Quello che ho capito del Kashmir

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Kashmir

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Il cashmere è una una fibra tessile, morbida, setosa e vellutata relizzata con il pelo della capra hircus tipica della regione Indiana del kashmir da cui ha origine il nome. Il, Karshmir, tuttavia, è tristemente noto anche per essere una regione turbolenta afflitta da conflitti interni ed internazionali.

Durante il nostro viaggio in Ladakh abbiamo passato molto tempo laggiù ed onestamente non abbiamo avuto alcun tipo di difficoltà ma si sà, il mio approccio ai problemi è piuttosto ruvido, ci sono comunque  molti aspetti da tenere presente per visitare in sicurezza quella regione.

Ho avuto occasione di parlare con molti Kashmiri, di essere intervistato da un giornale locale in lingua inglese e di farmi un idea generale sulle situazione attuale e sulle sue cause. Prima di raccontarvi quello che ho capito dovevo prima documentarmi un po’ perchè le fonti laggiù non sempre erano complete o attendibili.

Il kashmir è una regione, forse l’unica, a prevalenza mussulmana di tutta l’India ed è posta sul confine del Pakistan, una nazione che fino al 1947 era parte dell’India e che ha avuto origine proprio da spinta indipendentista della popolazione islamica durante la fondazione della repubblica indiana. Il pakistan è la seconda più grande nazione Islamica al mondo ed anche questo non è da trascurare.

Uniti sotto il dominio Britannico per tre secoli, India e Pakistan, subito dopo l’indipendenza, entrarono in guerra tra loro proprio per il controllo del Kashmir.Quando nel giugno del 1999 vi fù l’invasione da parte del Pakistan del Drass e di Kargil si sfiorò, essendo entrambi armati dell’atomica, il conflitto nucleare ({en:Kargil War}). Incredibilemente io ero a meno di 200km dallo scontro scalando Cima-Asso proprio qualche mese dopo la tregua.

Il fronte Indo-Pakistano non è l’unico su cui si affaccia il Kashmir, a nord, sul confine con la Cina ci sono altre tensioni in atto per il controllo delle zone del Aksai Chin e dello Shaksgam. Per di più lo Shaksgam è stato ceduto dal Pakistan alla Cina nel 1963 ma l’India, che era ancora in pieno conflitto con il Pakistan, non riconosce tale accordo e ne rivendica ancora il possesso. In pratica una {it:mexican standoff} tra tre colossi per un pezzo di terra desertica.

Ma se tutti si tirano la giacchetta per avere il kashmir i Kashmiri sono animati da un enorme spinta indipendentista interna che è la ragione dei numerosi scontri che spesso fanno risalire questa zona alle cronache. Il governo indiano, consapevole di questa realtà, ha incrementato al massimo la presenza militare (giustificata anche dai conflitti internazionale) ma, limitando per sicurezza al minimo la possibilità per i locali di arruolarsi, ha fatto si che lo stesso esercito indiano sia percepito come una forza d’occupazione.

Lo stesso vale per le più alte cariche politiche e burocratiche che non sono accessibili ai locali ma affidati “agli indiani”. In questo cocktail non dobbiamo dimenticare che la popolazione è mussulmana e se le cariche pubbliche sono viste come ostili la gente si rivolge alla giuda delle cariche spirituali, degli Himan e dei leader indipendentisti di natura islamica.

Ma alla fine come è questo Kashmir e questi Kashmiri? Non ho peli sulla lingua, la mia opionine sugli indiani era abbastanza esplicita, e quindi il mio giudizio positivo sul Kashmire è sincero,  tutto sommatola una terra molto bella e che ho molto apprezzato. I kashmiri non sono male come gente ma, e questi sono ma importanti, si deve tenere ben presente che sono gente mussulmana al centro di una situazione e di un conflitto molto complessi.

Se volete visitare Srinagar sarà sicuramente un ottima esperienza, il lago è meraviglioso. E’ scontato che se non volete avere problemi dovete conoscere qualcuno di fidato sul luogo, non dovete dare troppo attenzione alla presenza dell’esercito e fare attenzione ai momenti critici come elezioni o scioperi. Non è per tutti ma è abbastanza “sicuro” per essere alla portata di molti, sicuramente piacevole starsene sul lago.

Non credo che tornerò nel sud dell’India ma vedere le montagne del Kashmir d’inverno è qualcosa che mi interessa molto.Non mi dispiacerebbe tornarci. Il K2, per intenderci, è da queste parti!!

Davide “Birillo” Valsecchi

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