Month: November 2009

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Finalmente in stampa «Contrabbandieri del Nirvana»

Finalmente in stampa «Contrabbandieri del Nirvana»

«Contrabbandieri del Nirvana»
«Contrabbandieri del Nirvana»

Un giro dell’India in 80 pagine, dai “6000” delle montagne Himalayane al caldo opprimente di Varanasi: monaci buddsiti, profughi tibetani, stregoni sufi, moschee, templi Hindu, eclissi solari e “freddo becco” per i due assesi in giro tre mesi per l’Oriente.

Queste sono le premesse per il libro Fotografico «Contrabbandieri del Nirvana»: gli scatti in bianco e nero di Enzo Santambrogio, i diari di Davide “Birillo” Valsecchi e la prefazione del nostro grande amico Massimo Baraldi.

Grazie all’aiuto di Matteo Zanardi e dello Studio Lumière abbiamo allestito ed impaginato un delicato e misterioso libro di fotografie e testi ora è in stampa presso la tipografia dell’Istituto Padre Monti di Varese.

Accidenti abbiamo fatto un libro!! Il nostro viaggio raccontato dal vivo proprio qui su Cima-Asso.it ora anche stampato su carta patinata in un’ elegante livrea, quadricromia in bianco e nero.

Ecco la prefazione che ha scritto per noi Massimo Baraldi, scrittore, giornalista e grande amico:

Si fanno strani incontri nelle terre di frontiera… soggetti all’apparenza come tutti gli altri, ma che si portano dentro l’idea del confine e l’istinto di attraversarlo. Enzo Santambrogio lo conobbi in una lunga notte che avrebbe potuto essere buia e tempestosa, benché fosse in realtà come tutte le altre, e posso dire che è uno di questi. In altri tempi sarebbe forse diventato un vero spallone… ma tutto cambia, i confini si spostano e, benché siano sempre lì ad aspettarti, devi anche volerli scovare.

Io che non sapevo dove stare, lui in cerca solo di un buon pretesto per andare e, chissà, forse fu proprio il senso della strada a creare un legame tra di noi.

Comunque sia, quello che all’epoca era una sorta di istinto latente si direbbe che negli anni abbia preso il sopravvento sul suo lato più “domestico” e, semplicemente, ora ogni tanto scompare. Lo incontri un giorno e lo rivedi dopo mesi, le briccolle stracolme di storie e immagini di steppe, giungle, volti e deserti. In una parola, di emozioni.

A fargli compagnia stavolta c’era Davide “Birillo” Valsecchi, curioso esemplare di alpinista tecnologico, e senza di lui certo non se la sarebbe cavata. D’altra parte mica puoi prendere uno scultore assese e sbalzarlo nel cuore della catena himalayana a 5.000 e rotti metri di quota così, come niente fosse.

Ma “Birillo” è uno che in montagna sa il fatto suo, oltre a essere sufficientemente sconsiderato per decidere di affrontare un’avventura del genere solo per inseguire un sogno o, come in questo caso, per affidare al vento una preghiera di stoffa.

“I contrabbandieri del Nirvana” è un lungo viaggio in una terra aspra e ostile documentato da parole e immagini in cui, insieme a un profondo rispetto per il popolo che l’ha eletta a propria dimora, sono impressi il sudore, la fatica, la paura e anche la gioia di due piccoli uomini che hanno avuto abbastanza coraggio da provare a superare i propri limiti. E che l’hanno spuntata.

Noi partiamo di nuovo per il Kashmir ma al nostro ritorno i libri saranno pronti e sarà un grande piacere poterveli finalmente mostrare! Grazie a tutti!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Schede Telefoniche: Amore e Gsm

Schede Telefoniche: Amore e Gsm

Amore e GSM
Amore e GSM

Ogni tanto mi viene la nostalgia delle schede telefoniche, della vita prima del Gsm. Mi ricordo una sera di  Novembre, c’era ancora la Lira ed  io vivevo a Milano. La città era come sempre bagnata e le luci delle strade si perdevano nella nebbia illuminata delle auto. Da qualche settimana uscivo con Ale, impazzivo per quella ragazza e fino ad allora ci eravamo solo studiati, leggermente sfiorati, intensamente corteggiati ma nulla più.

Avevo acquistato una scheda telefonica da cinquemila lire e mi ero infilato in una cabina telefonica sotto il ponte della Ghisolfa. Immerso tra le macchine avevo il mio spazio per il rito della telefonata. All’epoca telefonare era diverso, potevi farlo solo in certi orari, dovevi essere breve e tra una telefonata e la successiva dovevano passare giorni. Dovevi giocarti come si deve la tua occasione, raccontare una storia, un pensiero, qualcosa che ti eri preparato da ore per corteggiarla e poi invitarla da qualche parte, chiederle un appuntamento, rispettosamente con qualche giorno d’anticipo. Non potevi stare al telefono a discutere su cosa fare, dovevi avere una proposta e sperare fosse quella giusta anche se entrambi sapevate che era solo un pretesto. Era divertente ed appassionante telefonare allora.

Quel week-end tornavo a casa e ci saremmo visti passando la giornata insieme in giro per l’inverno. Me ne uscii dalla cabina più che soddisfatto e raggiunsi i miei compagni di Karatè alla pizzeria cinese, mangiavamo quasi sempre insieme il mercoledì. Qualcuno aveva portato un amica, una ragazza bionda molto carina. Presentarmi e finire sotto casa sua richiese poco più di un paio d’ore. Succedeva anche quello all’epoca. “Sei un viziato prepotente abituato ad avere tutto e subito! Sappilo!” Parole sante pensai ma visto che mi sfilava i vestiti baciandomi appassionata lo presi come un complimento. Era l’ultima ragazza che baciavo prima di Ale, per i successivi sette anni non ce ne sarebbero state altre.

Quello era il passato. In questi giorni esco con una ragazza, una donna per la verità. Molto bella, ha qualche anno più di me ed è molto dolce. Non cercavo nulla ma ci siamo incontrati. Credo però che tutto sia già andato a carte e quarantotto ancor prima di quanto prevedessi. Nell’era del Gsm la vita e l’amore sono molto diversi. Ti svegli, rispondi al telefono: è Lei, voleva sapere se avevi dormito bene. Ti siedi a tavola, rispondi al telefono: è Lei, voleva sapere se eri andato a mangiare. Sono le sette di sera, hai una scheda Gsm di questi tempi probabilmente equiparabile ad una laurea in psicoanalisi, suona il telefono: è Lei, è tempo di ascoltare una telefonata infinita sulla sua giornata colma di dettagli che nemmeno vorresti conoscere. Annuisci come un cretino riflettendo sulla schiavitù mentre cerchi di continuare quello che stavi facendo, mentre cerchi il carica batterie perchè anche il telefono si sta esaurendo.

“Come puoi mancarmi? Come posso sentire il bisogno di te se mi stai sempre tra le palle!” lo pensi, speri di dirlo, speri ti sfugga ma alla fine stai zitto e Lei continua a parlare. Poi metti la suoneria silenziosa, lasci sfilare qualche chiamata, lasci passare un giorno perchè il tempo riprenda un suo ritmo ed un suo senso. Poi la chiami ed in un interminabile telefonata a tuo carico ti prendi del bastardo e ti fai archiviare come una pratica vecchia. Amore e Gsm, benvenuto progresso…

Siamo alla fine di Novembre, come allora le giornate si sono fatte nebbiose e le sere malinconiche. In sette anni mi sono dimenticato quasi tutti i suoi compleanni e non ho assolutamente idea di quando fosse il nostro anniversario. Ma siamo a Novembre, come allora, come la sera in cui mi lasciò, il giorno prima mi consegnassero le chiavi di quella che doveva essere la nostra casa. Lei piangeva, io ridevo: “Quando ti passa la matta fammi un trillo. Vado a casa dai, ci vediamo domani. Ciao amore”.

Quell’anno passai il capodanno solo, disteso su un enorme letto matrimoniale sotto una finestra colma di stelle. Il telefono suona, squilla sempre, ma non è mai chi aspetti a chiamare.

Davide “Birillo” Valsecchi

Sindoni Tibetane in mostra fino al 15 Dicembre

Sindoni Tibetane in mostra fino al 15 Dicembre

Sindoni dellAnima Tibetana
Sindoni dell'Anima Tibetana

La mostra di Enzo Santambrogio,«Sindoni dell’Anima Tibetana», resta in esposizione al Touring Caffè di Como fino al 15 Dicembre.

Ieri, in un’articolo pubblicato su “La Provincia di Como” di Stefania Briccola, la Mostra di Enzo veniva così descritta:
Dal Kashmir preghiere fatte di carta (St. Br.) Nel corso di un recente viaggio in Kashmir Enzo Santambrogio ha realizzato sulle montagne himalayane la serie di Sindoni dell’anima tibetana ora esposte al Touring Caffè di Como. Sono fogli in carta di riso che recano le tracce delle pietre “Mani” incontrate sugli altipiani del Tibet e presentano iscrizioni di mantra e diverse figure del Buddha. Le sindoni dell’artista comasco nascono dall’incanto per queste preghiere di pietra che ha meticolosamente riportato sui fogli ricalcandole a mano con la grafite. In ossequio ai dettami tipici della religione tibetana si è assicurato che gli scritti fossero leggibili e privi di errori. In questo compito è stato aiutato dal compagno di viaggio Davide Valsecchi e da Tzering, conduttore di poni incontrato sulla via e capo spirituale di una piccola comunità di profughi tibetani. A prima vista il poliedrico artista viaggiatore ha avuto la tentazione di prendere una delle pietre “Mani” finemente incise come souvenir del luogo, ma poi ha prevalso il rispetto e il desiderio profondo di condividerne la bellezza.

«Sindoni dell’anima tibetana» Spazio espositivo del Touring Caffè, in piazza Cavour, a Como. Aperta fino al 15 dicembre 2009. Per ulteriori informazioni: www.cima-asso.it

Sarei di parte se vi dessi un giudizio su queste opere, ho aiutato Enzo a realizzarle durante il nostro viaggio in Ladakh e non posso che condividerne sia il senso spirtuale che quello artistico. La mostra ha riscosso un buon successo di pubblico e l’estensione del periodo di esposizione presso il Touring Caffè è un ottima opportunità per chi ancora non avesse avuto occasione di visitarla.

Davide “Birillo” Valsecchi

Italia: terra dei bovini giovani

Italia: terra dei bovini giovani

La crisi di Sigonella
La crisi di Sigonella

Ieri stavo studiando un po’ di storia. Leggevo i documenti relativi alla {it:Crisi di Sigonella} , uno degli attimi di tensione tra Stati Uniti ed Italia in seguito al sequestro dell’Achille Lauro da parte di terroristi dell’OLP.

Un intrigo internazionale che ebbe uno dei momenti più critici sulla pista aerea di Sigonella la notte tra il 10 e l’11 Ottobre del 1985. L’aereo egiziano che trasportava i dirottatori dell’Achille Lauro verso Tunisi viene dirottato dai caccia Americani e costretto all’atterraggio nella base condivisa tra americani ed italiani.

Tutti vogliono mettere le mani sui terroristi ma la situazione è così complicata che tutti rivendicano diritti e sovranità d’intervento. L’aereo atterra. A custodia dei quattro terroristi ci sono 10 guardie armate di Re Hussein d’Egitto, il veivolo viene circondato da 30 avieri della VAM, Vigilanza Aeronautica Militare Italiana.

L’Italia rivendica il diritto di processare i colpevoli che hanno effettuato un dirottamento su una nave Italiana. Gli americani vogliono i colpevoli dell’assassinio di Leon Klinghoffer, americano, ebreo, disabile, unica vittima dei terroristi palestinesi sull’Achille Lauro.

I VAM sono polizziotti militare in presidio alla base, non sono un corpo scelto e non sono nè equipaggiati nè addestrati per esserlo. I VAM vengono accerchiati da una squadra in assetto da combattimento della Delta Force Americana. I ragazzi della VAM sono circondati dai corpi scelti della nazione più potente del mondo. Non cedono il passo, la loro linea tiene, nessuno violerà il diritto della Legge Italiana.

Nel mentre arrivano i Carabinieri e circondano quelli della Delta che accerchiano quelli della VAM posti attorno all’aereo. Nessuno si muove, nessuno scende, nessuno cede, uno di fronte all’altro gli uomini si fronteggiano armati. {it:Mexican_standoff|Mexican Stand Off} da brivido.

E mentre le armi sono schierate la politica impazza. Ronald Regan, 40° presidente Americano, di fronte a Bettino Craxi, 16° Presidente del Consiglio Italiano, spalleggiato da Andreotti, Ministro degli Esteri, e Spadolini, Ministro della Difesa. Il Parlamento italiano si contorse sotto il pesso di una crisi internazione che si manifestava in quelle tre file di soldati schierati per più di dodici ore.

Craxi non cede, il mondo policito internazione e la crisi palestinese sono risucchiati su una pista d’atterraggio italiana. Quello che diverrà il principe di Tangentopoli tiene testa agli Stati Uniti e la spunta. Scatta la crisi di Governo, i rapporti con gli USA quasi si interrompono ma alla fine la crisi rientra. Non posso dirvi se ha trionfato la giustizia ma di certo fu la politica a vincere.

Accendete oggi la televisione, guardate il nostro paese. Dov’è la politica? Tutto questo ciarlare di droga, puttane, minorenni e transessuali mentre una guerra impazza in Irak ed Afganistan, mentre Iran, Corea, India, Pakistan e Cina sventolano le atomiche. Dove sono i politici?

Cosa racconterà la storia di questo nostro paese? Di omicidi per cocaina, di accoppiamenti “non convenzionali” di politici, di subrette, di un paese in mano ai nani e alle ballerine da circo? Di arraffoni che ormai si infilano soldi altrui nelle tasche sorridendo in telecamera?

I ragazzi del VAM, in questa Italia degradata, terrebbero ancora testa ai Delta? Crediamo ancora in questo paese? Non lo so, dicono che il popolo sia bue e comincio a pensare che ormai possa andare solo peggio. L’ironia della sorte l’ho trovata nell’etimologia della parola Italia: terra dei bovini giovani. Forse è un nome azzeccato.

Aggiornamento 13/01/2009: Quando ho scritto quest’articolo mi sono piovute addosso critiche di tutti i tipi. In realtà avevo cominciato a scrivere coivolto dai fatti di Sigonella e poi stupito dal ruolo che avevano avuto i politici coinvolti (non avevo una grande opinione di loro). Ero anche turbato da tutto il ciarpame che veniva sbattuto in prima pagina sul caso Marrazzo. Mi sarebbe piaciuto anche raccontare di come vidi, all’età di 16 anni, le immagini dell’Hotel Raphael di Milano. Quelle famose del lancio delle monetine a Bettino Craxi. Sarebbe stato interessante tracciare la “parabola” vista con gli occhi di allora e rivista oggi con un po’ più di senno ma il rischio di scivolare nella politica era alto e lo spazio breve. Oggi però in Italia si fa un gran parlare di intitolare una via  a Craxi ed è curioso come fossi sul “pezzo” già allora. Come la penso io? Non credo abbia importanza, ma è interessante, oggi, rivedere la politica di allora. Insegna molto su ciò che accade oggi.

Davide “Birillo” Valsecchi

Galeotto fu quel libro

Galeotto fu quel libro

Discesa agli Inferi
Discesa agli Inferi

Adulterio. Tra tutti i peccati mi sembrò il più stupido ma, tantè, di cose strane fino ad allora ne avevo vedute parecchie. Davanti a me cammivano Dante e Virgilio, sdegnosi e superbi i due poeti si tenevano ben lontani dall’umile scribacchino di Asso avanzando tra il fango e la sofferenza di quest’Inferno con severa distanza.

Altri non avrebbe potuto rivolgermi le spalle con tanta superficialità ma per quei gironi  loro erano le  guide mie e, con pazienza,  solo seguirli da presso potevo. Quasi divertito fui da quell’ oscuro mondo pieno di meraviglie ma troppo innanzi al mio tempo mi ritrovavo per riconoscere miei contemporanei in mezzo a quei volti sconosciuti.

Ascoltavo la loro buffa lingua, così simile alla mia seppur diversa, cercando di capire cosa dicessero a quelli a cui si facevano presso scambiando parola. E fu allora che incontrammo Francesca, dal viso e dalla voce dolce e malinconica.

Vicino a lei un mezz’uomo piagniucolante le stava accanto senza proferir parola se non in pianto. Paolo Malatesta era il nome di quel disgraziato che parea essere in legame con la bella Francesca. Sebbene nel girone degli Adulteri mi ritrassi dall’idea di fare, all’Inferno, il pavone per quella giovane in barba al suo frignante compagno e mi feci sotto per ascoltare la loro storia:” Galeotto fu quel libro e chi lo scrisse…

Quale ira mi provocava una voce così dolce al fianco di una tale nullità. Ma il mio stupore si aggravò nello scoprire che Paolo conobbe Francesca come procuratore della promessa di nozze di Gianciotto. Il miserabile avea al fratello soffiato la donna, incredibile a sentire mi parevano tali parole!! Ma la famiglia, che scoprì la loro infatuazione, li punì con il sangue ed ecco la cagion del esser loro tra i dannati.

Leggere ed unite ora le lor anime volavan nel vento della passione che li avea travolsi scontando la loro colpa negli Inferi. “Ma scusa, li hanno lasciati assieme? Che diavolo di pena è lasciare due amanti assieme per l’eternità?!!”. La domanda mi sfuggì improvvisa ed il fiorentino mi fulminò superbo con gli occhi dietro il suo naso arrogante. Ma Virgilio mi rispose, con il fare gentile dei veneti, che l’amore legava i due troppo forte per essere diviso e che per questo erano del vento preda insieme .

Che ciò l’amore dell’uomo unisce neppure Dio può dividere, questo tu mi dici sommo poeta?” Le mie parole volaron per l’Inferno come bestemmia d’angelo e persino i demoni mi guardarono indispettiti per il mio ardire. Nasone e Virgilio sdegnosi allor si mossero lasciandomi addietro.

Che la forza dell’amore dell’uomo potesse superare il potere di Dio? Di questo io mi interrogavo. Quale grande vanto per la mia gente sarebbe tale immenso potere, il potere di amare. Ma al contempo guardavo Paolo. Come poteva un amante piangere così sommesso dopo esser stato condannato all’eternità con la sua amata, poteva davvero il tormento di quel vento essere più scosolante della separazione a cui tutti siamo condannati?

E fu allora che compresi, che vidi l’errore mio ma anche quello dei due poeti. Cappii: Paolo non amava Francesca e di fronte a lei, a quella creatura tanto bella, celava eternamente quel segreto a colei che  lo amava con tanto ardore. La sua pena era vivere in quel pianto, nel rimorso di non averle detto quella verità triste, di non aver avuto il coraggio patendo ora il senso di colpa. L’eternità con la donna che non amava e a cui aveva rubato il futuro. Il misero aveva ben ragione di pianger. Ed anche Francesca, che nel suo cuore sapeva la verità, non poteva che restare accanto all’uomo a cui aveva donato l’amore e la vita. Per l’eternità al fianco di un uomo che non la amava celandole il segreto:“Una botta e via”. Un biglietto per l’inferno…

L’amore che unisce due cuori lega due anime rendendole inscindibili persino a Dio ma era la mancanza di amore a vincolare i due, schiavi di una scelta sbagliata, di un sì vuoto dato forse nella speranza della passione vera. Quanti fastidi eviterebbe alla volte il parlar chiaro!!

Ripensai alla mia amata, colei che alberga nel mio cuore ormai perduta. Ripensai alle donne che ebbi a stringere cercando inutilmente di colmar quel vuoto. Ripensai alla tristezza di possedere ormai solo un cuore di sabbia che si sgretola tra le dita. “Amor, che a nullo amato amar perdona“. Quale errore è sperare di essere amati semplicemente amando.

Provai pietà per quelle anime e per il cuore mio anche. Li lasciai dietro i miei passi proseguendo nell’antro appresso ai miei due superbi compagni di viaggio. Da molto prima d’ essere qui attraversavo da vivo quest’ inferno che ora scontavano queste misere anime. Più in là, lungo il cammino, mi aspettava Ulisse, con lui avrei parlato delle sirene e, forse, avrebbe potuto capirmi.

Davide “Birillo” Valsecchi

Dichiarazione dei diritti dell’uomo

Dichiarazione dei diritti dell’uomo

يولد جميع الناس أحرارًا متساوين في الكرامة والحقوق. وقد وهبوا عقلاً وضميرًا وعليهم أن يعامل بعضهم بعضًا بروح الإخاء.»

«Tutti gli uomini nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Appuntamenti di Fine Novembre

Appuntamenti di Fine Novembre

Mercatino Asso 2008
Mercatino Asso 2008

Anche Novembre sta per finire ed è incredibile quanto veloce sia passato anche questo anno. Si cominciano a vedere le prime decorazioni natalizie e gli appuntamenti si fanno sempre più a tema.

Io ed Enzo partiremo per il Kashmir tra meno di due settimane e stiamo finendo i preparativi di questo nuovo viaggio.

Enzo ha in progetto nuove mostre ed è quasi ultimata la stampa di «Contrabbandieri del Nirvana», il libro fotografico che racconta, attraverso le foto di Enzo e qualche mio scritto, le nostre avventure sulle montagne dell’India.

E’ la prima volta che partecipo ad un progetto simile, mai preso parte ad un libro. Tuttavia sono già sorpreso e soddisfatto per i giudizi positivi che ha riscontrato la prima bozza. Spero di potervi mostrare il libro finito quanto prima!

Nel mentre, nella nostra piccola Asso, sono in progamma iniziative, cene ed eventi. Proprio questo fine settimana, il 28 ed il 29 Novembre, sarà possibile visitare il consueto Mercatino di Natale di Asso nella sala del consiglio Comunale. Il mercatino sarà aperto anche il week-end successivo, il 5 e 6 Dicembre.E’ ormai un evento classico per Asso e per i più piccini arriverà il buon Vecchio Babbo Natale domenica 6 Dicembre alle 15:00.

E’ invece una novità l’iniziativa che prende il nome “Il mio piccolo presepe” e che si svolgerà presso la Biblioteca di Asso il 27 Novembre alle ore 16:30. Dedicato ai più piccoli, ma non solo, sarà un laboratorio creativo per la realizzazione del presepe. Per chi aderrirà al progetto è prevista la possibilità di esporre il proprio lavoro alla “Piccola mostra di presepi costruiti dai bambini” che si svolgerà il 19 e 20 Dicembre.

Sempre Venerdì 27 novembre alle ore 21:00 presso la Biblioteca vi sarà la presentazione del libro “Sul confine” di Alberto Anzani mentre Domenica 11 Dicembre sarà la volta di Riccardo coltri ed il suo libro “La corsa selvatica”.

Davide “Birillo” Valsecchi

LHC: in cerca di Dio!!

LHC: in cerca di Dio!!

Torre di Babele - Pieter Bruegel 1563
Torre di Babele - Pieter Bruegel 1563

“Dio ha molte forme ed un sacco di nomi ma non importa come lo chiami, di solito Lui non risponde”. Questo mi ha sempre fatto ridere.

Qualcuno dice che Dio sia inconoscibile e quantunque fosse possibile conoscerlo l’illuminazione che ne avremmo sarebbe tale da annullare la nostra identità fondendoci con Dio stesso. Altri dicono che Dio sia già dentro di noi, che in fondo siamo già illuminati e fusi con tutte le cose che ci circondano. Non si capisce un granché…

Chissà cos’è realmente Dio e cos’è questa realtà in cui crediamo di vivere. Spesso è tutto così confuso, le religioni sono solo un rudimentale ed imperfetto strumento dell’Uomo con cui ha cercato di orientarsi in questo caos. Probabilmente mi beccherò una mezza dozzina di scomuniche sebbene consideri le religioni un patrimonio sociale, culturale e spirituale dell’uomo. Pazienza…

Il guaio di Dio è che è inafferrabile nonostante la sua presenza sia facilmente e costantemente avvertibile nel nostro profondo. Dio non si vede, non si sente, non si tocca, non si gusta e non ha odore, eppure spesso tutti questi sensi ci mandano strani segnali in cui ci sembra di aver sfiorato la sua percezione.

In fondo i nostri sensi sono imprecisi, fallibili e studiati per la nostra sopravvivenza all’alba della vita. Gli esseri umani sono tra quelle poche creature capaci di espandere i propri sensi, di allargare la propria percezione grazie alla propria mente. Alcuni uomini lo fanno seduti in meditazione nella neve delle montagne, altri nelle lenti di un telescopio o nei tracciati di un sismografo. L’uomo ha sensi nuovi ed è con quello che intende cercare Dio.

In Svizzera, a due passi da Noi, c’è una strana costruzione unica nel suo genere, costata uno sproposito e già ammantata di leggende: Large Hadron Collider, il super-accelleratore.

E a che serve questo anello fantascientifico che corre sotto terra? Serve a trovare il bosone di Higgs, quello che nel 1993, data la sua importanza nella teoria del modello standard della Fisica, è stato soprannominato dal Premio Nobel per la Fisica, Leon Max Lederman, come la “Particella Dio“.

Ecco qualcosa su cui riflettere. La Luce di Dio,  per millenni il sole come divinità ed oggi, i moderni scienziati, cercano Dio proprio costruendo una macchina in grado di accellerare un “qualcosa” di incredibilmente piccolo al 99,9999991% della velocità della luce lanciandolo contro un suo simile per vedere cosa avverrà allo scontro. Affascinante.

Dio non gioca a dadi, speriamo gli piaccia giocare a bocce! Cosa succederà quando e se l’uomo troverà la materia di cui è fatto Dio, quando riuscirà ad individuarlo, a toccarlo? Qualcuno, i soliti catastrofisti, parlano della formazione di un buco nero che si inghiottirà la terra. Balle, forse…

Se la nostra tecnologia fosse in grado di annientarci credo che Dio, semplicemente, eviterà di farsi trovare, siamo sempre poco più che bambini nell’universo. Abbiamo rischiato l’Apocalisse anche con il primo test nucleare, nessuno poteva sapere come sarebbe andata, poteva bruciare tutta l’atmosfera eppure siamo ancora qui. Apocalisse, letteralmente scoprire il velo, scoperta, rivelazione. Tutto ha un prezzo.

Nonostante le inquietanti analogie non credo che LHC sia una moderna torre di Babele.  Se poi lo fosse Dio si rivelerebbe un  fantoccio che crudelmente ci trattiene sulla terra senza darci la possibilità di ricongiungerci (re-ligio) con Lui. Niente che valga la pena di imitare, nulla verso cui protendere. La vita stessa perderebbe di significato. Comunque vada si scoprirà qualcosa di interessante sulla Natura di Dio e sul coraggio o la follia dell’Uomo.

Se poi fosse la fine del mondo quale sarebbe poi il problema? Se la terra andasse distrutta non sarebbe neppure un grande evento, nella vita di ognuno di noi rappresenterebbe nulla di più di un indiviuale accidente, nulla di più che un’immprovvisa malattia, un incidente stradale o un terremoto. La fine del mondo nella vita di una persona non è più significativa di una qualsiasi altra morte. Abbiamo tutti una scadenza infondo. Ma se lo trovassero veramente? Se trovassero Dio?

Accidenti, quello sì sarebbe un botto grosso. La fine del mondo come lo conosciamo e l’inizio di qualcosa di nuovo. Nessuno sa cosa potrebbe avvenire dopo. Michelangelo avvicinò il dito di Dio a quello dell’Uomo ma cosa avviene quando si toccano? Neppure lui lo poteva immaginare. Cosa succede quando l’uomo prende coscienza diretta di Dio? Non so, proprio non ho idea! Potremmo fare uno stravolgente ed possente balzo in avanti verso qualcosa di completamente nuovo e affascinante. Io dico “proviamo”, apriamoci una birra e godiamoci lo spettacolo!!

Non c’ero quando l’uomo sbarcò sulla Luna ma ho idea che mi attenda uno spettacolo altrettanto interessante! Forse sono nato nel momento giusto oppure mi è andata proprio male!!

P.s. i test, pubblici su Internet, stanno proseguendo e LHC al momento funziona seppur solo a sezioni disgiunte, ma comincia a girare e l’entusiamo, l’umanità e la positività con cui lavorano i ricercatori è di per se una piccola rivoluzione.

Attenzione: Proprio oggi, ironia della sorte, sono state effettuate dal LHC le prime collisioni di test. Potete seguire l’avanzamento dei lavori seguanrdo questo RSS: http://twitter.com/statuses/user_timeline/15234407.rss

Davide “Birillo” Valsecchi

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