Day: November 4, 2008

IV Novembre 1918 – “…è finita!”

IV Novembre 1918 – “…è finita!”

Ricorre quest’anno il 90° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale proclamata dal celebre discorso del Generale Armando Vittorio Diaz, capo supremo dell’esercito Italiano. Il testo di quel discorso, chiamato Bollettino della Vittoria e fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico, è esposto in tutte le Caserme e i Municipi d’Italia.

Libri che raccontino questa storia ce ne sono centinaia mentre i testimoni di quell’epoca ormai non ci sono piu’. Ed allora voglio raccontarvi cosa mi ha mostrato un testimone silenzioso in grado di resistere anche al passare del tempo. Molte delle mie estati in gioventù le ho trascorse in Carnia, una regione del Friuli al confine con l’Austria, a due ore di cammino dal confine e a due passi dalle sorgenti del famoso Piave, il fiume su cui “fu fermato lo straniero“.

Le Alpi Carniche, maestose ed imponenti nei loro duemila metri di roccia, sono il testimone di quei tre lunghi anni in cui nemici si scontrarono Italiani ed Austriaci. Ancora oggi esplorando le valli ed i ghiaioni di confine si possono trovare le vecchie trincee, scavate a colpi di piccone della roccia viva, unico riparo dal freddo e dal nemico. Si trovano tra i sassi, dopo oltre 50 anni, cumuli di suole di scarpe e lattine di metallo, ammucchiate appena fuori un riparo. Stufe e pezzi di cucine da campo sparsi nella ghiaia, schegge di bombe e chilometri di filo spianto arrugginito.

Mi arrampicavo sulle pareti per infilarmi nelle bocche di lupo delle trincee più in alto per trovare in queste buie grotte artificiali i resti delle postazioni di artiglieria. Ed i cimeli che allora mi sembravano un piccolo tesoro ora sono un macabro monito.

Tra quelle gole, quando è periodo di caccia, l’eco di uno sparo rimbalza sulla roccia e continua a rimbalzare estendendosi sinistro all’orizzonte. Non oso immaginare quale fosse il rumore terribile di una battaglia, con spari, esplosioni e grida, che rieccheggiavano tra quelli valli e quale potesse essere, in quel caos infernale, il cuore di un giovane dentro la trincea, fermo ad aspettare il fischio dell’assalto. Alzarsi ed uscire, per offrire il “petto al nemico”.

Lassù combattevano con il Carcano Mod 91, una carabina con l’otturatore a mano, ricaricavano ad ogni colpo e si lanciavano all’assalto con l’arma bianca, la baionetta. I feriti venivano curati tra i sassi e portati a valle, vivi o morti, dai muli. E sulla montagna si vedono i segni della fame e del freddo. Segni che non scompaiono così in fretta come la memoria.

Io non sono un pacifista, non ne ho l’indole. Ma credo che coloro che si riempiono la bocca dovrebbero salire qualche volta lassù, portare il loro “culo grasso” sulle montagne e vedere dove la gioventù di allora sostenne per tre anni un guerra terribile, combattendo con coraggio uno scontro inutile tra i nobili d’Europa.

In ricordo e con gratitudine ai caduti e ai combattenti della Prima Terribile Guerra Mondiale.

Una canzone dei Dropkick Murphys in memoria dei caduti della Prima: The Green Fields Of France [qui trovate la traduzione di questa canzone scozzese].
…And I see by your gravestone you were only 19
When you joined the glorious fallen in 1916,
Well, I hope you died quick and I hope you died clean
Or, Willie McBride, was it slow and obscene?
100° Articolo di Cima-Asso.it

100° Articolo di Cima-Asso.it

Statistiche Cima-AssoEcco a Voi il CENTESIMO articolo pubblicato dal sito Cima-Asso.it. EVVIVA!!

“Cima”, come lo chiamiamo amichevolemente noi, è nato il 16 Maggio 2008 sulla spinta del Clamoroso successo della Giornata del FAI ad Asso. Con la preziosa collaborazione di Ivan ho cominciato a scrivere la storia e le gesta di Asso. Più scavavo e più meraviglie tornavano alla luce.

Ed ora, nella furia di scrivere e raccontare, abbiamo collezionato in soli SEI mesi oltre 100 articoli sul nostro Paese e sulle persone che lo animano.

Del nostro piccolo sito cittadino hanno scritto in maniera lusinghiera i giornali locali, è giunto il momento di snocciolare qualche numero per capire dove sia arrivato:

In questi sei mesi, principalmente estivi, abbiamo avuto la bellezza di 1.698 Visitatori Unici Assoluti per un totale di oltre 9.330 Visite.
Ogni giorno abbiamo il 60% di visitatori di ritorno (gli affezionati!!) e siamo attivamente indicizzati dai principali motori di ricerca.

Ma ciò che più mi inorgoglisce è la mappa nella foto. Mostra la provenienza, approssimativa, dei visitatori sul territorio Italiano. Le storie di Asso sono state viste da oltre 208 Città Italiane e da oltre 26 nazioni straniere. I dati sono forniti e certificati dal servizio statistico Google Analitycs e sono quindi estremamente attendibili.

I grafici mostrano che dopo il periodo estivo (in cui le persone sono in vacanza e non davanti al pc!!) il numero di visite sta crescendo in modo vertiginoso e “Cima” sembra destinato a raddoppiare questi già impressionanti numeri entro Natale.

Guarda tu che casino che ho messo in piedi!! Vai Cima!! Tirati dietro tutta Asso!!!

Un grazie a tutte le persone che mi hanno aiutato e si sono rese disponibili con racconti e foto. Un grazie alle “Zie” che hanno creato l’ambiente ideale per la nascita di quest’avventura.
Gita ad Alba, culla del Cioccolato

Gita ad Alba, culla del Cioccolato

Cioccolato di AlbaL’Assessorato al Turismo e Tempo Libero del Comune di Asso organizza per Domenica 16 Novembre 2008 una gita ad Alba per conoscere la storia e visitare il Museo del Cioccolato.

Alba è la culla del cioccolato. Correvano gli anni quaranta, un uomo di nome Pietro Ferrero percorreva la strada che da casa sua portava alla piccola fabbrica di Via Rattazzi, dove ogni mattina l’antenato della Nutella (la crema Gianduja) veniva prodotta da rudimentali macchinari. Nacque così nel 1946 la Ferrero.

Il Museo del Cioccolato di Alba propone una mostra golosa, un viaggio nella storia del cioccolato, dai Maya che scoprirono il seme della pianta del cacao, divenuto poi la bevanda degli dei, alla Nutella o alla Sacher: tutto questo e molto altro si può trovare nella mostra ”Cioccolato. Dai Maya al XX Secolo” aperta presso la Fondazione Ferrero di Alba (Cuneo) e curata da Andreina d’Agliano e Fabrizia Lanza.

La mostra punta a raccontare il cioccolato come passione tra le più diffuse e contagiose, come sensuale godimento e ”bruno piacere” che, racchiuso in una tazza dorata, sta in mano alla bella dama del dipinto di Emilio Rizzi scelto, non a caso, a simbolo della mostra.

Ma il cioccolato non è il solo polo del successo di Alba, perché condizioni atmosferiche, climatiche e geografiche la rendono sede perfetta e inimitabile della Fiera del Tartufo. Situata in un punto perfetto, bacino di raccolta delle produzioni di tutta la Langa cuneese, Alba gode e smercia, come un magazzino delle meraviglie, tutto ciò che di vino, formaggi e tartufi offre la zona.

Per informazioni e prenotazionei rivolgersi a: Comune di Asso Ufficio Segreteria Tel. 031/673915 – 031/673916
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