Biblioteca Canova

dscf7152Era un mercoledì piovoso di Novembre, precisamente il 23/11/2016, quando seguivo Ivan Guerini fin nella cucina della signora Lilia, moglie di Armando Canova. Il nome di Armando mi era familiare perchè, insieme a  Corrado Zucchi, il 20 ottobre 1963 aveva aperto la celebre “via Zucchi” al Pilone Centrale della Grignetta.

Conoscevo quella via per averla ripetuta solo l’anno prima, insieme a Bruna qualche mese prima che ci sposassimo: per lei quella era la prima volta che arrampicava in Grignetta, ma anche più semplicemente la prima volta che affrontava una via di più tiri. Ero preoccupato fosse troppo impegnativa per lei, ma quel giorno forse avrei dovuto fare più attenzione a quello che stavo combinando io!  Al terzo tiro uscii fuori via e sugli abissi della Grignetta dovetti tirare una  bella variante di quaranta metri tutta senza alcuna protezione (avevo giusto con me un paio di fettucce). Alla fine, dopo un bel passaggio impegnativo ed un infinito traverso, finalmente ritrovai la sosta risolvendo una situazione che rischiava di complicarsi. Tuttavia mi piace pensare che quel giorno Zucchi e Canova mi abbiano tenuto a “battesimo”, forzandomi a far emergere la determinazione, spesso sopita, che mi sarebbe servita la settimana successiva per sopravvivere  alla tempesta nel Camino Cassin al Pizzo D’Eghen.

Lilia, una simpatica e lucidissima signora di novantanni, ci ha offerto il caffè e poi ci ha mostrato un piccolo inestimabile tesoro: la collezione di riviste alpinistiche di Armando. Ben ordinate ed allineate c’erano scaffali colmi di riviste italiane, francesi e svizzere che risalivano dalla fine degli anni ’60 alla fine degli anni ’90. “Io qui non posso più tenerle e rischiano di andare perdute: prendetele voi!”. Armando Canova, ed ora anche sua moglie, stavano facendo un’altro inestimabile regalo alla mia sgangherata carriera alpinistica! 

Per spostare quel “diluvio di conoscenza” Io ed Ivan abbiamo fatto su e giù riempiendo il baule della mia vecchia station wagon. Poi, con un scanner economico, ha cominciato a catturare immagini e a trascrivere articoli. Mentre trafficavo nel mio piccolo “laboratorio” avevo la sensazione di “rileggere il passato attraverso il suo presente”. Così, piano piano, è nata la “Biblioteca Canova”, uno spazio all’interno di Cima dove archiviare e condividere schegge quasi perdute di un passato solo apparentemente vicino.  Di tutto questo dobbiamo sopratutto ringraziare la famiglia Canova: Armando, Lilia e Rita, loro figlia.

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Qui trovate l’elenco degli articoli trascritti e conservati on-line:

Qui trovate le sezioni dedicate alle riviste già censite:

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  • Elenco libri italiani

 

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