Moregallo NoSpitZone

dscf9082La Natura trova sempre il suo equilibrio. Forse per questo non è un caso che alcune idee, apparentemente contro corrente, si sviluppino propriò là dove la consuetudine è opposta. Sul Calcare grigio del Lecchese è in atto, ormai da alcuni anni, un’ opera intensa, massiccia e sistematica di “riqualificazione” delle falesie d’arrampicata, Un’ azione che ha lo scopo esplicito di favorire aspetti turistici ed economici trasformando l’arrampicata acrobatica (come era definita negli anni ‘40) in una specie di parco avventura.

Come ho detto la natura trova sempre il suo equilibrio e sempre più spesso piccoli gruppi di ribelli si oppongono a questa logica fatta di “ciotoli colorati” e di “guide catalogo” in stile PostalMarket (non me ne vogliano troppo a male gli amanti del genere).

Tra questi piccoli e sgarruppati gruppi c’è anche il mio, i Badgers, uno sbiascico inglese che traduciamo come “i Tassi del Moregallo”. Rielaborando le idee “NoSpitZone” di Ivan Guerini alla nostra scarsa esperienza abbiamo liberato la nostra voglia di esplorare sul lato Sud del Moregallo, uno spazio incontaminato ricco di guglie e pinnacoli simili a quelli più celebri della Grignetta.

La nostra prima via è stata un’esperimento su un roccione che abbiamo chiamato “Lo scoglio di Arianna”. Una ravanata su roccia instabile che da lontano non sembrava tanto verticale (ma che in realtà strapiomba!). Uno sperone di 20 metri esplorato con becera (ma eroica) codardia usando una corda dall’alto attaccata ad una pianta. Stessi beceri esperimenti su una placca verticale che abbiamo battezzato “La placca dell’idiota” (in mio onore!)

Poi però abbiamo imparato qualche trucco, completato la serie di friend, nat e chiodi, abbiamo cominciato a darci dentro! Vie sempre più complesse ed aree aperte rigorosamente dal basso e senza spit.

Alla base del Corno Occidentale, che fa sempre parte del comprensorio dell’Isola Senza Nome, la prima vera via importante: Stellina alla Torre Tonda! Un monotiro di VI+ di 30 metri aperto dal basso a chiodi e friend su fessura svasata. Sosta strepitosa su clessidre. (Mattia Ricci e Davide “Birillo” Valsecchi). Sempre sulla stessa torre, giunti in visita, Josef Prina ed Ivan Guerrini hanno aperto altre tre vie: “Sortilegio”, “Comet”, “Cold Fingers” e “Ragazzo Debole” (quest’ultima con Giuseppe “Pepott” Stanga).

Grazie anche alla cucina di mia moglie Bruna (con cui ho aperto una via NoSpit sul lato ovest dei Corni di Canzo – “Curi infrangibili”) è nata una grande amicizia ed un’intensa collaborazione con Josef Prina (“Celeste Nostalgia” in val di Mello). Grazie alla sua esperienza ed al suo aiuto le vie della neonata “Moregallo NoSpitZone” sono cresciute in numero ed in estetica!

La prima di queste è un assoluto capolavoro: Birillo’s Crack! Una fessura su calcare continua e strapiombante, una vera meraviglia!
(La prima ripetizione è già stata compiuta da Tode degli AsenPark)

img_0920

Dopo questa nuova via una prima ripetizione d’eccellenza, Via Biba e PoniPoni allo Zeppeling del Moregallo. Nuovamente in cordata con Mattia Ricci una nuova linea MultiPitch (come dicono gli ammmericani) sul cresta dell’Anticima del Moregallo: Mozzo Fantasma.

Poi, sfruttando la clemenza dell’inverno altre nuove vie multitiro su quello che abbiamo chiamato “Lo scoglio dei Tassi”:

  • La via del Teo
  • Movimento Yogico
  • Indietro non si torna

Poi, visto che mia moglie si è tirata sul piede mezzo Pizzo Molteni mentre aprivamo una nuova via trad dietro il Pizzo Boga (ahinoi …è ancora ferma con il ditone rotto dopo due mesi, sig sig!! ), la cambusa della base dei Tassi ha ceduto il passo al caldo estivo spostando altrove le nostre esplorazioni.

Chiunque, animato dal giusto spirito, può farci visita e scoprire le bellezze della nostra zona (magari anche stringere nuove amicizie). Si spera che a nessun infoiato del trapano venga la malaugurata idea di pasticciare nel nostro piccolo angolo incontaminato. Solitamente, per offrire piena libertà a chi viene dopo di noi, non lasciamo alcun chiodo in parete. Se trovate materiale è perchè ci stiamo lavorando esplorando possibili varianti (leggisi: per favore non fregateci i chiodi che ci servono! Grazie)

Ivan Guerini è l’ideatore della parola “NoSpitZone” e della complessa (ma anche semplice) filosofia per la preservazione della Natura Verticale che questa idea racchiude. Ivan ha disegnato a penna il logo di quest’idea sul sacco d’arrampicata di Josef in un caldo pomeriggio di sole in cui ho avuto la fortuna di arrampicare con loro. Su quel sacco, oltre all’adesivo dei Badgers, ci sono numerose firme di alpinisti ed arrampicatori che condividono questa visione dell’arrampicata. Ivan è un nostro buon amico, ma ci tiene a rimarcare che la “Moregallo NoSpitZone” è una nostra rielaborazione personale di quest’idea: stesse note, musica diversa. 🙂

Vi scrivo con un approccio che non vuole essere nè polemico nè provocatorio, ma che esprime la volontà di confrontarsi con l’arrampicata (ed i propri limiti) in modo sincero e consapevole, seguendo l’esempio luminoso dei pionieri dei Corni (Eugenio Fasana in primis). Credo che molti altri alpinisti “indigeni”, sia giovani che anziani, condividano questa visione. Vi invito quindi ad esplorare il nostro territorio, a godere delle sue bellezze ma senza cedere a velleità di conquista, senza brutalizzare questa roccia selvaggia con la punta di un trapano e con tutto ciò che questo comporta: ognuno lassù deve poter trovare la “propria” via.

Se passate da quelle parti fatemelo sapere!
Ciao!

Davide “Birillo” Valsecchi

(Attenzione che il Moregallo non regala niente e, dove sembra verticale, di solito strapiomba!! Enjoy!!)

Qui trovate un po’ di link:

Birillo’s Crack

Another Day in Moregallo

La via del Teo

Movimento Yogico

Indietro non si torna

Ragazzo Debole

Araldi della Torre Tonda

«E’ fatta!»

Citazione d’obbligo anche per i primi “imbarazzanti” esperimenti:

Lo Scoglio di Arianna

La roccia vince sempre

Corni: via Cuori Infrangibili

%d bloggers like this: