Month: October 2010

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Terremoti in Italia e ad Asso

Terremoti in Italia e ad Asso

Terremoti nel Triangolo Lariano
Terremoti nel Triangolo Lariano

[Ricerca storica sui simsi assesi] La casa dei miei genitori è stata costruita all’inizio del ‘900 ed in salotto ci sono ancora le piastrelle che furono posate all’epoca. Tutta la stanza è attraversata da una sottile incrinatura che, mi hanno sempre raccontato, si formò per il terremoto.

Per questo motivo mi sono messo ad investigare sull’attività sismica del nostro territorio in cerca di memorie storiche che raccontassero di simili eventi. La ricerca non è molto facile perchè oggi giorno non esistono molti archivi digitali da consultare sulla nostra zona.

Per farmi un idea d’insieme ho consultato un sito americano dove sono documentate tutti le attività sismiche degli ultimi due secoli. L’archivio è molto accurato ma, ovviamente, per paesi stranieri come l’Italia sono presenti solo i maggiori terremoti.

Per ottenere maggiori informazioni ho incrociato i dati del INGV (Istituto Nazionale Geologia e Vulcanologia) con quelli della Wikipedia.

Il risultato è incredibile pechè nel sud Europa l’Italia è uno dei pochissimi paesi ad aver subito così tanti terremoti importanti negli ultimi 120 anni. Paesi come Francia e Germania non ne hanno mai registrati mentre Spagna ed Inghilterra hanno subito solo 2 o 3 eventi contro gli oltre 12 italiani.  Il numero delle vittime, sopratutto nei terremoti di inizio ‘900, è inquietante:

2009 04 06 – Abruzzo – Magnitudo 6.3 vittime 295
2002 11 01 – Southern Italy – Magnitudo 5.8
2002 10 31 – Southern Italy – Magnitudo 5.9 vittime 29
2002 09 06 – Southern Italy – Magnitudo 6.0 vittime 2
1997 09 26 – Central Italy – Magnitudo 6.4 vittime 11
1980 11 23 – Irpinia e Basilicata – Magnitudo 6.5 vittime 3,000
1976 05 06 – Friuli – Magnitudo 6.5 vittime 1,000
1930 07 23 – Irpinia e Basilicata , Italy – Magnitudo 6.5 vittime 1,404
1920 09 07 – Toscana, Italy – Magnitudo 6.4 vittime 171
1915 01 13 – Avezzano (Abruzzo), Italy – Magnitudo 7.0 vittime 32,610
1908 12 28 – Messina e Reggio Calabria, Italy – Magnitudo 7.2 vittime 70,000
1905 09 08 – Calabria, Italy – Magnitudo 7.9 vittime 557

Sempre presso l’INGV ho trovato la mappa del pericolo sismico in Italia. La nostra zona sembra essere tra le più sicure con una scarsa probabilità di eventi sismici rilevanti: questo mi consola ma ancora non risolveva la questione delle piastrelle nel salotto.

Continuando nella mia ricerca ho trovato il sito dell’osservatorio di Campo dei Fiori dove si trova il Centro Geofisico di Geologia – Sismologia. Il nuovo sito permette di vedere in tempo quasi reali i dati dei sismografi mentre un archivio storico raccoglie  i dati più rilevanti sotto forma di bollettini informativi. Con un po’ di pazienza ho cominciato a consultare i dati individuando i piccoli sismi sul nostro territorio. All’inizio i dati non sembravano portare a molto perchè tutti gli eventi erano di scarsa intensità e nelle zone circostanti:

Martedì – 11 Maggio 2010 – Val Seriana (Prealpi Bergamasche) Magnitudo 3.4
Venerdì – 07  Maggio 2010 – Val Sabbia (Prealpi Bresciane) Magnitudo 3
Venerdì – 10 Luglio 2009 –  Merate – (Lecco) Magnitudo 2.5
Sabato – 13 Dicembre 2008 – Livigno (Valtellina – SO) Magnitudo 3.3
Giovedì – 08 Novembre 2007 – Argegno ( lago di Como) Magnitudo 1.8
Martedi – 17 Ottobre 2006 – Bormio – Magnitudo 2.9
Venerdi – 22 Settembre 2006 – Mendrisio- Magnitudo1.6
Giovedi – 22 Aprile 2006 – Bobbio – Magnitudo 3.0
Giovedi – 13 Marzo 2006 – Livigno – Magnitudo 3.2
Domenica -31 Agosto 2003 – Val Malenco  – Magnitudo 2.6

Poi finalmente ho trovato qualcosa di cui avevo perso memoria: scosse sismische in Brianza e Triangolo Lariano. Il 6 Aprile 2001, in piena notte, due scosse in sequenza avvertite dalla popolazione anche con un grande boato hanno interessato Caglio, Asso, Erba e Merone. La prima scossa fu di Magnitudo 3.6 Richter, catalogata IV-V nella scala Mercalli, ossia una scossa in grado di far cadere oggetti ed creare piccoli danni.

Poi l’archivio pubblico si interrompe perchè non ci sono disponibili i dati antecedenti al 2000. Tuttavia, sempre nel sito dell’istituto ho trovato la citazione di altre importanti scosse che si verificarono prima. La più recente è del 20 Novembre del 1991 a Caleggio sopra Lecco con magnitudo 4,8.

Dovrò nuovamente controllare la data di costruzione della casa ma finalmente ho trovato 3 eventi che potrebbero essere quelli giusti per le mie piastrelle:

20 Maggio 1887 – alle ore 5 12′ scossa che svegliò gli abitanti del Lecchese con fortissimo rombo, seguito da una serie di 12-13 scosse. Una magnitudo 4,63 con l’epicentro a Pescate, sotto Lecco. L’evento fu avvertito in un’area molto vasta e produsse il distacco di qualche intonaco nella chiesa di Valmadrera.

5 Marzo 1894 – alle ore 22 14′ a Castello, Lecco, e Maggianico fu sentita una breve scossa che si propagò a Canzo, Valmadrera, Civate, Annone, Merate, Caprino Bergamasco, Pasturo. Magnitudo 4,63. La massima intensità pare sia stata avvertita a Maggianico, ma senza danno.

24 Aprile 1918 è la data più probabile per le mie piastrelle perchè si verificò un sisma di magnitudo 5,07 con epicendro a Sedrina. Sebbene Sedrina disti quasi 30km da Asso si registra nelle cronache del tempo  che il terremoto aveva a Lecco il sesto grado della scala Mercalli (forte- lesione agli edifici).

E’ per tanto possibile che abbia incrinato le mie piastrelle. Ci è voluta un oretta buona di ricerche ma ora potrò guardare il pavimento di casa con una nuova consapevolezza. Potere della scienza…

Davide “Birillo” Valsecchi

Ps. ci si potrebbe spingere oltre nello studio ma molti dei libri e molte pubblicazioni storiche diffuse tra la fine del ‘800 e l’inizio del ‘900 sono oggetto di collezionismo e per tanto sono incredibilmente costose  e rare da trovare, tra queste  vi sono diversi  saggi in merito ai terremoti brianzoli sul Bollettino della Societa’ Geologica Italiana.

Punch drunk from the punch clock

Punch drunk from the punch clock

Travis Bickle - Taxi Driver
Travis Bickle – Taxi Driver

Tu non conosci il mio nome, hey tipo, tu non conosci il mio nome!! Dipingi un numero sulla mia testa, lavorami fino quando non sarò morto: non posso credere di aver sprecato tutti questi anni che ho vissuto. Un milione di giorni e notti per tutto questo dolore ed affanno, per tutto ciò che chiedo, per tutto l’odio ed i problemi. Tu non conosci il mio nome, hey man, tu non conosci il mio nome!! Disorientato come un pugile, suonato dai timbri sul cartellino del lavoro: l’opportnunità non busserà mai alla  porta. Niente più colletto blu da proletario, tutti i sindacati diventano sempre più piccoli. Tu non conosci il mio nome, hey man, tu non conosci il mio nome!!
[Rancid – Name (1994)]

Quando sono arrabbiato, e capita solo quando sono quasi soverchiato dai problemi, accendo a tutto volume questa canzone del 1994  e mi metto a cantare con la stessa espressione di Robert De Niro quando interpretava Travis Bickle in  Taxi Driver: l’espressione di uno che sta per esplodere!!

L’espressione “Punch drunk from the punch clock, opportunity never gonna knock” è fantastica e vorrei tradurvela. Il termine inglese “punch” si traduce con  pugno, cazzotto, e caratterizza tutta la frase. Il termine “punch clock” è l’espressione inglese per indicare la macchina per “timbrare il cartellino” e “punch drunk” è un’espressione del  pugilato che indica la sindrome che può insorgere nei pugili, la dementia pugilistica, i cui sintomi sono perdita della memoria, dislessia, difficoltà nell’ideazione, difficoltà ad effettuare movimenti di precisione ed alterazione della personalità.

Parafrasando il senso della frase (e perdendo le rime interne) diviene: quando sei frastornato, chiuso in un angolo e disorientato dai colpi che il lavoro e le difficoltà quotidiane ti scaricano addosso le opportunità non busseranno mai alla tua porta, “opportunity never gonna knock”, o forse più semplicemente non soprai coglierle.

“You don’t know my name”, tu non conosci il mio nome, urlato in una canzone rabbiosa gridata più per se stessi che per gli altri, è un modo per rimarcare a se stessi tutte le sofferenze e le difficoltà che sono già state sostenute. E’ un dialogo interno, una furiosa sfida a se stessi: “ricordati chi sei, a cosa sei già sopravvissuto!!”.

Due minuti e mezzo per trasformare la tristezza in rabbia, la rabbia in consapevolezza, la consapevolezza in determinazione, la determinazione in azione e reazione per non lasciarsi soverchiare passivamente dalle difficoltà: resilenza d’asporto in versione Ska-Punk.

Davide “Birillo” Valsecchi

Come vi ho detto in precedenza la resilienza in psicologia viene vista come la capacità dell’uomo di affrontare e superare le avversità della vita. Mi sentite parlare spesso in questi giorni di resilenza perchè sto collaborando, con il mio vissuto, le mie passioni, i miei viaggi ed il mio approccio “montagnino”, ad un progetto terapeutico che attraverso la scrittura ed il confronto possa aiutare persone in difficoltà psicologiche da dipendenze: insomma sto cercando di formalizzare la teoria “Kawabunga!!” per tirarsi fuori dai guai nei momenti di crisi.

Laura Spreafico:miglior giovane della stagione

Laura Spreafico:miglior giovane della stagione

Laura Spreafico
Laura Spreafico

L’ultima volta che ci siamo sentiti Laura era in Lettonia,  un paese che confina a nord con l’Estonia, a est con la Russia , a sud-est con la Bielorussia e a sud con la Lituania. Capita spesso che io e lei si chiacchieri via Internet dai posti più strani: a turno ci raccontiamo di casa mentre siamo via.

Lei era lassù con la squadra nazionale di Basket femminile under Venti a disputare il Campionato Europeo in qualità di capitano. L’Italia non è andata fortissimo, si è piazzata dodicesima, ma Laura ha ottenuto il secondo posto assoluto come percentuale di successo nei tiri da tre punti e sesta assoluta nel numero di tiri da tre punti realizzati nel torneo.

Laura Spreafico, classe 1991, è una ragazza di Asso ed un’ottima atleta che continua a crescere e progredire con pazienza e dedizione. Mi fa sempre molto piacere raccontare i suoi successi anche perchè riesce sempre a stupirmi.

Qualche giorno fa, durante la serata di gala dell’opening day dell’80esimo campionato di Serie A1, è stata infatti premiata come miglior giovane della stagione 2009-2010. Brava!!

Questo è brevemente il suo curriculum sportivo:  Laura Spreafico è arrivata in Comense all’età di 11 anni, dalla società Le Bocce Erba, reduce dal Jamboree internazionale di Minibasket. Laura ha vinto 1 titolo italiano under 16 a Salsomaggiore. L’anno scorso è stata per parecchio tempo la migliore realizzatrice da 3 punti del campionato di serie A1.

La tua è una magnifica avventura: forza Sprea!!

Davide “Birillo” Valsecchi

Un’altra notte nella baia

Un’altra notte nella baia

East Bay Night
East Bay Night

Un’altra notte nella baia est, un’altra notte nella baia. Quando il sole tramonta, la notte cala e la nebbia penetra ovunque, quando lanci la proposta di andare a ballare ed un vecchio amico ti tira in mezzo: ascolta una canzone e noi continueremo a cantare, vedrai che andrà tutto bene.

Un’altra notte nella baia est, un’altra notte nella baia. Bene, la nonna sta sempre nello stesso posto, nella vecchia casa sulla collina da dove puoi vedere la baia di San Fransisco: Alcatraz e Albany sopra la discarica. Noi ricorderemo il passato sul porticato sotto una luce gialla

Un’altra notte nella baia est, un’altra notte nella baia. Il terremoto scuote e le fiamme si accendono: io ho visto tutto, ho sentire l’odore del fumo al bruciare delle colline, ho sentito le strade crollare. Quando non c’è più niente da dire guarda la baia: scoprirai che loro stanno bene. Un’altra notte nella baia est, un’altra notte nella baia.

Ogni tanto mi sento a terra, un po’ anziano e sconclusionato vacillo nei mie passi incerto nelle mie scelte. Quando accade trovo sempre il vecchio Tim che canta qualche nuova canzone per tirarmi su: un’altra notte, una notte nella baia, vedrai che andrà tutto bene

In psicologia la resilienza viene vista come la capacità dell’uomo di affrontare e superare le avversità della vita:“In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa, perché l’unica cosa che voglio è resistere, se io riesco a reggere alla distanza, e se quando suona l’ultimo gong io sono ancora in piedi… se sono ancora in piedi io saprò per la prima volta in vita mia che… che non sono soltanto un bullo di periferia.” (Rocky Balboa)

Davide “Birillo” Valsecchi

Tanzania the Movie

Tanzania the Movie

Verso l'Hanang
Verso l'Hanang

Sono passati ormai quasi otti mesi dal 21 Aprile 2010: sembra trascorsa un eternità da quella mattina buia in cui, Enzo ed io, ci siamo incamminati su per il monte Hanang nel cuore dell’Africa.

Ricordo che mi mancava il fiato quella mattina, avevamo fatto un lungo e scomodo viaggio  fino a Kathesh ed avevamo riposato solo mezza giornata: cominciavo ad essere stufo di mangiare solo  pollo arrostito a pezzi e mi sentivo stanco.

Mi mancava il fiato quella mattina ed al buio respiravo lento ad ogni passo perchè le gambe ed il corpo si adattassero a quella piacevole sensazione che è camminare: rotto il fiato e scaldati i muscoli potevo immergermi nell’avventura della scoperta.

Il vento soffiava forte come se scappasse nel buio dall’alba incalzante che nasceva sulla pianura. Enzo camminava davanti a me: la montagna, il vecchio vulcano, era coperto di vegetazione ed il ripido sentiero saliva lento ed incessante lungo il suo fianco occidentale.

Nei suoi 3415 metri svettava al di sopra delle nuvole che spinte dal vento si ammassavano sulle sue pendici: un emorme piramide posta nel mezzo di una sterminata pianuta verde costellata di laghi.

Mi ero quasi dimenticato di quella salita, il ricordo si era quasi assopito nella memoria per tornare ora, riguardando le foto, nuovamente vivo e vibrante: che bella montagna, solitaria e magnifica in un mare di nuvole.

Ho finalmente “montato” i filmati di quel giorno in una piccola clip. Spero vi faccia piacere vedere l’Africa dall’alto così come abbiamo potuto fare noi quel giorno:

Qui trovate il racconto di quella gioranta che scrissi la notte stessa quando tornammo finalmente a valle: Sopra le nuvole d’Africa

Davide “Birillo” Valsecchi

Nucleare al Pian di Spagna

Nucleare al Pian di Spagna

Terzigni festival
Terzigni festival

La mia infanzia per metà l’ho trascorsa in un piccolo paesino in Friuli Venezia Giulia, tra le alpi Carniche al confine con l’Austria.

Quando oggi vedo gli scontri a Terzigno non posso che ripensare al quel piccolo paese: alla fine degli anni 80 infatti anche lassù, in una piccola valle attraversata dalla Provinciale, volevano costruire una discarica ed anche in quel caso tutta la comunità si agitò.

Così, dopo lunghe discussioni al bar, ci fu l’iniziativa popolare di tutto un paese che, anziani compresi, non superava le novencento anime: tutti si misero in marcia protestando in una giornata di sole lungo la strada provinciale rallentando il traffico dalla Chiesa fino al sito della discarica.

Io ero ancora un bambino ma partecipai “alla grande marcia” insieme ai miei genitori accompangando per mano le nonne ed i decani che erano voluti intervenire. Le donne del paese, sorvegliate da montagnini con il cuore e le mani grandi, offrivano frittelle e vino agli automobilisti che erano rimasti coinvolti nel corteo spiegando loro cosa stessero cercando di scongiurare. I cacciatori schierati al fianco con i verdi mentre i bambini  suonavano campanacci tirando persino gli asini e le mucche nella sfilata.

Fummo fortunati, fu una grande festa per tutti e la discarica non si fece mai più. Qualche anno più tardi, sempre nello stesso posto, fu costruito un pista di Sci di Fondo su cui si svolsero i campionati mondiali giovanili di Biathlon: una bella differenza rispetto ad una discarica!!

Non so cosa dire di Terzigno, non conosco il posto ma posso capire cosa li abbia animati. Posso capire cosa significa essere ignorati dall’autorità e, dopo essere stato spesso in medio oriente, anche cosa significhi stare in mezzo agli scontri di strada.

E’ per questo che con una duplice apprensione prendo atto di notizie che ventilano la costruzione di una centrale nucleare al Pian di Spagna, la parte più a nord del Lago di Como. Se ne era già parlato a gennaio del 2010, sembrava che l’idea fosse caduta ma, solo qualche giorno fa, si poteva leggere sul Corriere di Como (22/10/2010) :  «Si riapre il dibattito dopo la proposta lanciata dal ministro dello Sviluppo economico: ci sarebbe l’area del Pian di Spagna tra i possibili siti in Lombardia. Spunta anche l’ipotesi della provincia lariana nell’elenco dei possibili siti per la realizzazione di nuove centrali nucleari nel nostro Paese. L’area sarebbe quella del Pian di Spagna, in Altolago, al confine tra i territori di Como, Sondrio e di Lecco. Dalle prime indiscrezioni, contenute in un dossier del ministero dello Sviluppo economico, sembra infatti che sia in atto un’accurata ricerca per focalizzare uno o più siti in Lombardia.»

Cosa accadrà? Non lo so, il lago ci lega tutti  ed io oggi non sarei assolutamente favorevole ad un simile progetto, specie se imposto a “scatola chiusa” come avviene sempre più spesso in Italia.  Quindi cosa accadrà? Speriamo non questo:

Ho realizzato questo video perchè sia ben chiaro cosa accade quando non si affrontano i problemi per tempo: non è un invito alla violenza ma bensì un’incentivo ad informarsi e a partecipare perchè cose simili non diventino l’ultima opportunità di confronto anche sul nostro lago.

Davide “Birillo” Valsecchi

Ladakh the Movie

Ladakh the Movie

Infinito tibetano
Infinito tibetano

Spesso mi chiedono perchè Enzo ed io non abbiamo ancora presentato le fotografie o raccontato dal vivo il nostro viaggio attraverso le montagne Himalayane del Ladakh. La risposta non è semplice, soprattutto perchè quel viaggio, oltre ad essere stato il primo insieme, ha ancora un effetto dirompente nei nostri ricondi: raccontare il Ladakh significa reimmergersi in una dimensione completamente diversa dalla quotidianità e per noi è più difficile di quanto possa apparire.

Abbiamo realizzato un libro fotografico, «Contrabbandieri del Nirvana», cercando di mantenere una narrazione che permettesse di seguirci, di penetrare l’essenza di quella nostra esperienza senza scivolare nell’autocelebrazione o nella mistificazione. Il grande rischio che si corre nel descrivere posti così differenti è dublice: da una parte si rischia di sminuire ciò che andrebbe valorizzato e condiviso, dall’altra si rischia di apparire come coloro che si appuntano da soli le medaglie al petto. Si deve mantenere l’equilibrio coinvolgendo al contempo nella magia di quei luoghi.

In questi giorni stiamo ultimando le sperimentazioni con alcune foto inedite di Enzo utilizzando una nuova tecnica di stampa in bianco e nero su carta cotone. Il risultato è straordinario e permette a chi guarda di catturare e percepire la profondità e l’ampiezza degli spazi di quei territori desolati e mistici sul tetto del mondo. Le quasi trenta tavole realizzate saranno utilizzate per allestire una nuova mostra prima di Natale. Non so ancora dirvi dove sarà presentata, stiamo ancora ultimando la sperimentazione, ma finalmente potremo condividere con voi il nostro vagare himalayano.

Proprio per questo ho voluto realizzare un breve filmato a colori con alcune delle foto che “non” vedrete alla mostra. Buona visione!

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Davide “Birillo” Valsecchi

A volte ritornano

A volte ritornano

Un epico dramma di avventura ed esplorazione
Un epico dramma di avventura ed esplorazione

Il Supermercato della Vallategna sotto riesame del TAR.

Come faccio a dirlo? L’Albo Pretorio è lo spazio dedicato all’affissione degli atti destinati, per legge, regolamento o disposizione comunale, alla conoscenza pubblica. Qui si trova la delibera di giunta numero 114 che riporta come il 2 Agosto la Società S.C. Evolution spa abbia fatto ricorso al Tribunale Amministrativo per l’annullamento della deliberazione di Consiglio Comunale n° 11 del 19/04/2010 avente per oggetto:“Revoca deliberazione consiliare n. 7 del 26/02/2010 avente oggetto: adozione piano attuativo in variante al P.R.G. … … per la realizzazione di una media struttura di vendita di rilevanza locale in fregio alla S.P. 41”; (leggi delibera)

Chi andava in giro raccontando che avessero accantonato l’idea di costruire il supermercato “forse” si sbagliava. Se il ricorso verrà accolto avranno il diritto di cominciare a costruire.

Ma cosa è accaduto in questi 10 mesi ad Asso? Il 23 Gennaio scattai una fotografia con i cedri di Asso, partivo per l’Africa, volevo un loro ricordo. Non mi ero reso conto di essermi imbarcato nella più incredibile delle mie avventure. In molti mi hanno imitato e così il 5 Febbraio mi presentai per un incontro con l’Amministrazione perchè, per curiosità, volevo capire meglio tutta questa faccenda della rotonda e del supermercato. Nella mia mente ci sono ricordi spaventosi di quella giornata.

Il 9 Febbraio, alla festa padronale, scattammo sotto i cedri oltre un centinaio di foto ricordo a quasi duecento persone. Non vedevo nulla di male in tutto questo.

Il 18 Febbraio il Sindaco dichiarò al Corriere della Sera: «L’ipotesi del supermercato risale a quasi otto fa anni e ci porterà in dote un parco pubblico di duemila metri quadri» [leggi] Con una fotografia aerea esaminai il terreno della Vallategna calcolando gli spazi per il parco con le coordinate GPS, due giorni dopo quella immagine finì su LaProvincia [leggi]

Il 26 Febbario LaProvincia riportò l’interrogazione che due parlamentari, Ermete Realacci presidente di Lega Ambiente e Chiara Braga, avevano presentato alla Camera sul Supermercato [leggi]. Io partii per la Tanzania il 24 Febbraio e da laggiù potevo solo ricevere, ogni due giorni, qualche ritaglio di giornale e pubblicare l’aggiornamento del nostro viaggio Avevo molto tempo per riflettere su questa storia. Il 26 Febbraio l’amministrazione approvò il progetto del Supermercato, i metri quadrati di parco erano meno di 1000 e posti dietro il parcheggio [leggi].

L’11 Marzo venne indetta un’assemblea popolare nella sala comunale. Il sindaco nei giorni precedenti annunciò che avrebbe disertato l’incontro dichiarando che non vi erano le giuste condizioni e promettendo: «Al momento debito organizzeremo un’assemblea o utilizzeremo gli organi d’informazione per rendere partecipe il pubblico di quanto avviene. Promuoveremo un’informazione adeguata nei tempi e nei modi opportuni.» [leggi]

In quei giorni partì una raccolta spontanea di firme che portò all’insperbile cifra di 2734 firme che furono poi depositate in Comune. Il gruppo musicale Sulutumana, vincitore del Premio Tenco, realizzò il 14 Marzo un magnifico concerto sotto i cedri affollando il piazzale del Comune in una giornata di festa.

Il 28 Marzo Roberto Cigardi, presidente della Commissione lavori pubblici e viabilità dell’amministrazione provinciale, dichiarò «Per la rotonda c’è una richiesta di finanziamento da parte dell’amministrazione comunale di Asso. Abbiamo già espresso la nostra posizione: se si fa il supermercato le spese per la rotonda saranno completamente a carico del Comune di Asso, altrimenti parteciperemo. Da parte nostra, come già espresso a più riprese, ci sono forti dubbi sul progetto del supermercato» [leggi].

Il 19 Aprile io ero in Tanganika ma ad Asso, dopo solo 50 giorni, l’Amministrazione bocciò il progetto del supermercato individuando un errore di tre metri nella planimetria. [leggi] Il 4 Maggio, dopo due mesi e mezzo, rientrai ad Asso.

Il 3 Giugno, inaspettatamente, il Sovrantendente dichiarò i Cedri di Asso “alberi da tutelare” [leggi]. La questione supermercato ricevette persino una lettera del Ministro Bondi [leggi] e comparve persino un decreto del Duce [leggi]. Ormai erano tutti convinti che tutto fosse finito, la gente si godeva l’estate.

Il 24 Luglio venne protocollata perizia che senza mezzi termini dichiara “pericolosi” i cedri [leggi] ed il 2 Agosto viene fatto ricorso al TAR. Ma di tutto questo si viene a conoscenza solo due mesi dopo.

Improvvisamente è come se quello avvenuto in questi 10 mesi non fosse successo, tutto è tornato esattamente come era agli inizi del 2010 in una sorta di storia circolare. Solo la nuova perizia del Dottor Guizza sembra aver riequilibrato la situazione [leggi]

Su tutto questo una grande amarezza perchè il senso di questa storia sembra sfuggire tra le maglie della burrocrazia e della politica. Tutto ciò che resta è una nuova consapevolezza, sul mio personale monolite della conoscenza ora brilla una nuova grande e luminosa verità:“La vita di una persona vale più di un pino”.

Un messaggio di una tale potenza da rendere possibile per noi tutti una nuova alba da santificare abbattendo i cedri del male: [L’alba dell’uomo all’ombra del monolite]

Davide “Birillo” Valsecchi

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