Suicidio di Natale

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Cap. Benjamin L. Willard
Cap. Benjamin L. Willard

Nevica. Dicono che con la neve i pazzi si agitino più del solito. La neve toglie loro la possibilità di muoversi, l’illusione di poter andarsene. Forse è per questo che anche io sono inquieto questa mattina. Ma non è la neve a sottrarmi le mie illusioni.

A Natale la gente si ammazza: chi si imbottisce di pastiglie, chi si taglia le vene, qualcuno si impicca mentre altri si comportano semplicemente da stupidi. Un compleanno diventa il pretesto per suicidarsi tra le luci colorate ed il biancore sporco della neve.

Mi sono fatto la barba, rasato a pelle. Primo campanello d’allarme. Ma in fondo è tanto che la mia mente balla in questo cerchio, non me ne andrò nemmeno questa volta perchè, infondo, non c’è alcun posto dove andare.

Forse è il freddo, il freddo pungente che blocca ogni cosa. “Beato te che non fai nulla”. Divertente che a dirmelo siano sempre i poveri cassaintegrati. Se ne stanno a sputtanare i loro soldi al bar, pagati per oziare senza produrre nulla, trasudando rancore. “Beato te”. Avessi il loro budget a fondo perso darei inizio ad una rivoluzione, ed invece tocca barcamenarsi, tenersi a galla con due soldi recuperati di contrabbando e continuare a credere nelle proprie illusioni. Tocca persino avere pietà per loro mentre non ne hai per te.

Kilimangiaro, Maori, paesi lontani. Studio carteggi in lingue diverse, spulcio libri e vecchie riviste fino a quando gli occhi non si chiudono. La musica a tutto volume è l’unico lusso che mi concedo in questa stanza fredda. Hai mangiato? No, ma non importa, se fossi un tossico o un alcolizzato la “comunità” mi pagherebbe vitto e alloggio, ma non c’e’ nulla per me. Non c’è pietà per la forza in questo mondo. Nessuno ti aiuterà perchè a te tocca farcela da solo.

Mi sembra che non vi sia differenza: India, Africa, Himalaya, Alpi, Asso, Inferno. Rido perchè da qualche parte c’e’ una signorina bloccata dalla neve preoccupata per un gatto rimasto chiuso a casa, e per me. Musica, musica in questa stanza mentre la neve fa agitare i pazzi. Sbatto contro questi muri e penso alla gente, penso alle loro idee, ai loro giorni che passano insensibili.

Mi chiedo se sono diventato una bestia o un dio ed urlo di rabbia perchè tutto ciò che avrei voluto essere era semplicemente un uomo. Gli dei e le bestie non si suicidano, si fanno uccidere dando la caccia alla morte.

Davide “Birillo” Valsecchi

Kurtz muore pronunciando la frase «Che orrore! Che orrore!» Apocalypse Now è un grande tributo in chiave moderna a Cuore di Tenebra di Joseph Conrad. Ma questo gli stupidi al bar non lo sanno. “beati loro” che non possono morire non sapendo di vivere.

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