Fiaccole nella notte

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Fiaccole nella notte assese
Fiaccole nella notte assese

Giammario mi urla “Davide!! Davide!! Dove sei?!” Io sto avanti a lui qualche decina di metri lungo il sentiero, nella neve, nel buio di questa notte fradicia. “Comandi!!” gli urlo di risposta.

Mi si avvicina, mi da una pacca sulla spalla ridendo e mi dice di accendere lungo il sentiero le altre torce che ho in spalla.

Okay, vuol dire che mi ci vorrà un po’ di più a raggiungere la croce illuminata, a raggiungere la cima di Megna dove ci aspettano gli altri di questa fiaccolata invernale.

Appoggio l’intera fascina di fiaccole ad una fiamma e le accendo tutte assieme. In questa notte buia sotto la pioggia sono il signore del fuoco.

Illumino il sentiero e tutta la nostra montagna brilla. Di fronte a noi i “cugini” di Canzo fanno lo stesso dal Cornizzolo. Mi avvio verso la cima dove qualcuno si è messo a distribuire il te caldo. E’ una notte strana, sono due ore che camminiamo in mezzo alla neve sotto una pioggia battente. Sono fradicio in tutti i mie strati e muoio dal caldo nonostante il freddo.

L’orizzonte ha un colore rossastro ed il cielo crea un costrasto spaventoso con le montagne nere di fronte a noi, nuvole e foschia avvolgono tutto risplendendo di luce riflessa come la neve che imbianca nella notte i prati a valle. Strano posto, strana magia.

E’ la fiaccolata invernale di Asso. Una ragazza legge una preghiera pre-confezionata dal monsignore che non si è fatto vedere, qualcuno abbozza una canzone. Chi doveva esserci c’è, gli assenti sono un dettaglio trascurabile per questa compagine bagnata che ha sfidato il buio e la pioggia.

Freddo, neve, pioggia, salita e “puciacca” illuminata dalle torce attraverso il bosco. Una signora, venuta da Bergamo, canta a perdi fiato mentre scendiamo a valle. Si diverte davvero, bene così. Davvero bene così.

[Ascolta la sveglia che suona] Apro gli occhi. Dove sono? Mmm, ora ricordo. “Ciao, sono qui. Mi fai entrare?”. Bagnato dalla testa ai peidi mi ero presentato davanti alla sua porta con la neve ancora attaccata alla giacca, la faccia coperta dal blu del berretto che stinge.

Lei mi ha aperto la porta ridendo. Fortunato bastardo che sei Birillo. Mi sono liberato del peso ormai opprimente del giaccone inzuppato e, via via, di ogni altro umido pezzo del mio infangato equipaggiamento. Mezz’ora prima ero riuscito, in extremis, a recuperare in trattoria una scodella calda di trippa e fagioli, le Zie mi avevano aperto mentre facevano le pulizie prima di chiudere.

Doccia calda e rolling stones in sottofondo. Il freddo e l’umido scivolano via. “Non ho il pigiama…” Le dico sorridendo come uno stupido, indossando solo un’asciugamano stile tarzan. Ride, mi piace quando ride: “Tanto non ti serve”. Mi piace questa ragazza, tanto anche.

Buongiorno. Bill Withers mi dà la sveglia con un classico degli anni settanta: Ain’t no Sunshine When She’s Gone. Se questo è profumo di caffè sono morto. Sì, sono morto, ma qualcuno deve essersi sbagliato. Sono finito in un paradiso di lenzuola ruvide e non all’inferno.

Rubo un ultimo bacio, un biscotto e sono di nuovo fuori, sotto la pioggia. Di nuovo in un umido inferno d’incertezze. Mi piacerebbe accendermi una sigaretta ma fumare non fa parte dei miei vizi. “Devi fare attenzione a quello che scrivi, non puoi dire sempre quello che pensi senza filtri. Prima o poi qualcuno si incazzerà sul serio”. Un buon consiglio va sprecato se non lo si contraddice.

Cammino sotto la pioggia, non sono di certo un budda in contemplazione amico mio, sono una scelta non priva di rischi. La vita è troppo breve e la sento troppo fragile per soffocarla ancora di più. Ignorato o disprezzato non fa differenza amico mio, specie per le balle di paese. Abbiamo tutti un’etichetta ed una scadenza…

Non ho idea di chi legga il “ciarpame” che scrivo, per me è come parlare ad una radio in mezzo al deserto. Non ho idea di chi Tu sia mentre leggi, spero che questo sia quello che stavi cercando, l’illusione di cui avevi bisogno. E’ parte di quel poco che posso offrirti, altro non ho…

In caso contrario: Bhe, non avertene a male. Probabilmente questo non è il tuo posto, probabilmente hai ragione tu, probabilmente non me ne frega un gran che…

Auguri
Davide “Birillo” Valsecchi

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