Operazione Mello

“Birillo è la Val di Mello, non è il VietNam! Ci sono delle regole!” Okay, in vita mia sono stato in cinque continenti, ho portato a casa la pelle da posti davvero discutibili. Ho fatto cose, visto gente… “Io sono il sergente Gunny Highway e ho bevuto più birra, pisciato più sangue e chiavato più mignotte e dato più cazzotti di tutti voi stronzetti messi assieme.” Eppure questa mattina, preparando lo zaino, ho acceso lo stereo e cercato qualche vecchia canzone hardcore per darmi la carica. Birillo, hai paura del MelloBlocco?

Domani mattina io, quel carrozzone sgangerato del Subaru Impreza e 110 chiodi appesi ad un trespolo di legno andiamo in Val di Mello. “Ma sei al Centro Polifunzionale della Montagna? Bello! Quello è il centro della manifestazione: tutto passa da lì!” mi ha detto qualcuno ieri. Evviva, non ho idea di cosa sia un “polifunzionale” ma mi è ormai chiaro che sono finito nel bel mezzo dei guai.

Già, cinquemila persone, campioni da tutto il mondo, aziende, giornalisti, telecamere, gente ammassata un po’ ovunque ed io con un centinaio di stecchetti di ferro ad una gara di arrampicata a mani nude. Alle volte mi vengono idee davvero strane…

Che poi se fosse successo un anno e mezzo fa, quando ero super in forma, quando avevo infilato una dietro l’altra una decina di vie ai Corni ed il camino dell’Eghen, già, allora sì che sarei stato pronto a mangiarmi la Valle. Ma oggi? Oggi i miei quarantanni suonati mi sono esplosi in faccia come una bomba: sono fuori livello, sono brutalmente sotto il Par, sono un veterano acciaccato accerchiato da giovani professionisti. Che devo dirvi: “Charlie attacca sempre quando sei con le braghe calate!” Combatto con ciò che ho, combatto per quello che sono…

“Un tempo andavo all’avventura, oggi vado per fiere.” Sgnignazzavo con Mattia. Eppure questa cosa del “Mercante di Chiodi” mi intriga, mi inquieta. Mi guardo attorno in un mondo pieno di numeri, di grosse aziende, di sponsor ed investimenti. Pubblicità, atleti, competizione. Un mondo mastodontico e complesso. “Attenzione! Io ho cento chiodi e non paura di usarli!” Io ho uno zainetto strappato, un sacco a pelo, dei pali di legno e degli economici occhiali viola con la montatura leopardata. Ma forse è proprio questo che mi attrae: un perenne svantaggiato che ingaggia la grande sfida impossibile, insensata. 

Fuori luogo, fuori tema, fuori tempo. “L’uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli”. Qualcuno una volta disse che sono dotato di una spiccata intelligenza… probabilmente è compensata dalla stupidità con cui mi infilo costantemente nei guai.

Sì, probabilmente quella che si agita sul fondo del mio stomaco è paura, quell’inquietudine propria dell’attesa, dello sconosciuto. Sono il toro che attende spaventato al buio dietro le porte dell’arena. Forse il MelloBlocco non si rivelerà neppure lontanamente all’altezza delle mie aspettative, forse sarà solo una WoodStock2009 di ragazzini, debitamente incelofanata e confenzionata in porzione singola take-away. Forse invece si rivelerà qualcosa di assolutamente inatteso. Ma questa sensazione, quest’eccitazione vibrante, è qualcosa di davvero prezioso: forse questa paura è la sensazione migliore che possiamo provare, la stessa che ci spinge nell’ignoto delle grandi montagne.

Beh andiamo a far benzina al Vampiro! Da domani a Domenica sono “in Valle”: se passate da quelle parti venite a salutarmi!

Davide “Birillo” Valsecchi

“Streetlight people
Livin’ just to find emotion
Hidin’ somewhere in the night.
Oh, the movie never ends. It goes on and on, and on, and on”

 

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