Spasell: il dialetto segreto della Valassina

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Uno degli storici più noti della nostra valle è {it:Carlo Mazza}, prevosto di Asso nato a Nasnigo, l’attuale Lasnigo, nel 1738. Le sue sue ricerche e testimonianze sono raccolte in un manoscritto del 1796, oggi fruibile come “Memeorie Storiche della Vallassina”, pubblicazione della Bibblioteca Comunale di Asso.

Tra le mille curiosità che vi si possono trovare mi è balzato all’occhio lo Spasell, il dialetto segreto della Valassina.

Il nostro dialetto è in parte molto simile a quello milanese sebbene alcune parole siano diverse o utilizzate con un differente accento. Alcune parole sono di origine celtica mentre altre più legate al francese mentre inostri discorsi hanno un po’ la cantilena ritmica tipica del dialetto comasco.

Lo Spasell però è tutt’altra cosa, sembra infatti che i mercanti della nostra zona usassero uno speciale codice per parlare tra di loro quando erano in viaggio o commerciavano lontano dalla valle. Uno stratagemma linguisitco che permetteva di comunicare “senza lasciare intendere i loro interessi agli indigeni” riferisce Mazza. Infatti molte parole sono completamente diverse dall’uso comune.

Ecco un esempio curioso ma anche simbolico:

EL «PATER NOSTER» IN SPASELL

Masett che stanziê in la creuggia di salvestri,
ch’el vost oden s’ingalmissa,
ch’el stanzia el nost bosin piatt,

che se rusca quel che vu tubè

sora i masett de la luscia, quant in quella di sciatt.

Refilên el sbêg de stobold,
e che no va stanzien nippa in del scimêe i nost lenarii,
come anch’el nost’oden szabolda ai olter ghielma;
Fêen taruscia la schigna che ne rusca el Naja de Tameu.
Per tagiorala no lassên sciobigà in nient de loffi.

A M E N.

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