Il Triangolo Lariano: le prealpi tra i laghi

Triangolo LarianoIl Triangolo Lariano è un territorio geograficamente ben delimitato, così denomianto nel 1942 dal geologo Arturo Cozzaglio per la sua caratteristica forma a triangolo isoscele, delimitato su due lati dai rami del Lago di Como -quello comasco e lecchese- e alla base dai laghi della Brianza.

E’ un area prevalentemente occupata da rilievi prealpini e tagliata in senso longitudinale dal primo tratto della valle del fiume Lambro. L’allineamento montuoso principale vede susseguirsi, da nord a sud, una serie di cime che ne costituiscono la dorsale: il monte Nuvolone (1094 m), il San Primo (1686 m), la piu’ alta cima del Triangolo Lariano, il Ponciv (1453 m), il Palanzone(1436 m), il Bollettone (1317 m) dal quale si gode una meravigliosa vista su tutta la Brianza ed i suoi laghi, e il Boletto (1236 m).

L’aspetto di queste cime è piuttosto dolce, il profilo morbido. In questo sistema montuoso si inserisce il pianoro verdeggiante tra Zelbio e Sormano, noto come Pian del Tivano. Ad Est dell’incisione del fiume Lambro il panorama cambia, facendosi invece pù selvaggio e dirupato. Qui il paesaggio è dominato dall’imponente gruppo dei tre Corni di Canzo: quello Occidentale (1373 m), quello Centrale (1368) e quello Orientale (1232 m), collegati alle cime del Prasanto (1244 m),su cui svetta l’alta torre delle comunicazioni visibile in tutta la Brianza, del Sasso Malascarpa, vero e proprio museo geologico e geomorfologico, del Monte Rai (1259 m) e del Cornizzolo (1240 m).

Il Trinagolo Lariano è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, determinati dalla natura e dall’opera dell’uomo che da millenni vive e si misura su questo territorio, trasformandolo a volte in modo rispettoso, altre un po’ meno.

La cornice è quella del Lago di Como con i suoi colori, le sue luci e le sue suggestioni: un paesaggio di grande bellezza, celebrato da artisti, scrittori e poeti, con le sue ville ricche di storia e di arte e i suoi piccoli borghi arroccati sulle rive. Ma il Triangolo Lariano è anche montagna dai molteplici aspetti: pareti aspre e guglie rocciose ravvivate solo dal giallo, dal rosa e dall’azzurro della flora rupestre, accanto a dolci rilievi coperti da prati e boschi.

C’è  anche un aspetto del paesaggio modellato dai fiumi e dai torrenti, con le cascate e i corsi d’acqua spumeggianti; ci sono i cosiddetti laghetti “minori”, ma non per questo meno affascinanti e interessanti.

Un balcone tra le Alpi e la pianura da cui lo sguardo può spaziare e perdersi fino all’orizzonte degli Appennini.

Tratto da: “Tra i due Rami del Lago” di Silvia Fasana edito dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano

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