Lettere dall’Italia per i due in Ladakh

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...lui ci mette la faccia!!

...lui ci mette la faccia!!

Ormai è un mese che siamo in viaggio: freddo, caldo, fatica, mal di stomaco e cibo piccante sono ormai parte delle nostre giornate. Dormiamo ogni notte in un sacco a pelo, non importa se siamo in tenda, in una guest house, in casa di qualcuno o solo in una stalla puzzolente (ma calda!!). Ci si lava i denti con una bottiglia di acqua minerale e ci si lava il resto solo quando si trova un pò d’acqua calda. Si lavano i calzini quando si può e si convive con la polvere come crema protettiva.

Per il cibo ci si arrangia: sogno un pezzo di pane bianco ed una bistecca al sangue, avere un bicchiere di vino e del caffè non liofilizzato rapresenta un lusso che non è concesso nemmeno alle nostre faraoniche europee finanze. Enzo si è smagrito oltre il dovuto e lo sto rimpinzando di uova sode, patate e chapati, il pane locale. Se non riprende un po’ di peso rischia di essere portato via dal vento quando si toglie gli scarponi!!

Siamo qui, ogni tanto sembra di camminare su marte ma non è male, ci si fa l’abitudine a tutto. Abbiamo scarpe buone. Alle volte però si ripensa a casa, agli amici, ai familiari o anche solo al nostro paesello. Noi riusciamo a mandarvi notizie del nostro viaggio ma possiamo ricevere ben poco. E’ capitato di trovare qualche internet point ma qui la rete sembra funzionare a carbone e si riesce solo a leggere qualche mail e qualche titolo dai giornali on line.Non si capisce un gran che.

Ora rimarremo un paio di giorni a tirare fiato a Leh, un pò di rifornimenti, una lavata ai vestiti e qualche notte su un materasso. Aspetto che il tempo cambi per provare un piccolo esperimento di cui vi parlerò più avanti. Prego perchè la neve si tolga dalle palle e mi lasci salire un po’ più in alto!!! Ma mentre siamo a Leh ci piacerebbe leggere qualcosa dall’Italia, qualcosa dai nostri amici. Sapere cosa pensate del nostro viaggio, se vi piacciono le nostre storie e le nostre foto ma anche sapere cosa succede in Italia mentre siamo via.

Ad essere onesto sono un po’ confuso, quando sono partito si parlava solo della crisi che sembrava senza speranza per il nostro paese, ora pare che sia finita se la notizia principale in Italia riguarda un vecchio di settantanni che si è portato a letto una diciottenne piuttosto sveglia. In effetti riuscire a sopportare una delle pischelle moderne e le loro insopportabili stupidaggini da teenager vizziate è qualcosa che forse merita realmente l’attenzione nazionale, credo. Chissà come avrà fatto ad azzittirla?

Qui in Ladakh, in una regione di confine dove per 40.000 civili abbiamo 170.000 militari, si parla di tutt’altre cose: si dice che presto l’Impero della Tigre ingaggerà una violenta battaglia con gli Imperi alleati dell’Aquila e dell’Orso, ma non ho capito a chi si riferissero. Inoltre qui sono piuttosto preoccupati che i Talibans del Principe Nero, colui che abbattè le torri e che si nasconde tra le montagne afgane, prendano il potere ad Islamabad e conquistino il controllo delle testate atomiche del Pakistan. Popolazione ingenua, credono basti un leader terrorista armato di un paio di dozzine di atomiche per distrarre l’attenzione degli italiani dal culo delle veline e dal teatrino della nostra oscena classe politica.

Noi siamo qui, nel mezzo del nulla, tra profughi tibetani, indiani e musulmani. Siamo a due passi dalla Cina e dal Pakistan ed il mondo appare diverso. Qui i giovani, i diciottenni,  sono uno strano misto di culture tra futuro e passato, vestono e si comportano come i personaggi di un cartone animato giapponese post atomico mischiando tecnologia d’avanguardia con la polvere delle strade e la povertà da terzo mondo, attegiamenti da televisione con linguaggi antichi e spazi selvaggi. Come nei cartoni animati hanno un unico vestito che gli fa da uniforme e li distingue, anche noi abbiamo la nostra grigio verde. Sono confusi come i ragazzi nostrani ma vivono in un mondo cento volte più folle e più duro. Il futuro dipende da loro e, sfortunatamete, qui è territorio di caccia per chimere e spietate sirene.

Ferro e fuoco come sempre in tasca, testa bassa e scarponi ben stretti: siamo di passaggio in questa vita e da queste parte tira aria di cambiamento forte come i venti di montagna. Ho il sospetto che qualcuno rischi di rimanere con il culo scoperto dalle nostre parti e ‘sto giro non saranno solo le veline.

Bene, credete che ci manchi casa? Si, forse un pò. Manca quando cerchi di riposare, quando hai fame di qualcosa di buono e quando ti senti un po’ solo. Fateci sentire che ci siete e fateci leggere qualcosa di divertente nella nostra lingua prima di ripartire!! Serve qualcosa per lo spirto un po’ più frivolo e nostrano di una mistica preghiera!!
Ciao e grazie a tutti!!

Birillo ed Enzo

ATTENZIONE: Su Facebook è attiva la bacheca Lettere dall’Italia dove lasciare un messaggio ai due assesi in viaggio. Lasciateci un messaggio qui, ci farà un grande piacere!!!

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