La battaglia delle scimmie

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Sono le sette del mattino, Srinagar dorme ancora e tutti i negozi sono ancora chiusi, gli unici già all’opera sono gli autisti ed i loro padroncini: questa è la piazza da dove partono tutti i pulmini per le città vicine, noi stiamo cercando il nostro per Jammu. La piazza è affollata di mezzi e gente che urla. Ognuno cerca di acaparrarsi i clienti, molti mezzi hanno terminato solo da qualche ora la corsa notturna e portano ancora i segni del viaggio. La maggior parte delle fiancate sono affrescate da “sbroffate” di vomito fresco giù dai finestrini e non hanno l’aria incoraggiante per due assesi in cerca di un passaggio.

Per non saper nè leggere nè scrivere ne scegliamo uno pulito, contrattiamo il prezzo e prendiamo posto a fianco dell’autista. Bisogna aspettare che tutti gli otto posti siano stati venduti per partire e ci vorrà un’ oretta prima di potersi mettere in viaggio. La nostra scelta si dimostra buona, l’equipaggio alle nostre spalle non la smette più di dare di stomaco per tutto il viaggio ma noi, davanti, non ci facciamo gran caso associandoci alla totale indifferenza dell’autista che al contrario si diverte a chiacchierare con noi.

Credo che qui non siano molto abituati ad andare in macchina ed in effetti, nonostante la strada sia buona, non è un esperienza semplice da queste parti. Manovre e sorpassi in curva che da noi sarebbero da criminali qui sono la norma e se non sei pronto alla montagne russe e ad una sincera paura non hai alternativa se non tirare su l’anima.

Dopo le prime tre ore ci siamo fermati in una specie di villaggio-sosta la cui unica ragione di esistere era il rifornimento ed il rifocillamento di mezzi e viaggiatori. Enzo scende dal pulmino e si lancia tra le bancarelle in cerca di un paio di bottiglie d’acqua sigillalta, io faccio la guardia alle nostre cose. Pensavo di potermi rilassare e sgranchire un po’ ma mi sono ritrovato nei guai fino al collo. I venditori di tappeti e finte pashmine li avevo già spediti al diavolo, si erano appollaiati al mio finestrino ancora prima che il mezzo si fermasse ma anche solo dal tono capiscono le parolacce e girano al largo.

Il vero problema è stata l’orda di lerci bimbi che mi ha assalito cercando l’elemosina con la grinta dei mendicanti professionisti. Ne avevo attorno una decina e non c’era modo di liberarsene, io per i bambini ho un debole ma per gli zingari no. L’attimo di indecisione mi è stato quasi fatale, avevano capito che ero una preda e come un branco di piranha mi stavano facendo a pezzi strattonandomi da tutte le parti.

Ed è stato allora che è arrivato quel demonio di Enzo a tirarmi fuori dai guai: normalmente lo avrei insultato per una cosa del genere ma in quel momento mi è sembrata un’ idea salomonicamene geniale: ha tirato fuori due o tre banconote da 10 rupie ed ha cominciato a dividerle in striscioline distribunedole ai bambini che sembravano soddisfati per aver finalmente raggiunto il loro scopo.

Ogni bambino aveva il suo pezzettino e come per magia, evocate dalla presenza di uno straniero che distribuisce banconote, sono apparse due vecchie streghe sdentate zingare fino al midollo. Le due megere erano passate prontamente a riscuotere dai loro piccoli, ma probabilmente gestivano due gruppi separati di bambini ed i soldi di Enzo erano sparpagliati in mille piccole mani ed in tante piccole striscioline. Vedere quelle due befane litigare per rubarsi l’un con l’altra i pezzi per ricostruire le banconote era uno spettacolo che valeva qualche rupia. Maledette streghe schiaviste, date una lavata a quei bimbi piuttosto!!!

Il resto del viaggio è stato divertente ma ancora una volta lungo ed estenuante, altre dodici ore di macchina nel nostro registro. Ora siamo a Jammu è una città Indù meta di molti pellegrini. Quello che posso dirvi da subito è che alle dieci di sera ci sono 35 gradi, fa un caldo terribile e qui è pieno di Scimmie!!

Non i soliti Indiani chiassosi del Sud ma veri e propri primati, credo siano macachi. Piccoli e scaltri o grossi e poco raccomandabili sono ovunque!! Gli tiri le cose e le afferrano al volo con dei riflessi incredibili, senza staccarti gli occhi di dosso: se è roba buona da mangiare bene, altrimenti non si fanno problemi a ritirartela in malo modo.

L’attrazione principale della città è il tempio induista di Raghunath, purtroppo i militari ci hanno perquisito all’ingresso e ripulito di ogni apparecchiatura elettronica fotografica. Quello che posso dirvi è che il tempio è dedicato in modo particolare ad un eroe-dio che ha la faccia e la coda da scimmia, Hanuman : vola su una nuvoletta ed ha un bastone magico. Se non bastassero le coincidenze è un gran lottatore e può diventare gigantesco per combattere i mostri del mare. In pratica un incrocio tra Dragon Ball e Megaloman!! Lascio da parte gli scherzi ma questo è il personaggio che ha ispirato il romanzo cinese “Viaggo ad Occidente” dove compare  il re scimmia Sun Wukong, che ha poi effettivamente ispirato “Monkey la Scimma” (per i vecchietti come me) e “Dragn Ball” (per i più giovinastri).

Jammu si è dimostrata una città talmente interessante, accogliente e confortevole che abbiamo preso il primo treno disponibile e ce ne siamo andati!! Ora siamo ad Amritsar, fa un caldo spaventoso ma la capitale del movimento Sikh sembra molto più interessante. Il viaggio in treno, di cinque ore e mezzo, è stato interessante. Abbiamo fatto qualche foto per Roberto ed i “ragazzi dei trenini di Asso”.

Davide “Birillo” Valsecchi

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