Gli auguri del Sindaco di Asso

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Signori si nasce. E io, modestamente, lo nacqui.
«Signori si nasce. E io, modestamente, lo nacqui.»

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere su La Provincia, il nostro quotidiano locale, una dichiarazione del Sindaco del mio paese, la Signorina Maria Giulia Manzeni: «Auguro a questa minoranza astiosa e irosa, incapace di proposte e pronta solo ad offendere le persone, demolire e criticare il lavoro altrui, un buon Natale».

Io sono un semplice cittadino di Asso e non appartengo a nessuna fazione politica ma credo che dalle parole del Sindaco emerga una certa “angelica acredine” nello strumentalizzare lo spirito proprio del Natale.

Anche se, in verità, non è nemmeno la prima volta che questo accade.

Durante la seduta del Consiglio Comunale del 19 Aprile 2010 il Sindaco di Asso rivolse nei confronti del Sindaco di Canzo, che si era espresso contrario al Supermercato della Vallategna, queste parole:  «… e a proposito del Sindaco di Canzo invece dico che mi sembra che probabilmente non conosca il galateo. Magari gli regaleremo un libro a Natale. »

Mia madre era di Canzo e vissi quelle parole come un’inutile offesa al legame tra i due paesi, tanto più che quelle stesse parole esprimevano e rimarcavano un’evidente mancanza di stile e di “bon ton” da parte di chi le aveva proferite . Per rimanere in clima natalizio: “Il bue che dava del cornuto all’asino”

Se il Sindaco di Asso intendesse mantenere fede alle dichiarazioni rilasciate nell’ufficialità del Consiglio Comunale, ci furono persino registrazioni audio/video, ha a disposizione ormai soli pochi giorni. Suggerisco al Sindaco, giusto per impreziosire il volume, di allegare anche una lettera per spiegare al suo pari grado canzese (e magari anche a noi) perché oggi sia imputata per “abuso di potere” in un ricorso al Tar proprio per il progetto del Supermercato.

Sospetto, tuttavia, che questo sarà stato solo l’ennesimo autoritario proclama che si risolverà in un nulla di fatto, così come accadde per i duemila metri di parco promessi al Corriere della Sera, ritrattati solo qualche giorno dopo, o per la datazione dei cedri, palesemente confutata dalle fotografie storiche.

Qualcuno le ha definite “strategiche bugie”, io sono ancora convinto siano stati abbagli o momentanei fraintendimenti: in fondo, si evince, basta chiarirsi con le buone maniere …

Davide “Birillo” Valsecchi

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