I Flaghéé attraversano il Tanganica

Liemba

Liemba

Dopo tre lunghi giorni di viaggio, l’ultimo dei quali nel cassone di un camion, siamo arrivati a Kasanga, il primo porto tanzano a sud della riva orientale del lago Tanganica. Il viaggio, nonostante i disagi, è stato fantastico: siamo un po’ ammaccati dagli scossoni e scottati dal sole ma abbiamo potuto godere di panorami stupendi, colline verdi e lussuregganti pianure che si estendevano a perdita d’occhio.

Il Tanganica è enorme, è difficile spiegarvi quanto sia grande. E’ il secondo lago al mondo per superficie e ci si è presentato davanti con la possanza di un mare, con un tramonto sull’acqua in un orizzonte azzurro.

A Kasanga ci aspettava una “vecchia signora” che, dopo lunghi mesi di manutenzione, riprendeva servizio proprio in questi giorni: il Liemba. Un battello di 70 metri costruito dai tedeschi alla fine dell’800 e portato qui, pezzo per pezzo, dalla ferrovia. Il più vecchio natante in navigazione su questo lago, un cimelio del passato che ancora oggi rappresenta l’unica possibilità di attraversare il Tanganica nei suoi 700km di lunghezza.

L’anno scorso, a remi in canoa, abbiamo percorso il periplo del Lago di Como esplorando le coste del Lario. Quest’anno siamo su un altro lago e su un’altra imbarcazione straordinaria.

Durante i due giorni e mezzo di navigazione il Liemba ha imbarcato merci e passeggieri lungo le sponde del Tanganica. Prima di entrare nel porto di Kigoma, sul solo ponte della nave, esposte al vento del mattino, c’erano oltre 80 persone che si affolavano tra i bagagli. Nella pancia della nave erano stipati sacchi di cemento, di farina e ceste di pesce e nelle sale della seconda e terza classe erano accalcati quasi altri 200 passegeri. La nave era un brulicare di vita e colori. Quando ho chiesto al bigliettaio del Liemba, un signore simpaticissimo, quante persone fossero a bordo quando siamo sbarcati a Kigoma mi ha risposto “470”, ma la capacità del Liemba è di oltre 600 passeggeri con 200 tonnellate di carico!!

La maggior parte di quella gente era salita a bordo, anche nel cuore della notte, affiancandosi al Liemba con piccole imbarcazioni ed arrampicandosi lungo i suoi fianchi mentre la gru riempiva la stiva di carico.

Enzo si è sbizzarrito con le foto di questo gioiello del passato ancora più che mai vivo. Scatti e polaroid per immortalare questo museo galleggiante che ogni settimana attraversa il lago più grande d’Africa.

Ora siamo a Kigoma e domani partiremo alla volta di Dodoma lasciando l’Africa occidentale e spostandoci nel cuore della Tanzania. Ci aspettano ancora due incontri importanti lungo il nostro viaggio ma, visto che qui è sempre difficile essere certi di come andranno le cose, non voglio anticiparvi nulla.

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps: Con un Fundi dell’ humeme abbiamo sistemato “all’africana” l’alimentatore del PC e siamo di nuovo on line. Comunicazione di Servizio: Ivan correggi l’articolo che l’ho dovuto scrivere di corsa con il pc imballato. Asante sana, ciau…

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