Il Circo dei Tassi

“Una giornata grandiosa. Grandiosa e terribile per la fanteria!” TeoBrex ha radunato la squadra e siamo in viaggio per il nostro solito sasso. Forse non mi interessa arrampicare, forse alle volte non mi interessa nulla. Voglio solo stare con i Tassi, rientrare nei ranghi, immergermi tra le fila, sentire attorno a me i miei compagni. Qualcuno è infortunato, qualcuno disperso. Brex, Andrea, Brambo, Gae e Birillo: ecco la squadra di combattimento, gli X-Men di questa puntata. Nello zaino ho il caschetto, un materassino da campeggio ed un rotolo intero di carta igenica: sono pronto a tutto!

Mi appollaio su un albero a sbalzo: ho arrampicato un po’ slegato, sciolto attraverso roccia buona. I ragazzi, trafficano con le corde, si esercitano sui tiri mentre li osservo piacevolmente distratto al sole. “Il vecchio Birillo avrebbe arrampicato di più!” sfotte qualcuno. “Il Birillo vecchio invece prende il sole” ghigno di mio.

Ieri mi è arrivata un’email: tra venti giorni devo rinnovare il servizio web di Cima-Asso.it prima che scada il contratto annuale. CimaMenoAssoPuntoIt: accidenti ormai sono dieci anni che la “creatura” vive. Ma giusto ieri qualcuno, con fare altezzoso e velenoso, aveva definito “Cima” un Blob, un patetico circo, un carrozzone di straccioni. “I Tassi non esistono: sono una tua fantasia. Fate solo sciocchezze. Scrivi solo sciocchezze”. Qualcuno era evidentemente ansioso di scoprire se la mia pazienza avesse un limite…

In dieci anni il “Circo” è andato a zonzo in lungo ed in largo, ha solcato montagne, affrontato oceani, disceso fiumi e scompigliato osterie e bordelli. Quasi non ricordo tutte le storie, i nomi, i volti ed i racconti che hanno incrociato le rotte di questo sconclusionato viaggio. “Cima” ricorda, ricorda ed archivia tutto. Io no purtroppo. Forse è per questo che ogni tanto mi crogiolo nei dubbi.

Quante persone sono passate attraverso questo luogo che non esiste, qualcuna è distante, qualcuna dispersa, qualcuno se ne è andato, qualcuno è stato cacciato. Quelli che rimangono sono reduci, veterani e matricole: “Una giornata grandiosa. Grandiosa e terribile per la fanteria!”. I Tassi sono carne da cannone, disperati pronti all’ingaggio: non è con le chiacchiere o con le fregnacce che si può fermarli.

Appoggiato al mio albero li ho guardati: “Esistono, eccome se esistono. Certo, non idea di cosa combineranno, di cosa siano o di cosa aspirino a diventare… ma forse è questo il bello di tutta la faccenda”. Chissà, forse potremmo abbandonare l’arrampicata e la montagna per darci alla pesca, al canoismo o all’ippica… ma rimarremo sempre e comunque i Tassi.  

Dieci anni, dieci anni a fare il pagliaccio nel centro della pista: a testa bassa, beccando cazzotti da tutti i lati senza mai cadere al tappeto. A volte mi sento un pugile suonato che continua a perdere ai punti, ma non è con le chiacchiere o con i giudici che si travolge uno come me. “Fate solo sciocchezze. Scrivi solo sciocchezze”. Può essere, ma c’è la pericolosa possibilità che non mi importi.

In dieci anni ho scritto fiumi di parole. Spesso avevo ragione, spesso avevo spudoratamente torto, ma non ho mai preteso di avere la verità, di essere nel giusto o di conoscere la strada. No, al meglio delle mie possibilità ho cercato di raccontare questo curioso viaggio che è la mia vita e di quelli che mi stanno accanto. Spesso però si è fatto la differenza e qualche piccolo, ma prezioso, risultato è ancora lì da vedere, tra le mille storie. Mi avvolpacchio e ricordo Amritsar, la città del tempio d’oro dei Sikh nel nord dell’India.

Quella volta avevo visto i fedeli rendere omaggio al loro grande libro sacro leggendolo ininterrottamente per 48 ore. Un libro diverso dalla Bibbia o dal Corano, un libro che non è un insieme di precetti o regole, ma semplicemente il “diario di viaggio” di Guru Nanak, il fondatore dei Sikh. I racconti dei suoi trent’anni trascorsi attraverso l’Asia, la culla della civiltà divisa dai conflitti religiosi e dalle caste. Un libro che predicava l’esistenza di un unico Dio, l’uguaglianza degli uomini ed è contrario ai rituali e alle religioni che separano gli uomini nel nome di dio. Un libro decisamente contro corrente.

Mi piacciono i Sikh, di tutto il ciarpame filosofico indiano/tibetano che ho incontrato sono i soli che hanno saputo guadagnarsi rispetto e fiducia. Forse, a modo suo, anche “Cima” è il “Diario di Viaggio” di questa nostra strana avventura. Non ho verità da dispensare, ma se un giorno qualcuno, leggendo i nostri racconti, riuscirà a trovare la propria, o anche solo un po’ di conforto durante il proprio viaggio, credo che il tempo, i sacrifici ed i soldi per tenere in piedi il “carrozzone” saranno stati ben spesi.

Per un istante mi perdo nel sole. Poi i ragazzi insaccano le corde, scendiamo a valle per farci un paio di birre. “Una giornata grandiosa. Grandiosa e terribile per la fanteria!”

Davide “Birillo” Valsecchi

Badgers? Badgers don’t care…

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