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Zalu: l’arte a Zanzibar

Zalu in costruzione

Zalu in costruzione

Oggi abbiamo incontrato Severino Lolli, un giovane manager romano che da oltre dieci anni vive qui a Zanzibar con la propria famiglia. Severino è il Managing Director di un ambizioso progetto italiano: Zalu.

Zalu è un Resort sull’oceano disegnato dall’architetto veronese David Rosa, alievo di Carlo Scarpa. Una struttura imponente che unisce l’eleganza del design italiano ai tratti architettonici africani esaltandone la maestosità. Un gruppo di ville, esclusivi bungalow e piscine che abbracciano l’incredibile edificio centrale che è il cuore di Zalu: sotto i trentotto metri delle tre altissime capriate di Makuti prende vita la prima autorevole Galleria d’Arte Internazionale di Zanzibar.

Uno spazio dedicato all’arte circondato dal mare, all’interno di una struttura alberghiera in grado di accogliere ospiti ed estimatori offrendo loro, a ridosso di bianchissime spiagge, il massimo del lusso e del confort. Uno spazio che, grazie allo slancio di artisti internazionali, diverrà il palcoscenico ideale per artisti emergenti africani in Africa.

Senza ipocrisie o falsi moralismi Zalu è un resort per super-ricchi che ha la grande ambizione di canalizzare l’arte come veicolo di contatto e confronto tra chi possiede le risorse e chi, attraverso le proprie idee e la propria arte, può fare “cultura” per il proprio paese nel proprio paese.

Questi sono i progetti che preferisco, quelli che soddisfano un approccio pragmatico ma allo stesso tempo cretativo. Idee che mischiando realtà ed equilibri diversi danno vita a nuove ardite alchimie, le uniche in grado di dare vita a vere opportunità in posti come questi.

Le linee di Zalu parlano chiaro. I suoi saloni rinfrescati dalla brezza marina e modellati nelle forme della “madre terra” sono pronti ad accogliere una clientela di altissimo livello: potenti di tutto il mondo che godranno della bellezza del mare confrontandosi con l’arte internazionale ma sopratutto locale, l’elemento distintivo di Zalu.

Per realizzare parte delle opere d’arredo è stata scelta un artista comasca: Vivide Mantero. Vivide vive qui a Zanzibar da molti anni ed è una nota scultrice oltre che un ottima fotografa. Lampade, statue, tavoli e piccoli fregi in ferro e metallo: ecco il suo contributo a Zalu. Inoltre saranno proprio i suoi due “masai di ferro” a presidiare l’ingresso della galleria d’arte principale di Zalu.

E’ stata proprio Vivide a volere l’aiuto di Enzo nella realizzazione di alcuni pezzi ed è per questo che siamo stati inviati sull’Isola di Zanzibar a collaborare con lei ed i fundi locali nella decorazione di alcuni aspetti di Zalu.

Arte, super ricchi e mare: abbastanza per far storcere il naso al montagnino che è in me. Tuttavia Zalu è qualcosa di impressionante, di affascinante e coinvolgente anche se distante anni luce dal mio modo di essere. Severino, che vive qui con la moglie italiana e la figlia, con le sue parole ed il suo impegno mi ha dato grande prova di responsabilità ed amore per l’isola: questo è sicuramente un progetto economico, un investimento come è giusto che sia, ma è anche qualcosa di realmente positivo per la realtà locale, un approccio nuovo per utilizzare il turismo come la spinta per opportunità nuove sul territorio.

Alla costruzione di  Zalu lavorano ora oltre 6­­00 operai locali, donne ed uomini a seconda della propria mansione, coordinati da uno staff internazionale che vede figure italiane di spicco. Una magnifica cattedrale dall’altissimo tetto di foglie di palma che sorge su di una scogliera di corallo sull’oceano: è impressionante!

Impressionante come la scena d’altri tempi a cui abbiamo potuto assistere il giorno di paga con  quell’enorme quanità di operai schierati in file nel salone: Zalu è un’opportunità così come dovrebbe sempre esserlo l’arte, mi piace.

Davide “Birillo” Valsecchi

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