Month: October 2009

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Le porte segrete di Venezia

Le porte segrete di Venezia

Corto Maltese
Corto Maltese

«Ci sono a Venezia tre luoghi magici e nascosti: uno in Calle dell’Amor degli Amici, un secondo vicino al Ponte delle Maravegie, un terso in Calle dei Marrani a San Geremia in Ghetto. Quando i Veneziani (qualche volta anche i maltesi) sono stanchi delle autorità costituite si recano in questi tre luoghi segreti e, aprendo le porte che stanno in fondo a quelle corti, se ne vanno sempre in posti bellissimi e in altre storie»

Corto, Corto Maltese. Conoscevo poco le storie di questo marinaio ma quel giorno, a 5100 metri sul passo di Gunda La, i miei due compagni di viaggio non parlavano d’altro. Enzo e Roberto. Uno di Asso e l’altro un italiano, un toscano o giù di lì, che ora viveva in tailandia dopo aver fatto il sommelier per docici anni a New York, in un ristorante di lusso a Manhattan.  Noi l’avevamo incontrato tra i monti del Marka, a spasso con un asino ed un mezzo monaco tibetano come guida.

Manhatta.  Noi l’avevamo incontrato tra i monti, a spasso con un asino ed un mezzo monaco tibetano come guida.

Le cose che conosco di Corto le ho imparate lassù, tra i monti dell’Himalaya, da due sinceri compagni di viaggio suoi amici.

Poi Enzo, come succede spesso in trattoria dalle “Zie”, mi ha guardato ghignando seduto dall’altro lato del tavolo. In mezzo al rumore dei muratori e degli operai che mangiano, tra i piatti e le caraffe di vino sfuso della Giusy, mi ha semplicemente chiesto: “Andiamo a Venezia Birillo? Andiamo a cercare le porte di Corto?”.

Così è nato il nostro viaggio,  Enzo ed io, i due Assesi.  Ospiti dell’Hotel “La Fenice et Des Artistes” avremo una settimana per esplorare la Serenissima sulle tracce dell’eroe di Hugo Pratt, l’artista italiano che ispirandosi alla sua città d’adozione, Venezia, diede vita alle indimenticabili storie di Corto Maltese.

«…in un campiello erboso con una vera da pozzo coperta di edera. Quel campiello ha un nome: Corte Sconta detta Arcana. Per entrarvi si dovevano aprire sette porte, ognuna delle quali aveva inciso il nome di un shed, ovvero di un demonio della casta di Shedim, generata da Adamo durante la sua separazione da Eva, dopo l’atto di “disubbidienza”. Ogni porta si apriva con una parola magica, che era poi il nome del demone stesso. Li ricordo ancora quei nomi terribili: Sam Ha, Mawet, Ashmodai, Shibbetta, Ruah, Kardeyakos, Na’Amah…»

Una città sull’acqua, un prodigio ed una finzione che fanno di Venezia una città misteriosa, calda e fredda, immobile e mai ferma. Tra le ombre dei suoi vicoli, delle sue piazze che qui sono dette Calle e Campi, si agitano storie e racconti ammantati da secoli di storia. Cosa vi aspettate di trovare? “Io non trovo nulla, mi accontento di cercare” vi risponderebbe Corto.

Ora ci attende un treno, in partenza dalla stazione di Como: “…è inutile fare progetti, sarà Venezia a decidere quello che sarà”, sarà Lei a decidere quale storia che vi racconteremo questa volta.

La prossima volta vi scriverò da Venezia ma, prima di partire, voglio lasciarvi i colori ed i suoni che vibrano nella mia mente con un piccolo omaggio visivo a Corto, l’introduzione de “La corte sconta detta Arcana”.

Davide “Birillo” Valsecchi

Moto Esposizione 2009

Moto Esposizione 2009

Moto Esposizione 2009
Moto Esposizione 2009

«Nuvolari, oltre ad essere sempre stato il mio maggior rivale, è stato il miglior corridore di tutti i tempi. Non può essere definito un maestro ma un artista del volante. Un maestro potrebbe insegnare. L’arte non si insegna.»

Ecco quello che ebbe a dire Achille Varzi descrivendo uno dei più grandi piloti italiani: Tazio Nuvolari.

Varzi vinse l’edizione del 1928 del Circuito del Lario mentre Nuvolari conquistò l’edizione del ’29 e del ’30.

I due grandi campioni si sfidarono sulle polverose strade della Valassina in quello che era all’epoca uno dei trofei più prestigiosi di tutto il nord Italia.

A commemorazione di questo glorioso passato è stata organizzata la Moto Esposizione. Grazie alla collaborazione tra il Comune di Asso ed il Comune di Albavilla prende vita un’iniziativa congiunta del Motoclub Asso e del Motoclub Broncino Albavilla.

Una giornata dedicata alle moto d’epoca degli anni ’60 e ’70 esposte, presso il salone del Comune di Asso, Domenica  1 Novembre.

Ancora in mostra a Como: nuova serata

Ancora in mostra a Como: nuova serata

«Sindoni dellAnima Tibetana»
«Sindoni dell'Anima Tibetana»

La serata in cui Enzo ha esposto le sue opere realizzate in Ladakh ha avuto un tale riscontro positivo che lo spazio espositivo del Touring Caffé di Como rimarrà dedicato ai suoi pezzi per tutta la settimana.

Per questo dopo l’Inaugurazione è stata organizzata una nuova serata/incontro per Venerdì 30 Ottobre alle ore 19:00 sempre al Touring Caffè di piazza Cavour a Como.

Anche su Facebook è stato creato un nuovo evento a cui è possibile iscriversi.

Qui potete trovare l’articolo di presentazione della mostra Enzo Santambrogio «Sindoni dell’Anima Tibetana»

Vi aspettiamo ancora numerosi per una serata di festa dedicata all’arte e al viaggio.

Davide “Birillo” Valsecchi

I Canti di Ossian

I Canti di Ossian

Il sogno di Ossian, Jean Auguste Dominique Ingres

Ossian è il nome di un bardo leggendario dell’antica Scozia, figlio del guerriero Finn Mac Cumhaill e della poetessa Sadhbh.

I bardi formavano, insieme ai druidi e ai vati, le tre caste sacerdotali delle popolazioni celtiche. I bardi erano i conservatori del sapere del popolo, quindi venivano istruiti per memorizzare tutte le tradizioni e i miti del popolo.

Erano cantori raminghi, giullari sì ma dotti, poiché narravano gesta e leggende di cose realmente accadute, ingigantendole. Il bardo era dunque un latore di notizie, il cui compito fondamentale era informare, raccontare cosa stesse succedendo in terre lontanissime e irraggiungibili per chi ascoltava.

Un pochino anche io mi sento un bardo ed è per questo che volevo raccontarvi di Ossian e della raccolta, forse storica, forse inmmaginaria, di raccolti celtici realizzata da James Macpherson, un poeta scozzese del 1700: Le Poesie di Ossian.

Un’opera letteraria che ha contribuito alla formazione del Pre-Romanticismo e dello Sturm und Drang, un testo ammirato da personaggi come Ugo Foscolo, Franz Schubert, Johann Wolfgang Goethe e persino del grande Napoleone.

Il più famoso poema era Fingal, scritto nel 1762. Il poema ebbe un successo internazionale all’epoca ed i racconti di Ossidian furono proclamati l’equivalente celtico degli scrittori classici come Omero. Il poema fu tradotto in italiano da Melchiorre Cesarotti nel 1763. Professore dell’Universita di Pisa, fu nominato cavaliere da Napoleone e scrisse saggi come Saggio sopra le istituzioni scolastiche, Il patriottismo illuminato, L’Istruzione d’un cittadino a’ suoi fratelli meno istruiti. Fu insegnante e mentore di Ugo Foscolo e le sue opere influenzaro Vittorio Alfieri, Ippolito Pindemonte, Vincenzo Monti e Giacomo Leopardi.

Sempre su GoogleBooks è ora disponibile la copia Integrale, Digitale e Gratuita di Le poesie di Ossian nell’edizione tradotta  proprio da Cesarotti.  Qui trovate la sezione dedicata all’opera (http://books.google.it/books?id=6Q8JAAAAQAAJ) che vi permette di leggerela on-line o di scaricare il testo integrale in Pdf. GoogleBook offre la scansione fedele delle pagine originali mentre un altra versione, della Letteratura Italiana Enaudi pubblicata su LetteraturaItaliana.net, offre un PDF della stessa opera ma reimpaginato e maggiormente fruibile  (Pdf_Einaudi)

Lo Sturm und Drang (tempesta e impeto) è stato uno dei più importanti movimenti culturali tedeschi e convenzionalmente lo si colloca tra il 1770 e il 1775. Lo Sturm und Drang contribuì, assieme al Neoclassicismo, alla nascita del Romanticismo tedesco e diversamente da quello che si è portati a pensare non fu affatto la negazione dell’Illuminismo, tanto meno nacque quale movimento anti-illuminsta. Esso dovrebbe essere considerato più come il naturale prosieguo dell’Illuminismo.

Quando il “genio umano” prende coscienza di se stesso non può altro che “lanciarsi  oltre” con passione. Conoscenza, forza e coraggio sono valori che nella mia epoca sembrano dispersi  e soffocati dalla miseria e dall’ignoranza e dall’avidità di chi si nasconde dietro le masse.

Anche Dante si era perso in un simile selva oscura, anche lui aveva cercato conforto nei saggi del passato nel suo viaggio alla ricerca della luce. Ma i tempi oggi sono incerti e confusi, serve qualcosa che risvegli gli “eroi” ed i “principi” che silenti sono emarginati in questa società. Per questo che scelgo Fingal, perchè il viaggio si faccia avventura e la sua storia  diventi degna di essere raccontata da un Bardo moderno ai giovani di domani.

Davide “Birillo” Valsecchi

La settimana di Asso n°13

La settimana di Asso n°13

La settimana di Asso n°13
La settimana di Asso n°13

La “Settimana” questa volta esce la Domenica anzichè il Sabato perchè Mr Birillo non era assolutamente in condizioni di scrivere alcunchè ieri mattina, vuoi per  i “postumi” della mostra di Venerdì che per il battesimo del mio nipotino.

Voglio ancora ringraziare tutte le persone che sono venute alla Mostra di Enzo Venerdì sera al Touring Caffè di Como: il vostro supporto e sostegno è una formidabile spinta verso il futuro. Tutte queste iniziative che stiamo portando avanti sono per me un “territorio” nuovo, quasi una palude sconosciuta,  che esploro passo passo cercando di non affondare.  Girarsi e non vedere nessuno riempirebbe il cuore di paura ed incertezza, ritrovarvi invece in serate come quella di Venerdì vuol dire potersi buttare ancora nel fango con il sorriso.

Grazie alla risposta più che positiva di pubblico i pezzi di Enzo rimarranno esposti al Touring Caffè ancora per tutta la settimana. Ancora grazie a Davide Deascentis che supporta sempre le nostre iniziative ospitandole nella piazza principale di Como.

Venerdì e Sabato si è disputato il 28° Rally di Como che ha visto il comune di Asso attraversato più volte dalle vetture partecipanti alla competizione. In particolare la salita di Mudronno  è stata utilizzata come sede dello Shakedown, la sessione di preparazione e settaggio delle macchine prima delle prove.  Gli appassionati possono trovare foto e video sul sito http://www.rallydicomo.com.

Sempre durante questo Week-end si svolge nel Palazzo Municipale di Asso un mostra a favore dell’associazione Onlus “La vita è un dono” che ospita opere di Giorgio Melotti e Giorgio Tardonato dal titolo Fra terra e Cielo. Stamane sono passato a far visita alla sala consiliare ed ho fatto due chiacchiere mentre aprivano la mostra. Venerdì sera non ero presente all’inaugurazione ma la sala era gremita e alla serata sono intervenuti anche il Trio Sulutumana, un gruppo locale, i componenti sono di Asso e Canzo, che quest’anno, oltre ai passati riconoscimenti, ha ricevuto il premio 2009 della 4^ Edizionie di “La Musica e l’Autore”. Qui potete vedere ed ascoltare un pezzo dei Sulutumana: Guarda le Stelle – “Ciao Piccolo Principe”.

Credo di aver detto tutto, l’ultima nota è un po’ stonata perchè da qualche settimana alcuni “pischelli” non trovano niente di meglio che fare danni e casino al vecchio tennis. La struttura è in fase di restauro e sta per diventare uno spazio per la comunità ed un piccolo museo. Io non sono uno stinco di santo e siamo stati tutti ragazzi ma ormai ne sono al corrente i Carabinieri ed il Comune, per di più viviamo in paese piccolo,  le facce ed i nomi dei “giovani briganti” ormai si sanno. Fate i bravi su, che mettersi nei guai per stupidaggini è da stupidi,  poi sono solo rogne e dolori. Mi raccomando!

Davide “Birillo” Valsecchi

La Settimana di Asso n°13

La raccolta settimanale degli articoli di Cima-Asso.it
Dal 17 al 24 Ottobre 2009


23rd October 2009, 09:53 am

Corriere della Sera – Viaggi: viaggio in Kashmir

Un racconto del nostro viaggio in Ladakh pubblicato nella sezione viaggi del Corriere della Sera


22nd October 2009, 11:53 am

Robert Kennedy, discorso del 18 marzo 1968

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.


21st October 2009, 09:29 am

La volontà perfora la roccia

Un fiaba orientale, una storia d’amore infranta dal destino, ci insegna il potere della nostra volontà


20th October 2009, 02:32 pm

Achille Ratti, Alpinista, Papa ed Assese

Il Papa che aveva la Montagna ed Asso nel cuore nella presentazione del libro che ne descrive le gesta alpinistiche


19th October 2009, 10:02 am

Cai Asso: Castagnata 2009

Qualche foto della Castagnata organizzata dal Cai Asso a Monte

Corriere della Sera – Viaggi: viaggio in Kashmir

Corriere della Sera – Viaggi: viaggio in Kashmir

Il Corriere della Sera ha organizzato un piccolo concorso dedicato a piccoli diari di viaggio. Una raccolta, che sta diventando molto ampia, di storie e fotografie.

Virgin Radio, la radio rock che ascolto mentre lavoro al computer, inserisce spesso tra un pezzo ed il successivo una piccola publicità al concorso. E così ho deciso di abbozzare anche io un pezzo.

L’unica regola “tecnica” è che il racconto non superi le 5000 battute (spazi compresi ). A dire il vero essere “breve” non è proprio il mio talento ma ho riadattato un brano molto più lungo scritto in India sulla strada che collega Leh e Srinagar.

Ieri mi è stato comunicato che il brano è ora pubblico sul sito del Corriere della Sera, se volete leggerlo è visibile qui: Leh-Srinagar: Secondo Round. Mi diverte pensare che il “Corriere” abbia un mio brano pubblicato tra i suoi pezzi.

In molti racconti  il viaggio è  descritto ed avvolto con la  “classica” patina opaca fatta di stupore e meraviglia tipica dei {it:Teletubbies} , il mio brano spero abbia un sapore diverso, meno zuccheroso e più complesso, forse amaro ma profumato da quella fragranza fatta di sudore e bestemmie che è il tributo al mondo per chi si mette in cammino dopo il primo vaggito.

Questa sera, Venerdì 23 Ottobre vi aspettiamo dalle ore 19:00 al Touring Caffè di Como, in piazza Cavour, per la Mostra d’Arte dedicata ai lavori che ha realizzato Enzo durante il nostro viaggio.

Davide “Birillo” Valsecchi

Robert Kennedy, discorso del 18 marzo 1968

Robert Kennedy, discorso del 18 marzo 1968

Robert Kennedy
Robert Kennedy

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

Quello che avete letto non è il pensiero di qualche no global, di un teorico della decrescita felice, di un seguace dei verdi o di qualche dannato “rasta-panda” che vuole annoiare con le sue strampalate teorie. Sono le parole che pronunciò Robert Kennedy tre mesi prima di essere ucciso. Nel 1968, oltre quarant’anni fa.

Davide “Birillo” Valsecchi

La volontà perfora la roccia

La volontà perfora la roccia

tigreTempo fa mi sono ritrovato a discutere con una bellissima ragazza del valore dei sensi. Lei, citando Ghandi, mi disse: “Chi non controlla i propri sensi è come colui che naviga su un vascello senza timone,  destinato quindi a infrangersi in mille pezzi non appena incontrerà il primo scoglio.

Io non ero affatto in accordo con questa frase, i sensi sono lo specchio su cui si riflette il mondo, la percezione passiva di qualcosa che sta al di fuori di noi.

Non possiamo controllare i nostri sensi così come non possiamo avere certezza della realtà che ci circonda. Inoltre passiamo la vita a confondere i nostri sensi e spesso dimentichiamo che quando qualcuno vorrà ingannarci lo farà cominciando proprio dai sensi.

Tuttavia controllando la volontà dietro le nostre azioni i sensi diventano solo accessori. E’ la volontà che “perfora la roccia” anche quando i sensi saranno confusi.

Onestamente non so perchè invece di invitarla fuori mi sono dilungato in questa strana diatriba tra sensi e volontà, forse il mio “sesto senso” suggeriva prudenza e così mi sono limitato a raccontare una delle leggende che mi è più cara e che forse non è cosi nota come credevo.

Ecco la leggenda da cui trae origine il detto “La volontà perfora la roccia“:

«In un villaggio indiano la giovane sposa di un cacciatore venne assalita ed uccisa da una tigre. Il marito, sconvolto dal dolore per l’amata, afferrò il proprio arco e si lanciò nel fitto della foresta per uccidere la tigre.

La rabbia e la tristezza avevano rapito la mente del giovane che ormai null’altro bramava che vendicare la propria sposa. Corse giorni interi senza riposare nel suo inseguimento. La fatica assalì il suo corpo ma il desiderio di punire la bestia lo sostenne incrollabilmente.

All’improvviso il cacciatore, stremato e furente, vide la tigre nascosta tra le fronde. Incoccò la freccia ed in essa riversò tutto il suo odio, tutta la sua tristezza per la donna amata e perduta. La freccia sibilò nella gingla quasi animata di vita propria bramando di colpire il bersaglio con tutta la furia di colui che l’aveva scagliata.

La freccia si abbattè con un suono violento sulla tigre ed affondò nelle sue carni per metà della sua lunghezza.

Il cacciatore abbassò l’arco ed ormai svuotato dai suoi tormenti si abbandonò alla fatica. Ma, alzando lo squardo, rivede la tigre, immobile nella giungla trafitta dalla freccia. Perchè non si era mossa? Perchè non era crollata morta? Il giovane allora si avvicinò alla bestia e solo allora si rese conto del suo errore. La tigre era solo un masso che della bestia aveva la forma. Ma la freccia era conficcata profondamente in essa, non era rimbalzata nè si era spezzata. La volontà del giovane era stata tanto forte da fargli perforare la roccia.

Il cacciatore si rese conto allora dell’inutilità della sua vendetta e decise di fare ritorno alla propria casa per piangere l’amata. Da allora, tuttavia, si diche che la voltontà perfori la roccia.»

“Volere è potere”. La volontà è potente, persino la potenza del destino prende il nome di volontà divina. La volontà è, contrariamente ai sensi, dentro di noi, potenzialmente sotto il nostro pieno controllo, siamo noi a crearla e ad alimentarla. Non è una manifestazione passiva del mondo ma bensì un nostro atto volontario.

Ma il difficile di controllare la volontà e capire ciò che realmente si vuole. “Cosa voglio davvero?” Questa è la domanda da porsi, la stessa con cui mi sono interrogato guardando la ragazza andar via ancheggiando mentre, con quello strano sorriso ammiccante, trascinava piacevolmente i miei sensi verso gli scogli.

Davide “Birillo” Valsecchi

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