Archive for the ‘kashmir’ Category.

Sweet Home: Bagaj inn turnaa a Cà… again!!

Sweet Home

Sweet Home

Il ragazzo della JetPark ci parcheggia davanti alla nostra macchina. Sono le sei di sera di Dicembre, è buio e  la radio del furgone passando i risultati di calcio mi ricorda che è Domenica.

Il ragazzo ci regala un paio di cioccolatini mentre carichiamo gli zaini sulla vecchia mondeo nera, l’old mobile dei blues brothers di Asso. Appoggio le chiappe sul sedile davanti mentre Enzo si mette alla guida ed accendo la radio: Virgin radio in caccia del vecchio Bleach.

Trovata! Sapete qualche canzone passa  in quel preciso momento? Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynrd. Non esistono le coincidenze!

Il nostro arrivo diventa piuttosto glorioso, infilarsi in strada con questa canzone dopo quasi  33 ore tra aeroplani e aereoporti diventa i titoli di coda quest’avventura.  Adoro il suono rock ‘n’ roll del  Sud degli States, quel fare un po’ sfrontato con cui i ragazzi di campagna decidono di sfidare il mondo con un paio di Jeans e degli stivali. In viaggio, ancora in viaggio ma destinazione CASA. Non vedo l’ora di appoggiare i piedi sotto il tavolo della zia.

Domani c’e’ tempo per il circo degli strani, le bollette, il commercialista, la tipa che mi insulta al telefono, Berlusconi che prende statuette sul naso (fatto grave!), le balle politiche, la crisi, la sindachessa lesbica di Huston, l’acceleratore del Cern, mio padre che fa lo strano, Dio che non  si fa vedere (buon per lui!!),  Babbo natale e la compagnia delle renne ubriache che rompe le palle mentre mangio.

Domani. Oggi sono in viaggio per casa, Sweet Home!!

Davide “Birillo” Valsecchi



Srinagar BlackOut

Il Buono, Il Brutto ed il Cattivo

Il Buono, il Brutto ed il Cattivo



Greater Kahsmir… di nuovo!

Faheem, Altaf, Birillo. La foto è di Enzo

Durante il nostro viaggio a Maggio eravamo stati intervistati da Faheem Aslam, giornalista del Greater Kashmir, il principale quotidiano in Inglese  della regione.

Era stato divertente e la foto dei due assesi in viaggio era finita sia sul giornale che su Internet,  all’epoca scrissi anche un pezzo  che potete leggere qui: I due Assesi finiscono sul giornale del Kashmir

Proprio stamattina siamo passati di nuovo alla sede del giornale ed abbiamo incontrato nuovamente Faheem accompagnati da Mister Kotroo. Faheem ci ha riconnosciuto al volo ed è stao molto gentile ed amichevole come sempre. Abbiamo raccontato del nostro viaggio in India e del libro che è in stampa con le foto di Enzo ed i miei racconti.

Il lago e la tradizione tessile sono aspetti comuni sia a Como che alla Città di Srinagar , è  sempre interessante condividere il proprio punto di vista trovando le diferenze e le similitudini tra paesi e persone così distanti.

In quest’occasione avevamo un piccolo regalo per Faheem, una copia di Lake Como, il magazine trimestrale che in doppia lingua, inglese ed italiano, descrive Como e le iniziative culturali ed artistiche della città.

Nella redazione del giornale Enzo ci ha scattato una foto ma, ad essere onesto, riguardandola quello tra i tre che sembra meno occidetale sono imbarazzantemente io.  Fa sempre un freddo pungente ed in questi giorni ha cominciato a piovere e nevischiare, se a questo sommate che siamo a 1700 metri ai bordi dell’Himalaya in una città costruita sull’acqua potete capire perchè sembro sempre di più l’orso Yoghi in attesa del letargo!

Il nostro viaggio continua ed ogni giorno vediamo qualcosa di incredibile. Appena possibile cercheremo di mostrarvi le foto e di raccontarvi le storie che ci vengono racontate in questi giorni. Ciao!!

Davide “Birillo” Valsecchi



Tre pensieri sulla strada per Srinagar

Delhi Airport

Delhi Airport

Mi piacciono gli aereoporti. Ci sono donne magnifiche, bellissime, camminano a grandi falcate come dee tra gli uomini inguainate in lucenti stivali ed eleganiti  vestiti. Gambe lunghissime e sguardo fiero. Mi piacciono, tuttavia mi incuriosisce sempre la strana specie di uomini che si trascina instancabilmente e silenziosamente loro appresso. Sono stretti mano nella mano con tanta grazia ma hanno dipinto sul volto una maschera rigida di una tristezza inconsolabile ed infinita. Ho paura che quei poveretti stiano pagando un prezzo troppo alto per tanta avvenenza. Decisamente non è roba per me. “Culo alto ci fo’ un salto” Santambrogio cita il Conte Mascetti e riequilibra i mei pensieri. Mi alzo e schiero il più accattivante dei mei sorrisi da single impenitente. Mi piacciono gli aereoporti.

Siamo una bella squadra io ed Enzo ma le ore di viaggio cominciano ad accumularsi ed instancabilmente avanziamo aereoporto dopo aereoporto, paese dopo paese. Ad ogni salto lo scenario cambia, cambiano gli attori, cambia persino il teatro e lo spettacolo ma i protagonisti del gioco restano sempre gli stessi: siamo noi. Ad ogni salto cambia qualcosa ma a cambiare sono per lo più le regole ed ogni volta devi adattarti. Cambia la lingua, i costumi, il senso di guida, il fuso orario, la morale, la buona creanza e la religione. Tu cambi con loro e quando ti acorgi che la legge, teoricamente assoluta, diventa realtiva cominci a vivere un po’ al di sopra delle righe. Ti rendi conto che le uniche regole che valga veramente la pena di rispettare sono solo quelle che ti sei dato da solo, le altre sono solo note nel manuale d’istruzioni per affrontare la giornata.

Finalmente, dopo ventiquattro ore, siamo arrivati a Srinagar. L’aereo si appoggia alla pista mentre il capitano si affretta a gracchiare nell’altoparlante che questa è zona militare e che il governo proibisce ogni tipo di fotografia o ripresa all’interno dell’area aereoportuale. Mentre frena all’impazzata con i motori indietro a tutta forza al fianco delle ali sfilano gli accampamenti dei soldati, gli hangar mimetizzati perchè siano ben visibili così come lo sono i vecchi caccia parcheggiati a bordo pista, probabilmete immobili da secoli. L’arte militare ha sempre avuto un tocco di teatro. Qui siamo a Srinagar  tuttavia, la presenza militare è la più alta di tutta l’India. Qui gli uffici pubblici e le pompe di benzina sono circondate dal filo spinato e presidiate da soldati armati, questa è la capitale di un territorio conteso da tre super potenze d’oriente: India, Cina e Pakisan. Superiamo i mille controlli salutando altrettanti ufficiali e compilando altri moduli. Poi siamo fuori, sul piazzale. Scalcinati taxi con i loro autisti cercano di accaparrarci come clienti ma tra la folla spunta Mr Kotroo ed il suo autista. E’ un piacere vedere un vecchio amico in mezzo a tante facce. Siamo di nuovo in Kashmir, che tempo fa? Fa un freddo terribile!!

Davide “Birillo” Valsecchi



Srinagar: Ritorno in Kashmir

Srinagar

Srinagar

Il Kashmir è la regione più a nord dell’India, chiusa tra la catena montuosa Himalayana e la catena del Pir Panjal. Per quasi un millennio il territorio era popolato sopratutto da Hinduisti e Buddisti fino a quando, agli inizi del nono secolo, si diffuse la religione Mussulmana e l’intera area entrò sotto il controllo dei monarchi Mogul. Solo l’arrivo dei Britannici ed il trattato di Amritsar pose la regione sotto il controllo degli Inglesi fino alla proclamazione della Repubblica Indiana.

Ora la regione è contesa tra l’India, la Cina ed il Pakistan mentre si agita al suo interno una forte spinta indipendentista.

Durante il nostro viaggio in India (luglio 2009) abbiamo visitato la città di Srinagar, capitale del Kashmir. Edificata tra le acque del lago Dal Lake, 1,730 metri sul livello del mare, è conosciuta nel mondo come La Venezia d’Oriente.

Abbiamo avuto la fortuna di stringere buone amicizie nella città sull’acqua ed in particolare con Altaf Kotroo, capostipite della famiglia Kotroo, incontrato a Lhe, in Ladakh.

Il nonno di Altaf, per noi amichevolemente AK (”Eichei”), era uno dei capi che presiedeva il consiglio delle House Boat, le case galleggianti, il cuore della vita sul lago. Suo padre, invece, è uno degli chef più famosi della città ed un mago nel coniugare i piatti locali con i gusti occidentali, la nostra salvezza tra i piccanti cibi indiani!

Altaf è uno dei più noti ed esperti collezionisti d’arte ed antiquariato del Kashmir, grazie al suo aiuto abbiamo potuto scoprire e visitare alcuni dei più rinomati artigiani della regione:  tessuti, tappeti ed intaglio nel legno. I tessuti del Kashmir, Suoni da un passato di seta,Il mercato sull’acqua e gli altri articoli su questo territorio sono stati realizzati grazie alla sua conoscenza.

Ora, mentre l’inverno avanza tra le montagne e le acque del lago Dal, torneremo ancora in India per continuare l’esplorazione di questo affascinante territorio che è il Kashmir.

Il nostro viaggio, raccontato come sempre nei diari web di Cima-Asso.it, avrà inizio il 6 Dicembre con rientro previsto per il 13 Dicembre. La squadra sarà quella classica: Enzo Santambrogio e Davide “Birillo” Valsecchi.

Rispetto ai tre mesi spesi in India tra Maggio e Luglio può apparire come un viaggio breve, tuttavia l’opportunità di essere ospiti dei Kotroo, di vedere le montagne ed il Lago Dal d’inverno è irripetibile. Altaf, inoltre, ha organizzato nuovi incontri con gli artigiani locali promettendo di mostrarci meraviglie del passato della sua terra. Una nuova occasione per meglio comprendere le tradizioni e la cultura di questo territorio spesso poco conosciuto.

Ancora scarponi ed equipaggiamento pesante per un nuovo viaggio ad Oriente, ci aspetta la neve del tetto del mondo!!

Davide “Birillo” Valsecchi