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L’ultima bandiera

Lultima bandiera sventola a 6130 metri

L'ultima bandiera sventola a 6130 metri

“Juma! Help me. Fast!” Siamo a 5800 metri sul costone orientale di questa dannata montagna, i miei guanti da quattro soldi acquistati al mercatino dei profughi tibetani sono congelati ed hanno intenzione di surgelarmi le dita!

Me li strappa e mi spreme le dita per riattivarmi la circolazione. Il dolore esplode nella mia testa rubandomi l’aria anche solo per imprecare. Appoggio la testa sulla sua spalla esplorando il dolore ad occhi chiusi.

Mancano trecento metri alla vetta ma la salita è ormai un calvario che affronto cinque passi alla volta. Nel mio zaino c’è una bandiera, un pezzo di stoffa realizzato da ragazzi poco più che adolescenti. Sembra ieri quando avevo la loro età, le stesse illusioni e la forza di quell’ingenuità.

Hanno disegnato la nostra terra, il nostro lago, i simboli delle nostre radici. Una splendida bandiera con i colori del cielo adornata con una poesia in dialetto.“E’ con la lingua dei nostri vecchi che chiederemo al vento dell’Himalaya di dare voce alle preghiere dei nostri giovani“. Questo è il piano.

Ma ora, in mezzo a questa neve con il fiato corto, tutte le mie paure emergono per schiacciarmi. Come posso pensare di essere il portatore di un idea? Come posso sfidare le montagne? Piccolo uomo dove vuoi andare? Il mondo da cui vieni ti rifiuta, non basta sorridere alla gente per essere amato. Cos’hai messo al sole oltre a queste tue dita intirizzite dal freddo? Fallirai oggi così come hai sempre fallito. Non hai una casa, non hai una donna, non hai un lavoro e disperato cerchi di riscattarti raccontando il tuo viaggio?

Oggi sarà diverso. Queste sono le mie gambe, il mio cuore ed il mio fiato che fugge. La vita ci schiaccia, quasi opprimente ci illumina di attimi di felicità ma è solo un lungo oscillare verso una deriva buia. Oggi è diverso. Non saranno le mie paure a fermarmi oggi, non saranno i miei sensi di colpa a trascinarmi nella sconfitta. Oggi è diverso. Non sono qui per me, sono qui per raccontare una storia che non è stata ancora scritta, una speranza che non mi appartiene.

Riderei se ne avessi il fiato. Anche Juma è stanco, la montagna è più dura del previsto. Troppa neve, affondiamo oltre il ginocchio e restano solo poche ore per poter raggiungere la vetta. “Io ho una bandiera da portare lassù. Io non mi arrendo e tu?” Sogghigna, è una giovane guida locale e sta facendosi un nome. Aver trovato un folle italiano è stata una fortuna per lui. Nessuno ce l’ha ancora fatta a raggiungere la cima dopo le insolite nevicate estive.

Chiudo gli occhi e rido. Oggi è stato diverso. Ora quella bandiera sventola a 6130 metri nel cuore dell’Himalaya. Un piccolo uomo ha portato la sua idea più in alto che ha potuto e lassù in cima, per un attimo, non si è più sentito solo.

Non mi lascerò morire prima di aver raccontato la prossima storia, di aver portato quanto più in alto la speranza. Questo è quanto di meglio posso provare a fare, la più grande di tutte le mie follie, l’unica che mi renda felice.

Tratto da «Contrabbandieri del Nirvana» di Enzo Santambrogio e Davide Valsecchi

Davide “Birillo” Valsecchi



«Contrabbandieri» in mostra

Davide ed Enzo

Davide ed Enzo

Ieri sera presentazione ufficiale di «Contrabbandieri del Nirvana» durante la mostra “Souvenir di Viaggio” allo Spazio Espositivo Touring Caffè. Durante la serata, organizzata da Enzo Santambrogio e promossa da Davide De Ascentis, sono state esposte le opere realizzate durante i viaggi del 2009 e le stoffe ed i gioielli collezionati nei paesi visitati dal “Duo”.

Graditissimo ospite della serata anche il grande Massimo Baraldi che ha realizzato la prefazione del nostro libro. La prefazione del libro di Massimo, «One for the road», è di Jack Hirschman, suo grande amico ed estimatore.

Hirschman è un poeta ed insegnate universitario americano che tra  i suoi allievi annovera gente come Jim Morrison e  fu incoraggiato a scrivere niente meno che da  Hemingway.  Quando Massimo “Bax” Baraldi mi fa i complimenti per le cose che scrivo io divento rosso di vergogna, BAX è un grande!! Tra un brindisi e l’altro abbiamo potuto autografare i libri con tutte e tre le firme. Un libro firmato è sempre speciale.

E’ stato particolarmente bello incontrare le persone che avevano seguito i nostri viaggi solo via Internet e con cui si è potuto finalmente presentarsi dal vivo. Una serata all’insegna dell’arte, del tessuto e dei gioielli poveri del Ladakh e dell’India vissuta tra le opere realizzate da Enzo.

Un sentito grazie a tutti coloro che sono intervenuti alla serata!!

Davide ed Enzo



L’essenziale è invisibile agli occhi

«Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare con il cuore.»

«Gli occhi sono ciechi, bisogna cercare con il cuore.»

Il Piccolo Principe ormai aveva capito e, guardando le rose di quel roseto, disse loro:  “Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente. Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto un mio amico e ora e per me è unica al mondo”.

Le rose erano intimidite:“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi assomigli, ma lei, lei sola, è piu importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiato. Perché è lei che ho protetto sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho protetto col paravento. Perché è su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché e la mia rosa”.

Poi torno dalla volpe per dirle addio.“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale e invisibile agli occhi”.

“L’essenziale e invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe , per ricordarselo.

Qualche giorno fa sono salito a Mellarolo, un paesino della Valtellina sopra Morbegno, a trovare il mio amico Cris, rifugiatosi lassù in mezzo alla neve e alla tranquillità di quel borgo. Avevo portato in regalo una copia di «Contrabbandieri del Nirvana», il libro fotografico di Enzo, il primo libro a cui abbia collaborato.

Sono un principiante e cerco ancora di capire “cosa” faccio, spesso l’unico modo per saperlo è chiederlo. Così, ieri, gli ho inviato un SMS molto semplice “Come è il libro?”.

Lui mi ha risposto, sempre via SMS, così:“Il libro è molto bello… Fa impressione quanto siano più dense e significative le parole quanto più appare vuoto il paesaggio. E’ un po’ come il Piccolo Principe. Non è la rosa in sè, ma il tempo che hai passato con essa. Ecco, lì è il valore che hai saputo dargli, il significato che ha caricato l’esperienza. Ecco, vedo questo nel libro. Bravo!!”

Bhe, grazie!

Davide “birillo” Valsecchi



In vendita «Contrabbandieri del Nirvana»

Contrabbandieri del Nirvana

Contrabbandieri del Nirvana

I due “brutti ceffi” di Asso paiono averla combinata ancora, si erano messi in mente di fare un libro e ce l’hanno fatta!! Vi scrivo rimirando, ancora incredulo, una copia di «Contrabbandieri del Nirvana», una piccola ma grande soddisfazione!!

Il libro raccoglie oltre ottanta fotografie bianco e nero di Enzo Santabrogio stampate in quadricromia in formato A4. Il meglio per la miglior resa di stampa possibile. Tutte foto inedite che conservavamo gelosamente e che non abbiamo mai publicato sul Web.

La prefazione del grandissimo Massimo Baraldi a compendio di sette racconti scritti da me, Davide “Birillo” Valsecchi, ed estratti dal nostro diario di viaggio per raccontarvi tre mesi di India, dalle montagne del Piccolo Tibet all’Eclissi di Varanasi.

Il tocco e lo scatto artistico di Santambrogio uniti alla visionaria scrittura da montanaro di Birillo per un libro misterioso dalle atmosfere ruvidamente surreali realizzato grazie al supporto dello Studio Grafico Lumiére e alla Editrice Monti di Saronno.

Il libro sarà distribuito nelle librerie lombarde a partire dal 2010, noi però abbiamo chiesto ed ottenuto dalla Casa Editrice cinquanta copie a disposizione per il Natale ad un prezzo di favore di soli 20 euro.

Per tutti voi che ci avete seguito in questi mesi attraverso Internet, che avete vissuto giorno per giorno le nostre curiose avventure, potervi proporre una copia scontata ed autografata era il minimo che potessimo fare!!

Come al solito, se ci cercate e non siamo a zonzo, potete trovarci a pranzo dalle Zie, la mitica Trattoria al Lambro! Un grosso grazie a tutti!!

Enzo Santambrogio e Davide “Birillo” Valsecchi