Mazzini: I doveri dell’Uomo

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Giuseppe Mazzini
Giuseppe Mazzini

Qualche giorno fa è passato a trovarmi Cristian, ci siamo fatto un giro in canoa ed un paio di birre dopo pranzo. Lui ha seguito tutto il nostro viaggio su “Cima” , mi ha fatto i complimenti e mi ha confessato quanto lo diverta quello strano modo con cui cerco di mettere in mostra il nostro territorio.

Rideva divertito nel vedermi proclamare, mezzo stordito dalla birra, come Asso avrebbe trasformato il ruolo dell’umanità nell’Universo. Rideva perchè “Birillo”, che vive tutto come uno scontro, deve sempre avere una sfida  da affrontare ma mi ammoniva anche a non diventare la caricatura di uno spartano del lago.

Lui ha una visione della vita più contemplativa mentre io sono per l’azione: sto cominciando a diventare troppo vecchio per continuare ad aspettare che passi nel fiume il cadavere del mio nemico, non ho tutto questo tempo, piuttosto vado a “prenderlo”.

Da buon amico si è anche raccomandato di fare attenzione ad espriemere i mie giudizi perchè, espressi con la mia consueta irruenza attraverso uno spazio pubblico come “Cima”, diventano Slogan e, citando la canzone di Daniele Silvestri, “ogni slogan è fascista di natura”.

Il fascimo è male “per legge” e per questo da noi se durante una discussione il tuo interlocutore riesce a trovare qualcosa di fascista nella tua teoria hai perso, è come la “prova del 9”, un piccolo dogma del ragionamento che non può essere superato. Il problema del fascismo è che ha fatto propri un sacco di concetti positivi che vengono, purtroppo, spazzati via dal rifiuto complessivo della dotrina fascista. Ma, dannazione, in questo modo un sacco di cose buone sono diventate cattive solo per induzione!!

Così mi sono dato da fare ed ho spulciato la Wikipedia e la nostra biblioteca in cerca di un aiuto e sapete chi ho trovato? Il più grande degli alleati possibili: Giuseppe Mazzini. Uno dei Padri Fondatori della Patria, un nazionalista di fede cristiana che con le sue teorie ha saputo affascianare il mondo ed è stato considerato un maestro da esponenti di spicco come W. T. Wilson,  David Lloyd George, Gandhi, Golda Meir, David Ben Gurion, Nehru e Sun Yat-sen. Questo è un passaggio tratto da “I doveri dell’uomo” del 1860

«Colla teoria dei diritti possiamo insorgere e rovesciare gli ostacoli; ma non fondare forte e durevole l’armonia di tutti gli elementi che compongono la Nazione. Colla teoria della felicità, del benessere dato per oggetto primo alla vita, noi formeremo uomini egoisti, adoratori della materia, che porteranno le vecchie passioni nell’ordine nuovo e lo corromperanno pochi mesi dopo. Si tratta dunque di trovare un principio educatore superiore a siffatta teoria che guidi gli uomini al meglio, che insegni loro la costanza nel sacrificio, che li vincoli ai loro fratelli senza farli dipendenti dall’idea d’un solo o dalla forza di tutti. E questo principio è il DOVERE. Bisogna convincere gli uomini ch’essi, figli tutti d’un solo Dio, hanno ad essere qui in terra esecutori d’una sola Legge – che ognuno d’essi, deve vivere, non per sé, ma per gli altri – che lo scopo della loro vita non é quello di essere più o meno felici, ma di rendere sé stessi e gli altri migliori – che il combattere l’ ingiustizia e l’errore a beneficio dei loro fratelli, e dovunque si trova, è non solamente diritto, ma dovere: dovere da non negligersi senza colpa – dovere di tutta la vita. »

Gentile e la dotrina  fascista hanno rielaborato la teoria nazionalista di Mazzini ed il suo slancio fino a stravolgerli ma non per questo l’idea originale è da considerarsi sbagliata. Io sono convinto che solo preservando e migliorando ciò che appartiene alla nostra cultura, alla nostra terra e alle nostre tradizioni possiamo dare il nostro contributo a tutta l’umanità. Think Local, Be Global. Se ognuno salvaguardasse l’identità e l’orgoglio del proprio paese e della propria nazione invece che i propri interessi staremmo già esplorando lo spazio con un unica umanità composta da infiniti individui diversi e fieramente orgogliosi.

Riconoscere le diversità è il primo passo per raggiungere l’ugualianza. La pace non appartiene ai deboli, è un equilibrio di forze coese verso scopi più elevati. Intendiamoci, parlo di forza interiore, di orgoglio, di aspirazione e di entusiasmo protesi verso un’obbiettivo. La pace non è nel benessere di tutti ma bensì nella cooperazione di tutti per un futuro migliore. Lo scopo è arrivare là dove nessun uomo è ancora giunto.

Ovviamente questo è il mio pensiero, la riflessione buffa di un montagnino che scartabella i libri dei grandi del passato per capire come “mettere giudizio” nel futuro. Prendetelo per il verso giusto!!

Davide “Birillo” Valsecchi

I doveri dell’Uomo Per chi volesse approfondire ho trovato l’opera di Mazzini pubblicata integralmente su Internet, un libro brutalmente attuale nonostante abbia più di 149 anni

«Ebbi a lottare con il più grande dei soldati, Napoleone. Giunsi a mettere d’accordo tra loro imperatori, re e papi. Nessuno mi dette maggiori fastidi di un brigante italiano: magro, pallido, cencioso, ma eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, astuto come un ladro, disinvolto come un commediante, infaticabile come un innamorato, il quale ha nome: Giuseppe Mazzini. »(Klemens von Metternich)
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2 thoughts on “Mazzini: I doveri dell’Uomo

  1. Le idee spesso sono buone ma dipende dal valore che si attribuisce e dai fini per le quali vengono utilizzate; Giovanni Gentile ha tratto ispirazione dal “nazionalismo buono” di Mazzini ma lo ha applicato alle scuole per formare i giovani virgulti del fascismo – per approf. Puoi leggere i programmi nazionali del periodo fascista e legge Coppino ed oltre – con tutti i limiti di quel popolo reso cieco e sordo perché non doveva sapere ne capire.
    Con Mazzini mi trovi perfettamente d’accordo ma, ricorda, che quando lui elaborava le sue strategie, lo faceva contro la monarchia dell’epoca che aveva tutti gli usi e i costumi adottati successivamente della Repubblica fascista e che si rifacevano a quella di Weimar.
    Non era una critica ma solo un altro punto di vista, una diversità che alterna la visione unica… non sopporto le visioni uniche, non sono naturali.
    Ciao.

  2. Ciao Grazia, più che giusto quello che scrivi. Sappiamo tutti come è andata a finire ma questo non deve impedirci di ritrovare l’entusiasmo e la speranza di quegli ideali.Garantendo ovunque i diritti di tutti abbiamo riempito il mondo di paletti ed ora sembra impossibile moversi senza sbagliare. Il troppo stroppia e alla fine è il concetto stesso di diritto che perde valore e sono solo i “lupi” ad approfittarne. Il Dovere di Mazzini ci ricorda che come essere umani, come cittadini, come uomini abbiamo scopi più alti. In una buona squadra, sebbene a volte non visibili, regnano democrazia ed ugualianza quando c’e’ entusiasmo per l’obbiettivo. In una squadra, in una buona squadra, non è importante essere il capitano ma essere un buon giocatore, spesso questo basta anche quando non si vince.

    In ultimo: io sono convinto, da scienziato, che l’unico punto di vista che ci sia “forse” possibile conoscere sia il proprio. Per questo non dovremmo cercare di comprendere quello altrui, dovremmo sforzarci di allargare il nostro affinchè abbracci un orizzonte quanto pù ampio possibile. Ma la nostra vista, così come la nostra mente, non è un grandangolo ed ha un raggio limitato, dobbiamo tenere a fuoco ciò che è importante per noi, dove mettiamo i piedi passo per passo o, per vedere troppo, rischiamo di diventare ciechi e rischiamo di cadere.

    Un abbraccio e grazie
    Ciau

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