Corno Birone: Dario e William (EE)

Mercoledì, stando alla previsioni, avrebbe dovuto essere la giornata migliore dell’intera settimana prima del brutto tempo che minaccia il week-end: fortunatamente le previsioni sono state più che soddisfatte!!

La mia destinazione era il il Corno Birone, uno sperone roccioso posto sulla parete Sud-Est del Monte Rai che domina direttamente sui laghi di Oggiono e Annone godendo di un’eccezionale vista sia sulla piana che sulle più alte montagne circostanti.

Per iniziare la mia salita ho dovuto fare ricorso ai mezzi pubblici: alle otto e mezza ho preso il treno fino ad Erba e da lì mi sono imbarcato sul pullman che da Como si dirige a Lecco. Raggiunta Valmadrera sono sceso alla fermata più vicina alla chiesa del Santuario dedicato a San Martino. La chiesa, realizzata nel XIII secolo riadattando una piccola fortezza militare, domina la piana, è facilmente visibile anche dall’autobus ed è il riferimento più semplice per iniziare la salita visto che la maggior parte dei sentieri partono proprio nei suoi pressi.

Alla palina che si trova poco oltre la chiesa ho imboccato il sentiero Dario e William, un sentiero EE che si innalza sulla spalla destra della valle che scende sotto il Corno. Il sentiero Lucio Vassena, invece, percorre la spalla sinistra della valle ed il tracciato dei due percorsi resta quasi sempre reciprocamente visibili. La nostra fidata palina indica inoltre il sentiero per San Tommaso e per la traversata verso il Sasso Preguda.

Il sentiero delle Vasche invece parte più in basso, sulla strada che conduce a San Martino prima di raggiungere la chiesa.

Il sole era molto caldo e la salita, dapprima morbida tra i prati, si è fatta via via sempre più ripida ma mai particolarmente tecnica. Solo nella parte finale si dove fare un po’ più di attenzione giustificando la classificazione EE (Escursionisti Esperti).

Grandi e ripidi prati tra le rocce in un ambiente totalmente disabitato, guardandomi intorno continuavo a chiedermi: “Beh, dove sono i mufloni? In un posso simile non possono non esserci!”. Ed infatti, osservando in silenzio il prato, li ho finalmente trovati: tre grossi maschi con grandi corna ricurve, seduti nell’erba si godevano il sole incuranti della mia presenza.

Il sentiero prosegue poi sempre sul fianco destro del corno risalendo prima su una cresta e poi tagliando lungo una striscia d’erba a ridosso di una scogliera rocciosa sotto cui si cammina fino a raggiungere la grande croce che domina il corno. Il sentiero è ben segnato ed è difficile sbagliare strada.

Giunti alla cima si gode di un panorama spettacolore! Davanti si ha il Monte Barro ed alle sue spalle il Resegone e le montagne della Valcava che digradano verso Bergamo.

Risalendo verso nord abbiamo il monte Due Mani, il Coltignone, il San Martino ed oltre le due Grigne. Si intravvede anche il Legnone, il Pizzo dei Tre Signori ed il Pizzo Arera nella Bergamasca. Alle spalle il Monte Rai, il Cornizzolo, il Prasanto e la cresta del Malascarpa, i Corni di Canzo ed il Moregallo.

Verso sud primeggia il lago di Annone mentre tra le nebbie della pianura si distinguono le sagome dei grandi palazzi di Milano: si distingue bene la grande lancia sommitale che caratterizza il nuovo palazzo in zona Garibaldi e più in là, un po’ sfuocato, anche il profilo quadrato della torre Velasca.

Poco più in basso, alle pendici del Cornizzolo, si trova la magnifica Basilica di San Pietro al Monte, patrimonio storico della nostra terra: una meraviglia medioevale ancora oggi minacciata dalla sciagurata idea di aprire una nuova cava!!

Dal Corno Birone ho proseguito la mia salita fino alla cima del Monte Rai e, superato il crinale, mi sono imbattuto nella bellezza brillante del Monte Rosa e di tutto l’arco alpino occidentale, Monviso compreso, che risplendeva all’orizzonte.

Qua e là si intravvedava il “Lago Grande”, il Lario, ricordandomi quanta bellezza sia racchiusa nella nostra penisola lariana e quanto incredibilmente lontano si possa vedere dalle nostre “privilegiate” montagne.

Per la discesa ho puntato direttamente verso valle scendendo lungo il crinale del Prasanto che porta alla Chiesetta di San Miro: prima delle 13:30 ero già comodamente seduto in trattoria dalle Zie qui ad Asso.

Questa è una gita fisicamente impegnativa che però non richiede molto tempo se si è ben allenati e si mantiene un buon ritmo: un’escursione “veloce” che in giornate come questa è in grado di dare grandissima soddisfazione!

Davide Valsecchi

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