Il leone di Emendi

Leone

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I ragazzi della scuola di Asso mi inviano domande sull’Africa ma questa volta, sempre restando in tema, vorrei raccontare una storia e chiedere loro di approfondirla con una piccola ricerca.

Io ed Enzo ci troviamo spesso a parlare del passato di Asso e questa storia risale a quando lui aveva più o meno dodici anni. A quei tempi il Signor Emendi, di cui non ricordiamo il nome, era un agricoltore di Scarenna e ad una fiera di paese, forse di Erba o di Como, aveva fatto il pià strano degli acquisti. In quegli anni alle fierevendevano ogni specie di animale esotico in circolazione ed il Signor Emendi comprò niente meno che un cucciolo di leone.

Il leone crebbe così tra gli altri animali nella piccola fattoria di Scarenna, allevato come un grosso gatto da compagnia. Emendi andava spesso al circolo di Scarenna a giocare a carte con gli amici e portava con sè il felino tenendolo al guinzaglio come un comune cane. I bambini, come Enzo all’epoca, arrivavano da Asso in bicicletta fino alla frazione proprio per vedere l’esotico animale.

Orbene, la storia si fa interessante quando un pomeriggio di mezza estate al circolino si presentò un distinto milanese accompagnato dal suo grosso ed elegante cane lupo di razza. “Non vada mica dentro che c’è un cane più grosso e più cattivo del suo qua” gli dissero in rigoroso dialetto quelli che stavano sulla  porta del circolo.“Il mio Black non ha paura di niente” rispose il signore in perfetto ed altezzoso italiano entrando con baldanzosità  nel circolo con il fedele Black.

Enzo, bambino, non poteva entrare nel circolo ma dai suoi racconti si può capire cosa successe. Si udì Black abbaiare fino a che non rimbombò un tremendo  ruggito seguito da una sequenza inenarrabile di divertite imprecazioni in dialetto del signor Emendi. Black scattò come un fulmine attraverso la porta tenendo le coda tra le gambe “come se lo stesse inseguendo un leone” mentre il milanese, subito appresso, urlava frasi del tipo:“voi non siete normali!! Un leone!! Per dio, un leone!!”.

Enzo, sbirciando attraverso la porta, vide il leone in piedi che scodinzolava ed il Signor Emendi, in compagnia di “Vaifro” e “Geni“, che rideva soddisfatto seduto comodamente al tavolo. Storie di paese, verrebbe da dire, storie di Asso in verità.

Si racconta che il leone divenne poi troppo grosso ed il Signor Emendi troppo anziano e così, un giorno, cinque domatori di un circo si presentarono per prendere in custodia l’animale. I domatori provarono a mettere in gabbia il leone ma ogni sforzo il pareva vano fino a quando Emendi, spazzientito, si avvicinò alla bestia e prendendolo per la criniera gli disse “fai mica l’asino!! vedrai che ti troverai bene!!”. Il leone gli saltò adosso e lo leccò come se fosse un gatto accettando di buon grado di salire sul furgoncino.

Asso ha quindi il suo leone e le sue storie di animali selvaggi. Enzo ricorda che Emendi aveva una sorella che forse potrebbe conservare ancora una foto del fratello e dell’animale. Bisognerebbe chiedere ai decani, al Dottor Pagani o al Signor Paredi.

Ora che sono in Africa via lascio a voi, insegnati e ragazzi, il compito di approfondire questa storia chiedendo a vostri genitori o ai nonni.

Come vedete il mondo è piccolo ed il nostro paese offre storie da scoprire, curiose e misteriose, quanto l’Africa.

Davide “Birillo” Valsecchi

5 thoughts on “Il leone di Emendi

  1. profcamiNada

    Non preoccupatevi. bloggiornalismo non ha niente da invidiare al 221b Baker Street! Anzi, Welcome to 221b Baker Street!

  2. marco gilardoni

    sono un alunno della prof.caminada xr non faccio parte del gruppo di giornalismo,questa storia è troppo bella!!!!!

  3. Marty98

    Si la storia è molto bella… ma ancor più bello è questo tenerissimo cucciolo di leone 😀

  4. CRISTINA EMENDI

    Integrazione: Posso dire che il Sig. Emendi in questione si chiamava Delfino. Bellissima storia, l’ho sentita raccontare tante volte da mio nonno (fratello del Sig. Emendi).
    Buona continuazione!

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