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	<title>Cima-Asso.it &#187; Uncategorized</title>
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	<description>Davide Valsecchi Adventure Blog</description>
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		<title>2011: Buon Natale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 10:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono svegliato confuso stamattina: c&#8217;è stata in anticipo l&#8217;inversione dei poli che hanno predetto i Maya? In mutande ho sbirciato oltre le tapparelle e c&#8217;è un sole abbagliante ed i festoni natalizzi appaiono piuttosto buffi in questo scenario australiano. &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/12/2011-buon-natale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh3.googleusercontent.com/-jjSjm5T7rAs/Tvb7oQJns-I/AAAAAAAARCA/4XZA6M26Vc8/s800/2068%252520-%252520%252520O%252520anime%252520death%252520santa.jpg" alt="" width="640" height="451" /></p>
<p>Mi sono svegliato confuso stamattina: c&#8217;è stata in anticipo l&#8217;inversione dei poli che hanno predetto i Maya? In mutande ho sbirciato oltre le tapparelle e c&#8217;è un sole abbagliante ed i festoni natalizzi appaiono piuttosto buffi in questo scenario australiano. Il mondo pare sotto sopra quest&#8217;anno!</p>
<p>Babbo Nachele non si è più fatto vedere dal 1985. In effetti quella volta gli avevo preparato un agguato con tanto di trappole nel salotto di casa mia. Il vecchio però deve aver mangiato la foglia e capito cosa stessi tramando perchè a farne le spese delle mie ingegnose insidie fu mia madre: prima o poi il vecchio pancione lo acchiappo e gli spiego finalmente come le letterine non siano un indicazione di massima ma abbiano un valore contrattuale ben preciso!!</p>
<p>Bene, ora vi saluto tutti. Non so chi mai leggerà questo articolo ma ormai l&#8217;acqua della vasca da bagno è colma ed io devo ancora finire di prepararmi per l&#8217;abbuffata natalizia.</p>
<p>Se qualche bastardo vi ha regalato le ciaspole che tanto volevate scrivendo sul bigliettino d&#8217;auguri <em>&#8220;HaHaHa!! Goditi la neve!!&#8221;</em>, bhe, sappiate che posso capirvi! Avremo la nostra vendetta a costo di indossarle sull&#8217;asfalto!!</p>
<p>Tanti auguri, occhio a quel vecchiaccio di Babbo Nachele!</p>
<p>Davide Valsecchi</p>
<p><object width="420" height="345"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cglLJJ0Czo8&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/cglLJJ0Czo8&amp;rel=0&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="420" height="345"></object></p>
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		<title>Un istante d&#8217; infinito amore</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 07:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti nel mazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto, quando sono triste, malinconico o sentimentalmente confuso, c&#8217;è un episodio che mi torna spesso alla mente. Risale a tanti anni fa, quando davvero ero più giovane e forse ancora più ingenuo di quanto sia oggi. Era il 1999 &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/12/un-istante-d-infinito-amore/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh6.googleusercontent.com/-JQI6Pcc04Rg/Tt_DbHWSWvI/AAAAAAAAQ9w/hX_AQjS8Kew/s640/img258.jpg" alt="" width="640" height="448" /></p>
<p>Ogni tanto, quando sono triste, malinconico o sentimentalmente confuso, c&#8217;è un episodio che mi torna spesso alla mente. Risale a tanti anni fa, quando davvero ero più giovane e forse ancora più ingenuo di quanto sia oggi.</p>
<p>Era il 1999 ed io ero il più giovane della spedizione <em>Hindokush99</em>, una delle numerose spedizioni che il Cai Asso aveva organizzato in quegli anni.</p>
<p>Eravamo nel territorio più a nord del Pakistan, tra le montagne al confine con l&#8217;Afganistan. Avevamo avuto il permesso di esplorare una valle dove, a memoria d&#8217;uomo, nessuno straniero aveva ancora avuto occasione di entrare. Era una valle incredibilmente verdeggiante in mezzo a montagne brulle, arse dal sole e dal freddo.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://lh3.googleusercontent.com/-Bfo7cmJkZrQ/SCcc_hdxlhI/AAAAAAAABeQ/cu5zZyvKynU/s400/img256.jpg" alt="" width="300" height="400" /> Ci vollero quattro giorni a piedi per raggiungere il Lago Bhari, nella parte più nord della valle, e piazzare il nostro campo base a 3100 metri. Subito sotto il nostro campo vi era il villaggio di Mathanter, uno sparuto raggruppamento di case di legno e fango su un costone sopra il fiume.</p>
<p>Per qualche difficoltà linguistica io venni confuso per un medico. I miei rudimenti di medicina si limitavano però solo all&#8217;anatomia ed ai vari brevetti 118 presi militando nella croce rossa. Non ci fu modo di chiarire l&#8217;equivoco e così, per tutta la valle, io divenni il nuovo <em>&#8220;local doctor&#8221;</em> ed iniziarono le mie, piuttosto forzate, visite a domicilio.</p>
<p>Sotto l&#8217;occhio attento degli anziani del villaggio iniziai a visitare i bambini, i vecchi ed i malati. Per lo più erano ferite, abrasioni o scottature dovute al sole e alla quota. Usavo bende, mercurio cromo e qualche pomata. Con gli anziani ed i loro dolori me la cavavo con l&#8217;effetto placebo somministrando con grande serietà cucchiate di aranciata in polvere.</p>
<p>Sembravo cavarmela abbastanza bene e così decisero che avrei potuto visitare anche le donne del villaggio. Credo che fosse una cosa inconsueta perchè, all&#8217;improvviso, il villaggio si riempì di ragazze. Io avevo vent&#8217;anni ed ero parecchio lontano da casa, quella situazione era per certi versi imbarazzante ed anche piuttosto pericolosa visto che ero in paese rigidamente mussulmano.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh6.googleusercontent.com/-ucv-QG-2TPs/Tt_EMKeGnlI/AAAAAAAAQ90/fn23pQkiL4Y/s640/img261.jpg" alt="" width="640" height="381" /></p>
<p>Giovanissime ragazze, nei loro vestiti più colorati, si misero in fila perchè spalmassi la mia crema solare sulla punta del loro naso scottato dal sole. Le più piccole ridevano divertite civettando tra loro ed attendendo scherzose il proprio turno: sedevano davanti a me, allungavano il viso con gli occhi chiusi e lasciavano, parecchio compiaciute, che le incremassi per bene. Una volta fatto, si alzavano, ridevano e se ne andavano di corsa.</p>
<p>Era una situazione strana, per certi versi divertente. Non avevano mai visto uno straniero, specie uno biondo con gli occhi azzurri. Si divertivano in quello che probabilmente era uno strappo alla regola consueta. Io, dal canto mio, dovevo fare attenzione a non indispettire il capo villaggio perchè, da che mondo è mondo, le donne son donne e guai a chi le tocca: il fatto che io stessi loro incipriando il naso la diceva lunga sulla delicatezza della mia posizione.</p>
<p>Una dopo l&#8217;altra sfilaro via via tutte finchè giunse lei: era la figlia di un pastore, viveva in capanne di legno e fango ma il suo viso aveva i lineamenti più delicati che avessi mai visto, la sua pelle, resa scura dal sole di montagna, esaltava i suoi grandi occhi verdi e le sue labbra. Indossava un pesante vestito scuro decorato con ricami a forma di fiore e portava sulla testa un piccolo cappello rigido di lana. Viveva tra le montagne e le capre ma era bellissima.</p>
<p>Si inginocchiò davanti a me e, seria, protese in avanti il suo viso verso il mio. Al contrario delle altre non chiuse gli occhi ma rimase a fissare i miei. La sua espressione era forte e delicata allo stesso tempo: ci stavamo guardando, non solo vedendo. Senza pensare tolsi i guanti di lattice che avevo usato fino ad allora e, con la punta delle dita, iniziai ad accarezzarle il viso senza che i nostri occhi si separassero mai.</p>
<p>Misi in quel gesto semplice tutta la delicatezza che possedevo e, una volta terminato, rimanemmo seduti, uno di fronte all&#8217;altro, guardandoci per un altro interminabile attimo. Poi, con lo stesso contegno con cui si era seduta, si alzò e con un breve inchino della testa si alzò tornando a sedere tra le ragazze più giovani che sembravano ora divertite come non mai.</p>
<p>Ero rapito e qualcuno dei miei compagni, da dietro, mi diede uno scossone per farmi riprendere. Proseguii per un&#8217;altra ora a medicare i malati ed i feriti del villaggio: Lei immobile era seduta poco distante ed i suoi occhi non mi lasciavano nemmeno per un attimo.</p>
<p>Prima di sera il capo villaggio mi ringraziò offrendoci una pentola colma di yogurt acido che, mio malgrado e con con chili di zucchero, dovetti mangiare tra i presenti. Nei giorni successivi non scesi più al villaggio, i malati ora arrivavano da altri villaggi e li portavano direttamente davanti alla mia tenda al campo base. Volevo almeno rivederla e spesso mi sedevo sul promontorio ad osservare le capanne cercando di intravvederla di nuovo senza mai successo.</p>
<p>I giorni passavano e la nostra spedizione diede l&#8217;attacco a Cima-Asso, uno sperone di roccia di 5100 metri a strapiombo sul lago. Di ritorno dalla cima iniziammo a prepararci per il rientro smontando il campo e preparando gli asini ed i bagagli.</p>
<p>Era mattina presto quando ci mettemmo di nuovo in viaggio. La nostra piccola carovana percorreva un sentiero sul lato del fiume opposto al villaggio. Tutti i pastori sembravano dormire chiusi nelle proprie capanne e non c&#8217;era nessuno ad assistere alla nostra partenza.</p>
<p>Ero triste senza motivo e fu allora che la rividi. Era lei, con lo stesso vestito di quel giorno, a non più di trenta metri al di là del torrente. In piedi, immobile, ci guardava partire. Mi fermai e la guardai anche io mentre i portatori, gli asini, tutti i bagagli e probabilmente il mondo intero mi sfilavano accanto. Eravamo divisi solo da un fiume ma distanti come due galassie, ma lei era lì, l&#8217;unica del villaggio, e mi guardava con la stessa forza e dolcezza di quel giorno. Eravamo così vicini e così distanti ma, innegabilmente, eravamo lì, nello spazio di uno sguardo.</p>
<p>Sapevo che non l&#8217;avrei mai rivista, che non avrei nemmeno saputo il suo nome. Sapevo che probabilmente nulla ci avrebbe accumunato, che niente, oltre al essere un uomo ed una donna, ci poteva legare. Eppure, eppure quel giorno mi ero perso nei suoi occhi e forse anche lei,  in piedi silenziosa in un mattino grigio, aveva visto qualcosa nei miei.</p>
<p>Il tempo di un attimo, niente più che uno sguardo, un ricordo indelebile, un&#8217;illusione forse. Ogni tanto, dopo più di dieci anni, la mia mente vaga ancora tra le montagne dell&#8217;Himalaya in cerca di una ragazza che silenziosamente mi diceva addio.</p>
<p>Così, nel dubbio, la mente vaga, sogna e spera, ricordando quell&#8217;attimo, quell&#8217;illusione, quella speranza, quell&#8217;istante d&#8217;infinito ed inspiegabile amore racchiuso in un semplice sguardo.</p>
<p>Davide Valsecchi</p>
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		<title>Quando un comico non fa più ridere</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 16:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Il Cavalier Silvio Berlusconi è stato ricevuto al Quirinale dalla controfigura di Umberto II, l&#8217;ultimo re d&#8217;Italia. La scena nei modi e nella sua rappresentazione è la medesima del 1943, quando a Villa Savoia Vittorio Emanuele III comunicò al Cavalier &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/11/quando-un-comico-non-fa-piu-ridere/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh3.googleusercontent.com/-bDb_kH4VAAM/TrqrwoNWrnI/AAAAAAAAQ0A/OlLtWRpHFHw/s800/berlusconi-addio-color-166.jpg" alt="" width="640" height="153" /><em></em></p>
<p><em>«Il Cavalier Silvio Berlusconi è stato ricevuto al Quirinale dalla controfigura di Umberto II, l&#8217;ultimo re d&#8217;Italia. La scena nei modi e nella sua rappresentazione è la medesima del 1943, quando a Villa Savoia Vittorio Emanuele III comunicò al Cavalier Benito Mussolini il suo licenziamento. </em></p>
<p><em>In entrambi i casi il successore venne scelto dal regnante. Ieri fu Badoglio, adesso è Monti. La caduta del fascismo avvenne per una guerra mondiale persa. Quella del berlusconismo per un disastro economico di livello europeo.I liquidatori furono allora gli angloamericani, oggi i tedeschi e i francesi. Lo spread sopra i 500 punti ha cacciato queste caricature di governanti, di ministri e ministresse, non l&#8217;opposizione. Se fosse stato per il Pdmenoelle, questo governo sarebbe durato per sempre.</em></p>
<p><em>Un fantasma si aggira per l&#8217;Europa, quello del fallimento dell&#8217;euro. Il detonatore è l&#8217;Italia e il suo debito pubblico che vanno messi sotto tutela prima che sia troppo tardi. Ma è già troppo tardi. Nel frattempo però, come quando un&#8217;azienda fallisce, i creditori vogliono recuperare il massimo possibile prima del default italiano. Il Governo Monti ridurrà l&#8217;esposizione internazionale del nostro debito. La patrimoniale è cosa già fatta, insieme all&#8217;introduzione dell&#8217;Ici sulla prima casa e al taglio dei dipendenti pubblici.</em></p>
<p><em>Berlusconi è un vecchio zombie, era già morto politicamente nel 2008. Lo resuscitò Waterloo Veltroni, e le opposizioni, per tre anni che sono sembrati lunghissimi, lo hanno protetto in innumerevoli voti di fiducia e regalandogli deputati a piene mani, da Calearo a Razzi, per tacer di Scilipoti.</em></p>
<p><em>La Seconda Repubblica volge al termine. Ci ha fatto largamente rimpiangere la Prima. I partiti si sono impadroniti dello Stato e se ne sono nutriti. Chi grida &#8220;Elezioni, elezioni!&#8221;, non sa di cosa parla, o forse pensa solo alle poltrone. La data delle elezioni è già stata decisa a Washington, Parigi e Londra, con tutta probabilità sarà il 2013. </em></p>
<p><em>Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale siamo un Paese a libertà limitata con basi americane che presidiano tutta la penisola. Ora siamo stati messi anche ai domiciliari. La politica economica non è più di nostra competenza, ma del FMI e della BCE. Riceviamo lettere dalla UE che sono l&#8217;equivalente di ordini, ultimatum.</em></p>
<p><em>Mussolini, all&#8217;uscita del colloquio con il re, fu caricato su un&#8217;ambulanza. Gli venne detto che era per proteggerlo. In realtà, il mezzo era pieno di Carabinieri che lo arrestarono. Ieri sera l&#8217;ambulanza non c&#8217;era davanti al Palazzo del Quirinale e neppure i Carabinieri. Peccato. Sarebbe stata una degna e appropriata uscita di scena.»</em></p>
<p>Questo è un articolo pubblicato da <a title="Articolo Originale" href="http://www.beppegrillo.it/2011/11/la_fine_della_seconda_repubblica/index.html" target="_blank">Beppe Grillo</a>. Per qualche alieno che non lo conoscesse Grillo è un comico genovese che protesta su tutto e tutti fin da quando ero un bambino. Di solito dice sottili verità che spesso fanno ridere. Da qualche anno a questa parte però non fa più ridere come una volta, forse perchè tristemente le sue verità non sono più così sottili.</p>
<p>Non avrei mai pensato di pubblicare su Cima un suo pezzo ma credo che, dopo le tante &#8220;barzellette&#8221; dei politici, le parole di un comico professionista siano le più adatte.</p>
<p>Come disse Tremonti: <em>&#8220;Suona l&#8217;orchestra sul Titanic che affonda&#8230;&#8221;</em>.<br />
Comincio già a sentier freddo&#8230;</p>
<p>Davide Valsecchi</p>
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		<title>Il ticket della libertà</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 08:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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		<description><![CDATA[I fatti degli ultimi mesi sono colmi di scontri di piazza, di riottose manifestazioni di protesta contrastate dalle forze dell&#8217;ordine tra i chiarori dei flash. Confesso che adoro le foto che appaiono sui giornali o sul web: mi affascinano le &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/10/il-ticket-della-liberta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh6.googleusercontent.com/-1mCiSukpgIU/Tp9igeENmAI/AAAAAAAAQuk/J2g11U_YcBk/s800/Acquisizione%252520a%252520schermo%252520intero%25252019102011%252520174848.jpg" alt="" width="640" height="355" /></p>
<p>I fatti degli ultimi mesi sono colmi di scontri di piazza, di riottose manifestazioni di protesta contrastate dalle forze dell&#8217;ordine tra i chiarori dei flash. Confesso che adoro le foto che appaiono sui giornali o sul web: mi affascinano le luci, le fiamme, le ombre, le divise e la drammaticità. Per i fotografi nostrani è fantastico: un comodo <em>&#8220;vietnam&#8221;</em> domestico senza le seccature ed i moralismi di una guerra con morti veri. La mattina sul <em>&#8220;campo di battaglia&#8221;</em>, la sera nella comodità di casa propria: periodo magnifico per i reporter.</p>
<p>Però non esageriamo, il Vietnam è un altra cosa ed altrettanto sono le rivoluzioni che sconvolgono il Nord Africa. In Grecia cominciano a far sul serio ma, si sà, i greci sono un 50% ateniesi ed un 50% spartani: per questo sono precipitati nel Default e per questo si faranno massacrare nelle piazze.</p>
<p>In Italia invece si gioca a torello sulle spalle di qualche poveretto che ha parcheggiato facendo attenzione solo al lavaggio strade. Si fa cagnara lasciando che i bambini si rincorrano a <em>&#8220;guardia e ladri&#8221;</em> mentre gli adulti, resi impotenti e poco lungimiranti dalla scarsa qualità della politica nostrana, si fanno mestamente condurre come pecore in greggi. Il più delle volte vanno al macello cantando e sventolando bandiere mentre i lupi si nascondono nei loro festanti ranghi o li osservano sereni e compiaciuti dai palazzi.</p>
<p>Tuttavia, signori miei, in questi mesi eminenti senatori hanno prostituito il proprio ruolo sotto gli occhi di tutti. In parlamento si pone la fiducia al miglior offerente, nell&#8217;emiciclo non paiono esistere più ideali da seguire se non il personale tornaconto. Onestamente come si fa a non essere incazzati? Si aspettavano davvero che nessun <em>&#8220;povero cristo&#8221;</em> provasse ad entrare nel tempio per rovesciare tale abominevole mercato? Il teatrino si ripeterà forse all&#8217;infinito: gente che crede di essere abbastanza disperata o coraggiosa da farsi crocifiggere ce ne è in abbondanza e l&#8217;ingordigia dei politici sembra senza fine. No, questo è solo l&#8217;inizio.</p>
<p>Roberto Maroni è il ministro dell&#8217;interno, è bravo quando fa il tastierista nei <em>Distretto 51</em> ma non saprei giudicarlo nell&#8217;attuale gestione dei tafferugli di piazza. Lui stesso, nel 1998, fu condannato in primo grado a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Pena che successivamente fu convertita in una multa da 5.320 euro. Forse è per questo che ora sventola questa curiosa idea della <em>&#8220;copertura patrimoniale&#8221;</em> per poter accedere ad una manifestazione: in pratica se hai i soldi da lasciare a caparra, un paio di migliaia di euro a testa, puoi comprarti il diritto a protestare, se i soldi non li hai conviene tu stia zitto e quieto. Lui i soldi pare li abbia avuti e, visto che ora è ministro, sembrerebbe che furono anche ben spesi.</p>
<p>Una democrazia a sbarramento economico: strana deriva berlusconiana del pensiero leghista che, non più di una decina di anni fa, predicava incredibilmente di attaccare Roma con le baionette:<em>«La lega avanzerà baionetta in canna paese per paese, villaggio per villaggio. Andremo a snidare anche nel profondo sud la partitocrazia!» </em>Parole al vento visto che oggi in parlamento, dopo vent&#8217;anni, non solo comandano ancora i partiti ma gli stessi partiti ora non sono più popolati dagli eletti dal popolo ma dai figli, dalle amanti e dai faccendieri dei grandi leader. Partitocrazia ereditaria per uso personale&#8230;<em><br />
</em></p>
<p>Strano paese il nostro. Tutti stanno a guardare i sintomi e nessuno presta alcuna attenzione alla malattia. Come possono trovare la cura? Il paese è ora una gigantesca pentola a pressione al cui interno l&#8217;acqua sta andando in ebollizione. Tutti si preoccupano di zittire il fischio della valvola quando dovrebbero invece tentare di spegnere il fuoco. La valvola sta fischiando ma non è ostruendola che si eviterà l&#8217;esplosione. Tuttavia, sinceramente, credo che quelli che ci stanno svuotando la dispensa questo lo sappiano benissimo: per questo si affrettano!</p>
<p>I leghisti hanno predicato per anni che avremmo dovuto essere pronti a ribellarci agli abusi ed alle ingiustizie di uno stato disonesto e corrotto, essere pronti a schierarci contro i politici conniventi e spregiudicati che tengono in ostaggio il nostro futuro. Forse non sapevano affatto di cosa stessero parlando ma credo che la gente, da nord a sud, abbia ora davvero iniziato a dargli retta.</p>
<p>Questa è l&#8217;Italia, un paese di poeti, cialtroni ed avventurieri. Staremo a vedere&#8230;</p>
<p>Davide Valsecchi</p>
<p><em>«Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà.»</em> U.Bossi 2007 &#8211; Ministro per le riforme istituzionali.</p>
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		<title>In mezzo scorre il fiume</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 10:17:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mio fratello stava davanti a noi, non sulla riva del Grande Fiume Piede Nero ma sospeso sopra la terra&#8230; libero da ogni regolamento, era un&#8217;opera d&#8217;arte. Ed con altrettanta certezza e senza alcun dubbio capii anche che la vita non &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/08/in-mezzo-scorre-il-fiume/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.googleusercontent.com/-Q4QPu7iorZc/TkjwMeKziPI/AAAAAAAAQgE/TWMWQSX_wiI/s800/a-river-runs-through-it-20090727035111445.jpg" alt="" width="640" height="297" /></p>
<p>Mio fratello stava davanti a noi, non sulla riva del Grande Fiume Piede Nero ma sospeso sopra la terra&#8230; libero da ogni regolamento, era un&#8217;opera d&#8217;arte.</p>
<p>Ed con altrettanta certezza e senza alcun dubbio capii anche che la vita non è un opera d&#8217;arte e che quel momento magico non sarebbe durato.</p>
<p>Perciò quando il sergente della polizia mi svegliò una mattina, prima che Jessie e io partissimo per Chicago, mi  alzati e non feci domande. Mi riaccompagnò a casa passando lungo il fiume così che io potesssi raccontare a mio Padre e mia Madre che Paul era stato colpito a morte con il calcio di una piastola e che il suo corpo era stato abbandonato su un viale.</p>
<p><em>&#8220;C&#8217;è qualcos&#8217;altro che puoi dirmi?&#8221;</em> mi chiese mio padre <em>&#8220;Quasi tutte le ossa della sua mano erano rotte.&#8221;</em> Risposi.<em>&#8220;Quale mano?&#8221;</em> chiese ancora, <em>&#8220;La mano destra.&#8221;</em></p>
<p>Col passare del tempo, mio ​​padre lottò più volte con se stesso per non chiedermi di contiuo se gli avessi detto tutto. Infine gli dissi <em>&#8220;Forse tutto quello che realmente so di Paul è che era un magnifico pescatore&#8221;</em>. <em>&#8220;Sai dell&#8217;altro&#8230;&#8221;</em> disse mio padre. <em>&#8220;Era bellissimo&#8221;</em> aggiunsi.</p>
<p>Quella fu l&#8217;ultima volta che parlammo della morte di mio fratello. Indirettamente, però, Paul era sempre presente nei pensieri di mio padre. Mi ricordo l&#8217;ultimo sermone che ascoltai non molto tempo prima della sua morte:</p>
<p><em>«Ognuno di noi, in un momento della propria vita, si troverà davanti bisognoso d&#8217;aiuto qualcuno che ama e, nel farlo, si porrà inesorabilemente la stessa domanda: &#8220;Sono disposto ad aiutare, Signore, ma come se è così grande il suo bisogno?&#8221;</em></p>
<p><em>Poichè è vero: non riusciamo ad aiutare quelli a noi più vicini, e non sappiamo quale parte di noi stessi sia meglio donare o molto più spesso quello che decidiamo di donare non è ciò che serve, non è ciò che vogliono.</em></p>
<p><em>E così sono coloro con cui viviamo e che dovremmo conoscere meglio coloro che ci sfugguono maggiormente, coloro che non capiamo. Ma possiamo ancora per amarli. Possiamo amare completamente anche senza comprendere fino in fondo.»</em></p>
<p>Ora quasi tutti quelli che ho amato e che non ho compreso nella mia giovinezza sono morti. Anche Jessie. Ma cerco ancora di essere vicino a loro.</p>
<p>Certo, ora sono troppo vecchio per essere un buon pescatore. Di solito vado a pesca da solo anche se alcuni amici dicono che non dovrei farlo. Ma quando mi trovo solo, nella penombra del canyon, tutta la mia esistenza sembra fondersi con la mia anima, con i mei ricordi, con i suoi del grande fiume Piede nero, con un ritmo scandito da quattro tempi e con la speranza che un pesce abbocchi.</p>
<p>Alla fine, tutte le cose si fondono in una sola e in mezzo scorre il fiume. Il solco del fiume fu tracciato dalla grande alluvione del mondo e scorre sulle rocce dall&#8217;inizio dei tempi. Sopra alcune rocce brillano gocce di pioggia senza tempo. Sotto le rocce si trovano le parole e alcune delle parole sono le loro.</p>
<p>Sono ossessionato dalle acque del grande fiume.</p>
<p>Davide Valsecchi</p>
<p>Traduzione dalla novella di semi-biografica di Norman Maclean <em>&#8220;A River Runs Through It&#8221;</em> e dall&#8217;omonimo film di Robert Redford.</p>
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		<title>Grazie per gli Aurguri!</title>
		<link>http://www.cima-asso.it/2011/08/grazie-per-gli-aurguri/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 08:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie per gli auguri! Oggi mi sono svegliato più &#8220;aziano&#8221; in un uggioso giorno d&#8217;autunno scivolato, chissà per quale motivo, tra l&#8217;estate d&#8217;Agosto. Pare sia bel tempo ovunque ma qui in Vallassina non la smette più di buttar giù acqua. &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/08/grazie-per-gli-aurguri/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.googleusercontent.com/-naaV87yzekA/Tjz96ugiIZI/AAAAAAAAQbI/4DAOxLX1dBI/s800/a_data_0041-1.jpg" alt="" width="620" height="310" /></p>
<p>Grazie per gli auguri! Oggi mi sono svegliato più <em>&#8220;aziano&#8221;</em> in un uggioso giorno d&#8217;autunno scivolato, chissà per quale motivo, tra l&#8217;estate d&#8217;Agosto. Pare sia bel tempo ovunque ma qui in Vallassina non la smette più di buttar giù acqua. Ci regalerà il cielo un po&#8217; d&#8217;azzurro? Io le candeline le ho soffiate!!</p>
<p>Ancora grazie e buon estate a tutti!!<br />
Davide</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rudyard Kipling: Se saprai</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 16:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide "Birillo" Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[tanzania2011]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[rudyard kipling]]></category>

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		<description><![CDATA[Se saprai conservare la testa, quando intorno a te tutti perderanno la loro e te ne incolperanno; se crederai in te stesso, quando tutti dubiteranno, ma saprai intendere il loro dubbio; se saprai aspettare senza stancarti dell’attesa, o essere calunniato &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2011/02/rudyard-kipling-se-saprai/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 263px"><img title="Rudyard Kipling" src="http://lh3.googleusercontent.com/_LCKte1VuKgk/TWfRwVi2i-I/AAAAAAAAPaM/hPTfo2IkWRY/s400/Rudyard-Kipling.jpg" alt="Rudyard Kipling" width="253" height="400" /><p class="wp-caption-text">Rudyard Kipling</p></div>
<p>Se saprai conservare la testa, quando intorno a te<br />
tutti perderanno la loro e te ne incolperanno;<br />
se crederai in te stesso, quando tutti dubiteranno,<br />
ma saprai intendere il loro dubbio;</p>
<p>se saprai aspettare senza stancarti dell’attesa,<br />
o essere calunniato senza calunniare,<br />
o essere odiato, senza dar sfogo all’odio,<br />
e non apparir troppo bello, né parlar troppo saggio.</p>
<p>Se saprai sognare e non rendere i tuoi sogni padroni;<br />
se saprai pensare e non fare dei pensieri il tuo fine,<br />
e trattare questi due impostori nello stesso modo;</p>
<p>se saprai sopportare di sentire quello che hai detto di giusto<br />
falsato da ribaldi per farne trappole ai creduli,<br />
o vedere le cose per cui hai dato la vita, spezzate<br />
e curvarti e ricostruirle con utensili logorati.</p>
<p>Se saprai fare un mucchio di tutte le tue vincite<br />
e rischiarle in un giro di testa e croce,<br />
e perdere, e ricominciare da capo<br />
e non fiatar verbo sulle tue perdite;</p>
<p>se saprai forzare il tuo cuore e i nervi e i tendini<br />
per aiutare il tuo volere, anche quando sono consumati,<br />
e così resistere quando non c’è più nulla in te<br />
tranne che la Volontà che dice &#8220;reggete!&#8221;.</p>
<p>Se saprai parlare con le folle e mantenere le tue virtù,<br />
o passeggiare coi Re e non perdere la semplicità;<br />
se né nemici, né prediletti amici avranno il potere di offenderti,<br />
se tutti gli uomini conteranno, ma nessuno conterà troppo;</p>
<p>se saprai riempire il minuto che non perdona<br />
coprendo una distanza che valga i sessanta secondi,<br />
tuo sarà il mondo e tutto ciò che contiene,<br />
e &#8211; ciò che conta &#8211; sarai un uomo, o figlio!</p>
<p>Rudyard Kipling</p>
<p>Questa è la seconda volta che cito Kipling. La prima ero in India. Questa poesia è strana, alle volte la guardi, spesso stampata su improponibili piastrelle da appendere, e ti sembra la cosa più stupida e banale del mondo. Altre volte, leggendola, ti commuove quasi alle lacrime giungendo come pioggia nella stagione arida.</p>
<p>Mi piaceva riportarla qui, mentre i piccoli giornalisti seguono le nostre avventure africane, perchè anche loro possano conoscerla, per donarla loro per la vita affinchè ne traggano ispirazione quando più ne avranno bisogno.</p>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>
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		<title>L&#8217;orologio</title>
		<link>http://www.cima-asso.it/2010/05/lorologio/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 06:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Valsecchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[einstein]]></category>
		<category><![CDATA[newton]]></category>
		<category><![CDATA[punkreas]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso della storia questa civiltà ha imparato a misurare il tempo e a farne un bel tracciato, clessidre e meridiane no non posso sopportare, nessuno può fermarmi se voglio rallentare. Sul meridiano zero scienziati ben armati sezionano il cadavere &#8230; <a href="http://www.cima-asso.it/2010/05/lorologio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><img class="   " title="E=mc²" src="http://lh3.ggpht.com/_LCKte1VuKgk/S_jw_gx8pyI/AAAAAAAANms/CXMcsEgjeUE/s288/clock-1.jpg" alt="E=mc2" width="286" height="288" /><p class="wp-caption-text">E=mc², l&#39;energia supera i vincoli del tempo</p></div>
<p><em> Nel corso della storia questa civiltà ha imparato a misurare il tempo e a farne un bel tracciato, clessidre e meridiane no non posso sopportare, nessuno può fermarmi se voglio rallentare.<br />
</em></p>
<p><em>Sul meridiano zero scienziati ben armati sezionano il cadavere di tutti i miei minuti, mandan disposizioni a schermi e tabelloni, comandan tutti quanti per mezzo dei quadranti.<br />
</em></p>
<p><em>Tutti i meccanismi mi hanno oliato ma io sono un ritardato, l&#8217;orologio ho già smontato per poter vedere le lancette e poi le sfere, le rotelle e il bilanciere rotolare e poi cadere senza potere.<br />
</em></p>
<p><em>Rallentano i rintocchi, non esiste fuso orario perchè le mie lancette ora corrono al contrario.<br />
</em></p>
<p><em>Cantavi già vittoria per avermi sabotato, mi sono trasformato in un ordigno carico e innescato che ora posso far saltare nel frangente che mi pare contro chi pensava di poter sincronizzare i meccanismi del mio corpo.</em><em> Qualcosa è andato storto e nel tuo mondo io non affondo!</em><em> </em></p>
<p><em>Scocca l&#8217;ora ma ora il tempo abbiam fermato e riprogrammato in un conto alla rovescia che semina l&#8217;angoscia a chi credeva di giocare con le nostre ore senza pensare, né ragionare. </em></p>
<p>Questo è il testo di <strong>L&#8217;Orologio</strong>, una canzone realizzata da un gruppo musicale italiano nato nel triangolo tra Legnano, Rho e Saronno: i <strong>Punkreas</strong>. la canzone è stata pubblicata nel marzo del <strong>1995</strong> sull&#8217;album &#8220;<strong>Paranoia e Potere</strong>&#8221; grazie alla <strong>T.V.O.R.</strong> (testa vuota ossa rotte), una storica etichetta indipendente che pubblicava i piccoli gruppi in vinile, poi in musicassetta e sui primi CD che cominciavano a circolare solo nei primi anni di Università.</p>
<p>Mi sono svegliato canticchiando <strong><a title="Ascolta questa canzone leggendo" onclick="javascript:window.open('http://www.youtube.com/watch_popup?v=8pKpS5U7TZ0','sharer','toolbar=0,status=0,width=400,height=400'); return false;" href="http://www.youtube.com/watch?v=8pKpS5U7TZ0">[questa canzone]</a></strong> del mio passato, giocando con la fisica e la filosofia mentre bevevo il caffè che Bruna mi aveva lasciato nella caffettiera:</p>
<p><strong>E=mc²</strong>, la formula più famosa di <strong>Einstein</strong>, ci mostra come il <strong>tempo</strong> non sia più un concetto<strong> assoluto</strong>, come sia posibile superare i vincoli imposti dal rigido sistema di riferimento <strong>Newtoniano</strong>. Un corpo possiede una massa e quindi, anche immobile, una propria innata quantità di energia: agitate la vostra massa con una spruzzata di velocità e sarete in grado di superare lo spazio, il tempo ed ogni dannato sistema di riferimento con cui vogliano imprigionare il vostro moto.</p>
<p>Pensate che io sia un visionario, uno che mischia punk rock nostrano ad oscure teorie fisiche? Non mi credete? Bene se volete vedere cosa ci attende nel futuro allora date una letta qui: <a title="Teoria delle stringhe: da Newton a Einstein e oltre" href="http://matematica.unibocconi.it/articoli/teoria-delle-stringhe-da-newton-einstein-e-oltre" target="_blank">Teoria delle stringhe: da Newton a Einstein e oltre</a>. <em>L&#8217;intero Universo, la sua materia e le sue dinamiche spiegate soltanto  con tre forze e dodici oggetti elementari attraverso l&#8217;interazione di dieci dimensioni</em>: ecco la base di partenza della teoria delle stringhe.</p>
<p>Potete continuare a credere che la terra sia piatta ma il nostro potenziale si spinge ben oltre la mediocrità del &#8220;<em>sistema di riferimento</em>&#8221; e dei &#8220;<em>preconcetti</em>&#8221; che vogliono imporre alle nostre scelte.</p>
<p>Forse il &#8220;<em>sound</em>&#8221; sarebbe stato un po&#8217; troppo &#8220;<em>spinto</em>&#8221; per <strong>Albert</strong> ma credo che il testo gli sarebbe piaciuto&#8230;</p>
<p>Davide &#8220;Birillo&#8221; Valsecchi</p>
<p>Un esempio pratico della relatività? Eccolo, è nel vostro navigatore satellitare GPS:  gli orologi satellitari sono affetti dalle conseguenze della teoria della relatività. Infatti, a  causa degli effetti combinati della velocità relativa, che rallenta il  tempo sul satellite di circa 7 microsecondi al giorno, e della minore curvatura dello spaziotempo a livello dell&#8217;orbita del satellite, che lo accelera di 45  microsecondi, il tempo sul satellite scorre ad un ritmo leggermente più  veloce che a terra, causando un anticipo di circa 38 microsecondi al  giorno, e rendendo necessaria una correzione automatica da parte  dell&#8217;elettronica di bordo.</p>
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