Month: January 2010

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Natura e Civiltà: Gruppo Naturalistico della Brianza

Natura e Civiltà: Gruppo Naturalistico della Brianza

Cascata della Vallategna
Cascata della Vallategna

Si fa un gran parlare ad Asso in questi giorni, c’è un clima elettrizzante. Aver creato il gruppo Assese.it mi ha permesso di affrontare tematiche nuove entrando in contatto con realtà abbastanza diverse dal solito.

Sono stato contattato da molte associazioni e tra queste ve ne è una che già conoscevo, fin da tenera età. Negli anni ’50 il giornalista svizzero Giorgio Achermann e la moglie si stabilirono a Canzo e, nel 1960, diedero vita ad un’associazione: Gruppo Naturalistico della Brianza. Mia nonna, Berta Valsecchi, era molto amica di entrambi e per questo mi iscrisse all’associazione fin da bambino.

All’epoca ero troppo piccolo per partecipare alle attività  ma ogni anno ricevevo la tessera, con tanto di nome, ed ogni trimestre, se non ricordo male, anche la rivista Natura e Civiltà. Io ero piccolo, potevo capire poco, ma  ricordo che era piena di illustrazioni, immagini di fossili, di piante e le descrizioni degli animali della nostra zona. Mi piaceva leggere quel piccolo fascicoletto, era come sentirsi tra i “grandi”.

A dimostrazione di quanto fosse attiva e viva la scena culturale dell’epoca vi è il logo dell’associazione, un immagine realizzata niente meno che dal {it:Salvatore_Fiume|Maestro Salvatore Fiume}, all’epoca infatti aveva il suo studio e la sua abitazione proprio a Canzo ed era molto amico del signor Achermann. Stupefacente la capacità di cooperare e la voglia di partecipazione alla vita della valle che permeava quegli anni.

Poi, complice l’adolescenza e la scomparsa di mia nonna, ho perso di vista sia la rivista che l’associazione. Un vero peccato a cui fortunatamente sembra abbia rimediato in questi giorni. Ho infatti preso contatto con il signor Cesare Del Corno, attuale presidente dell’associazione, ed ho scoperto il loro sito web: http://www.grupponaturalisticobrianza.it

Il Gruppo Naturalistico della Brianza è da sempre impegnato nella salvaguardia e nella valorizzazione della Cascata della Vallategna e credo sia molto interessante scoprire cosa possano raccontarci, dall’alto dei loro 50 anni di attività, su quest’angolo di Asso che racchiude storia e bellezza naturale.

Vi invito a visionare le attività dell’associazione e a seguirne l’iniziative. E’ stato un vero piacere riscorprire che una realtà a cui ero legato da bambino è ancora attiva e vigile nella salvaguardia del nostro territorio. Grazie e complimenti per il 50° di attività!!

Davide “Birillo” Valsecchi

PS: Continua l’iniziattiva “Abbraccia il cedro e mandaci una foto”, siete tutti invitati ad immortalarvi con la nostra ormai famosa coppia di alberi secolari minacciati dalla “rotonda spaziale”.

Dj Ariele, Birillo e Santambrogio: che mix!!

Dj Ariele, Birillo e Santambrogio: che mix!!

Il mitico DJ Ariele!!
Il mitico DJ Ariele!!

Oggi ero ancora mezzo stordito dalle vaccinazioni e dall’influenza. In trattoria c’era un gran casino, mangiavo il mio piatto “speciale malato”, prosciutto cotto e crescenza  preparato appositamente dalla zia, aspettando null’altro che una compressa di tachipirina fornita da Bruna!!

Ed ecco che suona il telefono, numero sconosciuto. Ouch! Mi alzo e scivolo tra i tavoli mentre rispondo “Davide?” Chiede una voce “Si si sono io, Buongiorno” Rispondo formale tra il caos. “Sono ..crrrrr (* rumori di fondo), chiamo da Radio … frrrrr (* altro casino in trattoria)”. Bhe, tutto quello che sapevo era che stavo parlando con una radio, c’era da capire ancora se fossi in diretta!!

La voce all’altro capo, un po’ da “super più”,  mi ricorda qualcosa ma, ahimè, sono troppo incartato oggi. Ieri mi sono vacinato contro tifo, epatite, febbre gialla, meningite e malaria, non sono molto in forma visto che alla fine mi sono beccato anche l’influenza. Mi chiede se siamo disponibili per fare un’intervista sui nostri viaggi e sulla prossima spedizione in Tanzania. (Vuoi dire di no ad una radio?) Aggiunge che l’intervista sarà in diretta su un pulmino ecologico e questo mi fa capire che è di LifeGate Radio, l’emittente radiofonica che ci ha seguito durante il viaggio in Ladakh. Di solito a “terrorizzarmi” al telefono, nel senso buono, è la voce di Claudio Vigolo ma questa non la riconosco anche se mi sembra familiare. Qualcosa comincia a scattare nella testa ma sono ancora lento.

“Ti lascio questo numero, io sono Ariel. Quel nome risuona nella mia testa come un colpo secco. Come Ariel? Avete mai provato a parlare con uno sconosciuto per poi scoprire che lo conoscete invece da un tempo immemore? “Scusami, ma Ariel come DJ Ariele?” Mi risponde sì con un tono dubbioso, mentre io focalizzo: ACCIDENTI MA CI VUOLE INTERVISTARE DJ ARIELE!!

In realtà cerco di contenere l’entusiasmo ma sono gasato come uno studentello: di nuovo 20 anni e di nuovo con lo skateboard sbucciarmi le mani nello skatepark di Legnano ascoltando per la prima volta una radio che da noi non si sentiva. Era da un tempo infinito che non sentivo più quella voce: un pezzo di storia stava parlando nel mio scassato cellulare.

Chi è? Accidenti come fate a non saperlo? Dovete sapere che da noi, in Vallassina, l’unica radio che si sente bene è Radio Maria che, come certamente saprete, si sente bene in tutto il mondo ma da noi si sente anche meglio proprio perchè trasmette a pochi chilometri da qui. Per il resto siamo troppo tra i monti per sentire altre radio e, prima di Internet, eravamo zona “depressa”.

Così, per me adolescente, l’unico modo per ascoltare musica “decente” era farmi passare da amici le cassette (si i vecchi nastri) di registrazioni radio trasmesse nella piana Milanese. Nomi coperti da leggenda come Radio Lupo Solitario (che ascoltavamo al Rainbow) o come la mai troppo compianta RockFM. Bhè, Ariel ha cominciato proprio lì e spesso mi capitava di vederlo nei locali più scassati di Milano a girare i dischi di musica Rock che nessun altro passava all’epoca. Dannazione sono un suo Fan!!

Ora è in squadra con LifeGate Radio, la radio che ha la sede proprio vicino al lago di Pusiano, a due passi da casa!  Conduce Passengers, un programma del mattino in diretta da un pulmino ecologico per le vie di Milano. Accidenti, intervistarto da DJ ARIELE, roba da non crederci: ho ancora  in giro da qualche parte una cassetta con lui mentre presenta i Penny Wise, i Punkreas ed mitologici Impossibili!!! Pezzi introvabili via radio all’epoca, roba da intenditori!! Ed ora, entrambi più vecchi, ci ritroviamo a parlare di quello che abbiamo fatto “dopo”: fantastico!!

La data, provvisoria, per l’intervista è Lunedì 8 Febbraio 2010.

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps. un sacco di fans di vecchia data sono stra-felici di averti ritrovato Ariele!! La “Chicca”, una rossa mezza matta e tutta curve, sta ribaltando casa per ritrovare le vecchie cassete. Vuole usarle come biglietto per il bus!!  😉

Devastazione Panoramica

Devastazione Panoramica

Spazio Espositivo Touring Caffè
Spazio Espositivo Touring Caffè

Nelle mostre dello Spazio Espositivo Touring Caffè si è sempre cercato di focalizzare l’attenzione sull’arte come strumento per consocere, per esplorare mondi lontani o bellezze del nostro territorio.

Ma con Renato Evaristo Perego, arrembante artista comasco dalla lunga esperienza, questo non è possibile: il suo slancio ed il suo impegno nella salvaguardia del Lario è trascinante così come lo è la sua foga nell’aggredire ed attaccare abusi e scempi che vengono compiuti ai danni del nostro Lago Grande, il lago di Como.

Questa volta è un viaggio artistico alla scoperta di ciò che NON dovrebbe esserci sul nostro lago.

La prima volta che ho incontrato Renato, ovviamente dalle Zie, mi ha subito colpito: ha un misto che unisce Dylan Dog a Robespierre: mentre cerchi di capire se la sua sia una faccia da attore inglese sei travolto dai suoi discorsi, dalle sue battaglie e dalla sua lucida analisi.

In questa sua esposizione raccoglie di tutto e di più, cemento, cartoline, installazioni cittadine.”Il lago più bello del mondo ferito dall’ignoranza e dalla speculazione. Il muro come simbolo estremo di un’utopia dello scempio che costantemente viene perpetrato su tutto il territorio. Il muro, confine estremo, da cui ripartire per una rinascita vera della salvaguardia. Como, città cartolina, così amata in tutto il mondo, così distrutta dai propri cittadini.

“Non puoi cominciare una rivoluzione” gli ho detto. “Perchè no? Chi dovrebbe farlo altrimenti?”
Non è certo uno che si tira indietro Renato!

Con la consueta direzione artistica di Enzo Santambrogio una nuova mostra allo Spazio Espositivo Touring Caffè di Como:

DEVASTAZIONE PANORAMICA
Inaugurazione Venerdì 29 Gennaio ore 19:30 allo Spazio Espositivo Touring Caffè, via Cavour Como

Davide “Birillo” Valsecchi

Gli Europe e le sviste della vita

Gli Europe e le sviste della vita

Joey Tempest - Europe
Joey Tempest – Europe

Nel lontano ’96 vivevo nella zona di Lambrate a Milano. Dividevo un piccolo monolocale con Cristian, un mio buon amico di Morbegno, e Jimmy, un argentino che si faceva vedere una o due volte al mese. Avevamo tutti poco più di ventanni e studiavamo informatica all’Università statale.

Il nostro piccolo appartamento era in un palazzo abitato solo da studenti ed era molto modesto. Vivendoci tre maschi poco più che adolescenti con un “discutibile” senso per l’ordine domestico potete immaginare quanto la nostra “bicocca” somigliasse ad un tugurio che mischiava scorci di Valtellina e California.

Cristian il pomeriggio lavorava in un’azienda informatica che collaborava con MTV Italia, la famosa rete televisiva che trasmette video musicali. Io, dal mio canto, facevo il giardiniere per le terrazze degli attici in centro: mi prendevo cura dei fiorellini di città negli appartamenti di lusso vista Duomo.

Una sera Cris rientra con una tipa, una bionda infilata in una salopette di jeans. Una femmina per casa fa sempre piacere anche se, lì per lì, non è che l’avessi trovata un gran che interessante. Per di più aveva almeno 5 o 6 anni più di noi: “Caruccia ma nulla di che” mi sono detto.

Però era molto simpatica ed alla mano, così abbiamo aperto un paio di birre e messo sù l’acqua per la pasta in quella che era la nostra “approssimativa” cucina. Era in città perchè doveva collaborare con MTV ad un programma musicale e Cristian l’aveva ospitita da noi per la notte. “Preparerà i testi o qualcosa del genere perchè in video questa proprio non rende” ho pensato tra me e me.

Parlando del più e del meno salta fuori qualcosa di incredibilmente inaspettato: era stata in giro per mezza Europa e l’aveva fatto al seguito degli Europe. Io quasi non sapevo chi fossero gli Europe all’epoca, sapevo che erano un gruppo heavy-metal straniero e che il campione sociale di sci della nostra sezione del CAI canticchiava “final countdown” per caricarsi prima della gara al Pian del Tivano. Fate voi il mio background. In realtà sono uno dei gruppi musicali più famosi ed idolatrati degli anni ’80.

“Ma che ci facevi in giro con gli Europe?” Le ho chiesto. Le mi guarda e sorride: “Io e Joey siamo stati fidanzati per quasi un anno”. Chi diavolo è Joey? Bhe alla fine capii che Joey Tempest altri non era che il cantante e front-man del gruppo. “Certo certo” ho pensato “e tu, seduta nella mia cucina sulle sedie recuperate in strada sei la ex di una rock star internazionale idolatrato da migliaia di ragazzine. Brava, bella trovata…

Complice anche la birra e quella leggere sensazione di “presa per il culo” abbiamo passato la serata ascoltando musica punk rock e ska trattandola quasi come un maschio e sfottendola come se fosse la matricola della casa. Quando il vicino, un bresciano che studiava architettura con atteggiamenti da cow-boy, ha cominciato a tirare pugni nel muro per il fracasso siamo andati a dormire e buona notte.

Io dormivo al secondo piano di un letto a castello mentre la nostra ospite al primo. Cristian aveva un letto affianco. La mattina mi sveglio e mi butto giù dal letto in mutande e me ne vado in bagno alla faccia de La Ex della Rock Star. Accendo lo stereo a manetta e preparo il caffè aspettando che Cris si trascini in cucina.

Tutta arruffata si presenta in cucina e ci dà il bacio del buon giorno. “Certo certo, tu e Joey Tempest, come no” pensavo mezzo addormentato. “Ragazzi scusate, uso il bagno per un po’, spero non vi dispiaccia”. Vai pure, mica è Lourdes quel cesso… Io e Cris ridevamo come stupidi cominciando a raccontarci stupidaggini di mattina presto. Lei ha impiegato un ora buona nel bagno. Pensavo fosse morta. Poi è uscita e quando l’ho avuta davanti ho avuto come una specie di stordimento. Nella mia mente continuavo a ripetermi: “Quella dormiva sotto il mio letto?!?”

La salopette era sparita, ora c’era un aderente vestito bianco ed un paio di tacchi alti. I capelli biondi erano leggermente mossi ed il viso, dio il viso, era strepitoso, quasi come il set di curve pericolese che mi urlavano negli occhi. “Ho dormito mentre sotto c’era quella?!?”. Una parte del mio cervello, credo quella deputata ai muscoli della faccia, ha cominciato ad insultarmi dopo essere entrata in sciopero.

Si avvicina, ci dà un bacio a testa: “Grazie per la serata e l’ospitalità ragazzi, ci si rivede ancora se torno a Milano”. Non posso escludere di aver cominciato a balbettare. Accidenti, mi sa che era davvero la ex di Joey Tempest ed io credo di essermi sentito come il fratello scemo dello scemo del villaggio!!

Quando la porta si è chiusa è sceso un silenzio inquietante. Poi Cris ha cominciato a ridere come un matto: “Vedessi la tua faccia!!” Quel maledetto sapeva, quel maledetto sapeva cosa si nascondeva in quella salopette e dormiva sotto il mio letto!! Sapeva accidenti!!

Oggi in radio ho sentito che gli Europe fanno un concerto di reunion a Milano e non ho potuto fare a meno di ricordarmi quanto grandi, enormi, giganteschi sono gli abbagli e le cantonate che uno può prendere nella vita. Ciao Ex di Joey Tempest, forse lui non si ricorda di te ma io, di sicuro, non ti ho scordata!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Croce Rossa di Asso: Tesseramento 2010

Croce Rossa di Asso: Tesseramento 2010

Gruppo Croce Rossa Asso
Gruppo Croce Rossa Asso

Esiste un posto ad Asso dove sono sicuro di poter trovare una buona tazza di caffè e qualcuno con cui far due chiacchiere a qualsiasi ora del giorno e della notte, questo perchè il tempo che ho passato in quel posto è enorme ed il legame che unisce coloro che lo frequentano è fortissimo. Persone di tutti i tipi che hanno passato infinite ore tra quelle mura, ridendo e scherzando come un gruppo di amici ma sempre pronti a rispondere ad un telefono speciale e ad infilarsi di corsa in un’ ambulanza.

Questo posto è la sede della Croce Rossa di Asso, il cuore di un gruppo di sessanta volontari che, indossata la tuta blu a strisce fosforescenti, offre il suo tempo libero alla comunità per dare una mano quando più serve, quando le cose cominciano ad andare veramente male.

Natale, Pasqua, Ferragosto, ad ogni festa puoi star sicuro che un equipaggio lo trovi. Magari seduto in cucina a bere il caffè o a giocare a carte, ma lo trovi lì ad ammazzare il tempo sperando che quella maledetta o bendetta campana collegata al telefono del 118 non suoni. Quando suona puoi essere matricola o veterano ma il cuore comincia a pompare in fretta e tocca fare la differenza, perchè sulle nostre strade o nelle nostre case i primi ad arrivare sono sempre loro, i volontari.

Di cose strane ne hanno viste un sacco, quanto freddo e quanta piogga in certe notti, quando gli altri se stanno al caldo nel letto e a loro tocca invece andare a recuperare, di corsa, chi è stato sfortunato o stupido da finire nei guai.

Quando arrivi trovi di tutto, entri nelle case della gente, con il tuo gruppo passi la soglia di mondi ignoti e speri di riuscire a fare del tuo meglio caricando sulla tua barella il peso delle paure e delle speranze di tutti. Quando il sangue non fa più effetto sono le loro lacrime che devi imparare a sostenere. Non esiste addestramento per queste cose.

Questi sono i volontari e questa è la gloriosa Croce Rossa di Asso, in attività da tempo immemore è l’ultimo baluardo da qui a Bellagio, a loro toccano tutti i curvoni e tutte le salite dalla Colma al lago.

Fortunatamente ad Asso il gruppo è compatto e la gente conosce il valore dei suoi volontari. Sono preziosi e dobbiamo trattarli bene.

E’ cominciato il tesseramento per l’anno 2010, aderire non solo aiuta il comitato locale della Croce Rossa ma permette di avere agevolazioni sul trasporto infermi, il servizi di trasporto secondario in ambulanza o in autovettura per la persone che non possono recarsi autonomamente presso gli ospedali per le visite.

Sei vuoi diventare un volontario, aderire al tesseramento o semplicemente conoscere meglio la nostra Croce Rossa puoi chiedere informazioni in sede presso il Palazzo del Comune o telefonando al numero 031.67.07.77

Davide “Birillo” Valsecchi

Abbraccia il cedro e mandaci una foto

Abbraccia il cedro e mandaci una foto

Il dibattito sulla Rotonda e sul destino dei Cedri di Asso continua. Il Gruppo Assese, www.assese.it, continua aumentare in numero così come i pareri e le domande espresse. Alla discussione si è aggiunto anche uno dei rappresentanti eletti di Asso e spero che anche altri aderiscano rendendo il confronto completo ed efficace.

Tuttavia il destino di quelle piante ancora non mi è chiaro. In un paese ognuno di noi vale “uno”. Questo è il bello o il brutto della democrazia ed il vero motivo perchè un paese debba essere unito.

Nel dubbio, sopratutto perchè io ed Enzo siamo in partenza, abbiamo deciso, inizialmente solo per ridere, di farci un paio di foto con i cedri: “Chissà, magari quando torniamo non ci saranno già più”.

L’idea però ci è sembrata divertente e così abbiamo cercato di coinvolgere anche altre persone: che quei giganti cadano o veglino su Asso altri 100 anni poco importa, noi siamo qui oggi e l’occasione di farsi una foto con un pezzo di storia Assese è unica.

Abbraccia il cedro e mandaci una foto!!

La mia email la conoscete, davide@cima-asso.it, fatevi una bella foto e mandatemela, sarà mia premura raccoglierle e renderle tutte disponibili qui su “Cima” per il futuro. Fra qualche anno, riguardando quelle foto, le vostre facce o quelle piante, nessuno di noi sa cosa si potrà provare. In fondo fare una foto oggi è facilissimo, potete anche fare le boccacce che preferite. Sbizzarritevi!

Siamo una comunità piccola e forse quei cedri, così vecchi, non sono poi così importanti ma, e questi sono “ma” che contano, se dobbiamo cambiare, se dobbiamo trasformare Asso in qualcosa di nuovo, non vedo perché non conservare un ricordo di ciò che siamo oggi. Magari è proprio attraverso l’affetto verso questi ricordi che possiamo imparare il giusto cambiamento per Asso.

«Quante volte ho ascoltato la voce degli alberi e quante volte mi hanno reso calmo e felice con la loro saggezza, frutto di una vita lunga più della nostra, e di una meditazione che a noi non è concessa perché non siamo liberi come loro.»

Aspetto le vostre facce con il cedro!! Ciao e Grazie a tutti!!

Ecco il primo video realizzato con tutte le foto che abbiamo fatto il giorno di Santa Apollonia: [I Cedri Asso]

Davide “Birillo” Valsecchi

Lee-Enfield .303 per Alexander Lake

Lee-Enfield .303 per Alexander Lake

Clint Eastwood - White Hunter
Clint Eastwood - White Hunter

«Ubusuku, con la mazza in una mano e la lancia nell’altra, si mosse verso la cortina di buio. Ma improvvisamente lo vidi balzare indietro e lo udii lanciare un’imprecazione nel suo dialetto zulù, mentre un grosso coccodrillo dagli occhi verdi raggiungeva lentamente il cerchio di chiarore creato dalla fiamma. Gli sparai una pallottola nella testa.

Mentre sparavo Bill gettò una bracciata di ceppi sul fuoco. Volarono scintille e le fiamme si levarono alte, fugando le tenebre e rivelando la presenza di una folla di cocodrilli con le fauci aperte e con gli occhi che mandavano barbagli rossi, verde e arancione. Ebbi un instantanea visione di ciò, prima che la fiamma si abbassasse, ma mi parve che quella turba di rettili si estendesse da ogni parte a perdita d’occhio.

Compresi che poteva trattarsi di una di quelle grandi migrazioni di coccodrilli di cui avevo sentito parlare. Avevo anche sentito che solo il fuoco può arrestare una massa di coccodrilli che avanza.»

Come fece a salvarsi da quella situazione il mitico Alexander Lake, cacciatore bianco e scrittore a cavallo degli anni ’30, dovete scoprirlo da voi, in uno dei più bei libri che abbia letto e che continuo a rileggere fin da quando ero piccolo: Caccia Grossa in Africa.

Alexander Lake è un cacciatore professionista, questo potrà far torcere il naso agli ambientalisti ma l’amore e la conoscenza con cui descrive le magnifiche bestie africane è impareggiabile: scoprirete nelle sue storie, catalogate per animale, quanto l’uomo sia vulnerabile senza i suoi strumenti e quanto maestose e terribili possano essere le creature che abitano l’Africa. Il mondo in cui vive è poi così diverso e lontano da quello attuale da far sembrare i suoi racconti antichi ed affascinanti come quelli di Conrad o Hemingway.

Bufali, leoni, elefanti, babbuini, ippopotami, rinoceronti e leopardi: per ogni magnifica o terribile cretura Lake ha una storia, un esperienza vissuata il cui finale non è mai scontato così come non lo sono i personaggi che vi prendono parte. Ogni storia racchiude un esempio ed un insegnamento.

Non sono mai stato in Africa. Certo, ho incontrato quasi tutti gli animali della vecchia Europa ma le creature che vivono laggiù sono veramente di un altro mondo. In Tibet la creatura più strana era lo Zou, un incrocio tra lo yak e la mucca. In India abbiamo incontrato elefanti, scimmie e serpenti ma erano posti talmente affollati di gente che non se ne poteva assaporare la natura selvaggia. Questa volta andiamo verso qualcosa che proprio non conosco se non per sentito dire. Accidenti,  l’Africa.

Mentre scrivo mi è tronato alla mente un ricordo, quando da bambino mio padre mi portò nella casa del signor Carlo Casartelli a Brescia. Casartelli era uno dei migliori armaioli italiani che aprì il suo primo laboratorio proprio qui ad Asso, di fronte alla vecchia cartoleria del signor Paredi. Costruiva fucili, carabine da caccia grossa, strumenti che meno di cinquanta anni fa erano quanto di meglio un artigiano potesse realizzare. Quelli di Casaretelli erano famosi in tutto il mondo tanto che i suoi clienti, spesso ricchi americani o sceicchi arabi, gli inviavano alcuni dei trofei abbattuti come ringraziamento. La sua casa era un museo fatto di magnifiche armi, di vestigia di magnifici animali, di storie ed avventure di mondi lontani.

Ora tocca a me ed Enzo, nel 2010, andare alla scoperta dell’Africa.

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps. perfavore ambientalisti, io capisco la vostra natura integralista da ignoranti convinti ma, per favore, questa è la storia di un mondo passato che, ahimè per voi e per me, non esiste più. Conserviamolo senza imbrattarlo d’ipocrisia.

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