WikiLeaks: Internet fa tremare di nuovo il mondo

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Wikileaks
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La Grande Rete ancora oggi si basa su un protocollo di comunicazione creato nel 1973: il TCP-IP. Il protocollo era stato concepito dall’agenzia americana Defence Advanced Research Project Agency (DARPA) sopratutto per garantire la comunicazione in caso un conflitto termo-nucleare: anche se una o più basi militari fossero state distrutte la rete doveva mantenere la sua operatività. Questa è l’idea di fondo che rende impossibile oggi “spegnere” Internet.

Tuttavia i ricercatori della DARPA resero da subito questo protocollo di pubblico dominio ed utilizzabile gratuitamente favorendone la diffusione mondiale.

Alla fine degli anni ottanta al CERN di Ginevra venne codificata la prima versione dell’HTML, un linguaggio ipertestuale che permetteva ai ricercatori di condividere testi e risultati scientifici attraverso il protocollo HTTP su una rete TCP-IP.

Nel 1994 iniziò la diffusione commerciale di questa tecnologia e nacqe il World Wide Web come lo conosciamo oggi. Nel 1995 misi piede per la prima volta al SILab, il laboratorio informatico del Dipartimento di Scienze dell’Informazione dell’Università Statale di Milano.

Nacque la New Economy e presero vita colossi come Netscape ed un numero infinito di aziende DotCom. Il 10 marzo 2000 la bolla speculativa finanziaria che aveva cavalcato la nascita del Web esplose ed il Nasdaq precipitò portando con sé la vanità e la superbia della New Economy. Ma internet non rallentò, anzi, crebbe in modo autonomo grazie alla diffusione dell’OpenSource, la filosofia del “codice aperto”. Wikipedia, l’enciclopedia libera nata il 15 Gennaio 2001, è uno dei più noti e condivisibili esempi di ciò che questo movimento ha realizzato e può realizzare.

L’11 Settembre 2001 il mondo cambiò. Un mese prima io ero a Washington ad ascoltare un convegno dove si parlava di libertà e privacy su Internet. Gli americani contestavano l’uso da parte della National Security Agency (NSA)  di Echelon, all’epoca il più avanzato sistema di sorveglianza ed intercettazione satellitare elaborato da Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, e Nuova Zelanda.

Echelon utilizzava le intercettazioni dei cavi sottomarini per controllare tramite i suoi più importanti centri di invio le trasmissioni di Internet, in particolare lo smistamento di messaggi e-mail. La rete di spionaggio era attiva dagli anni sessanta ma solo nel 1997, durante un processo a due ragazze pacifiste, emerse chiaro che nessuno in occidente può amministrare una società di telecomunicazioni senza far parte del tavolo di Echelon.

Dopo il 10 Ottobre 2001 ed il Patrioct Act nessuno osò più parlare di Echelon: fino al 2015 il governo Usa ha il diritto  di intercettare posta, messaggi e telefonate,  perquisire domicilio e uffici senza un preciso e motivato mandato della magistratura in virtù della lotta al terrorismo.

Nel 2006 nacqe WikiLeaks un’organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo, grazie a una “drop box” protetta da un potente sistema di cifratura, documenti coperti da segreto che poi pubblica in rete sul proprio sito web. WikiLeaks riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall’anonimato.

All’inizio nessuno prestò molto interesse ai leaks ma in modo costante vengono pubblicate grandi moli di documenti: un assassinio in Somalia, Scientology , la posta di Sara Palin, incidenti industriali e ricerche sul clima ma nulla colpisce l’attenzione della grande massa. Il sito e l’organizzazione che lo gestisce continuano a crescere.

Nel  2010 la grande repentina svolta che incalza come uno tsunami il governo USA:

Il 25 luglio 2010 WikiLeaks svela ai quotidiani New York Times, The Guardian e Der Spiegel il contenuto di alcuni documenti riservati dai quali emergono aspetti nascosti della guerra in Afghanistan: l’uccisione di civili e l’occultamento dei cadaveri,  l’esistenza di un’unità segreta americana dedita a “fermare o uccidere” talebani, anche senza un regolare processo, il doppio gioco del Pakistan

Due giorni fa, alle ore 22:30 (GMT) del 28 novembre 2010 Wikileaks ha pubblicato la più ingente rassegna di documenti riservati sulle diplomazie occidentali mai resi noti al grande pubblico, con focus sull’operato del Governo USA. Nei dossier, sono incluse valutazioni sul comportamento pubblico e privato di capi di Stato Europei, sui rapporti tra USA ed estremo Oriente, sulle posizioni dei principali alleati, inclusa l’Arabia Saudita, principale alleato degli Stati Uniti e nel contempo segretamente principale finanziatore della rete terroristica di Al Qaeda.

Julian Assange
Julian Assange

Julian Assange è il fondatore di WikiLeaks: è un giornalista, programmatore ed attivista Internet australiano. Nato nel ‘71 studia fisica e matematica all’Università di Melbourne, ma non ottiene una laurea. Studia anche filosofia e neuroscienze.  Riceve un premio da Amnesty International nel 2009.

In gioventù è stato un Hacker in vecchio stile sotto il nome di Mendax. Nel 1989, all’età di diciassette anni, prese parte alla violazione del sistema della NASA interferendo, senza causare danni, alle fasi preliminare del decollo dell’Atlantis. Fu preso, ammise 25 capi di accusa, rischiò dieci anni ma se la cavò con una multa simbolica perchè, nonostante la dimensione di quanto fatto, il suo atto si dimostrò per quello che era: una bravata senza conseguenze. Lo stress di quei giorni resero per sempre bianchi i suoi capelli e gli costarono la separazione dalla moglie e dalla bambina.

Un profilo interessante e per molti versi fuori schema per una persona virtualmente volatilizzata dopo il 18 Novembre 2010, data in cui la Svezia ha spiccato un mandato di cattura contro di lui. Oggi tutti lo cercano ma sappiamo di lui solo ciò che lascia sapere.

Se avessi qualche infomazione concreta su questa faccenda sarei ricco o morto visto l’aria che tira in questi giorni, ma che i documenti che stanno emergendo siano veri appare fuori di dubbio: solo il “nostro” ha pensato di poter risolvere la questione con una diffida per diffamazione ( giusto per aggiungere peggio al peggio).

Chi” davvero tiri i fili e “cosa” lo animi ancora rimane indecifrabile.  Tuttavia sta succedendo qualcosa, questo è certo, e diventa sempre più “grossa” : le prossime saranno le banche, il vero potere.

Il limite di Echelon era cognitivo: una macchina può analizzare e gestire grandi moli di dati ma solo un essere umano può interpretare quelle informazioni e correlarle tra loro. La conoscenza è un problema qualitativo e non quantitativo e per questo ad una macchina non basta la potenza di calcolo per superare un uomo in questo ambito.

WikiLeaks ha invertito il teorema: ora è il mondo a spiare gli analisti e non più il contrario. WikiLeaks ha ciò che i progettisti di Echelon non potranno mai avere: un numero infinito di menti umane pronte ad indagare su cosa si celi dietro un messaggio intercettato. Menti pronte a comprendere e divulgare in modo autonomo.

Può essere una rivoluzione culturale, un’atto nichilista o una strategia ben precisa: ancora non è possibile saperlo. Ho scirtto ad “amici” sparsi in giro per il mondo, molti sono esperti di sicurezza, chiedendo la loro opinione per sapere come viene vissuta all’estero tutta questa vicenda. Vi farò sapere nei prossimi giorni.

Occhi aperti gente…

Davide “Birillo” Valsecchi

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