Palazzo Comunale di Asso

Palazzo Comunale AssoNel 1882, qualche anno dopo l’annessione dei comuni di Scarenna e Pagnano, gli amministratori di Asso ritennero opportuno costruire un nuovo palazzo per le scuole che potesse accogliere tutti gli alunni del comune.

L’edificio, progettato dall’Ing. Giuseppe Prato, venne completato nel 1886 e, ben presto, divenne anche la sede del municipio.

La sala consiliare aveva un soffitto finemente lavorato in gesso che è andato perduto, circa quarant’anni fa, a causa del distacco dell’intonaco dalla soletta realizzata con travi di legno e cannette. L’attuale Amministrazione ha restaurato la bella sala riprendendo i colori e le forme delle decorazioni originali da fotografie e documenti di progetto conservati nell’archivio comunale.

Cippo RomanoNel salone consiliare si può vedere un cippo romano in granito con un’iscrizione dedicata da due Plinii al Genio di Asso o a Esculapio. Ritrovato su una spiaggia tra Onno e Vassena, e studiata da {it:Theodor Mommsen} (Nobel per la letteratura 1902), è incisa su un’ara di granitello e riporta, sotto due serpenti, la scritta:

GENIO.ASC
L.PLINIUS
BURRUS. ET
P. PLINIUS
MATERN

Un secondo cippo è ora conservato all’interno della torre del castello, fu ritrovata, alla fine del XVIII secolo, dal prevosto {it:Carlo Mazza}, nel giardino della torre. E’ considerata da alcuni di origine romana per l’uguaglianza del corso delle pietre e la sottigliezza degli strati di calce. Riporta la scritta, a testimonianza di un culto di Giove:

B.IOVI
MRRA

Carlo Mazza nacque a Lasnigo, allora Nasnigo, in Valassina, il 27 giugno 1738, fu sacerdote e prevosto di Asso. Appassionato storico scrisse le Memorie storiche della Vallassina (1796), documento prezioso sulla storia di questa valle e dei suoi paesini.

Antica CampanaE’ inoltre possibile vedere anche l’antica campana, rifusa nel 1781, che chiamava a raccolta la popolazione nei giorni in cui era amministrata la giustizia e in occasione delle assemblee pubbliche (vicinanze).

E’ conservata anche la targa in legno della Regia Pretura di Asso, soppressa nella prima metà del XX secolo.

Sulla parete, una lapide, collocata nel 1957, ricorda – a cento anni dalla nascita – la concessione della cittadinanza onoraria a Papa Pio XI, {it:Achille Ratti}, che trascorse vari anni della sua fanciullezza ad Asso presso lo zio Don Damiano Ratti, parroco del paese. Anche durante gli anni di studio in seminario Achille Ratti tornò spesso ad Asso che definiva “cara patria d’adozione”.

Da notare anche il busto, scolpito dal Francesco Confalonieri, dell’assese {it:Giuseppe Merzario}. Originariamente esposto nel nel giardino pubblico di Asso fu poi trasferito nell’aula del Consiglio Comunale.

Erudito uomo politico e patriota, fu deputato al Parlamento e scrisse numerose opere fra cui “I Maestri Comacini”, storia artistica che abbraccia un periodo di 1200 anni.

Giuseppe Merzario

Nato ad Asso nel 1825, studente di teologia, partecipò, nel 1848, alle {it:Cinque Giornate di Milano} e combatté nella “Legione degli studenti Lombardi”.
Tornato in seminario, l’anno successivo, divenne sacerdote, celebrando in Asso alcuni battesimi e matrimoni.
Smesso l’abito talare, negli anni 1862 – 1874 fu preside del {it:Liceo classico “F. Cicognini”} e rettore del {it:Convitto Cicognini} di Prato. Nel 1867 fu eletto deputato, nel collegio di Erba, comprendente la Valassina. Aderì al gruppo democratico e fu rieletto fino al 1894, militando nelle file dell’Estrema Sinistra parlamentare. Fu presidente di alcune Commissioni parlamentari e dell’Amministrazione del fondo per il culto. Nel 1882 interpellò il ministro delle finanze Migliano sulle pretese dell’Intendenza di Finanza di Como su una servitù di confine, per evitare attività di contrabbando.

Scrisse Edvige (ambientato durante il regno dei Longobardi); il carme, in latino, De renovanda Roma; e la storia artistica dei cosiddetti {it:Maestri Comacini} .
Milano gli dedicò una via.

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