Il suono delle Preghiere di Stoffa

Il nome del passo è Ganda La ed è un valico a 4970 metri che unisce due grandi valli separate da montagne alte oltre 5500 metri. E’ stato il secondo passo che abbiamo affrontato e, a differenza del passo di Stock, è molto utilizzato anche dalle popolazioni locali.

E’ a Ganda La che abbiamo deciso di esporre le bandiere realizzate dai ragazzi del Setificio di Como per il progetto Preghiere di Stoffa: i ragazzi hanno realizzato oltre una trentina di bandiere dando pieno sfogo alla propria creatività unendo poesia e disegno sul tessuto. In quelle piccole bandiere sono contenute le loro preghiere a carattere universale, le preghiere dei ragazzi di Como per il mondo.

Enzo ed io abbiamo legato insieme tutte le bandiere in un unica lunga e variopinta ghirlanda di oltre una decina di metri tanto grande da catturare il vento come una piccola vela. Giunti sul passo la vista era magnifica e al centro della sella nella montagna, come da tradizione tibetana, vi era una grosso cumulo di sassi adornato da centinaia di bandierine colorate accatastate anno dopo anno.

Abbiamo estratto dallo zaino la lunga ghirlanda che si è lasciata subito catturare dal vento mentre in due la trannevamo come un enorme acquilone. Molto divertente!!

Proprio in quel mentre è sopraggiunta una piccola carovana di locali con i loro pony. Il più anziano, che era un rifugiato tibetano, mi si è avvicinato curioso chiedendomi in inglese cosa stessimo facendo con quelle bandiere. In effetti non avevo assolutamente idea di quale potesse essere la sua reazione, in fondo sono uno straniero e le bandiere sono una loro importante tradizione legata alla religione, ho semplicemente detto la verità: “Sono bandiere che hanno disegnato i ragazzi della mia città in Italia, sono preghiere per il mondo”.

L’anziano tibetano si è aperto in un grande sorriso, ha fatto fermare la sua carovana, legare i pony ed ha chiamato i suoi giovani compagni perchè ci aiutassero  con le nostre bandiere.Tutte le mie preoccupazioni si sono dissolte in un attimo e sul quel passo mi sono ritrovato a legare bandiere comasche spalla a spalla con i tibetani.

La lunghissima ghirlanda vibrava viva nel vento intenso del passo, ogni bandierina sembrava impazzita e continuava a schioccare colorata. Era impossibile non essere travolto dall’euforia di quel momento. Il rumore assordante del vento si mischiava a quello delle badiere e mentre facevamo loro le foto i tibetani si mettevano in posa sorridenti guardando una ad una tutte le bandiere.

Con un po’ di pazienza ieri notte ho caricato un piccolo video delle bandiere al vento. E’ ancora in bassa qualità ma nell’audio, quando il rumore del vento non è assordante, potete sentire il canto intenso delle bandiere. Potete vedere anche qualche foto che spero possa trasferivi la strana e piacevole euforia che ha travolto tutti sul passo. Una sensazione che difficilemente riesco a descrivervi.

Ringrazio tutti i ragazzi del setificio, la preside e tutte le maestre che hanno partecipato al progetto. E’ stato un vero piacere poter contribuire ad un gesto forse semplice ma sicuramente molto simbolico e carico di valori. Le abbiamo legate belle strette le bandiere di Como, accettate con entusiamo dalla cultura locale, faranno gran mostra di sè per un bel pezzo!!!

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