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	<title>Cima-Asso.it &#187; C.A.I.</title>
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	<description>Davide Valsecchi Adventure Blog</description>
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		<title>Pakistan: Cima Asso 5100metri</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 07:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[C.A.I.]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa foto è emersa dagli scatoloni come un gioiello perduto, è uno scatto sulla parete che porta alla sommità di Cima Asso, la vetta conquistata e battezzata nel lontano 1999 in Pakistan da cui prende il nome questo sito. Eravamo &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/11/pakistan-cima-asso-5100metri/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh3.googleusercontent.com/-Igh9QizrGpA/SCCt7lh8dcI/AAAAAAAAACw/zWj9iO0Y9D4/s640/img270.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
<p>Questa foto è emersa dagli scatoloni come un gioiello perduto, è uno scatto sulla parete che porta alla sommità di <strong>Cima Asso</strong>, la vetta conquistata e battezzata nel lontano 1999 in Pakistan da cui prende il nome questo sito.</p>
<p>Eravamo in Hindu Kush, sulla catena montuosa che separa la piana dell&#8217;Afganistan, dai territori tribali del nord del Pakistan. Eravamo in uno degli ultimi <em>&#8220;spazi bianchi&#8221;</em> sulle cartine del mondo e che, nel giro di pochi anni, sarebbe diventato uno dei punti caldi dello scacchiere internazionale.</p>
<p>La salita verso la cima era una prima assoluta e la squadra, composta da cinque alpinisti, si era divisa in due cordate per cercare la via migliore per salire. Nella foto si vede <strong>Angelo Rusconi</strong>, con il casco blue, seguito da <strong>Cristian Cattivelli</strong>, con il casco rosso. Io ero legato in fondo a questa cordata da tre. La foto l&#8217;ha invece scattata <strong>Simone Rossetti</strong> o <strong>Luciano Giampà</strong> che, legati nella seconda cordata, sondavano la parete più a sinistra.</p>
<p>Era il <strong>5 Agosto 1999</strong>, il giorno del mio 23° compleanno per la precisione. Io ero il più giovane della squadra e non ero mai andato così lontano da casa in vita mia. Quanti ricordi! Che mondo spettacolare e selvaggio ci circondava!</p>
<p>All&#8217;epoca non c&#8217;erano ancora le macchine fotografiche digitali e tutte le immgini di quell&#8217;avventura sono conservate in diapositive. Dopo dodici anni trovarne una stampata è stata una piacevole sorpresa: prima o poi dovrò decidermi a digitalizzare anche quelle storia così analogia e nostalgica.</p>
<p>Qui sotto invece un&#8217;immagine più nota: la foto di foto di gruppo a 5100 metri  sulla vetta di <strong>CIMA ASSO</strong>. In senso orario dal centro: <strong>Angelo Rusconi</strong>, <strong>Cristian Cattivelli</strong>, <strong>Luciano Gimpà</strong>, <strong>Simone Rossetti</strong> e <strong>Davide Valsecchi</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh3.googleusercontent.com/-OUylyKHd65o/SCCt7lh8ddI/AAAAAAAAAC4/ytj4Nf2mPlo/s640/img272.jpg" alt="" width="640" height="480" /></p>
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		<title>Gino Mora: il più autorevole tra noi!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[C.A.I.]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato sera si è svolta la consueta cena annuale dei Soci del Cai. Nella gremita sala del Ristorante Eden di Canzo si è voluto rendere omaggio ad una figura storica della nostra sezione. Con una certa emozione il nostro Presidente,  &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/11/gino-mora-il-piu-autorevole-tra-noi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.googleusercontent.com/-Qi-3Lo7y9EA/TsOQMLUt2WI/AAAAAAAAQ1w/FywfpQID12U/s800/Gino%252520Mora.JPG" alt="" width="640" height="340" /></p>
<p>Sabato sera si è svolta la consueta cena annuale dei Soci del Cai. Nella gremita sala del Ristorante Eden di Canzo si è voluto rendere omaggio ad una figura storica della nostra sezione. Con una certa emozione il nostro Presidente,  <strong>Renzo Zappa</strong>, ha consegnato una targa <em>&#8220;al merito&#8221;</em> a <strong>Gino Mora</strong>, guida alpina e decano della <em>Scuola Alto Lario</em>.</p>
<p>Renzo, <em>&#8220;il presidente&#8221;</em>, è stato membro del soccorso alpino, istruttore di roccia ed è tutt&#8217;oggi ampiamente attivo come alpinista. Osservarlo mentre consegnava quella targa spiegava molto di ciò che quel gesto rappresentava. Nella sala infatti  vi erano infatti membri attivi del soccorso alpino, istruttori di roccia e di sci alpinismo, gente appassionata in montagna che tra i ricordi in tasca tiene dei 5000, dei 6000 ed anche dei 7000 raggiunti nei posti più disparati nel mondo. Tutti sapevano bene in cuor proprio quanto <em>&#8220;dovessero&#8221;</em> a Ginetto ed ognuno di loro, ognuno a modo proprio, non poteva che provare affetto per quell&#8217;autorità che è <strong>Gino Mora</strong>.</p>
<p>Gino, imbarazzato da tanta attenzione, ha preso la targa, ha guardato Renzo ed il pubblico:  <em>&#8220;Mille grazie&#8221;</em> e si è seduto senza aggiungere altro, sorridendo. Ma è la sua natura schiva, a volte persino epicamente ruvida, che ha fatto di lui molto più di un alpinista ma un esempio per tutti gli alievi ed i veterani. Gino parla poco ma non parla mai per nulla e si impara ad ascoltarlo quando lo fa. I più fortunati imparano anche che sotto quella scorza durissima, quello sguardo arcigno che fuma nazionali senza filtro a cinquemila metri, c&#8217;è un cuore dalla sensibilità tanto incredibile da chiamarsi bontà.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://lh3.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/TOzPwq406wI/AAAAAAAAO2o/lTDAtPlQsqE/s288/Acquisizione%20a%20schermo%20intero%2024112010%20094005.jpg" alt="" width="288" height="281" />Buono è buono ma, siete avvisati, mai stuzzicarlo! Leggendarie sono alcune delle sue fulminanti risposte!</p>
<p>Se, per coinvolgimento, mi è difficile raccontarvi i contorni dell&#8217;uomo posso snocciolarvi pià facilmente qualche sue impresa del passato. Nel 1971 insieme a Franco Rebecchi e Graziano Bianchi la <em>&#8220;pima invernale sul Disgrazia&#8221;</em> lungo la cresta Sud-Est. Nel 1975 la Spedizione alpinistica<em> “Città di Morbegno”</em>: obbiettivo la prima ascensione assoluta al Puscanturpa Nord nelle Ande Peruviane. Nel 82 La più famosa, forse perchè agli albori della televisione, <em> <a title="Azzurra82" href="http://www.cima-asso.it/2010/09/asso-e-canzo-due-vette-in-groenlandia/" target="_blank">&#8220;Azzurra82&#8243;</a></em>: una lunghissima attraversata sul ghiaccio della Groellandia scortando il documentarista Ambrogio Fogard. Poi, grazie al sodalizio con Ambrogio e Graziano, arrivarono salite importanti lungo tutto l&#8217;arco alpino ed ancora all&#8217;estero nei paesi più lontani:l&#8217;epoca dei grandi viaggi. Poi l&#8217;impegno per l&#8217;insegnamento, la scuola ed i corsi portati avanti anno dopo anno con coloro che sono diventati oggi istruttori. Nel 1998 la salita al Drifika, una cima pakistana di 6447m. Con lui Simone Rossetti e Luciano Giampà. Nel 2008, nonostante le difficoltà alla gamba e gli anni, un altro seimila: lo Stock Kangri.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.ggpht.com/-hLCogx5clKM/STHEgVbqvvI/AAAAAAAAFIM/mQ_5s5g4t5U/P1010139.JPG" alt="" width="640" height="391" /></p>
<p>Ma la lista è incompleta così come grande menzione dovrebbero avere anche i suoi amici: eroi alpinistici di quegli anni che hanno segnato la storia e tra cui Gino si è sempre distinto sia per capacità quanto per onestà. Quando qualche <em>&#8220;coetaneo&#8221;</em> del calibro di <strong>Luigino Airoldi</strong> passa a trovarci possiamo comprendere dall&#8217;affetto tra i due  la grandezza di questi personaggi.</p>
<p>Tutti quelli che vanno per monti nel Triangolo Lariano hanno imparato da lui e sono stati suoi alievi. Quindi credo che, dopo essemi perso in mille fronzoli, non possa far altro che imitarlo con una semplice frase:<em> &#8220;Grazie a te, Gino!&#8221;</em></p>
<p>Davide Valsecchi</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh4.googleusercontent.com/-8fbinOC3BZo/TsOTkyqRY4I/AAAAAAAAQ14/PnbD1okb2zk/s800/Targa%252520x%252520ginetto.JPG" alt="" width="640" height="420" /></p>
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		<title>Canzo: Oltre i 6000 dopo i 60</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 09:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[C.A.I.]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comune di Canzo e le sezioni Cai di Asso e Canzo presentano il documentario di Franco Bramani: Oltre i 6.000&#8230;dopo i 60. Franco, amico e Consigliere del Cai Asso, raccontra attraverso il suo filmato l&#8217;esperienza alpinistica, umana ed umanitaria &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/06/canzo-6000-oltre-i-60/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh3.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/TOwDIxSnVBI/AAAAAAAAO2E/OJy1sldjVyo/s288/Acquisizione%20a%20schermo%20intero%2023112010%20173328.jpg" alt="" width="288" height="287" />Il Comune di Canzo e le sezioni Cai di Asso e Canzo presentano il documentario di Franco Bramani: <strong>Oltre i 6.000&#8230;dopo i 60.</strong></p>
<p>Franco, amico e Consigliere del Cai Asso, raccontra attraverso il suo filmato l&#8217;esperienza alpinistica, umana ed umanitaria vissuta nel 2010 in Nepal sulla catena dell&#8217;Himalaya, con la salita ai 6.189 mt. dell&#8217;Island Peak.</p>
<p>La proiezione si terrà Venerdì 10 Giugno 2011 alle ore 21.00 presso la Sala Conferenze di Palazzo Tentorio (2° piano Municipio) in Via Mazzini 28 a Canzo.</p>
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		<title>Linea Cadorna ed il Monte Orsa</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 08:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica l&#8217;alpinismo giovanile si è spinto nel varesotto per esplorare la Linea Difensiva Cadorna, una fortificazione militare costruita tra il 1911 ed il 1916 nota anche come Occupazione Avanzata Frontiera Nord (OAFN). La fortificazione si estende dalla zona di Varese &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/05/linea-cadorna-ed-il-monte-orsa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 326px"><img title="Fortificazioni Monte Orsa" src="http://lh3.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TdofVAQIPfI/AAAAAAAAQFk/dtTUtlw4frE/s400/DSC08264.JPG" alt="Fortificazioni Monte Orsa" width="316" height="400" /><p class="wp-caption-text">Fortificazioni Monte Orsa</p></div>
<p>Domenica l&#8217;alpinismo giovanile si è spinto nel varesotto per esplorare la <strong>Linea Difensiva Cadorna</strong>, una fortificazione militare costruita tra il 1911 ed il 1916 nota anche come <strong>Occupazione Avanzata Frontiera Nord</strong> (<em>OAFN</em>).</p>
<p>La fortificazione si estende dalla zona di Varese risalendo il confine con la Svizzera fino a Colico e alla Valtellina. Noi eravamo diretti alle postazioni per cannoni costruite sul monte Orsa a ridosso di Viggiù e del lago di Lugano.</p>
<p>Lungo la montagna sono ancora ben visibili le fortificazioni, i camminamenti e le postazioni dei cannoni ricavate da gallerie scavate nella roccia. La linea difensiva fu costruita per fronteggiare un&#8217; eventuale aggressione dei tedeschi attraverso la neutrale Svizzera,  per tanto si attestava come un serie di postazioni fortificate da cui dirigere i bombardamenti con l&#8217;artiglieria pesante contro eventuali invasori.</p>
<p>Attraverso le feritoie realizzate per i <strong>149A</strong>, i grandi cannoni in dotazione all&#8217;esercito italiano durante la prima guerra mondiale, si può quindi godere di un panorama incredibile che si estente tanto sulla Svizzera quanto sulla Pianura Padana.</p>
<p>Per i ragazzi, e per i loro accompagnatori, questa semplice gita riserva un tuffo nella storia ed un&#8217;opportunità magnifica per ammirare il nostro territorio.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh6.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TdofA8FsshI/AAAAAAAAQFY/LH9YvbCyMxI/s800/12329479.jpg" alt="" width="640" height="431" /></p>
<p>L&#8217;imponente struttura bellica, realizzata in gran parte grazie all&#8217;opera ed alla partecipazione dei civili, non fu mai teatro di scontri: i tedeschi si guardarono bene dall&#8217;invadere la Svizzera e quando sfondarono a Caporetto tutto il fronte italiano, uomini e mezzi compresi, si spostò ad occidente verso le Alpi Orientali ed il Piave.</p>
<p>Non fu mai sparato un colpo dalla Linea Cadorna.</p>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>
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		<title>La Budraghera ed il Lago del Segrino</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 10:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[asso]]></category>
		<category><![CDATA[C.A.I.]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole di Asso]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri mattina sono andato a spasso con i bambini delle scuole elementari di Asso: il CAI Asso, invitato dalle maestre, collabora alle piccole gite scolastiche di questi giovanissimi esploratori tra gli otto ed i nove anni. Trentadue &#8220;scriccioli&#8221; muniti di &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/05/la-budraghera-ed-il-lago-del-segrino/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TdTV9T6LwjI/AAAAAAAAQD4/xZ7ZG8WDXrQ/s800/DSC08246.JPG" alt="" width="640" height="418" /></p>
<p>Ieri mattina sono andato a spasso con i bambini delle scuole elementari di Asso: il <em>CAI Asso</em>, invitato dalle maestre, collabora alle piccole gite scolastiche di questi giovanissimi esploratori tra gli otto ed i nove anni.</p>
<p>Trentadue <em>&#8220;scriccioli&#8221;</em> muniti di zaino e rigorosamente allineati in fila per due: ecco il piccolo gruppo che ci aspettava in Piazza del Mercato di Canzo. Dopo le presentazioni e le raccomandazioni di rito ci siamo messi in cammino salendo lungo le scalinate che portano alla torre di Canzo e da lì, attraversando il centro storico del paese, abbiamo raggiunto la chiesa di San Francesco e la cappelletta dedicata alla Madonna di Caravaggio.</p>
<p>Da qui parte il sentiero delle <strong>Budraghera</strong>: <em>«&#8230;la strada termina a ridosso di un bosco dal quale parte un sentiero  pianeggiante che si snoda a lato di muri e terrazzamenti in sasso. Parte  di questi vecchi muri sono ancora coltivati da agricoltori locali. Il  sentiero ripercorre un percorso a mezza costa, utilizzato dagli antichi  abitanti dei borghi della Vallassina, per sfuggire al più pericoloso  tragitto di fondo valle. Superata questa prima parte, il sentiero sale  di quota con brevi strappi fino ad affacciarsi sulla valle da dove,  attraverso una piccola “veduta”, si può godere della vista del  sottostante Lago del Segrino. Il sentiero prosegue attraverso boschi  di carpini, frassini, ciliegi e castagni all’interno del Parco del Lago  del Segrino in uno scenario paesaggistico unico. Il cammino si snoda  attraversando i conoidi di deiezione e le vallette del versante  nord-ovest del Monte Cornizzolo. La zona, fortemente carsica e drenata,  dà luogo ad una serie di vallette e canaloni che, nei periodi di  pioggia, evidenziano lo scorrere in superficie dell’acqua.»</em></p>
<p>Giunti al lago i bambini hanno potuto osservare divertiti una delle attrazioni più caratteristiche del lago del segrino: otto oche, perfettamente in fila indiana, che attraversavano la strada composte e compunte sulle strisce pedonali. Un ottimo esempio di rispetto stradale per gli entusiasti bambini: <em>&#8220;se lo fanno anche le oche&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Ecco il percorso per chi volesse fare una passeggiata fino al lago lungo un sentiero spesso dimenticato come la Budraghera.</p>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>
<p>
    <div id="itinerario" style="width:640px;height:500px;"></div>
	
    

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		<title>In miniera: la Bagnada</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 07:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[C.A.I.]]></category>
		<category><![CDATA[bagnada]]></category>
		<category><![CDATA[miniera]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica, con i ragazzi dell&#8217;Alpinismo Giovanile, abbiamo risalito il lago addentrandoci poi per la la Val Malenco. La valle è circondata da imponenti e granitiche montagne oltre i tremila metri: il Pizzo Zupò (3.996 m), il Disgrazia (3.678 m), la &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/05/in-miniera-la-bagnada/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TcfBSKK9mZI/AAAAAAAAP8U/huMb0AN8qyo/s800/DSC08146.JPG" alt="" width="640" height="392" />Domenica, con i ragazzi dell&#8217;<strong>Alpinismo Giovanile</strong>, abbiamo risalito il lago addentrandoci poi per la la <strong>Val Malenco</strong>.</p>
<p>La valle è circondata da imponenti e granitiche montagne oltre i tremila metri: il <strong>Pizzo Zupò</strong> (3.996 m), il <strong>Disgrazia</strong> (3.678 m), la<strong> Cima di Rosso</strong> (3.369 m), il <strong>Pizzo Scalino</strong> (3.323 m), il <strong>Cassandra</strong> (3.226 m), il <strong>Monte del Forno</strong> (3.214 m), la  <strong>Vetta di Ron</strong> (3.137 m) e il <strong>Pizzo Canciano</strong> (3.103 m).</p>
<p>Le cime sono ancora innevate e la nostra destinazione non era così ambiziosa: non puntavamo a infatti salire le vette di quelle magnifiche montagne ma a scoprirne l&#8217;interno.</p>
<p>Il Comune di <strong>Lanzada</strong>, in collaborazione con le associazioni locali ed il CAI, ha infatti trasformato la vecchia miniera di talco nel <strong>Museo Tematico La Bagnada</strong> rendendo possibile accedere alle vecchie gallerie attraverso la montagna.</p>
<p>Accolti dagli amici e dal Presidente del CAI di Lanzada abbiamo indossato vestiti invernali, infilato il casco e la lasciato alle nostre spalle il caldo sole di Maggio addentrandoci nei sette gradi centigradi delle umide gallerie de La Baganda.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh4.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TcfF_b6zQhI/AAAAAAAAP8c/FTpjhmMLwbY/s800/DSC08155.JPG" alt="" width="640" height="463" /></p>
<p>Il museo permette di <em>&#8220;fisicamente immergersi&#8221; </em>nella storia della valle e nella sua vita legata alle miniere e alle fatiche dei minatori. Un viaggio tra la roccia ed il tempo fatto di racconti e testimonianze di oltre un secolo raccolte nei luoghi in cui furono vissute: la miniera.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh3.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TcfHsAuLcqI/AAAAAAAAP8s/7h_QUb4XVio/s800/2.%20minatori%20degli%20anni%20%2760.jpg" alt="" width="640" height="425" /></p>
<p>Due ore sotto terra esplorando il buio tra gli anfratti delle gallerie ed il resto della giornata al sole, sui prati a 1.800 metri tra il verde ed il granito della Val Malenco: non male come uscita relax!!</p>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi<em></em></p>
<p><em>Per informazioni sulla miniera: <a title="Ecomuseo Tematico la bagnada" href="http://www.minieradellabagnada.it/" target="_blank">Ecomuseo Tematico la Bagnada</a></em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh4.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TcfLMnp60tI/AAAAAAAAP9g/gTWu99r9Eag/s800/DSC08172.JPG" alt="" width="640" height="405" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il sentiero delle vasche</title>
		<link>http://www.cima-asso.it/2011/04/il-sentiero-delle-vasche/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 09:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[C.A.I.]]></category>
		<category><![CDATA[Sentieri]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[asso]]></category>
		<category><![CDATA[sentiero delle vasche]]></category>
		<category><![CDATA[valmadrera]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica, ieri, prima uscita con i ragazzi dell&#8217;Alpinismo Giovanile del Cai Asso. Il Sentiero delle Vasche, che sale lungo la Valle del fiume Inferno, è un&#8217;itineraio che permette ai più giovani di sperimentare in sicurezza le difficoltà e le meraviglie &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/04/il-sentiero-delle-vasche/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh4.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/Tavv1DE8I_I/AAAAAAAAPwg/sztFl2NNLZg/s800/2011-04-17%2010.03.45.jpg" alt="" width="640" height="357" />Domenica, ieri, prima uscita con i ragazzi dell&#8217;Alpinismo Giovanile del Cai Asso. Il <strong>Sentiero delle Vasche</strong>, che sale lungo la Valle del fiume <strong>Inferno</strong>, è un&#8217;itineraio che permette ai più giovani di sperimentare in sicurezza le difficoltà e le meraviglie offerte dal torrentismo.</p>
<p>Il sentiero si snoda infatti sul letto del fiume e risale superando le pozze d&#8217;acqua e le rocce attrezzate che si trovano nelle profondità della gola.  <em>Avvertenza</em>: per affrontare il Sentiero delle Vasche è necessario che il livello del fiume si particolarmente basso perchè diversamente non è percorribile: durante il periodo delle piogge, quando l&#8217;acqua ruggisce violenta tra le rocce, si può ben capire perchè quella valle è chiamata <em>Inferno</em>!</p>
<p>Solitamente la salita inizia dal santuario del <strong>San Martino</strong>, ma allungando di poco la strada ed entrando nel fiume un po&#8217; più a valle è possibile ammirare anche la cascata della prigione (<em>Cascada de la  					Presun</em> <a title="Visualizza punto su Google Map" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=45.844724%C2%B0+9.343819%C2%B0&amp;aq=&amp;sll=39.922945,12.805475&amp;sspn=7.428421,18.69873&amp;ie=UTF8&amp;z=16" target="_blank">Lat: <em>45.844724° N</em> Lon: <em>9.343819° E</em></a>)</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh4.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/Tavw1UsPQSI/AAAAAAAAPww/IOJCtkiEyFc/s800/2011-04-17%2009.28.04.jpg" alt="" width="640" height="462" /></p>
<p>Un tempo l&#8217;Inferno forniva acqua ai macchinari della vecchia ed ormai scomparsa filanda di Valmadrera e pertanto lungo il fiume si possono individuare ancora gli interventi umani con cui veniva canalizzata e regolata l&#8217;acqua. Il fiume è un susseguirsi di vasche, naturali ed artificiali, chiamate nel nostro dialetto <em>&#8220;Fopp&#8221;</em>: <em>Fopp di Tusann, Fopp de l’Acqua Marcia, Fopp Biasin Fopp Negher, Fopp de la Curva, Fopp di Vif e Mort, la Scaleta e il Vascun.</em></p>
<p>Il <strong>Corno Birone</strong>, il <strong>Monte Rai</strong> ed il <strong>Monte Prasanto</strong> sovrastano la valle alimentando il fiume ed in una primaverile giornata di sole come ieri sanno farsi ammirare per la complessità delle loro forme. Lungo il sentiero, che prosegue poi verso la località di <strong>San Tomaso</strong> ed il <strong> Ristoro OSA</strong>, è possibile trovare grossi massi erratici in parte lavorati dai vecchi <em>&#8220;taglia sassi</em>&#8220;. Sono presenti alcune tabelle informative che possono aiutare a spiegare il lungo viaggio di queste grandi rocce granitiche e di come furono una risorsa del passato per gli abitanti delle montagne.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/Tav08f4cVzI/AAAAAAAAPxA/LT2OOneUcVQ/s800/2011-04-17%2010.56.27.jpg" alt="" width="640" height="407" /></p>
<p>Lungo il sentiero ci sono alcuni tratti impegnativi ma sono attrezzati e protetti con catene in modo da renderne agevole il passaggio. I nostri ragazzi, molti dei quali tra gli otto e gli undici anni, hanno saputo farsi valere lungo le rocce ed i guadi. Alcuni sono veterani del corso di arrampicata nella palestra di roccia della <strong>Sportiva di  Valbrona</strong> ma per sicurezza ognuno di loro era <em>&#8220;marcato&#8221;</em> stretto da un adulto: tutti se la sono cavata alla grande, bravi!</p>
<p>Nel prato di San Tommaso si è fatto <em>pic nic </em>ed il sottoscritto anche una magnifica dormita al sole mentre i ragazzi, interrompendo per un po&#8217; il gioco, hanno fatto visita al museo dedicato alla vita contadina.  L&#8217;uscita è da considerarsi più che positiva ed è un ottimo inizio per il corso di <strong>Alpinismo Giovanile</strong>.</p>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>

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	<!-- Pagination -->
 	<div class="ngg-clear"></div> 	
</div>


<p>Ecco l&#8217;itienerario GPS. In rosso la salita, in blu la discesa:</p>

    <div id="itinerario" style="width:640px;height:500px;"></div>
	
    

    <script type="text/javascript">

		var latlng = new google.maps.LatLng(0, 0);
		var myOptions = {
			zoom: 1,
			center: latlng,
			scrollwheel: true,
			scaleControl: false,
			disableDefaultUI: false,
			mapTypeId: google.maps.MapTypeId.SATELLITE
		};
		var itinerario = new google.maps.Map(document.getElementById("itinerario"),
		myOptions);
		
				var kmlLayerOptions = {preserveViewport:false};
				
			var kmllayer = new google.maps.KmlLayer('http://www.cima-asso.it/kml/sentierodellevasche.kml',kmlLayerOptions);
			kmllayer.setMap(itinerario);
			</script>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Salita<br />
</strong><em>Distanza totale: 4,20 km (2,6 mi)</em><br />
<em>Durata totale: 2:42:40</em><br />
<em>Durata in moto: 47:31</em><br />
<em>Velocità media: 1,55 km/h (1,0 mi/h)</em><br />
<em>Velocità media in moto: 5,30 km/h (3,3 mi/h)</em><br />
<em>Velocità max: 12,67 km/h (7,9 mi/h)</em><br />
<em>Altitudine min: 299 m (981 pd)</em><br />
<em>Altitudine max: 695 m (2281 pd)</em><br />
<em>Dislivello: 619 m (2031 pd)</em><br />
<em>Registrato: dom apr 17 08:50:46 GMT+02.00 2011</em></td>
<td><strong>Discesa<br />
</strong><em>Distanza totale: 3,64 km (2,3 mi)</em><br />
<em>Durata totale: 58:29</em><br />
<em>Durata in moto: 44:28</em><br />
<em>Velocità media: 3,74 km/h (2,3 mi/h)</em><br />
<em>Velocità media in moto: 4,92 km/h (3,1 mi/h)</em><br />
<em>Velocità max: 17,76 km/h (11,0 mi/h)</em><br />
<em>Altitudine min: 289 m (947 pd)</em><br />
<em>Altitudine max: 609 m (1997 pd)</em><br />
<em>Dislivello: 97 m (317 pd)</em><br />
<em>Registrato: dom apr 17 15:27:20 GMT+02.00 2011</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo SpaccaSassi da Cranno</title>
		<link>http://www.cima-asso.it/2011/04/lo-spaccasassi-da-cranno/</link>
		<comments>http://www.cima-asso.it/2011/04/lo-spaccasassi-da-cranno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 07:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[C.A.I.]]></category>
		<category><![CDATA[Sentieri]]></category>
		<category><![CDATA[cai asso]]></category>
		<category><![CDATA[cranno]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[spaccasassi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cima-asso.it/?p=13955</guid>
		<description><![CDATA[Ieri, mercoledì 13, i ragazzi delle scuole elementari di Pontelambro hanno preso parte ad un&#8217;escursione lungo il sentiero geologico dei Corni di Canzo accompagnati dai volontari del Cai-Asso. Avrei voluto partire la mattina con loro, ma alle nove avevo un &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/04/lo-spaccasassi-da-cranno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://lh5.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TaXgU0AQ1eI/AAAAAAAAPvk/7EutLuLQEAQ/s800/2011-04-13%2012.42.39.jpg" alt="" width="640" height="372" /></p>
<p>Ieri, mercoledì 13, i ragazzi delle scuole elementari di <strong>Pontelambro</strong> hanno preso parte ad un&#8217;escursione lungo il sentiero geologico dei <strong>Corni di Canzo</strong> accompagnati dai volontari del<strong> Cai-Asso</strong>.</p>
<p>Avrei voluto partire la mattina con loro, ma alle nove avevo un appuntamento e per questofino alle undici non ho potuto liberarmi dagli impegni. Poi finalmente, dopo aver infilato ai piedi gli scarponi, mi sono messo in viaggio per raggiungerli.</p>
<p>Ormai, tardi per tardi, ho deciso di raggiungere il Prim&#8217;Alpe passando per Cranno e registrando il tracciato con il Gps. Il sentiero in questione è chiamato <strong>Lo SpaccaSassi</strong> e salendo da Asso è piuttosto duro ma offre un gran panorama si  sulla Grigna, sul Palanzone, il Cornizzolo ed i Corni, affacciandosi sopra la piana di Scarenna e sbirciando verso il lago del Segrino.</p>
<p>Lo Spaccasassi è un test: una salita che faccio ogni anno quando è finito l&#8217;inverno ed è giunto il momento di <em>&#8220;sgranchirsi&#8221;</em> e rimettersi in forma. Sale dritto lungo il costone di Cranno e per un&#8217;ora ti impegna sulle punte degli scarponi premiandoti solo quando raggiungi il grande sasso erratico che si affaccia come un balcone sopra Canzo: <strong>Sass della Prea</strong>. Proveniendo dall&#8217;Arosio-Canzo si distingue chiaramente il grande sasso da cui si può godere una delle viste migliori di tutta la valle:</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TaXHloEFC-I/AAAAAAAAPvg/ii_q2VNqGbo/s640/2011-04-13%2012.14.50.jpg" alt="" width="640" height="84" /></p>
<p>Ancora un&#8217;ultimo sforzo e si raggiunge il bivio: da una parte si prosegue per la <strong>Coletta dei Corni</strong>, oppure si comincia a scendere seguendo lo Spaccasassi. La prima volta che ho percorso quel sentiero ero un bambino ed il mio cane <em>&#8220;Cico&#8221;</em>, un trovatello nero, si era messo ad inseguire le capre lungo il costone. Mi era toccato andare a riprenderlo tra i rovi e le rocce a strapiombo: ora il sentiero, fortunatamente, è ben tenuto e reso sicuro da staccionate in legno dove necessario.</p>
<p>Al Prim&#8217;Alpe ho trovato oltre sessantadue bambini felici di giocare al sole di questo inconsueto Aprile. Un panino, due chiacchiere con Renzo, Franco e Valentino e via verso casa: lo SpaccaSassi non mi ha trovato quest&#8217;anno <em>&#8220;spompato&#8221;</em>, tornare a farlo di corsa come dieci anni fa però mi pare dura <img src='http://www.cima-asso.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>
<p>Ecco il tracciato GPS partendo dalla Stazione della Ferrovia FNM Asso-Canzo:<br />

    <div id="itinerario" style="width:640px;height:400px;"></div>
	
    

    <script type="text/javascript">

		var latlng = new google.maps.LatLng(0, 0);
		var myOptions = {
			zoom: 1,
			center: latlng,
			scrollwheel: true,
			scaleControl: false,
			disableDefaultUI: false,
			mapTypeId: google.maps.MapTypeId.SATELLITE
		};
		var itinerario = new google.maps.Map(document.getElementById("itinerario"),
		myOptions);
		
				var kmlLayerOptions = {preserveViewport:false};
				
			var kmllayer = new google.maps.KmlLayer('http://www.cima-asso.it/kml/spaccasassi.kml',kmlLayerOptions);
			kmllayer.setMap(itinerario);
			</script></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><strong>SpaccaSassi<br />
Salita al Prim&#8217;Alpe:</strong>&nbsp;</p>
<p><em>Distanza totale: 4,44 km</em><br />
<em> Durata totale: 1:14:30</em><br />
<em> Durata in moto: 51:21</em><br />
<em> Velocità media: 3,58 km/h</em><br />
<em> Velocità media in moto: 5,19 km/h</em><br />
<em> Velocità max: 9,00 km/h</em><br />
<em> Altitudine min: 429 m</em><br />
<em> Altitudine max: 854 m</em><br />
<em> Dislivello: 553 m</em><br />
<em> Registrato: mer apr 13 11:28:59 GMT+02.00 2011</em></td>
<td><strong>SpaccaSassi<br />
</strong><strong>Discesa dal Prim&#8217;Alpe:</strong>&nbsp;</p>
<p><em>Distanza totale: 4,71 km</em><br />
<em> Durata totale: 44:12</em><br />
<em> Durata in moto: 40:44</em><br />
<em> Velocità media: 6,39 km/h</em><br />
<em> Velocità media in moto: 6,94 km/h</em><br />
<em> Velocità max: 19,47 km/h</em><br />
<em> Altitudine min: 423 m</em><br />
<em> Altitudine max: 790 m</em><br />
<em> Dislivello: 131 m</em><br />
<em> Registrato: mer apr 13 14:44:30 GMT+02.00 2011 </em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>3</slash:comments>
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	</channel>
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