Asso 2010: Consiglio di Natale

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Asso come era: FotoParedi
Asso come era: FotoParedi

Ormai è una tradizione: finito il consueto Consiglio di Natale rientro in casa e scrivo il mio articolo. Ora, per la prima volta in vita mia, sono uno della frazione: uno di Scarenna.

Ad Asso il Natale devi guadagnartelo. C’è un qualcosa di stoico ed eroico nel farlo ma, va anche detto, senza la “passione” il Natale stesso non avrebbe il suo giusto valore.

Avevo scommesso con mio padre 52 minuti: ho perso alla grande, il discorso del Sindaco è durato un ora e dieci ma, fortunatamente, alla fine è finito e lo spirito del Natale ha potuto fare ritorno nella sala del Consiglio.

Il premio dei mie bisnonni è stato conferito a Don Massimo: una buona scelta. Qualche giorno fa mi aveva confidato che intendeva usare i fondi del premio per acquistare un “calciobalilla” nuovo: quello che c’è ora  all’oratorio risale ai tempi di Don Bruno e prenderesi cura dei giovani è un’esigenza primaria per un paese.

A consegnare il premio è stato mio fratello Francesco: compiuti i diciotto anni da pochi giorni ha indossato giacca e cravatta adempiendo ai suoi primi doveri da adulto. Bravo Keko!

I ragazzi premiati con le borse di studio sono stati molti ed è stato un piacere applaudirli. Non so se esista un albo d’oro dei premiati ma credo sia importante che i loro nomi vengano ricordati: vedrò cosa riuscirò a fare (domani!).

Finalmente è stata la volta del corpo corale le “NoveNote”: un folto gruppo di ragazze, molte delle quali giovani e della nostra valle,  con un repertorio musicale ricco di brani classici, religiosi, gospel e spirtual. Per chi volesse conoscere meglio il gruppo o seguirle nelle loro prossime esibizioni può riferirsi a questo link: Coro Nove Note Asso

Sono state molto brave ma purtroppo hanno iniziato la loro esibizione tardi e l’orario, ormai le dieci e mezza passate, aveva mandato a dormire già i più piccini e gli anziani. Un vero peccato visto lo spirito natalizio che le ragazze hanno saputo esprimere.

Mentre il coro cantava ho intravisto il Sindaco: seduta sulla poltrona, con il trucco pesante agli occhi e lo sguardo un po’ assente. Comprendo la sua posizione, forse non invidiabile, ma al contempo non le posso perdonare, anno dopo anno, l’ostinazione con cui rende “ostaggio” il pubblico che viene al Consiglio di Natale solo per godersi la festa e non la politica del paese. Stremata del monologo, settanta minuti, mi ha quasi commosso, ricordandomi quanto la politica sia spesso teatro e quanto alle volte si rasenti, o addirittura si superi, la farsa.

Le ragazze hanno concluso il loro spettacolo tra gli applausi ed è giunto il momento del brindisi. Mi ha fatto piacere, ed è stato reciproco, stringere la mano al Signor Ghillioni con cui, nonostante non avesse colpa, ero stato molto duro nei mesi passati. Ho stretto la mano a Nello, il mio “insegnate” di letteratura, all’ex Sindaco Pagani, con cui presenteremo presto un libro su Asso, al Professor Nava e a tutti i Consiglieri: maggioranza ed opposizione. Ho fatto, come è giusto che sia, gli auguri a Conti ed ovviamente anche al Sindaco.

Questo è lo spirito del Natale, lo spirito con cui si celebra la nascita di chi ha avuto il coraggio di sfidare ogni preconcetto, di sfidare i mercanti del tempio e di proporre un messaggio nuovo e deciso, di pace ma anche di giustizia.

Spero che nell’anno che verrà si potranno affrontare i problemi del paese in modo diverso, condiviso nella pratica e non solo nelle parole: se così non fosse sarà mio impegno far sì che accada con la consueta determinazione.

Ora, mentre crollo dal sonno, vi lascio a tutti i miei migliori auguri…

Davide “Birillo” Valsecchi

Domani vedrò di pubblicare qualche foto, per ora vi lascio quest’immagine del Comune di Asso nei tempi che furono.

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