Month: August 2009

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Grandine su Asso

Grandine su Asso

Video: Grandine ad Asso
Video: Grandine ad Asso

Durante l’estate, il 17 luglio 2009, si è verificato un evento meteo eccezionale sulla nostra zona che ha dato vita ad una grandinata come poce viste in passato. Ci sono stati parecchi danni ma fortunatamente nessun ferito anche se la grandianta, durata meno di un quarto d’ora, ha costretto tutti a lavorare per un bel pezzo per sistemare i danni.

Ieri, il 29 Agosto 2009, vi è stata un altra grandinata ma, fortunatamente, di intesità molto minore. Così mi sono deciso ad andare un pò più a fondo nello studio di questo fenomeno.

Una grandinata è quando cadono dal cielo chicchi di ghiaccio e la gente comincia ad agitarsi alle finestre guardando dubbiosa la propria auto e smoccolando silenziosamente per il giardino. Ma come si forma la grandine?

La grandine si forma, generalmente, durante i temporali. All’interno dei cumulonembi, le forti correnti ascendenti trasportano le gocce di acqua fino a quote in cui la temperatura è inferiore allo zero. Le goccioline di acqua passano prima allo stato sopraffuso (gocce di acqua allo stato liquido pur in ambiente sottozero) e successivamente si trasformano  in cristalli di ghiaccio. Fin tanto che la forza delle correnti ascendenti riesce a mantenere il cristallo di ghiaccio all’interno della nube, questo avrà la possibilità di aggregarsi con altri nuclei di acqua sopraffusa e di accrescere il suo volume. Quando il peso del chicco di grandine riesce a vincere la forza contraria della corrente ascendente, questo precipita al suolo. La sua grandezza e le sue caratteristiche, dipendono quindi dalle caratteristiche del temporale che lo ha generato ( tratto da meteograndine.com ).

Per quanto possbile cecherò di mantenere aggioranata una lista delle grandinate su Asso:
17 luglio 2009
29 Agosto 2009

Davide “Birillo” Valsecchi

La settimana di Asso n°9

La settimana di Asso n°9

La Settimana Di Asso n°9
La Settimana Di Asso n°9

La settimana di Asso, dopo il viaggio in Ladakh e quasi 4 mesi, esce finalmente nella sua nona edizione. L’estate è agli sgoccioli ma sia il paese che “Cima” sono stati molto attivi in questo periodo.

Mi fa un pò riderde scoprire dalle statistiche che il sito, che ha poco più di un anno e mezzo di vita,  ha avuto un incremento di popolarità del 3958,72% nell’ultimo anno (un valore tanto grosso da essere ridicolo!!)

Grazie ai motori di ricerca e alla struttura del sito si sono presentati sulle pagine di Cima-Asso oltre 19.000 visitatori. Molti erano casuali ma una buona parte ha trovato il sito interessante ed è tornata più volte. Altri si sono decisamente affezionati.

Orami sono stati pubblicati 360 articoli, un po’ di carne al fuoco ormai c’è. Pensate però che gli articoli più gettonati in assoluto sono Un incontro speciale: il marasso e La  battaglia dello scoiattolo Rosso che vantano ognuna oltre 2000 visite.

Questi articolo, scritti oltre un anno fa ma visitati ancora nel recente, confermano che niente di quello che pubblica il sito va perso e resta fruibile nel tempo. Altri articoli, più recenti e spassosi, si stanno guadagnando il titolo di Greatest Hits come Enzo, lo shamano  nero di Asso.

Nella vita reale, così come nel nostro paese, se si trascura quanto di buono fatto in passato si rischia inesorabilmente vada perso.  Su “Cima” e su Internet, così come ho concepito il sito, il passato ed il presente hanno lo stesso valore e non hanno bisogno di una manutenzione individuale. Sono curioso di vedere “Cima” tra qualche anno. La foto di “Little Fattie”, lo strillone nella copertina della settimana, mi fa ben sperare.

A settembre ci sarenno un sacco di iniziative, il concorso fotografico, il motorasso, la festa di Scarenna e la mostra estemporanea. Il primo week end di settembre andrò a vedere la festa del vino dei nostri cugini francesi con cui siamo gemellati (dovevo andarci fin da quando ero in terza media!!) ed una nuova piccola avventura è in programma con Enzo.

Quella appena trascorsa era la “Settimana del Paesaggio” dedicata a Stendhal e al nostro fiume, mi fa molto piacere che coincida con la ripresa de “La Settimana di Asso“.

La Settimana di Asso n°9

La raccolta settimanale degli articoli di Cima-Asso.it
22- 29 Agosto 2009

Venerdì 28 Agosto – In diligenza con Stendhal Un bell’articolo di Tiziano Casartelli trovato sul web racconta le strade polverose e le carrozze che usò Stendhal nel 1818 visitando la Vallassina

Giovedì 27 Agosto – Tex “Aquila della Notte” Willer Tex tiene banco con la sua storia nelle edicole da oltre 67 anni ed ormai è un icona, un piccolo grande maestro il cui pensiero ha attraversato le generazioni quasi immutato

Martedì 25 Agosto – Asso: come eravamo Cartoline di Asso ad inizio secolo.

Lunedì 24 Agosto – I “Crotti” di Valbrona Sabato c’è stata una grande festa, alla sua terza edizione, che ha riscosso un grande successo di afluenza attirando molti entusiasti turisti: I Crotti di Valbrona.

Sabato 22 Agosto – Stendhal ad Asso Stendhal il 25 agosto del 1818, dopo aver visitato la stupenda Firenze, l’immortale Roma e la misteriosa Parma, era niente meno che ad Asso.

Special: 20 August – La Settimana del Paesaggio Asso è tra i ventitrè Comuni dell’Alta Brianza che hanno aderito al progetto insieme ai parchi, Valle del Lambro e Segrino, alla settimana del Paesaggio

NotaBene. In un mondo complesso e strano come il nostro tocca aggiungere questo:

L’aggiornamento non ha natura periodica, perciò non è soggetto a normativa di legge 47/78, richiamata dalla legge 62/2001. Comunque se in piazza c’è il mercato La Settimana di Asso la trovate on line =) [anche se mi piacerebbe prima o poi riuscire a stamparla]

Davide “Birillo” Valsecchi

In diligenza con Stendhal

In diligenza con Stendhal

La vecchia diligenza
In diligenza

[Tiziano Casartelli] Una delle trasformazioni più profonde compiute dall’età moderna è quella dei trasporti, della ferrovia prima e della motorizzazione privata poi; Una rivoluzione che in pochi anni ha reso possibile spostamenti di massa, determinando il moltiplicarsi dei trasferimenti quotidiani.

Sino agli albori dell’età contemporanea il viaggio era invece un’occasione rara, estenuante a causa delle condizioni in cui avveniva e limitato a ristretti gruppi di persone.

All’inizio del XIX secolo vennero istituiti i primi servizi di diligenza fra il capoluogo lombardo e le varie città della regione; servizi che si irradiavano per Como, Lecco, Bergamo, Asso, Varese, lungo le principali arterie della Brianza.

Ne fece menzione Stendhal nel suo Giornale di viaggio in Brianza, annotato nell’agosto 1818: «C’è due volte alla settimana la diligenza da Milano a Oggiono – precisa lo scrittore francese – il venerdì e il martedì, alla Corona».

Favoriti dalle migliorate condizioni delle strade e, dopo i furori napoleonici, dalle più stabili condizioni politiche, gli spostamenti cominciarono a divenire, seppur per pochi, una graduale consuetudine.

«L’interna comunicazione di un comune con l’altro molto bene venne provveduta in questi ultimi anni con comode strade ben conservate e mantenute» riferiva Carlo Annoni, prevosto di San Paolo e storiografo del Canturino, nel 1835. Alcuni decenni prima, nel 1794, in un periodo in cui le comunicazioni avvenivano principalmente per via lacuale, l’abate Carlo Amoretti poteva osservare: «Se per qualche combinazione convenisse da Como andare a Lecco per terra, o vero se piacesse vedere quello che noi chiamiamo Brianza o Pian d’Erba, che reputansi le più deliziose situazioni delle nostre ville, si troverà una strada comoda con viste piacevoli».

Ancora Stendhal ci fornisce un’appassionata testimonianza sul grado di ospitalità offerta al viaggiatore romantico da locande e osterie della zona. Dal suo resoconto, per certi versi intrigante, appare una regione in grado di offrire un’accoglienza sobria ma confortevole, in grado di soddisfare le esigenze del “tourista” alla ricerca degli aspetti pittoreschi della regione, piuttosto che delle comodità e del lusso.

Come molti viaggiatori stranieri Stendhal amava appassionatamente l’Italia, ma Milano e la Brianza in modo particolare: «Le colline più belle del mondo, boscose e poco elevate» ebbe a scrivere a proposito dei colli di Inverigo. Del resto, già nel 1812 aveva confidato a un amico: «L’avidità di vedere che avevo un tempo si è del tutto estinta; dopo che ho visto Milano e l’Italia, tutto quello che vedo mi ripugna per la grossolanità».

Il viaggio, ma anche un breve tragitto, richiedeva comunque un notevole dose di sforzo fisico, perseveranza e tolleranza verso gli imprevisti, come riferisce Ugo Foscolo in una lettera del settembre 1813. Da Menaggio «per certe montagne di Porlezza e d’Intelvi, nidi di Ciclopi, andai camminando mezzo a piedi mezzo sul dorso orizzontale di un mulo, per due lunghi giorni, e giunsi a Erba, sul lago di Pusiano. Giunsi poi a Milano come un ufficiale ch’esce dall’ospedale, sopra un tristo biroccio, tutto arso dalla polvere, dalla stanchezza e dal sole».

I tempi della ferrovia erano ancora lontani e le modalità e i tempi degli spostamenti erano gli stessi descritti più di cinquant’anni prima da Pietro Verri nel resoconto del suo trasferimento da Milano a Vienna: «Non ho potuto giungere a Vienna – scrisse l’illuminista milanese – se non il nono giorno di viaggio, e vi sarei giunto assai più tardi se non avessi sacrificate quattro notti». A parte alcuni spiriti avventurosi la pratica del viaggio era generalmente limitata ai brevi tratti che carrozze e diligenze potevano percorrere in alcune ore.

La villeggiatura, che la “buona società” milanese cominciava a praticare con una certa continuità, aveva luogo nella regione collinare e lacuale lombarda, distanti dalla capitale lombarda non più di trenta, quaranta chilometri.

Tratto da un articolo di Tiziano Casartelli trovato sul web

Tex “Aquila della Notte” Willer

Tex “Aquila della Notte” Willer

Tex Willer ed i suoi Pards
Tex Willer ed i suoi Pards

Quando ero bambino in casa mia i fumetti di Tex erano chiamati “La Cultura”, era impensabile andare in vacanza senza una buona scorta di albi, ristampe e raccolte da leggere sul terrazzo fuori la veranda, aspettando il pranzo dopo essere tornati dal bosco in cerca di funghi nella calura estiva.

Tex Willer, che ha più o meno una quarantina d’anni, tiene banco con la sua storia nelle edicole da oltre 67 anni ed ormai è un icona, un piccolo grande maestro il cui pensiero ha attraversato le generazioni di questa nostra distratta Italia quasi immutato.

Assomiglia al “Grinta” di Jhon Wayne ma ha una grandezza ed un umanità inarrivabili. E’ un “bianco” ma non un Texano razzista, un ranger che si batte per la legge dello Stato ma anche orgogliosamente a capo di una tribù di pelle rossa e spesso ricopre il ruolo di grande mediatore sia tra le tribù che con il governo. Rivoluzionario e reazionario allo stesso tempo, è dotato di una personalità gigantesca, un uomo profondamente radicato nel mondo che lo circonda, pronto tanto alla pace quanto allo scontro.

La legge è al di sopra di tutto ma al di sotto di ciò che lui considera giustizia, la legge è la regola ma, caricandosi il peso delle proprie responsabilità, ci si può spingere oltre. Ogni uomo è padrone del proprio destino e decide la propria strada, a qualunque costo e pagando il prezzo pieno delle proprie azioni.

Questo sconvolge di Tex: è il più pacifico ammazzasette in circolazione eppure rimane sempre e comunque una persona universalmente considerata buona o quanto meno giusta. E’ vero, lui uccide simbolicamente idee più che persone vere ma il suo approccio, anche quando moderato, è limpidamente diretto ed accettato. Questo perchè la sua figura si muove in un mondo violento,  in rapido cambiamente e lui, sebbene mai malinconico o affranto, emerge da un passato di sofferenza e tragedia affrontando il proprio presente con la decisione di chi può solo andare avanti.

Tex ha perso la moglie, ha perso il padre, ha perso il fratello. Sebbene poco noto prima di diventare un ranger aveva abbandonato il ranch di famiglia litigando con il fratello,  si arrabbattava come poteva e, prima di sposare l’amata indiana che diede alla luce suo figlio, era spesso ricercato come fuorilegge per essersi fatto giustizia da solo. Tex non ha una casa, non ha più radici se non quelle forti con il villaggio che lo considera capo. Passa la vita come un vagabondo battendosi per la propria patria, il governo, e la propria nazione, quella Navajo.

Eppure non è uno di quegli eroi moderni, decadenti, distrutti dalla sofferenza, sconfitti dalla vita e quindi pronti ad immolarsi per la causa nella scena finale solo per sentirsi accettati. Tex ride, si fa un paio di birre, si fuma una sigaretta dopo una bella bistecca ed è pronto a sifdare nuovamente le fiamme dell’Inferno. Questa è la grandezza assoluta di Tex: lui è convinto ancora di poter vincere, di poter far trionfare i suoi ideali.

Eppure noi sappiamo come diverrà l’America, che fine faranno i pelle rossa e quanto lontano dall’imminario del “ranger” diverrà il mondo ma nonostante questo ancora crediamo in Tex, forse meno illusi, ma è impossibile non voler bene a quel “Satanasso”. Forse il mondo avrebbe potuto essere diverso se Tex fosse esistito, se una squadra di amici, i Pards, si fosse battuta per la cosa giusta. Chissà.

Quello che è certo è che Tex, sebbene nato in Texas, pensa all’italiana e la sua morale, la sua etica e la sua visione del mondo sono radicate nella nostra. Gli americani hanno il “Grinta” ma le differenze sono notevoli!!

Un altra figura del Far West che mi ha sempre affascianto e che purtroppo oggi è spesso dimenticata è Jack Crabb, il fantastico personaggio interpretato da Dustin Hoffman in {it:Piccolo_grande_uomo|”Piccolo Grande Uomo”}, un film che andrebbe visto molto più spesso. Hoka Hey! Oggi è un buon giorno per morire!

Davide “Birillo” Valsecchi

Asso: come eravamo

Asso: come eravamo

Ponte di Santa Marta
Il Ponte di Santa Marta

E’ incredibile la quantità di tempo che passo al computer attaccato ad Internet. Ogni tanto mi domando come possa conciliare tutte le attività fisiche che conduco con il fare da scribacchino tecnologico che ho preso in questi anni.

Forse è proprio perchè sono in grado di gestire questa strana alchimia che mi è stato possibile essere in Internet anche a 5000 metri  in Himalaya (heheheh!! montagnino informatico FTW!!).

Tuttavia qualche buon risultato lo ottengo,  qualche volta vado a pesca nella rete e qualche giotto pesciolino lo prendo!!

Ecco la cattura di oggi: cartoline di Asso ad inizio secolo.

Ho trovato un sito molto interessante, http://gens.labo.net/, che ha raccolto le cartoline d’epoca di tutta Italia e, nei suoi archivi, ho trovato anche un buon numero di cartoline della nostra cittadina.

Qui potete trovare quelle che sono riuscito a raccogliere. Non sono molto grandi perchè è stato reso pubblico solo il formato ridotto ma possono di sicuro testimoniarci come era Asso agli inizi del secolo.

Davide “Birillo” Valsecchi

I “Crotti” di Valbrona

I “Crotti” di Valbrona

Valbrona
Valbrona

Valbrona è un piccolo comune separato da Asso solo dalla “tagliata”, la strada scavata attraverso una collina sotto il “Dosso” realizzata nel tardo dopoguerra insieme alla nuova provinciale.

Nonostante si affacci sul Lago di Como solo per la piccola scogliera “Ceppo Palazzolo”, Valbrona, ha un’incredibile tradizione turistica che la rende uno dei paesi più frequentati dell’estate. Io per primo a Maggio, quando ho una mattinata libera, vado a fare colazione nei suoi baretti del centro e mi godo quella strana atmosfera prima di andare a farmi una nuotata sotto Onno.

Non so cosa sia, forse saranno i negozzi con i salvagenti ed i canotti colorati appesi in strada a darmi quella senzione “da riviera” . Ci si sente un po’ come in vacanza al mare sebbene si sia semplicemente scollinato.

Sabato c’è stata una grande festa, alla sua terza edizione, che ha riscosso un grande successo di affluenza attirando molti entusiasti turisti: I Crotti di Valbrona.

Era possibile visitare il paese addobato a festa degustando i cibi tradizionali offerti nei vari “crotti”. Una serata piacevole che è cominciata già alle due del pomeriggio ed è finita all’una con i fuochi d’artificio.

Mi piace Valbrona, sta raccogliendo i frutti di un lavoro appassionato cominciato parecchi anni fa. E’ un piccolo paese che vanta una solida società sportiva, una palestra di roccia e si lancia in attività ricreative e culturali tra le più disparate: dalle motociclette alle competizioni di Soft-Air passando per le simulazioni militari alle più tradizionali feste di paese. Bravi!!

Sorprendentemente ho scoperto che il nome Valbrona non deriva da  “valle bruna” o “valle scura” come si sarebbe portati a cerdere, infatti Valbrona, che gode in un ottima esposizione al Sole e del panorama della Grigna, deve il suo nome ad un antica espressione celtica, il popolo che visse nelle nostre zone prima dei romani: “Wald Brom“, sorgente del bosco. Mi piace Valbrona.

Davide “Birillo” Valsecchi

Stendhal ad Asso

Stendhal ad Asso

Il suo nome è legato indossolubilmente allo stupore, travolgente e completo, che la bellezza può provocare nella mente dell’uomo che ammira l’arte o la natura:  «Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere. »

Stendhal, Henri-Marie Beyle, uno scrittore francese, un narratore, un giornalista, uno storico, un memorialista, un diarista ma sopratutto un appassionato viaggiatore che percorse ed amò la nostra Italia agli inizzi dell’800.

Il 25 agosto 1818, dopo aver visitato la stupenda Firenze, l’immortale Roma e la misteriosa Parma era niente meno che ad Asso ed ammirava stupefatto, con l’amico Giuseppe Vismara di Varese, la magnificenza della nostra cascata della Vallategna annotandola nei suoi diari di viaggio.

Il suo viaggio attraverso la Brianza partì da Lecco e si mosse  verso Oggiono raggiungendo il placido lago di Annone. Da Oggiono risalì verso Cesana Brianza e poi, costeggiando il piccolo lago del Segrino che lo scrittore definì “selvaggio e triste”, arrivò ad  Asso. Qui ci si inoltrò lungo la strada che porta alla Cascata della Vallategna e l’Orrido di Ponte Oscuro. Il suo viaggio proseguì poi verso Erba e verso Inverigo.

L’Italia di Stendhal, uno dei padri della letteratura dedicata al viaggio, è magnifica: “Se spingo la porta di un libro di Stendhal posso raggiungere una casa delle vacanze: le preoccupazioni si dissolvono, le necessità vengono congedate, il peso del mondo si alleggerisce; ogni cosa è diversa: il sapore dell’aria, le linee del paesaggio, gli appetiti, la leggerezza di vivere, perfino la salute, l’approccio degli uomini. Stendhal fonda al riparo per i suoi lettori una seconda patria abitabile, un ermitage sospeso fuori dal tempo, che non è veramente né situato né datato, un rifugio fatto per le domeniche della vita dove l’aria è più secca, più tonificante, dove la vita scorre con maggiore disinvoltura e freschezza. Un Eden delle passioni in libertà”. Julien Gracq

La nostra Asso, i nostri laghi e le nostre montagne non sono più le stesse del 1800 ma credo che, nosostante il deciso e a volte violento processo di antropizzazione (leggisi “tutto il cemento che abbiamo tirato in piedi”), resti uno dei paesaggi più belli del mondo. Certo i palazzinari arricchiti del sud della Brianza non possono capire nè condividere la meraviglia di Stendhal ma la mediocrità dei loro gretti intenti li rende di per sè inoffensivi e destinati alla sconfitta. Ci sono idee più solide del loro scadente cemento.

L’eredità di Stendhal è qualcosa che ci appartiene per diritto di nascita, è la bellezza della nostra terra. E’ ormai evidente che solo prendendosene cura tutti insieme è possibile preservarla ed esaltarla, renderla un luogo in grado di suscitare lo stesso stupore che colse Stendhal visitando Asso, la porta d’ingresso della Vallassina.

Davide “Birillo” Valsecchi

La Settimana del Paesaggio

La Settimana del Paesaggio

La settimana dal 22 al 30 Agosto vede coinvolta la nostra Asso in un iniziativa promossa dall’Associazione Nibbio e dall’Universitè d’etè, un organizzazione nata nel 2008 sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica per la valorizzazione delle zone rurali nelle cittadine in crescita.

Il tema principale di queste iniziative è “la città avanza, la campagna arretra: quale ruralità?”. Il progetto propone la riscoperta dei valori locali che vanno dalla Musica delle Corti di Albavilla, ai Percorsi in Brianza, alla Festa dei Cortili di Rezzago, alla Fiera dell’Agricoltura di Arosio, alla lettura dei testi degli Autori che hanno visitato il territorio (Sthendal, Gadda, Testori, ecc.) agli antichi mulini di Asso, che diventano elementi caratterizzanti i valori locali che non devono disperdersi ma essere ricordati e promossi come avviene a Strasburgo, in ambito europeo, con una similare manifestazione.

Ventitrè Comuni dell’Alta Brianza hanno aderito al progetto insieme ai parchi, Valle del Lambro e Segrino, per realizzare durante la settimana momenti d’incontro culturali, naturalistici e gastronomici all’insegna delle tradizioni e del paesaggio locale.

La nostra Asso, che gode di una millenaria fortezza e di diverse ville rinascimentali all’interno del centro storico medioevale, è stata inserita in questo contesto culturale focalizzando l’attenzione sopratutto sul Lambro, il fiume che attraversa tutto per il paese per l’intera lunghezza. In particolare ci si riallaccia a quanto scritto da Stendhal nel suo viaggio in Italia che,il 25 Agosto del 1818, visitò la nostra Asso descrivendo le bellezze della cascata della Vallategna e dell’Orrido di Ponte Oscuro nei suoi scritti.

In particolare l’attenzione è puntata sull’orrido, sulla cascata, sul restaurato lavatoio comunale e sulla valle dei Molini con il Molino Mauri ed il Molino Valsecchi. Quest’ultimo risale adirittura al 1369.

Quest’anno, a Settembre,  si svolgerà la consueta mostra fotografica che avrà come tema proprio “la magia dell’acqua“. Direi che per un paese il cui nome deriva dal celtico “acqua buona” e che è posto al centro di uno dei laghi più famosi del mondo non sarà difficile trovare soggetti interessanti.

A conferma di ciò allego un piccolo filmato realizzato risalendo, munito di muta e sacche d’acqua, il nostro Lambro dal ponte di Scarenna alla Valle dei Molini. Godiamoci la settimana “Europea” dedicata al nostro fiume, orgogliosi della nostra piccola cittadina che nasconde grandi ricchezze!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Video: Risalendo il Lambro
Video: Risalendo il Lambro
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