra familiare. Qualcosa comincia a scattare nella testa ma sono ancora lento.

“Ti lascio questo numero, io sono Ariel. Quel nome risuona nella mia testa come un colpo secco. Come Ariel? Avete mai provato a parlare con uno sconosciuto per poi scoprire che lo conoscete invece da un tempo immemore? “Scusami, ma Ariel come DJ Ariele?” Mi risponde sì con un tono dubbioso, mentre io focalizzo: ACCIDENTI MA CI VUOLE INTERVISTARE DJ ARIELE!!

In realtà cerco di contenere l’entusiasmo ma sono gasato come uno studentello: di nuovo 20 anni e di nuovo con lo skateboard sbucciarmi le mani nello skatepark di Legnano ascoltando per la prima volta una radio che da noi non si sentiva. Era da un tempo infinito che non sentivo più quella voce: un pezzo di storia stava parlando nel mio scassato cellulare.

Chi è? Accidenti come fate a non saperlo? Dovete sapere che da noi, in Vallassina, l’unica radio che si sente bene è Radio Maria che, come certamente saprete, si sente bene in tutto il mondo ma da noi si sente anche meglio proprio perchè trasmette a pochi chilometri da qui. Per il resto siamo troppo tra i monti per sentire altre radio e, prima di Internet, eravamo zona “depressa”.

Così, per me adolescente, l’unico modo per ascoltare musica “decente” era farmi passare da amici le cassette (si i vecchi nastri) di registrazioni radio trasmesse nella piana Milanese. Nomi coperti da leggenda come Radio Lupo Solitario (che ascoltavamo al Rainbow) o come la mai troppo compianta RockFM. Bhè, Ariel ha cominciato proprio lì e spesso mi capitava di vederlo nei locali più scassati di Milano a girare i dischi di musica Rock che nessun altro passava all’epoca. Dannazione sono un suo Fan!!

Ora è in squadra con LifeGate Radio, la radio che ha la sede proprio vicino al lago di Pusiano, a due passi da casa!  Conduce Passengers, un programma del mattino in diretta da un pulmino ecologico per le vie di Milano. Accidenti, intervistarto da DJ ARIELE, roba da non crederci: ho ancora  in giro da qualche parte una cassetta con lui mentre presenta i Penny Wise, i Punkreas ed mitologici Impossibili!!! Pezzi introvabili via radio all’epoca, roba da intenditori!! Ed ora, entrambi più vecchi, ci ritroviamo a parlare di quello che abbiamo fatto “dopo”: fantastico!!

La data, provvisoria, per l’intervista è Lunedì 8 Febbraio 2010.

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps. un sacco di fans di vecchia data sono stra-felici di averti ritrovato Ariele!! La “Chicca”, una rossa mezza matta e tutta curve, sta ribaltando casa per ritrovare le vecchie cassete. Vuole usarle come biglietto per il bus!!  ;)



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Un articolo "a caso" dal passato:

24th November 2008, 10:28 am

Le acque minerali del Triangolo Lariano: un valore da proteggere

Le acque minerali nel Triangolo Lariano ed il loro inestimabile valore nella storia e nella vita delle nostre valli...

devastazione-panoramica

Devastazione Panoramica

Spazio Espositivo Touring Caffè

Spazio Espositivo Touring Caffè

Nelle mostre dello Spazio Espositivo Touring Caffè si è sempre cercato di focalizzare l’attenzione sull’arte come strumento per consocere, per esplorare mondi lontani o bellezze del nostro territorio.

Ma con Renato Evaristo Perego, arrembante artista comasco dalla lunga esperienza, questo non è possibile: il suo slancio ed il suo impegno nella salvaguardia del Lario è trascinante così come lo è la sua foga nell’aggredire ed attaccare abusi e scempi che vengono compiuti ai danni del nostro Lago Grande, il lago di Como.

Questa volta è un viaggio artistico alla scoperta di ciò che NON dovrebbe esserci sul nostro lago.

La prima volta che ho incontrato Renato, ovviamente dalle Zie, mi ha subito colpito: ha un misto che unisce Dylan Dog a Robespierre: mentre cerchi di capire se la sua sia una faccia da attore inglese sei travolto dai suoi discorsi, dalle sue battaglie e dalla sua lucida analisi.

In questa sua esposizione raccoglie di tutto e di più, cemento, cartoline, installazioni cittadine.”Il lago più bello del mondo ferito dall’ignoranza e dalla speculazione. Il muro come simbolo estremo di un’utopia dello scempio che costantemente viene perpetrato su tutto il territorio. Il muro, confine estremo, da cui ripartire per una rinascita vera della salvaguardia. Como, città cartolina, così amata in tutto il mondo, così distrutta dai propri cittadini.

“Non puoi cominciare una rivoluzione” gli ho detto. “Perchè no? Chi dovrebbe farlo altrimenti?”
Non è certo uno che si tira indietro Renato!

Con la consueta direzione artistica di Enzo Santambrogio una nuova mostra allo Spazio Espositivo Touring Caffè di Como:

DEVASTAZIONE PANORAMICA
Inaugurazione Venerdì 29 Gennaio ore 19:30 allo Spazio Espositivo Touring Caffè, via Cavour Como

Davide “Birillo” Valsecchi



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Un articolo "a caso" dal passato:

2nd September 2008, 09:15 pm

L’alpinista Angelo Rusconi torna in Asia: una scuola dedicata a Nuccia Paredi

Un articolo del Giornale di Erba dedicato ad Angelo, alla Scuola di Hiderabad ed al suo viaggio in Pakistan.