Le idi di Marzo e la tristezza di Cesare

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Giulio Cesare
Giulio Cesare

Domenica mattina di sole in questa giornata di Marzo avviata verso la primavera che avrà il suo inizio formale con l’Equinozio del 20 Marzo 2009. L’equinozio è il momento in cui in cui il Sole raggiunge una delle due intersezioni tra l'{it:eclittica} e l'{it:equatore} celeste.

Banalmente è il momento in cui la terra è più vicina al sole anche se a causa dell’inclinazione della terra le nostre “giornate” sono ancora troppo corte per godere di questa vicinanza (ed ecco perchè il sole di Marzo e Aprile è pericoloso per la pelle).

In modo incredibile in Estate la terra dista dal sole quanto in Inverno ma la differenza tra luce e buio portano ad una tale differenza climatica inversa tra i due emisferi.

La Primavera scancisce quindi il momento in cui la luce eguaglia le tenebre ed il dominio della luce si avvia a sovrastare l’oscurità raggiungendo il proprio apice nel Solstizio d’Estate il 21 Giugno 2009.

Guardo il primo verde comparire sugli alberi  stupendomi per come i grandi movimenti influiscano con indifferente costanza sulla vita dei mondi più piccoli. Nessuna crisi umana fermerà il tempo o il moto delle stelle e questo è un pensiero con cui conviene fare colazione di questi tempi. Forse, viste le possenti forze chiamate in causa, la politica, la cultura  e l’economia si sono saccentemente allontanati troppo dall’astronomia dimenticando il moto del sole ed inseguendo il mito della piccola stella atomica controllabile nelle centrali umane. Ma qui comincio a divagare…

Oggi è il 15 Marzo ed anche questa è una data speciale. Il Calendario Romano, inizialmente su base lunare,  era abbastanza incasinato, aveva solo 10 mesi ed ogni anno “avanzavano” una sessantina di giornate invernali che non si sapeva bene dove mettere. Il quinto ed il tredicesimo giorno, a seconda del mese, erano chiamati dagli antichi romani Idi che, in ottemperanza con le fasi lunari, rappresenavano proprio le giornate di Luna Piena. Parimenti le None erano le due giornate di Mezza Luna e le Calende erano le giornate di Luna Nuova, da cui deriva il termine Calendario.

Nonostante le tante trasformazioni la Settimana, legata ai sette pianeti noti ed introdotta nel 30 a.C. , è rimasta immutata fino ad oggi. Prima era in uso la Nundina, una settimana di 8 giorni.

Il calendario Romano si è poi traformato in quello Giuliano, voluto appunto da Giulio Cesare nel 46 a.C., e poi definivamente consolidato nel calendario Gregoriano in uso dal 1582 ad oggi. Senza scomodare Maya ed Aztechi direi che anche noi occidentali abbiamo una profonda tradizione nella misurazione del tempo. E’ curioso notare che la nostra base iniziale era la luna e non il sole e che la nostra cultura ha condotto nelle tenebre la loro. Divago ancora, oggi i pensieri mi scappano liberi… torniamo al 15 Marzo.

Torniamo al 15 Marzo del 44 a.C. , giorno in cui cadono le Idi di Marzo più famose della storia, il giorno il cui il grande Giulio Cesare venne assassinato nel Senato Romano all’età di 56 anni (Cesare era nato il 100 a.C.) con 23 pugnalate di cui una sola si rivelò fatale.

La grandezza di Cesare non è cosa che io possa facilmente descrivere ma mi ha colpito che ad uccidere il Primo Imperatore, il grande dittatore, furono i nemici a cui aveva concesso la sua clemenza, gli amici a cui aveva concesso onori e gloria, coloro che aveva nominato eredi nel suo testamento. E’ in quest’ottica che la celebre frase riportata anche da Shakespeare, “Anche tu Bruto, figlio mio”, mostra tutta la violenza e l’infinita tristezza del tradimento subito. Dopo tanta gloria, tanta volontà e capacità che portarono Cesare nella storia è osceno pensare allo sconforto con cui ha abbandonato la sua vita così eccezionale.

Stupisce inoltre che in una cultura così evoluta e civilizzata come quella romana si sia “finiti a coltellate” proprio nel tempio della politica. Io ho sempre pensato che questo episodio avesse il carattere di un escuzione formale, quasi rituale, con cui i suoi oppositori lo destituivano privandolo della vita. Invece fu un atto di pura violenza, un assassinio brutale dalle connotazioni quasi mafiose. A conferma di ciò si trova nelle cronache che Decimo Bruto si affrettò ad intrattenere fuori dal Senato il possente Generale Marco Antonio, nipote di Cesare e successore designato, affinchè non intervenisse in soccorso di Cesare. Al segnale convenuto Publio Servilio Casca Longo fu il primo a colpire Cesare senza però ucciderlo, dopo di lui gli altri congiurati diedero mano ai pugnali colpendolo una volta a testa.

Svetonio riferisce che, secondo il medico Antistio, nessuna delle 23 ferite subite da Cesare fu mortale, ad eccezione della seconda, in pieno petto. Questo vuol dire che i congiurati si accanirono con il ferro nelle carni e nel sangue di un Cesare agonizzante più per suggellare la loro appartenenza al “patto” che per finirlo. Un comportamento bestialmente umano subito, ancora cosciente ma ormai impotente, da una delle menti più straodinarie dell’epoca.

Bruto, dopo un lungo periodo di congiure e amnistie, fu ucciso da Marco Antonio prima che l’amore per Cleopatra e lo scontro con Ottaviano lo portassero al suicidio. La morte di Cesare segna la fine di un epoca ed di una grandezza che nessuno dei successivi imperatori seppe raggiungere. Almeno fino ad oggi…

Nota: La Luna compie una rivoluzione attorno alla Terra in 27 giorni ma un calendario lunare perfetto dovrebbe essere di 29 giorni per mantenere traccia dello spostamento della Terra attorno al Sole durante la rivoluzione Lunare. Tuttavia nemmeno utilizzando i 13 mesi del calendario matriarcale si otterrebbe una perfetta copertura della rivoluzione terrestre. Il calendario è uno spazio affasciante…

by Davide “Birillo” Valsecchi published on Cima-Asso.it

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