Day: March 26, 2009

Aldo Lo Curto: Incontro in Biblioteca ad Asso

Aldo Lo Curto: Incontro in Biblioteca ad Asso

Indios Amazzonia Brasiliana
Indios Amazzonia Brasiliana

C’è un medico di Canzo che nella propria vita ha esercitato la sua difficile professione nei posti più disparati del mondo. Aldo Lo Curto, Medico e volontario in Africa (Togo, Malawi, Benin, Zaire), in Asia (India, Nepal, Buthan, Hong Kong, Filippine) in Oceania (Papua Nuova Guinea) e in America Latina (Equador, Brasile, Perù, Colombia, Cile, Panama).

Attraverso quattro continenti si è spesso trovato ad operare da solo e con pochi mezzi, in regioni vaste e sperdute utilizzando unicamente la praticità e il buonsenso riuscendo comumque a portare avanti la sua importante opera di volontariato.

Ha scritto diversi libri e si è sempre fatto portavoce delle minoranze con cui è entrato in contatto. Il Dottor Lo Curto è una persona di cui ho sempre sentito parlare fin da quando ero piccolo ma che, onestamente, non ho mai avuto l’occasione di incontrare nonostante abiti appena al di la della Vallategna.

Questo Venerdì, 27 Marzo 2009, forse finalemente avrò questa opportunità. La Biblioteca Comunale di Asso, grazie all’Assessore alla Cultura Imogene Pina, ospiterà nella sala conferenze un incontro con il famoso medico. Durante la serata, che avrà inizio alle ore 21:00 saranno proiettata diapositive e filmati della sua opera medica in giro per il mondo.

In particolare, in questi ultimi anni, ha messo la sua professionalità al servizio degli Indios dell’Amazzonia Brasiliana. Proprio durante questa particolare ed instancabile attività, Lo Curto è venuto a contatto con la cultura e le tradizioni indigene, che, al di là della semplice curiosità, sono diventate oggetto di studio particolareggiato.

Credo che sarà una bella serata e si avrà la possibilità di dare uno sguardo a realtà che spesso vengono taciute confrontandosi con culture, forse antiche, ma sicuramente legate ad una terra difficile e ad una natura intensa.

Faccio i mei complimenti al Dottore e spero di vedervi numerosi in biblioteca, è importate mostrare il proprio supporto a simili volontari e poi chissà, guardando quelle foto potrebbe scattare la scintilla ritrovandosi immersi un avventura al servizio del prossimo. Venerdì ore 21.00.

by Davide “Birillo” Valsecchi pubblished by Cima-Asso.it
Bailey’s snake: il serpente del Tibet

Bailey’s snake: il serpente del Tibet

Baileys Snake, il serpente del Tibet
Bailey’s Snake, il serpente del Tibet

In primavera, quando il sole comincia a scaldare le giornate, passeggiando per il bosco comincio ad incontrare alcune delle sue creature più affascinanti e terrificanti, i serpenti.

Non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo, i serpenti mi fanno una paura dannata e, come tutte le cose che mi spaventano, dedico loro una grande attenzione ed un accurato studio.

L’anno scorso, proprio in questo periodo,  scrissi un interessante articolo in cui ho catalogato i serpenti della nostra zona riportando informazioni ed fotografie: Marasso, un incontro speciale…

Confesso che in questi giorni, mentre si affina la preparazione e l’organzzazione del nostro viaggio in Ladakh, sono assillato dai sogni più strani. Credo che l’inconscio esplori le più disparate problematiche in cerca di una soluzione per prepararsi ad affrontarle. Non credo sia preveggenza, credo sia la ragione che, consapevole delle difficoltà che possono vericarsi, lascia libera la fantasia di elaborare gli scenari possibili. Credo che in questo modo il nostro istinto di sopravvivenza utilizzi il riposo ed il sogno come training per la mente attraverso una strana forma di “paranoia notturna”.

Tutto questo è sicuramente positivo se non fosse che continuo a sognare serpenti!!!

Se volete divertirvi e prendere un comune manuale dei sogni troverete che il sognare serpenti indicherebbe la volontà di una rinascita, qualcosa che in fondo potrebbe essere legato al senso del nostro viaggio. Tuttavia secondo gli orientali indicherebbe una rappresentazione  del kundalini, l’ energia vitale umana assimilabile alla libido e all’eros che abita, come un serpente arrotolato, la base della colonna vertebrale. In effetti le frequentazioni femminili in questo periodo scarseggiano ma neppure questo mi convince. Joung e Freud hanno teorie psicanalitiche in merito, ma nemmeno loro hanno colto il senso del mio sogno.

Così ho continuato a scavare nel mio inconscio cercando una spiegazione. In Ladakh sono presenti molti monasteri dove sono venerati figure mezzo uomo e mezzo serpente chiamate Klu o Naga dagli occidentali. Si dice inoltre che questi Naga vaghino nei pressi dei monasteri proteggendoli durante la notte dagli spiriti e dagli invasori. Ma neppure questa scoperta, sebbene suggestiva, soddisfava la mia ricerca.

Alla fine ho cominciato a capire che il motivo di quei sogni era più semplice. Qualche giorno fa ho infatti trovato su Internet una bellissima foto di una lucertola molto simile ad una piccola iguana su una pietraia del Ladakh. Credo che la cosa mi abbia colpito perchè non mi aspettavo di vedere un tale animale a sangue freddo ad una quota simile, stiamo infatti parlando di un’altezza media superiore ai 4000 metri in un territorio dove gli inverni sono estremamente rigidi. Credo che la mente abbia fatto “Click” ed inconsciamente abbia valutato la possibilità che dove vi sia una lucertola vi sia anche un serpente con tutti i pericoli che ne conseguono.

Sulle Alpi Carniche, dove ho passato molte estati, ad una quota di 2000 metri si trova spesso la temibile Vipera del Corno che si scalda tra le pietraie. L’incontro, se inaspettato, non è molto piacevole ed ogni volta supero il mio personalissimo record di salto in alto con urlo. Possibile che anche in Tibet vi sia l’eventualità di un simile incontro?

Con quest’idea mi sono messo a consultare le biblioteche digitali della rete e dopo un po’ di ricerca ho trovato il serpente dei mei sogni: Bailey’s snake o Thermophis baileyi, il serpente che abita il tetto del mondo!!

Molto simile ad un colubro, il nostro “Scurzon”, non è velevoso anche se alcuni tipi posseggono denti e saliva tossica. E’ abbastanza raro incontrarlo perchè vive solo nei pressi delle sorgenti d’acqua calda che sono tuttavia abbastanza diffuse nella regione Himalayana. Ne ho individuato un paio anche lungo il nostro percorso.

Infilarmi in una calda pozza d’acqua termale dopo una lunga marcia e trovarsi a faccia a faccia, senza nessun preavviso, con un serpente che ti nuota affianco è qualcosa che, a quella quota, poteva rivelarsi molto pericoloso per il mio giovane cuore!! Ora che conosco Bailey, lo scorzone del Tibet, non credo farà lo stesso effetto, credo anzi che continuerò a godermi l’acqua calda. La cosa divertente sarà che, guardandolo, scoprirò se il mio “socio” si sia preoccupato di leggere il blog prima della partenza dopo avermi tanto sbeffeggiato per i miei strani sogni.
Buon Bagno Enzo!!!

by Davide “Birillo” Valsecchi pubblished on Cima-Asso.it
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