Day: June 25, 2010

Animali del Bosco: il Cinghiale

Animali del Bosco: il Cinghiale

800px-sus_scrofa_1_-_otter_owl_and_wildlife_parkIncontrare un cinghiale nella nostra zona non è oggi così difficile sebbene meno di quindici anni fa non ce ne fossero sui nostri monti. Si è cominciato a parlare di questo animale quando ero poco più che bambino e si effettuavano i primi avvistamenti sul San Primo e nella zona di Sormano.

Il nostro bosco, ricco di castagne, ne ha permesso la sua proliferazione e ben presto tutto il triangolo Lariano si è popolato di queste bestie alloctone. Su come abbia avuto inizio l’invasione non ci sono informazioni certe: forse qualcuno li ha lasciati andare, forse sono scappati a qualcuno che li allevava, forse sono semplicemente migrati qui.

All’inizio persino i cacciatori erano preoccupati e pochissimi conoscevano questa bestia. I racconti sulla sua selvaggia aggressività e sulla sua propensione ad attacare l’uomo erano già fonte di racconti e leggende. Sembrava che l’unica speranza di salvezza in un simile incontro fosse la fuga su un albero. Cosa che per altro hanno fatto in molti!

Qualche hanno fa trovai nel bosco un cranio di cinghiale che ora fa bella mostra di sè nella cantina di mio padre: se si deve essere onesti la mandibola e la mescella irta di denti di quel testone fa un certo effetto. Appare quasi come un dinosauro con le fauci aperte. Infilando un braccio o una gamba tra quelle tenaglie ci si può capire quanto possa essere pericoloso e sconsigliabile un simile morso.

Tuttavia il cinghiale non è affatto una crudele bestia assassina sebbene possa, senza la dovuta cautela, diventare pericolosa. Specie se non se ne conoscono le caratteristiche. Sfogliamo quindi qualche libro e scopriamo meglio quest’animale.

Il cinghiale è a tutti gli effetti l’antenato del maiale con cui condivide molte delle caratteristiche. Il chinghiale riesce ad essere molto più robusto e veloce ed al contrario del maiale è coperto da un folto e ispido pelo scuro (il maiale spesso ha solo una parziale peluria sulla classica pelle rosa). E’ un animale che da adulto raggiunge una ragguardevole dimensione: dalle nostre parti superano tranquillamente il quintale e raggiungono al garrese (sopra la spalla) un altezza di un metro. Grossi son grossi!!

Il cinghiale grufola, ossia razzola grugnendo in cerca di cibo smuovendo con muso e zampe il terreno, nutrendosi di radici, tuberi e quant’altro gli arrivi a tiro. Quando vedere una porzione di bosco “arata” a casaccio tra le piante probabilemente è opera della ricerca di un cinghiale. Per questo motivo il cinchiale evita le zone troppo aride e quelle rocciose. Dove non può scavare non può nutrirsi.

Il cinghiale è onnivoro. La leggenda vuole che una vacca al San Primo sia stata uccisa da un fulmine e che il fattore l’abbia seppellita ma che, durante la notte, i cinghiali l’abbiano disseppellita e divorata. L’episodio è ampiamente plausibile e simile a molti altri che circolano in valle.

Se un cinghiale abbia mai sbranato un cane legato alla catena non ve lo so dire ma se siete a spasso con un cane fate attenzione. Il cinghiale non attaccherà il cane ma se l’istinto del cane prende il sopravvento e decide di lanciarsi all’inseguimento è facile che il vostro animale si ritrovi con l’impellente necessità di essere “ricucito” da un veterinario. Le “difese”, i due grossi denti che sporgono sulla mandibola (quella sotto, per intenderci), sono piccoli coltelli in grado di infliggere brutte ferite. Fate attenzione.

Parliamo ora proprio dell’incontro con un cinghiale. E’ possibile che li incontriate nei pressi dei nostri sentieri ma di solito si danno alla fuga. Se incontrate un esemplare singolo farete forse appena in tempo a scorgerlo prima che scappi, se vi imbattete in un gruppo avrete la sensazione di essere circondati, tutto il bosco si agiterà sebbene in realtà stiano tutti semplicemente allontanandosi.

Se li vedete, specie al tramonto o la mattina, a spasso in qualche radura o piccolo prato restate in silenzio e godetevi lo spettacolo. Se non li disturbate restando alla debita distanza non si cureranno di voi e riuscirete a scorgere tutto il gruppo.

Ovviamente se vi avvicinerete troppo possono diventare aggressivi ma se scappano dovrete proprio impegarvi per stargli dietro. L’unico caso in cui non scappano, o lo fanno con molta più circospezione, è quando vi imbattente in una femmina con i piccoli.

La femmina “deve” difendere i piccoli quindi se non è in condizione di effettuare una sicura ritirata strategica con i suoi maialini, che sono ovviamente più lenti, prende campo e se necessario vi carica senza pensarci due volte. Se ve la sentite di affrontare mascelle da 20 centimetri, denti aguzzi da 5 ed un quintale di spirito materno furioso siete liberi di farlo: il mio consiglio è di allontarsi con attenzione e senza scatti bruschi. Se attacca girate la coda e via come il vento, non sperate di fermarla a sassate o bastonate: quella mena!!

Ma quanti sono i cinghiali dalle nostre parti? Da un articolo su il Giorno del 14 Marzo 2010 si legge: Secondo gli esperti il numero di cinghiali che si aggirano nei boschi del Triangolo Lariano oscilla fra i 500 (in inverno) e i mille esemplari (prima della stagione venatoria). Per cercare di risolvere quello che sta diventando un problema per decine di agricoltori è stato organizzato il convegno dalla Provincia di lecco, che ha coinvolto le maggiori istituzioni lombarde. «Abbiamo messo a confronto – sottolinea l’assessore alla Caccia della Provincia di Lecco, Carlo Signorelli – le diverse esperienze a livello lombardo e nazionale e abbiamo definito un documento che possa fungere da riferimento per la gestione del cinghiale».

Qui potete vedere un breve filmato della liberazione di un cinghiale. L’animale in questione non è molto grosso ma il finale è molto divertente e rende bene l’idea di come possano diventare aggressivi.

IO Meg@loman_e

IO Meg@loman_e

Megaloman
Megaloman

Quanto influisce sulla percezione di noi stessi il giudizio degli altri? Siamo come ci vedono o ci lasciamo condizionare?

“Cima” è un’esperimento che condivido con voi giorno per giorno e non ho assolutamente idea di dove ci condurrà. Scivo perchè questo è il modo per me più congeniale di comunicare. Se avessi più esperienza nell’audio o nel video “Cima” sarebbe una radio o una web-tv.

Un sito web non è in broadcasting, non tramette via etere a tutti. Per sapere cosa scrivo devi “venirmi a cercare”, devi compiere il primo passo. “Se scrivo sciocchezze semplicemente non verrà nessuno a leggerle” ho sempre creduto ma, con il tempo, ho scoperto che “essere pubblico” ha dei risvolti a cui non avevo assolutamente pensato.

Quando ho aperto “Cima” mi sentivo come il ragazzo indiano che,nel telefilm “Un medico tra gli orsi”, gestiva la radio di un paese sperduto sulla costa dell’Alaska: mi piaceva pensare che ognuno di noi potesse diventare un personaggio nella grande commedia di un piccolo borgo.  Mi divertiva e mi diverte ancora questo progetto.

Ma più Cima diventava conosciuta più avvertivo un malumore serpeggiante tra coloro che non volevano essere disturbati. Quando poi ho preso posizione in alcune scelte di Asso  si è letteralmente aperto il cielo. Rispetto alle 2700 persone che hanno firmato io ho solo un megafono più grande per farmi ascoltare ma, in ultima analisi,  si deve sempre e comunque accenderlo per ascoltare cosa ho da dire. Poi le idee, se sono buone, vanno da sole…

L’altro giorno ha avuto uno scambio di email con “il Direttore” di TVServa. Candidamente mi ha confidato che il servizio sulla Festa del Libro era stato commissionato dal Comune e che quindi, a suo dire, non c’era nulla di male. Peccato che in pratica abbiano trasformato un evento storico di Asso in una merchetta politica. Mi ha invitato a   starmene zitto e, come se non bastasse, ha attaccato una tirata infinita accusandomi di voler diventare famoso, di essere presuntuoso e di essere un megalomane, bla bla bla…

Ovviamente l’ho mandato a quel paese all’istante ma sta di fatto che qualche dubbio mi è venuto e così ho telefonato ad Ivan: “Hey Ciccione, senti un po’, uno mi ha detto che sono un megalomane. Tu che dici, ha ragione?” Ivan, che è uno dei miei più preziosi amici, ha cominciato a rispondermi: “Birillo, diciamo si e no, non credo di potertelo spiegare a parole ma se vuoi posso usare un suono. Tu sei così: YAAAAAAAAARRRRRGGHHH!!”

Sono scoppiato a ridere quando si è messo a scimmiottare il grido di un Diavolo della Tasmania lanciato a folle velocità contro gli avversari. “Non sei propriamente megalomane ma sei uno che quando parte si lancia come un pazzo contro l’ostacolo totalmente incurante di quanto male potrai farti. Quando poi hai messo tutto sotto sopra ti fai venire i dubbi camminando sui detriti.” Fino alla questione dubbi l’idea di essere un megalomane cominciava a piacermi. “Ma è bene o male?” Gli ho chiesto.  “E’ quello che sei: ogni tanto fai dei disastri ogni tanto fai delle cose buone. Approposito, lo hai mandato a quel paese il tipo?”.

Lezione: se decidi di comunicare, di dare vita a qualcosa che ti permetta di superare i limiti in cui ognuno di noi è chiuso salterà su qualcuno che ti dirà che vuoi diventare famoso, che sei un esibizionista e che lo fai per turbi secondi fini. Prima che tu te ne renda conto queste critiche legheranno le tue braccia, le tue gambe e cercheranno di tapparti la bocca allontandoti dai tuoi propositi iniziali. Io sono Leone ascendente Leone, grazie Ivan per avermi tolto, ancora una volta, la spina che mi impediva di camminare.

TVServa ha perso TUTTA la sua autorevolezza il giorno in cui è stato ritrovato “Gigio” ed ha toccato il massimo del servilismo e dell’ipocrisia. E’ inoltre vergognoso che una TV commerciale abbia ricevuto dei soldi a titolo di benemerenza da un fondo pubblico: il Premio alla Bontà (premio a Cittadino o Cittadina Assese che si sia distinto per atti di bontà, di onestà, di coraggio, di retta condotta) istituito dai miei bis-nonni è stato trasformato in una marchetta dell’Amministrazione. SEICENTO EURO sottratte ai volontari per farcire la cronaca di Asso di spot pubblicitari a pagamento mentre indorano la pillola per l’Amministrazione. E’ inutile che oggi, incastrati tra il servilismo e gli sponsor, cerchino di rimediare strizzando l’occhio ad entrembe le parti .

Per “il Direttore” di TVServa: “Sei come un treno, puoi muoverti solo sui binari che altri hanno tracciato per te ed il massimo a cui puoi aspirare è di non arrivare troppo in ritardo.”

Ti è chiaro il mio pensiero ora? Buona giornata…

Davide “Birillo” Valsecchi

Ecco dai ruggenti anni settanta: [Megaloman il supereroe fiammeggiante]
E che ne dite del “Groove” anni ’70 di [I-Zenborg]

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