A piedi da Asso a Magreglio per la Festa del Gran Bazar

A volte penso che dovrei trovarmi una brava ragazza o diventare tifoso di qualche squadra di calcio, almeno passerei le mie Domeniche in modo tranquillo, senza inventarmi stranezze o infilarmi nei guai. Qualche volontaria?

Questa Domenica,  5 Ottobre 2008, si svolgeva la prima edizione del Gran Bazar di Magreglio, una riuscitissima fiera con piu’ di 140 bancarelle, piccoli spettacoli e musica lungo le vie del centro del paese.

L’idea di andare alla fiera mi allettava ma il traffico domenicale e la “riserva” perenne del Subaru sembravano volermi dissuadere. Poi rifletto, e chiedo a GoogleMap: Magreglio dista da Asso 7,9Km lungo la SP41, 8 minuti di tragitto in auto senza traffico.

Erano le tre del pomeriggio e la giornata godeva di un sole strepitoso ancora alto nel cielo. Scopriamo quanto ci si mette passando per i boschi ed esplorando la valle?

Ecco la storia di una piccola escursione a piedi lungo la Valassina:

Risalgo la via centrale di Asso ed imbocco i curvoni della via per Bellagio, l’idea è salire fino a Pagnano. Potrei deviare verso Megna e di lì raggiungere la chiesetta dei Morti di Valmorana scendendo poi fino a Lasnigo. Si allungherebbe un pò ma conosco la strada. Opto invece per una puntata a Fraino cercando la strada vecchia che passa a mezza altezza.

Mappa: Da Asso A Magreglio

Inbocco il vecchio sentiero che parte dietro l’ex pizzeria “Da Mimmo” che si affaccia sui curvoni prima di arrivare al rettilino de “la corda“. Un grosso cippo squadrato di granito in mezzo al bosco mi conferma che la strada è quella giusta. Purtroppo il sentiero attraversando i prati si perde tra i rovi. Mentre mi faccio strada tra le spine come il principe de La bella addormentata nel bosco ripenso a quanto mi sarebbe convenuto trovarmi una morosa e guardare la partita!!

Poco dopo raggiungo Fraino ed entro nel bosco,  le alte piante di faggio ed il sottobosco libero mi permettono di camminare più in fretta e con meno difficoltà. Salgo fino ad un grande prato ed attraversandolo arrivo a Lasnigo. Nel centro di questo prato c’è una stele di pietra sormontata da una croce di ferro. Sul basamento è riportato “1999 fece restaurare Fioroni Mauro“, per ora di più non sò.

Lasnigo ha un borgo antico molto bello, attraverso le caratteristiche vie strette e proseguo lungo la valle. Ogni anno in paese si festeggia “Cortili Aperti” e su ogni casa e piccola corte è esposta un tavoletta di legno che reca il nome della famiglia che vi abita. Dall’altra parte del fiume si vede la Chiesa di S.Alessandro costruita tra la fine dell’ XI e l’ inizio del XII secolo,  è stata recentemente restaurata ed ora paerta al pubblico.

Il mio viaggio prosegue lungo via Gera, una comoda passeggiata numita di panchine. Alla fine della via imbocco una vecchia mulattiera utilizzata per il taglio dei boschi che torna ad essere un piccolo sentiero dopo un centinaio di metri. Il rumore delle macchine che percorrono la SP41 mi arriva attutito e posso godermi la tranquillità del bosco e dei tanti corsi d’acqua e piccole cascate che incontro lungo il sentiero.

Il sentiero termina alla curva di Barni di fronte alla fonte d’acqua minerale San Luigi, ma subito li affianco c’è una strada agricola che attraversa la Sacca di Barni e mi porta in paese. I prati della conca di Barni sono affollati di bestiame, cavalli, mucche e qualche capra nei recinti. Anche Barni ha un centro storico molto caratteristico e privo di macchine in cui è molto piacevole passeggiare.

Passando vicino ad un bar sento la gente discutere dei primi risultati delle partite. “Dannazione quelli del calcio hanno già finito ed io non sono ancora arrivato!!”

Ma il sole è ancora alto e quindi non mi preoccupo molto. C’e’ voluta un oretta e mezzo per arrivare a Barni esplorando un pò la via. Sul secondo curvone della strada vecchia che sale a Magreglio c’è l’avvio di un piccolo sentiero segnalato da una chiara tabella. Il sentiero attraversa il bosco ed i prati dietro il paese sbucando in cima alla collina. In un quarto d’ora sono a Magreglio, scendo felice verso le bancarelle delle fiera e la gente che si accalca.

Vista della Grigna dalla Madonna del Ghisallo

La manifestazione, alla sua prima edizione, è molto bella, oltre 140 bancarelle addobbano le vie del paese. Saluto qualche amico e faccio un po’ di foto dal belvedere della Madonna del Ghisallo. Sono soddisfatto, sono arrivato a Magreglio senza mettere piede sulla sp41, senza dover passare dal benzinaio o cercarmi parcheggio. Ho impiegato quasi due ore di cammino ma è stato positivo, ho visto molte cose interessanti ed ho fatto due passi.

Ora però il sole sta calando ed è il momento di cominciare a farsi furbo. Entro in tabaccheria e compro un biglietto da 1,20 euro per il pulman che scende da Bellagio verso Asso. Come disse qualcuno: “anche se sai camminare sull’acqua alle volte conviene usare la barca”.

Quattro chiaccheire alla fermata ed in 8 minuti sono a casa pronto per correre all’Opera!! Guardatevi intorno, abbiamo posti bellissimi!!

3 thoughts on “A piedi da Asso a Magreglio per la Festa del Gran Bazar

  1. psicomedia

    hai ragione, la valle è bellissima e lo è stata anche la fiera di magreglio
    peccato che nel bosco tra lasnigo e barni non hai visto qualche capriolo 🙂
    solo una curiosità: sicuro che la chiesetta di lasnigo si chiama di “marmorana”?
    bel blog!
    ciao!

  2. Davide Valsecchi Post author

    Ciao, grazie per i complimenti e per l’osservazione!
    La chiesa infatti si chiama Morti di Valmorana.
    Grazie al tuo commento sono andato a spulciare qualche libro ed ho trovato qualche informazione in più.
    Il lazzeretto, che si trova nella zona di Megna, è detto “Morti di Valmorana” perchè vi sepellirono i morti di peste del Comune di Lasnigo, allora detto Nasnigo, nel 1531.
    Grazie ancora per l’errata corrige =)
    Si, caprioli ce ne sono sempre di piu’ anche nella nostra zona. Abbiamo anche cinghiali e mufloni nella zona del Moregallo

  3. psicomedia

    beh…ci abito in zona :-)…adoro scorgere i caprioli nei prati verso barni.
    alla chiesetta ci portavano sempre le maestre delle elementari e ci raccontavano la storia, quindi ricordavo il nome diverso.
    ciao

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