Via Pino dell’Oro

[Giacomo Perucchini] Corno Orientale di Canzo – Via Pino dell’Oro: VI, A1 (VII) – 190 mt 6 tiri – Romano Corti, Gian Maria Mandelli, 23 Ottobre 1976. “Via fra le più sostenute e temute dei Corni, supera la fessura che solca la parete nel settore ENE. Arrampicata su roccia a volte compatta a volte delicata, salita dagli apritori con l’ausilio di soli 25 chiodi e senza mezzi da incastro. Conta solo sei ripetizioni (negli ultimi anni aumentate, ndr): la prima di P. Cesana con E. Rusconi. Nel 2015 è stata ripetuta e riattrezzata, soste comprese, da D. Castelnuovo e D. Guerra. La prima solitaria e invernale è di Fabio Valseschini nel gennaio 2012 che ha percorso la via in arrampicata libera a vista”.

Così recita l’introduzione alla via della preziosa guida “Arrampicate sui Corni di Canzo e Moregallo”, edito a cura della Scuola di Alpinismo Attilio e Piero Piacco dei CAI di Valmadrera e Oggiono. Complice il meteo che non permette di alzarsi troppo di quota, per sabato 29 Luglio il Mattia (Sandionigi) decide: “Peru, è ora di andare ai Corni di Canzo”. “Va bene Tia, scegli tu la via”; so già che saran guai ma fa niente … e così, per la mia prima via ai Corni di Canzo, Mattia non si risparmia di certo e dal mazzo esce questo vione che è, come tante altre vie dei Corni e del Moregallo, uno dei gioiellini degli istruttori della Scuola, una delle loro vie del cuore.

A dir la verità io un po’ di timore ce l’ho, i Corni son sempre i Corni ed i gradi non son di certo larghi, in più questa via era stata ripetuta dai nostri amici Lugi Fantoni e Daniele Bartesaghi durante il Meeting di Arrampicata dei Corni di Canzo e le impressioni che avevano riportato erano severe; logica vorrebbe iniziar con una via più soft, ma vabbè … vediamo un po’ come andrà.

Arriviamo all’attacco e subito la prima sorpresa: arrivano altri due alpinisti, chi saranno? Scopriamo poi essere il Davide Pontiggia e socio, che per fortuna vanno sulla via a fianco, l’altrettanto leggendaria Don Arturo Pozzi, che stanno sistemando. Ci ritroveremo in cima per un saluto.

I 6 lunghi tiri della Via Pino dell’Oro sono un susseguirsi pressoché continuo di strapiombi, traversini e vaghi diedrini fessurati, solo a volte disturbati da un poco d’erba, tutti costanti sul VII grado (in libera) oppure VI e A1 in artificiale. Lungo la via si trova un po’ di tutto: chiodi vecchi, chiodi nuovi, soste quantomeno “storiche”, cordini, nut incastrati, addirittura due cunei di legno ed un bong nuovo fiammante. La richiodatura del 2015 è fondamentale, anche se in alcuni punti è necessario integrare con friend.

Mattia è in formissima e risolve la via in libera (complimenti!); io arranco dietro cercando di non soffrire troppo gli strapiombi e l’arrampicata fisica che richiedono, ma oggi vincono loro ed i numerosi cordini che ci siam portati tornano ben utili per staffare.

In cima al Corno Orientale la soddisfazione è tanta (così come la mia fatica); nel 2017, dopo tante vie su granito con l’ormai inseparabile socio, siamo tornati sulle montagne di casa con questa bella via classica di difficoltà sostenute.

Ed ora, chissà le prossime…

Giacomo Perucchini

Nota: le foto della salita compiuta durante il Meeting dei Corni sono visibili qui –  http://www.cima-asso.it/2015/09/via-pino-delloro/

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