Memorie di paglia & Indian Trainspotting

Indian Trainspotting

Indian Trainspotting

E’ Luglio, io e Cristian abbiamo poco più che vent’anni e siamo ancora nel’900. Abbiamo passato un esame difficile all’Università su cui avevamo lavorato tre mesi: è tempo di prendersi tre giorni di vacanza.

Bighelloniamo in giro per Milano fino a quado non scopro che a Mariano Comense c’è una festa della birra: “Andiamo dalle mie parti?”
Corriamo con gli zaini in spalla in Cadorna per prendere l’ultimo treno della Nord che sale la sera verso casa, ci tocca uno di quei vecchi convogli con le panchine in legno e le porte da chiudere a mano. Sono le dieci e mezza di sera e a Meda il treno si ferma, il resto della strada ce lo facciamo al buio in Skateboard sulla provinciale. Sono un senegalese si ferma e ci da uno strappo su una macchina sgangherata, purtroppo solo dal cartello “Mariano” fino alla piazza.

La festa è in cima alla collina del paese, una di quelle belle sagre che organizzavano i comuni di una volta e che scivolavano sempre in piccole woodstook alcoliche. Siamo stanchi morti per la strada fatta e non abbiamo ancora mangiato nulla in tutto il giorno. Alla prima pinta di birra parto per la tangente mentre il mondo diventa un po’ confuso. Poco male, la mia priorità attuale è finire questo magnifico panino con la salamella. Sul palchetto suonano “Gli impossibili”: dannazione spero di essere squinternato come loro a trentanni!! Cristian compra il loro ultimo CD alla romboante cifra di quindicimila lire, soldi ben spesi.

Mentre guardo la copertina con le mitiche magliette dei Ramones spunta dal nulla una ragazza di 17/18 anni, anche carina in verità. Mi si piazza davanti alla faccia guardandomi fisso.Io sono ancora sotto l’effetto della birra e mentre cerco di inventarmi qualcosa di “furbo” da dirle mi strappa il cd dalle mani e mi dice ridendo:“Ora è mio!”. Carina sei carina ma quello è il CD de “Gli impossibili” che Cris ha appena comprato, non facciamo scherzi, non l’abbiamo nemmeno ascoltato: “Hehe, divertente, ma ora fai la brava e rendimelo, su!!” Per tutta risposta mi guarda con una faccia strana, mi strizza l’occhio e si infila il cd sotto la maglietta:“Se proprio lo vuoi devi venire a prendertelo!!”. Accidenti, sono io che ho bevuto già troppo (e sono solo alla prima birra?!) o oggi mi và di lusso?

Io volevo solo il mio CD, nessuna avidità, ma siamo rotolati giù per la riva fino al bosco dove le luci della festa non arrivavano. Siamo rimasti lì a “dormire” fino al mattino.Quando sorge il sole mi scuoto dal torpore e mi ritrovo accovaciata addosso Miss CD. Quanto ho bevuto ieri sera? Solo una birra… come al solito Birillo!!
Accidenti è il caso di capire che fine abbia fatto Cristian!!

Risalgo la riva e mi trovo davanti quello che rimane della festa ed un enorme campo falciato al lato del tendone.Da un covone di fieno saltà giù “Il Criss”, in testa ha il primissimo paio di Oakley che abbia mai visto e sotto braccio una tavola morbida da skate della “World Industries” con il diavoletto rosso su sfondo blue. La faccia abbronzata ed il sorriso da schiaffi sono il suo marchio di fabbrica. Dietro di lui spunta una ragazza con la paglia nei capelli arruffati, sembra uscita da un telefilm di Hazard.

“Hola Birillo. La sua amica l’aveva lasciata sola per imboscarsi con te. Qualcuno doveva tenerle compagnia mentre aspettava, no?” Un buon amico si vede dalla sua capacità di adattarsi ai cambi di programma. Le due signorine ci hanno anche offerto la colazione prima che ripartissimo per andare avanti con il nostro viaggio. Una volta me li sapevo scegliere più divertenti i guai in cui infilarmi.

Il treno ha un sussulto, tutti nel vagone si agitano all’impovviso e c’è un gran rumore: apro gli occhi e sono di nuovo in India.

Sono nel treno letto, ho una cuccetta tanto vicino al soffitto che i tre grossi ventilatori appessi nel vagone mi ronzano inutili affianco alla testa. E’ troppo basso per poter infilare verticale lo zaino e mi tocca lasciargli metà della brandina. Me ne sto rannicchiato tra le lamiere in una specie di loculo sottomisura. Sotto di me la massa di gente ammassata è tale che se anche cadessi non raggiungerei il pavimento senza lottare.

Viaggiamo di notte, su un vagone senza aria condizionata con tutti i finestrini aperti nonostante le sbarre. Ha cominciato a piovere e l’acqua entra da tutte le parti mentre la gente, incastrata come pezzi del tetris, cerca di non bagnarsi e chiudere le finestre.Ecco perchè il trambusto. Il mio zaino è impermeabile ed io sono fradicio di sudore oramai da un gran pezzo. Non ho motivo di agitarmi nemmeno quando la pioggia comincia a filtrare del soffitto gocciolando dalla mia branda sulla massa di gente sotto. Speriamo solo che questo biroccio non sbatta perchè qui non ne esco vivo.

Enzo è da qualche altra parte, il bigliettaio, come al solito, non ha capito nulla e ci ha dato due posti separati su carrozze diverse. In tasca, mezzo accartocciato, ho un settimanale Indiano scritto in inglese, India Today. E’ la versione locale del formato Time Magazine americano.Sto cercando di capirla quest’India ma ancora non mi riesce.

Una delle notizie è l’imminente varo del primo sottomarino a propulsione nucleare interamente costruito dall’India. Il primo di una serie di tre scafi che riprende ed evolve il design del sottomarino russo classe Charlie.Solo 6 paesi al mondo hanno raggiunto un tale risultato nel campo tecnologico militare.Il varo avverà il 26 Luglio per commemorare il decimo anniversario della liberazione di Kargil, un postaccio che ho visitato, dall’invasione Pakistana. Credo che festeggiare con un sottomarino atomico l’anniversario in cui le hai “rese” al vicino dopo che te le aveva “suonate” non credo farà molto bene alla vita di questo “quartiere”.

Hanno un sottomarino atomico ed io rischio di affogare su un treno. Come diavolo è possibile? L’India che ho visto io è da terzo mondo: carenze infrastrutturali, sociali e culturali che non rendono concepibile un simile divario. Qual’è il senso di un simile impegno per realizzare una meraviglia tecnologia in campo bellico dopo la caduta del muro di Berlino?

E’ stato il G8 che mi ha aperto gli occhi, sentire cosa diceva il ministro indiano sull’ambiente, leggere quello che scrivevano i giornali locali e vedere con miei occhi il degrado ambientale che ho provato a mostrarvi nelle foto: l’Inda è un paese giovane, complesso ma enormemente ambizioso. La priorità di un paese europeo è,almeno sulla carta, più o meno uguale per tutti: migliorare il livello della qualità della vita per la maggior parte dei cittadini.Questo è quello che chiamiamo sviluppo pacifico. La priorità dell’India è più semplice: diventare una super-potenza a livello mondiare e competere in ambito economico e militare con i grandi del mondo, punto.

In quest’ottica il fatto che ci sia rumenta ovunque, strade e ferrovie pietose, impianti elettrici ed idrici post-apocalisse ed un sistema sanitario inadeguato ad una simile moltitudine è semplicemente qualcosa che non è importante se non diventa vincolante per lo “sviluppo” dell’India. Stanno discutendo di riformare il sistema scolastico non perchè in giro sia pieno di ignoranti zotici ma perchè le scuole attuali non formano abbastanza operatori specializzati per supportare la crescita indiana. E’ sempre lo sviluppo che va tutelato, non la cultura o il cittadino. L’India deve avere un ruolo nel futuro del mondo.

Per questo sono incazzati a morte con noi: invece di andare in crisi e rimanere senza soldi l’occidente avrebbe dovuto continuare a comprare i prodotti che l’India realizza. Non sto scherzano, se la sono proprio presa male che noi si sia rimasti quasi con le pezze al culo, stiamo roviando il loro progetto di crescita diventando poveri!! Ai cittadini indiani è richiesto di sacrificarsi per il paese ma, al contrario della Cina dove tutto è rigidamente pianificato, qui tutto è lasciato al caos eccetto gli assett che possono permettere all’India di diventare una super potenza. La presenza al G8 e la partecipazione al G14, senza contare l’arsenale nucleare, sono la prova che ci stanno ruscendo. La realtà di come vive oggi la maggior parte degli indiani rapresenta invece la grande incognita sul futuro. Quello che succederà proprio non lo so ma avrà ripercussioni su tutto il pianeta, questo è certo.

La maturità non mi ha portato grandi vantaggi. Rivorrei la mia birra, la mia salamella e la ragazzina del Cd oltre alla spensieratezza di quei giorni. Vi ricordate quando ai concerti o alle sagre la gente urlava “Valerio” senza motivo? Bhe, incredibile, all’epoca era una delle cose che mi irritava di più, altro che giocare a “Davide e Golia” con l’India.

Davide “Birillo” Valseccchi

E’ stato divertente raccontare in italiano il futuro ed il passato usando solo il presente, è stato necessario lavorare con i congiuntivi. Ogni verbo, ogni azione, ha un tempo ed un modo. Il modo congiuntivo è il modo del “se” (if),spesso è il modo con cui diamo vita ad ipotesi che non si sono verificate, sia nel passato che nel futuro, che ci permettano di esplorare scenari differenti, nuovi. Salviamo il congiuntivo e salveremo il presente. ..Bio

One thought on “Memorie di paglia & Indian Trainspotting

  1. Samuel

    Bello, il tuo discorso sul congiuntivo. E non è sorprendente, che se la prendano con noi occidentali: se nella scena generale il loro ruolo era quello di fornire manodopera e prodotti a basso costo, il nostro era quello di foraggiarli costantemente, senza sosta.
    Viviamo al di sopra delle nostre possibilità proponendoci come quel mercato che assorbe di tutto, voracissimo, grazie al suo sistema del debito. Così, quando dimostriamo che dopotutto anche da noi il consumo può interrompersi, questi si sentono traditi. Ma come, non dovevate continuare così per sempre?!

    Abbiamo tradito il nostro ruolo.
    Abbraccio… E salutami Cris.

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