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	<title>Cima-Asso.it &#187; ladakh</title>
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	<description>Davide Valsecchi Adventure Blog</description>
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		<title>Ladakh: Stok Kangri 6153 metri</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 10:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ladakh]]></category>

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		<description><![CDATA[Settimana di vaccinazioni in previsione della partenza del 16 Gennaio per il Congo. Tifo, Febbre Gialla, Epatite A, Meningite, Poliomelite, Tetano e Malaria: un po&#8217; &#8220;imballati&#8221; tocca stare tranquilli ed invitabilmente si scivola nei ricordi. Cercando sul web ho trovato &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/11/ladakh-stok-kangri-6153-metri/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh3.googleusercontent.com/-OQ8FTEk6dvs/TtOe89p41uI/AAAAAAAAQ8I/wBOUCsA_ACg/s800/stok-kangri-peak.jpg" alt="" width="639" height="372" /></p>
<p>Settimana di vaccinazioni in previsione della partenza del 16 Gennaio per il Congo. Tifo, Febbre Gialla, Epatite A, Meningite, Poliomelite, Tetano e Malaria: un po&#8217; <em>&#8220;imballati&#8221;</em> tocca stare tranquilli ed invitabilmente si scivola nei ricordi. Cercando sul web ho trovato delle belle immagini di un&#8217;altra montagna che mi è cara: lo <strong>Stok Kangri</strong>.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://lh5.googleusercontent.com/-U0QQbZU7Szc/TtOiQitX-VI/AAAAAAAAQ70/WiY1umdyKZ4/s400/birillo_stok.JPG" alt="" width="275" height="400" />Lo &#8220;Stok&#8221; è un seimila Himalayano, 6153 metri, nel territorio indiano del Ladakh. Quella salita, compiuta nel 2009, mi ha impartito un paio di lezioni che non dimenticherò. Se andate a rileggere il diario di quei giorni, <a title="L'ultima bandiera sullo Stock Kangri" href="http://www.cima-asso.it/2009/06/lultima-bandiera-sventola-a-6000-metri/" target="_blank">L&#8217;ultima Bandiera</a>, vi renderete conto dell&#8217;incoscienza e dell&#8217;approssimazione con cui mi sono confrontato con quella montagna. Senza nemmeno l&#8217;equipaggiamento di base adatto,  per di più nel periodo sbagliato, stavo per mettermi nei guai come un fesso!</p>
<p>Nonostante l&#8217;azzardo arrivai alla cima dello Stok il 9 Giugno 2009 ed ora, dopo quasi tre anni, comincio ad esserne abbastanza soddisfatto. Non rifarei più il numero infinito di errori fatti in quei giorni ma, se devo essere onesto, rivaluto in modo positivo le capacità dimostrate in quei giorni.</p>
<p>Avevo un equipaggiamento degno di una spedizione di inizio novecento ma questo, ora che il tutto è passato, mi da un certo gusto, specie considerando che per via della gran quantità di neve molte spedizioni meglio attrezzate erano state costrette a desistere. Nonosante tutte le inadeguatezze, dalla mia avevo però due importanti vantaggi: essere uno stupido caparbio e, cosa non da poco, 20 giorni di acclimatamento tra i quattromila ed i cinquemila metri.</p>
<p>Se riguardo la faccia che avevo al ritorno nella tenda rivedo tutta la fatica e la passione di quella salita: che battaglia!! Dopo quasi tre anni posso quasi perdonarmi: <em>&#8220;sei stato uno stupido incoscente, ma te la sei cavata alla grande!&#8221; (ma che fatica e che freddo!!)</em></p>
<p>Davide Valsecchi</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh3.googleusercontent.com/-K261dJJ7Ld0/TtOj3t_Fy6I/AAAAAAAAQ78/5eA9r0yfm2o/s800/cima%252520Stock.JPG" alt="" width="640" height="480" /></p>
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		<title>Bella e terribile: road Leh-Srinagar</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 07:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[kashmir]]></category>
		<category><![CDATA[ladakh]]></category>
		<category><![CDATA[leh]]></category>
		<category><![CDATA[srinagar]]></category>

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		<description><![CDATA[Era tanto che mi ripromettevo di montare una clip sulla strada che attraversa il Ladakh e porta da Leh fino a Srinagar nel Kashmir. Una strada di grandissima importanza nel nord dell&#8217;India che costeggia prima il confine con la Cina &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2010/12/bella-e-terribile-road-leh-srinagar/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img title="Leh-Scrinagar" src="http://lh3.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/TPaByAfoLhI/AAAAAAAAO6U/99Q1KzRKfzs/s400/DSC02216.JPG" alt="Leh-Scrinagar" width="300" height="400" /><p class="wp-caption-text">Leh-Scrinagar</p></div>
<p>Era tanto che mi ripromettevo di montare una clip sulla strada che attraversa il Ladakh e porta da Leh fino a Srinagar nel Kashmir. Una strada di grandissima importanza nel nord dell&#8217;India che costeggia prima il confine con la Cina e poi quello con il Pakistan attraversando la zona del Drass che fu invasa nel 1999.</p>
<p>Io ed Enrico l&#8217;abbiamo percorsa due volte nel 2009. La prima volta era di notte, con ricordi magnifici e terribili (veramente terribili!!) fatti di una luna piena che illumina gli abissi tra le montagne. La seconda volta partimmo invece di mattina presto ma giungemmo a Scrinagar solo a tarda notte ed il viaggio fu altrettanto terribile ma riuscimmo a scattare fotografie durante il giorno.</p>
<p>Richiede dalle 16 alle 20 ore di viaggio attraverso le montagne superando valichi che toccano anche i 5000 metri. Sono spazi incredibili dove i pesanti camion arrancano spesso tra il fango e la neve e dove la strada in terra battuta corre scavata nella roccia (specie l&#8217;ultimo passo!!).</p>
<p>Di per sé è una piccola avventura che i locali affrontano di buon grado consapevoli che il rischio di incidenti sia altissimo. La Farnesina sconsiglia nel modo più asoluto di percorrere in auto quella strada ed io, che l&#8217;ho fatta due volte, posso dirvi che hanno pienamente ragione.</p>
<p>Ma lo spettacolo che offre è magnifico. Noi l&#8217;abbiamo percorsa per risparmiare evitando il volo aereo sebbene, a conti fatti, non fu un gran risparmio. Se volete percorrerla siete avvisati, il mio consiglio, se proprio volete azzardare, è di non farla tutta in un solo giorno, prendetevi il vostro tempo e le vostre precauzioni. Questo vi aiuterà a godervi il magnifico panorama e a non correre troppi rischi.</p>
<p>Quando abbiamo fatto un <em>&#8220;mezzo frontale con tuffo nel vuoto&#8221;</em> contro un camion io ho cercato di scendere dalla jeep ma, aprendo la portiera, trovai solo il vuoto:  ancora oggi ricordo quella terribile sensazione come un attimo di vita &#8220;troppo&#8221; intenso. Non prendete alla leggera questa strada!!</p>
<p>Qui trovate i due racconti di viaggio:</p>
<ol>
<li><a title="Luna Pina sulla strada Leh-Srinagar" href="http://www.cima-asso.it/2009/05/luna-piena-sulla-strada-leh-srinagar/" target="_blank">Luna piena sulla strada Leh-Srinagar</a></li>
<li><a title="Leh-Srinagar: secondo Round" href="http://www.cima-asso.it/2009/06/leh-srinagar-road-secondo-round/" target="_blank">Leh-Srinagar: secondo round!!</a></li>
</ol>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>
<p><object width="420" height="345"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zVY7FdYCa4E&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zVY7FdYCa4E&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="420" height="345"></object></p>
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		<title>Ladakh the Movie</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 06:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ladakh]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso mi chiedono perchè Enrico ed io non abbiamo ancora presentato le fotografie o raccontato dal vivo il nostro viaggio attraverso le montagne Himalayane del Ladakh. La risposta non è semplice, soprattutto perchè quel viaggio, oltre ad essere stato il &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2010/10/ladakh-the-movie/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class=" " title="Infinito tibetano" src="http://lh3.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/TMCvwfI9IMI/AAAAAAAAOkg/hqhuW2tUMGg/s400/DSC00813.JPG" alt="Infinito tibetano" width="300" height="400" /><p class="wp-caption-text">Infinito tibetano</p></div>
<p>Spesso mi chiedono perchè Enrico ed io non abbiamo ancora presentato le fotografie o raccontato dal vivo il nostro viaggio attraverso le montagne Himalayane del Ladakh. La risposta non è semplice, soprattutto perchè quel viaggio, oltre ad essere stato il primo insieme, ha ancora un effetto dirompente nei nostri ricondi: raccontare il Ladakh significa reimmergersi in una dimensione completamente diversa dalla quotidianità e per noi è più difficile di quanto possa apparire.</p>
<p>Abbiamo realizzato un libro fotografico, «Contrabbandieri del Nirvana», cercando di mantenere una narrazione che permettesse di seguirci, di penetrare l&#8217;essenza di quella nostra esperienza senza scivolare nell&#8217;autocelebrazione o nella mistificazione. Il grande rischio che si corre nel descrivere posti così differenti è dublice: da una parte si rischia di sminuire ciò che andrebbe valorizzato e condiviso, dall&#8217;altra si rischia di apparire come coloro che si appuntano da soli le medaglie al petto. Si deve mantenere l&#8217;equilibrio coinvolgendo al contempo nella magia di quei luoghi.</p>
<p>In questi giorni stiamo ultimando le sperimentazioni con alcune foto inedite di Enrico utilizzando una nuova tecnica di stampa in bianco e nero su carta cotone. Il risultato è straordinario e permette a chi guarda di catturare e percepire la profondità e l&#8217;ampiezza degli spazi di quei territori desolati e mistici sul tetto del mondo. Le quasi trenta tavole realizzate saranno utilizzate per allestire una nuova mostra prima di Natale. Non so ancora dirvi dove sarà presentata, stiamo ancora ultimando la sperimentazione, ma finalmente potremo condividere con voi il nostro vagare himalayano.</p>
<p>Proprio per questo ho voluto realizzare un breve filmato a colori con alcune delle foto che <em>&#8220;non&#8221;</em> vedrete alla mostra. Buona visione! <a title="Guarda il video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=zpIWIixRnmY" target="_blank">[youtube link]</a></p>
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<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>
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		<title>Notizie dal Ladakh dopo l&#8217;alluvione</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 06:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ladakh]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[leh]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel maggio del 2009 Enrico ed Io eravamo in Ladakh. Siamo stati a zonzo per quasi due mesi da quelle parti ed oltre ad aver portato le bandiere dei Ragazzi del Setificio di Como a 6130 metri, in Cima allo &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2010/09/notizie-dal-ladakh-dopo-lalluvione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 350px"><img class=" " title="Le strade di Leh" src="http://lh5.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/TId37G9tl3I/AAAAAAAAOVM/eG6xoTZHNtI/s400/Acquisizione%20a%20schermo%20intero%2008092010%20133825.jpg" alt="Le strade di Leh" width="340" height="400" /><p class="wp-caption-text">Le strade di Leh</p></div>
<p>Nel maggio del 2009 Enrico ed Io eravamo in Ladakh. Siamo stati a zonzo per quasi due mesi da quelle parti ed oltre ad aver portato le bandiere dei<a title="Le bandiere del Lago di Como in Tibet" href="http://www.cima-asso.it/2009/04/i-ragazzi-del-setificio-carcano-di-como/" target="_blank"> <strong>Ragazzi del Setificio</strong></a> di Como a 6130 metri, in Cima allo Stok Kangri, abbiamo avuto modo di conoscere quel territorio e la sua gente.</p>
<p>Il <strong>6 Agosto 2010</strong> il Ladakh, ed in particolare la cittadina di Leh, sono stati colpiti da un violento nubifragio che ha travolto tutto con i suoi <em>Debris Flow</em>, le terribili colate di fango e detriti.</p>
<p>Leh è una cittadina a <strong>3600 metri </strong>sul livello del mare, inserita nel panorama desertico himalayano tra montagne che salgono fino a superare i 7000 metri. La vegetazione è estremamente scara, il panorama è fatto di rocce e terra arancione. Non piove quasi mai: durante il nostro soggiorno ha nevicato spesso mentre eravamo tra i monti ma in paese avrà piovuto si e nò solo un paio d&#8217;ore in due mesi.</p>
<p>Questa volta è stata diversa. Durante la notte fulmini e pioggia hanno scosso la valle e prima dell&#8217;alba il fango ha cominciato a travolgere tutto. La parte Ovest di Leh, riparata dallo sperone di roccia su cui sorge il vecchio palazzo reale, è stata risparmiata mentre le zone adiacenti sono state quasi spazzate.</p>
<p>Ieri sono riuscito a mettermi in contatto telefonico con il mio amico Altaf, a Leh, e mi sono fatto raccontare meglio l&#8217;accaduto. L&#8217;acqua ha sgretolato le case in mattoni di fango trasformando le strade in torrenti carichi di detriti, ci sono stati oltre 200 vittime solo nel circondario di Leh e mancano ancora dati certi dalle valli. Il piazzale dei pullman, uno spiazzo in terra su cui sostano la maggiorparte dei piccoli pulmini, è stato completamente travolto spazzando ogni mezzo di trasporto pubblico: tutto era distrutto e bloccato.</p>
<p>Ora la situazione in città si sta lentamente normalizzando sebbene persistano ancora gravi difficoltà. Internet è ancora non funzionante ma l&#8217;elettricità, che già normalmente a Leh è ballerina, sta stabilizzandosi. In Ladakh, zona militarizzata, vi è un sistema GSM chiuso (non funziona nient&#8217;altro se non i satellitari) che è stato ripristinato dando finalmente la possibilità ad Altaf di contattarmi.</p>
<p>Per chi è sopravvissuto il problema che si avvicina è l&#8217;inverno e, oltre ai danni subiti, la crisi economica.</p>
<p>Parliamoci chiaro: Leh è stata nel passato una tappa importante lungo il ramo della via della seta che univa Cina ed India. Dopo questo periodo aureo di commercio questa zona è stata quasi dimenticata per due secoli fino a quando il conflitto Indo-Pakistano-Cinese non ha rianimato le valli con un ingente spiegamento di truppe.</p>
<p>La costruzione dell&#8217;aeroporto civile ha fatto si che i ricchi indiani del Sud potessero agevolmente scappare dalla calura estiva di Delhi riparando tra le montagne.  Da qui in poi il turismo è divenuta la prima risorsa di queste valli che per quattro mesi all&#8217;anno accoglie migliaia di turisti da tutto il mondo.</p>
<p>Dopo l&#8217;alluvione tutto si è fermato, i turisti sono scomparsi. Coloro che erano venuti dal Sud, ma anche dal Nepal, per lavorare una stagione sono rimasti senza impiego. Shop Keeper, venditori ambulanti ma anche portatori, autisti, garzoni e quant&#8217;altro si aggirano ora sconsolati tra le macerie cercando di tornarsene a casa a mani vuote.</p>
<p>Il mio amico Altaf era affranto: in molti stanno pensando di scendere verso il Kashmir ma, anche lì, tutto è bloccato per via degli scontri seccessionisti. Commercio e turismo, le uniche risorse di quel territorio per chi non possiede la terra, sono ferme e non rimane molto altro da fare.</p>
<p>Il governo centrale Indiano, dopo gli sioperi dello scorso anno in Ladakh ed i tafferugli in Kashmir, non sembra affatto intenzionato a sostenere la ripresa con aiuti straordinari e quindi le prospettive appaiono buie.</p>
<p>Mentre vi scrivo quest&#8217;articolo non ho ancora ben chiaro cosa si possa fare, tuttavia un paio di idee ci sono ma toccherà lavorarci sopra un po&#8217;. Per chi volesse invece conoscere meglio quello che è accaduto in Ladakh in quei giorni terribili ho trovato un articolo scritto da un metereologo che era presente a Lhe il giorno del disastro: <a title="Articolo: Alluvione in Ladakh" href="http://www.centrometeoitaliano.it/alluvione-leh-ladakh-stato-del-jammu-e-kashmir-racconto-di-una-catastrofe/" target="_blank">Alluvione in Ladakh</a></p>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>
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		<item>
		<title>Dal piccolo Tibet i «Contrabbandieri del Nirvana»</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[kailash]]></category>
		<category><![CDATA[ladakh]]></category>
		<category><![CDATA[provincia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Da LaProvinciaDiComo del 13/08/2009 Asso: Sono tornati dal &#8220;Piccolo Tibet&#8221;, dopo tre mesi di viaggio, l&#8217;alpinista Davide Valsecchi e il fotoreporter Enrico Sangiorgio. Come &#8220;Contrabbandieri del Nirvana&#8220;, così usa dire Sangiorgio, i due assesi hanno effettuato uno scambio di &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2009/08/dal-piccolo-tibet-i-contrabbandieri-del-nirvana/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Contrabbandieri del Nirvana" src="http://lh5.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/SoSDERPbEeI/AAAAAAAAJ8Q/behSTGQoe34/s800/DSC01333.JPG" alt="Contrabbandieri del Nirvana" width="640" height="490" /></p>
<p><strong>Da LaProvinciaDiComo del 13/08/2009</strong> Asso: Sono tornati dal &#8220;Piccolo Tibet&#8221;, dopo tre mesi di viaggio, l&#8217;alpinista Davide Valsecchi e il fotoreporter <em>Enrico Sangiorgio</em>.</p>
<p>Come &#8220;<strong>Contrabbandieri del Nirvana</strong>&#8220;, così usa dire Sangiorgio, i due assesi hanno effettuato uno scambio di tipo spirituale, portando sulle alte vette dell&#8217;India le preghiere del lago, e ritornando a casa, invece, con un bagaglio arricchito della spiritualità indiana, costituita da molte religioni, che hanno potuto conoscere peregrinando tra i monasteri e le città.</p>
<p>Il fine di questo viaggio, documentato da fotografie, registrazioni e con un vero e proprio diario di viaggio, pubblicato anche sul sito <strong>Cima-Asso</strong>, è stato quello di consegnare un po&#8217; di Como e le sue preghiere al vento delle montagne sacre, in un luogo di pace tra le vette himalayane, portando le preghiere di stoffa realizzate dai ragazzi del <strong>Setificio</strong> e da <strong>PuntoComo</strong>, con la partecipazione di artisti comaschi a più di seimila metri.</p>
<p>«<em>Per i primi due mesi</em> &#8211; spiega Valsecchi &#8211; <em>siamo rimasti sulle montagne del nord, nella zona del Ladakh, territorio al confine con la Cina, appartenente alla regione culturale del Tibet, luogo dove si è rifugiato il Dalai Lama, ma oggi sotto il governo indiano, seppur con una sua autonomia. La montagna, molto dura e poco accogliente è allo stesso tempo un&#8217;esperienza unica, un luogo di pace e spiritualità. Partendo da Leh, a 3500 metri, con l&#8217;aiuto di un portatore abbiamo percorso tutta la valle, affondando tre passi, dove abbiamo posizionato le bandiere di stoffa</em>».</p>
<p>Tra le bandiere anche una poesia in dialetto scritta da <strong>Riccardo Borzatta</strong> su un tessuto di<strong> Gegia Bronzini</strong>. «Pusséé in sù» (più in alto), posizionata sul passo Kangaru La, dove <em>Enrico Sangiorgio</em> ha inoltre consegnato al vento himalayano anche il ricordo di un suo caro amico ristoratore, conosciuto come &#8220;<strong>Gianni del Sociale</strong>&#8221; di Como, portato via dalla malattia, posizionando una foto dell&#8217;amico, sostenitore di questo viaggio, tra le rocce a 5.200 metri. L&#8217;ultima bandiera è stata portata da Davide Valsecchi a 6.130 metri, affrontando la salita più dura sullo Stok Kangri, una delle vette principali della catena dello Zanskar, proprio a sud della capitale Leh.</p>
<p>&#8220;Passo per passo&#8221; i due assesi si sono poi spostati, facendo tappa in diverse città, verso Varanasi, dove il 22 luglio hanno assistito all&#8217;eclissi che ha lasciato al buio per tre minuti la città sacra agli indù. «Da questo viaggio &#8211; spiega Sangiorgio &#8211; <em>realizzeremo un libro-diario, che raccoglierà diversi scatti realizzati da me e i racconti di Davide. Personalmente invece pubblicherò un libro fotografico dal titolo &#8220;Nirvana take away&#8221;, realizzato con Polaroid, che verrà prodotto in duecento copie, ognuna delle quali conterrà un originale</em>. <em>Forse riusciremo anche a realizzare un audio libro, con i suoni che abbiamo registrato durante il viaggio, con il patrocinio dell&#8217;associazione disabili visivi, oltre a quello di diverse istituzioni</em>».</p>
<p><strong>LaProvinciaDiComo</strong><br />
Mara Cavalzutti</p>
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		<title>Le preghiere del Lago</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 06:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Valsecchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando siamo partiti non sapevamo cosa aspettarci. Un montantagnino ed un artista di Asso, un paese in mezzo al Lago di Como, in viaggio con destinazione le montagne del Ladakh, l&#8217;Hymalaya Indiano ed il piccolo Tibet. Nei nostri zaini una &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2009/08/le-preghiere-del-lago/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 426px"><img title="The Flags Carrier by E.Sangiorgio" src="http://lh6.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/SnbgqIoTDgI/AAAAAAAAJwg/xm81RDKHAiM/s800/around_leh-7.JPG" alt="The Flags Carrier" width="416" height="430" /><p class="wp-caption-text">The Flags Carrier by E.Sangiorgio</p></div>
<p>Quando siamo partiti non sapevamo cosa aspettarci. Un montantagnino ed un artista di Asso, un paese in mezzo al Lago di Como, in viaggio con destinazione le montagne del Ladakh, l&#8217;Hymalaya Indiano ed il piccolo Tibet.</p>
<p>Nei nostri zaini una quarantina di bandiere realizzate dai ragazzi del Setificio di Como, preghiere di stoffa da portare sul tetto del mondo affinchè fosse il vento a recitarle quanto più in alto possibile.</p>
<p>Enrico Sangiorgio, l&#8217;artista, non aveva mai dormito in tenda in vita sua nè era mai salito neppure sul San Primo, la montagna nel cuore del nostro lago. Lassù si apprestava a passare la notte nel suo sacco a pelo a 4800 metri prima di dare l&#8217;assalto al passo di 5200 pur di mantenere la sua promessa. Poco prima di partire un suo caro amico, &#8220;Gianni del Sociale&#8221;, era morto, rubato alla città da una brutta malattia.Enrico aveva promesso a se stesso che avrebbe portato una piccola foto di Gianni quanto più in alto fosse riuscito.</p>
<p>Per me, Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi, un montagnino del lago, era commovente guardare quel &#8220;ragazzo di città&#8221;, quell&#8217;artista chiacchierone che non sta zitto neppure con il fiato corto, così in alto, serio in piedi tra le bandiere colorate dei ragazzi del Lago mentre sistemava la piccola foto dell&#8217;amico scomparso tra i sassi. Enrico è un buon amico, ora Gianni potrà godersi il panorama dello Zangscar.</p>
<p>Tra le bandiere anche una poesia in dialetto scritta per noi da Riccardo Borzatta su un tessuto di Gegia Bronzini. &#8220;Pusséé in sù&#8221;, più in alto. Siamo gente nostrana in giro per il mondo, è con la lingua dei nostri vecchi che chiediamo al vento di dare voce alle preghiere dei nostri giovani. Bandiere tibetane made in Como, tutto un viaggio strano.</p>
<p>Poi è arrivata la neve, la pioggia e l&#8217;inconsueto freddo estivo che sembrava stravolgere il clima di quelle montagne aride. Mancava ancora una bandiera e mi sono fatto coraggio, ho preso lo zaino,le mie cose ed accompagnato da un nuovo amico, Juma, abbiamo provato a fare la differenza. Lo Stok Kangri, 6130 metri di montagna che non voleva lasciarsi prendere nascondendosi tra la neve e le nuvole. Alla fine, visto che non era per vanità che picchiavamo un passo dopo l&#8217;altro, siamo arrivati in cima ed è lassù che ora sventola la nostra ultima bandiera.</p>
<p>Prima di renderse conto erano già passati due mesi ed il nostro unico legame con casa era ormai solo il piccolo blog di paese, Cima-Asso.it. Uno spazio senza luogo dove raccogliere le nostre storie e ricevere il conforto delle parole di casa, degli amici. Un diario di viaggio condiviso tra chi và e chi resta.</p>
<p>Il nostro andare aveva però ancora un ultima tappa, un appuntamento con il cielo. L&#8217;eclissi a Varanasi. I due assessi hanno lasciato il freddo tra i monti e si sono buttati nel caldo torrido dell&#8217;India, tra il fascino della cultura orientale ed il disgusto per un inquinamento che, confondeno l&#8217;esotico ed il moderno, ammorba tutto. Ma nemmeno in quella palude culturale ed umana ci siamo persi d&#8217;animo ed il nostro sforzo è stato coronato da uno spettacolo tra i più suggestivi della natura. L&#8217;occhio di Dio nel cuore della città sacra dominava il nostro mondo, improvvisamente buio, agitando nei nostri cuori paure e speranze ataviche.</p>
<p>Dopo tre mesi era tempo di tornare a casa, di rivedere il nostro lago e le nostre piccole ma agguerrite montagne. Tempo di tornare a mangiare i sapori ruvidi della nostra terra e godere della compagnia di quei bruschi paesani ipertecnologici che sono diventati i Laghéé. Siamo appena tornati ed abbiamo già voglia di ripartire ma il prossimo viaggio sarà proprio il nostro lago: puoi girare il mondo in lungo ed in largo ma il posto più bello rimane casa tua se saprai amarla con il cuore.</p>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>
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		<title>I Bagái ìn türná á Cáá!!</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 12:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Valsecchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Music by Thin Lizzy &#8211; Boys are back in town!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a title="Guarda il video" onclick="javascript:window.open('http://www.youtube.com/watch_popup?v=dymMtTjqPOY','sharer','toolbar=0,status=0,width=640,height=480'); return false;" href="http://www.youtube.com/watch?v=dymMtTjqPOY"><img title="Guarda il Video:I Bagái ìn türná á Cáá!!" src="http://lh3.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/Smr4ONBEdLI/AAAAAAAAJuc/Gutza11Kgw4/s400/Cima%20Asso%20-%20Mozilla%20Firefox%2025072009%2017.48.04.jpg" alt="Guarda il video" width="400" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Guarda il Video:I Bagái ìn türná á Cáá!!</p></div>
<p>Music by <a href='http://it.wikipedia.org/wiki/Thin Lizzy' target='_blank'>Thin Lizzy</a>  &#8211; Boys are back in town!!</p>
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		<title>Enrico, lo shamano nero di Asso</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 05:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Valsecchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra pochi giorni ripartiremo alla volta di Delhi e finalmente verso casa.Enrico, mentre aspettiamo qui a Varanasi,  si è improvvisato guida turistica ed accompagna in giro per la città, che ormai ha battuto palmo a palmo, gli stranieri  con cui &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2009/07/enzo-lo-shamano-nero-di-asso/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 200px"><img title="Il mago nero" src="http://lh4.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/Smk-2gEsHII/AAAAAAAAJto/Ja3b56kyTU4/s400/kharam_akkad.jpg" alt="Il mago nero" width="190" height="400" /><p class="wp-caption-text">Il mago nero</p></div>
<p>Tra pochi giorni ripartiremo alla volta di Delhi e finalmente verso casa.Enrico, mentre aspettiamo qui a Varanasi,  si è improvvisato guida turistica ed accompagna in giro per la città, che ormai ha battuto palmo a palmo, gli stranieri  con cui capita di stringere amicizia. Un modo come un altro per far passare il tempo e fare due chiacchiere con gente da fuori.</p>
<p>Ieri eravamo a spasso con una coppia di belgi,marito e moglie, entrambi molto simpatici. Lui, un omone abbronzato sulla cinquantina con un sorriso allegro, è un colonnello della polizia belga ed era divertentissimo vedere la sua faccia ogni volta che un indiano gli si avvicinava proponendogli il solito campionario di droghe. Rideva come un pazzo prima di dirgli che era un polizziotto assestandogli un&#8217;allegra (ma vigorosa) manata sulle spalle che ne sottolineasse il concetto.</p>
<p>Come al solito tocca passare vicino ai siti crematori e come ogni volta si è assaliti dalle &#8220;maschere&#8221; del Teatro-Funebre di Varanasi. La signora Belga ha fatto poi l&#8217;errore di scattare una foto nei pressi della zona, non era iteressata alle pire ma bensi ai tetti a punta degli edifici adiacenti. Come previsto questo ha fatto scattare le ire del rompiballe di turno che da duecento metri come un missile si è fiondato verso di noi. Lei ha mostrato la foto al tipo spiegandogli che non aveva fotografato le pire e che non vi era motivo di agitarsi, non era intenzionata a fotografare nè le pire nè i cadaveri ed era in città solo per l&#8217;eclissi. La città è piena di zone interdette  ai &#8220;non-hindù&#8221; (&#8230;una punta di razzismo?!), per quanto mi riguarda potrebbe valere lo stesso per le zone crematorie e ci si toglierebbe il pensiero anche se inciderebbe sul business. Ma sono foresto e non credo tornerò qui, facciano come gli pare e si facciano tutti assieme una bella nuotata nel Gange con tanto di bevuta.</p>
<p>Come al soltio il tipo, che avrà una quarantina d&#8217;anni, si scalda e comincia ad inveire contro la signora e a lanciarele maledizioni &#8220;Morirai tra quattro giorni!!&#8221; urlava. Enrico si è messo in mezzo e gli ha detto che non era il caso di fare tutta quella cagnara. Per tutta risposta si è beccato una maledizione anche peggiore &#8220;Tu invece morirai tra 2 giorni!!&#8221; (Ben ti sta Enrico, cosi impari a farti gli affari tuoi hehehe!). Stavo per alzare come al solito il dito al cielo per evocare, come il Grande Mazinga, il potere dei fulmini con cui pareggiare le maledizioni quando Enrico, come spesso accade, fa qualcosa di totalemente imprevisto. Cosa è il genio se non intuizione e rapidità di esecuzione?</p>
<p>Enrico si butta in ginocchio davanti al tipo e comincia a disegnare con la punta delle dita immaginari cerchi e scritte magiche sul marmo della banchina. Con l&#8217;altra mano agita la collana che gli è stata regalata da un monaco in Birmania e che è realizzata con veri denti umani di antichi monaci buddisti. La agita, la bacia mentre butta indietro gli occhi emettendo strani suoni e pronunciando sortilegi in un linguaggio incomprensibile. Io lo guardo e fatico a trattenermi dal ridere ma per il tipo qualcosa di  terribile si sta manifestando davati a lui: il tenebroso shamano di Asso!!</p>
<p>Agitando le mani il tipo sembra cercare di respingere le malezioni di Enrico ma il meglio deve ancora venire: sempre in ginocchio Enrico raccoglie dall&#8217;immaginario cerchio sul pavimento i sortilegi che scaglia come invisibili sassi contro il tipo che, ormai terrorizzato, si muove come un anguilla alla Matrix cercando di schivarli e dando vita ad una delle scenette più buffe che abbia mai visto!!</p>
<p>Enrico, dopo aver incrociato le mani al petto sempre in ginocchio, riapre gli occhi e fissando il tipo gli sussurra in Inglese con una voce da oltre tomba &#8220;Tu morirari questa notte!!&#8221; . Il tipo sbianca definitivamente e scappa. Vedere un uomo maturo nascondersi dietro una colonna per evitare le maledizoni di Sangiorgio lo shamano di Asso era qualcosa che solo in India potevo vedere!!</p>
<p>&#8220;Si risponde fuoco al fuoco!!&#8221; Tuttavia siamo dovuti scappare anche noi perchè non ce la facevamo più a trattenerci dal ridere, il colonnello della polizia era ormai paonazzo per lo spasso. E&#8217; inconcepibile che due paesani siano finiti fino in India, in una delle città più sacre dell&#8217;asia, per fare a gara di maledizioni a due passi dalle famossissime pire Hindù. Siamo i due strambi del paese, che volete farci. Ora anche qui sanno che è  un grosso errore provare a maledire quelli di Asso!</p>
<p>Fra un po&#8217; si rientra alla base, dite alle zie di preparre la pasta al ragù, le bistecche ed il taleggio oltre ad una caraffa del solito rosso!! I ragazzi stanno tornando!!</p>
<p>Birillo ed Enrico</p>
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