I cedri ed il vizio occulto

“Vizi occulti”, così parlava dei Cedri di Asso il Sindaco in un’intervista di qualche giorno fa.  Forse c’è veramente qualcosa di vizioso ed occulto in tutta questa storia e forse è per questo che ne sono diventato mio malgrado un protagonista.

Lei dice che ora farebbero meglio a non toccare le tue piante, nzungo” mi disse un ragazzino traducendo la profezia di una fattucchiera africana. E’ curioso come quelle stesse parole siano state proferite, in modo molto più autorevole, anche dal sovraintendente Artioli qualche mese più tardi.

Dopo un anno mi ritrovo ad abbracciare i cedri prima di partire nuovamente per l’Africa: è un cerchio che si chiude, un riavvolgersi della storia. Parto mentre coloro che volevano abbattere le piante hanno affisso alle bacheche un nuovo progetto che le risparmia: c’è voluto un anno per questo.

“Se provate ad abbatterli senza spiegare agli assesi che avete fatto di tutto per evitarlo potete scommetterci che il paese insorgerà ed io sarò il primo a farlo!” Direi che fu pienamente profetica la mia osservazione.

Se quel giorno di inverno avessero messo da parte la presunzione si sarebbero risparmiati un anno di guai e qualche cassa di malox visto come sono andate le cose: avranno finalmente imparato? Dubito…

“Io ho vinto le elezioni, io ho il consenso, io decido senza spiegare niente a nessuno”, quando la sentii pronunciare quelle parole feci una promessa a me stesso: “se è il consenso ciò che le dà tanto potere sarà il consenso la prima delle cose di cui la priverò”. A quanto pare sono un uomo di parola se dopo un anno i cedri sembrano essere stati salvati ed i nuovi progetti della rotonda sono finalmente pubblici.

“Vale più una vita che un pino” recitava in tv dopo aver consegnato personalmente un documento colmo di falsità, di cui non poteva non esserne consapevole, solo per sovvertire il giudizio di un Sovrintendente della Repubblica. Chissà se finalmente la “rana nel pozzo” avrà imparato che ad Asso “gli asini hanno smesso di  volare” e che le “bugie hanno le gambe corte”

La gente però ancora dubita ed osserva preoccupata.Qualcuno in paese mi ha detto: “Vedrai, con le ruspe spezzeranno le radici dei Cedri e, dando la colpa alla  società che farà i lavori, abbatteranno le piante versando lacrime di coccodrillo”.

Quella paura mi ha fatto sorridere: ciò che era giusto fare è stato fatto e vi è un limite ad ogni cosa. Quello che mi ha “trattenuto” per un anno intero sono state quelle piante ed il loro destino: se dovessero cadere e se le promesse fatte dovessero essere infrante non vi sarebbe più nulla da difendere ma solo torti a cui dare  adeguata giustizia.

Non avrei rimorsi nello schiudere il “vaso di Pandora” che ho accuratamente custodito per tutto questo tempo. Nel vaso, come da tradizione, alberga la “speranza” ben protetta da nove “demoni”: se la speranza per i cedri dovesse essere tradita non vi sarebbe più nulla a trattenere la furia dei nove.

No, non nutro timori per le mie piante. Ora, come Sansone, i Cedri sono i pilastri del paese: se dovessero cadere trascinerebbero nella più cupa disgrazia tutti i filistei che hanno tramato contro di loro. Questa è la loro forza e la mia nuova promessa prima di partire.

“Vizi occulti”, materia con cui non conviene scherzare a cuor leggero per chi non vi è portato…

Davide “Birillo” Valsecchi

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“giù il gettone si vola” è l’espressione tipica dei giostrai che visitano Asso durante la festa di Santa Apollonia il 9 Febbraio per la festa Patronale.

Lo scorso anno, durante il classico mercato, abbiamo scattato oltre duecento foto agli assesi realizzando una testimonianza che non solo ha contribuito a perorare la causa dei Cedri ma ha anche permesso di realizzare un ricordo per il futuro: “Le facce di Asso”.

Quest’anno a Santa Apollonia io ed Enzo saremo in Africa ma mi piacerebbe se diventasse tradizione fotografarsi, anno dopo anno, con le nostre piante. Ecco gli assesi del 2010:

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