Il vento di Scarenna

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La Grigna da Scarenna

La Grigna da Scarenna

Ormai è due settimane che ho trasferito la mia “base” qui nella frazione, nella piana di Scarenna.  Nei giorni scorsi, quando pioveva, la montagna si è riempita di cascate e corsi d’acqua. Dal piccolo giardinetto della mia casa, a debita distanza dalla roccia, si potevano ammirare i grandi salti che l’acqua compie sulle bastionate della montagna al di sotto della sella che unisce Piazza Dorella al Croce Pizzallo.

Quando ero bambino ricordo che quella montagna, ora fradicia d’acqua, prese letteralmente fuoco e gran parte dei suoi boschi e prati arsero nella notte. Ci fu un gran trambusto di pompieri e volontari e mio padre, dopo aver convinto mia madre, mi portò nella notte a vedere le fiamme purché rimanessimo al di là del fiume: in macchina parcheggiammo al di là del Lambro, sul versante canzese di quello che era il “guado”  ora sostituito dal ponte nuovo.

Nell’oscurità fuoco rosso vivo avvolgeva la montagna squarciando di un tetro bagliore la notte: uno spettacolo terribile e magnifico al contempo.

Acqua, fuoco e terra: incuriosito qualche giorno fa sono andato a piedi fino alla vecchia palestra d’arrampicata, a poca distanza dalla grande frana venuta a basso giusto il gennaio del 2010. La strada è ancora bloccata e di fatto Scarenna è un “cul de sac”: una piana intera che, isolata, dipende interamente dal ponte nuovo.

Ma l’elemento che realmente domina la piana è uno solo ed ogni notte ribadisce la sua forza cantando ed urlando tra gli alberi e le case: il vento di Scarenna.

Il vento è stato una vera sorpresa per me che ho sempre abitato protetto dalla collina di Cranno o tra le case del centro storico di Asso: è una forza ed una presenza costante che si infila nella casa nonostante i doppi vetri, nonostante i serramenti nuovi. Lo senti fischiare guardando spingere le porte delle stanze come se avesse la forza di filtrare attraverso i muri tanta è la sua tenacia.

Una mattina di sole, dopo giorni freddi, finalmente mi è apparsa la grande madre del possente vento di Scarenna: la Grigna. Il panorama di cui gode la piana è unico ed invidiabile: sono 34 anni che vivo ad Asso ed è stata per me una sorpresa aprire la porta di casa e trovarmi di fronte una tale magnificenza.

Nella sua imponenza appare innevata al di là del lago mentre i venti che scendono dal nord del Lario, deviati nella loro corsa dal Moregallo e dal gruppo dei Corni, si  sfogano negli spazi della Vallassina superando la piana di Valbrona

E così, mentre il vento soffia e la Grigna brilla nel sole, vi lascio con il testo della canzone che mia mamma mi cantava sempre in omaggio a quella “montagna ripida e ferrigna”:

Alla guerriera bella e senza amore un cavaliere andò ad offrire il cuore; cantava: “Avere te voglio morire!”. Lei dalla torre lo vedea salire. Disse alla sentinella che stava sopra il ponte: “tira una freccia in fronte a quello che vien sù”.

Il cavaliere cadde fulminate. Ma Dio punì l’orribile peccato e la guerriera diventò la Grigna, una montagna ripida e ferrigna. Anche la sentinella, che stava sopra il ponte, fu trasformata in monte e la Grignetta fu.

Noi pur t’amiamo d’un amor fedele, montagna che sei bella e sei crudele. E salendo ascoltiamo la campana, d’una chiesetta che a pregare chiama. Noi ti vogliamo bella che diventasti un monte; facciamo la croce in fronte: non ci farai morir.

Davide “Birillo” Valsecchi

Foto Curiosa: nelle vecchie cartine vi è una zona di Scarenna denominata "bersaglio". Sebbene ora sia affollata di abitazioni un tempo era una pianura talmente isolata da venir usata come poligono di tiro sia militare che civile. Vedrò di recuperare qualche foto.

Foto Curiosa: nelle vecchie cartine vi è una zona di Scarenna denominata "bersaglio". Sebbene ora sia affollata di costruzioni un tempo era una pianura talmente isolata da venir usata come poligono di tiro sia militare che civile. Vedrò di recuperare qualche foto.

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