I Flaghéé sul Bollettone

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Ecco la prima delle bandiere realizzate dai ragazzi della scuola media di Asso. Sul Bollette la bandiera di Giulia dedicata a Oldoini Virginia.

Intorno a noi solo monti e laghi mentre ad ovest slendono magnifici il Rosa ed il Bianco.

3 thoughts on “I Flaghéé sul Bollettone

  1. Oldoini Virginia, nota come la contessa di Castiglione, (1837 – 1899)
    http://www.treccani.it/enciclopedia/virginia-oldoini-verasis-contessa-di-castiglione/

    CERCATE DI RIUSCIRE CARA CUGINA,
    CON IL MEZZO CHE PIU’ VI SEMBRERA’ ADATTO, MA RIUSCITE,
    le disse Cavour.

    Virginia Oldoini nacque marchesa anche se si dice che il suo vero padre fosse tale Giuseppe Potianowski di Monte Rotondo, uno squattrinato discendente del re di Polonia. Soprannominata “Nicchia”(per via del suo modo di rannicchiarsi), era una donna bellissima e intelligente che si sarebbe conquistata la fama di donna più bella d’Italia e d’Europa e sarebbe riuscita a far risaltare il suo fascino con abiti audaci, che non indossava mai più di una volta. Per tutta la vita fu una grafomane posseduta dalla voglia di passare alla storia. Ci ha lasciato il Journal intime, un diario in cui annotò di tutto, in particolare i suoi incontri amorosi utilizzando una sorta di rozzo linguaggio cifrato. Fu un’abile spia.

    Ciò che ha sempre colpito gli storici è come la contessa sia riuscita a combinare un’indole passionale con un atteggiamento di lucida freddezza.

    Non ancora diciassettenne sposò il conte Francesco Verasis di Castiglione Tinella e di Costigliole d’Asti, cugino di Camillo Benso di Cavour. Egli sapeva che lei non lo amava, ma era determinato a sposare la donna più bella d’Italia. Ne era profondamente innamorato e continuò ad amarla nonostante i ripetuti tradimenti di lei tanto che, prima di separarsi, si sarebbe rovinato per soddisfare i suoi capricci.

    Dopo il matrimonio, Virginia si trasferì da La Spezia (la città in cui viveva) a Torino e fece il suo travolgente debutto alla corte di Vittorio Emanuele di Savoia, che ne rimase ipnotizzato. Nemmeno lo stesso Cavour ne rimase indifferente ma, oltre alla bellezza, egli vide in lei una singolare vocazione all’intrigo. Fu così che decise di ricorrere a lei per sedurre Napoleone III e avvicinarlo alla causa risorgimentale. Il Conte di Cavour sapeva benissimo, infatti, che senza l’aiuto della Francia, nessuna indipendenza dall’Austria sarebbe stata possibile. Né si sarebbe potuto eliminare lo Stato Pontificio che ancora occupava tutto il centro Italia.

    Così si trasferì a Parigi col marito e il suo successo a corte fu immediato e spettacolare. Napoleone III non resistette al suo fascino e la missione di Virginia era compiuta.
    La Contessa di Castiglione fu impiegata come spia di Stato anche durante la Seconda guerra d’Indipendenza.
    Dopo la separazione, il marito morì tragicamente schiacciato dalle ruote della carrozza reale. Virginia perse anche l’unico figlio, Giorgio, stroncato dal vaiolo.
    Morì sola e psicologicamente instabile il 28 novembre 1899 a Parigi, dopo anni di vita ritirata.

    (Da Donne di piacere. Dalla schiava che salvò Roma alla contessa che fece l’Italia di Valeria Palombo, Sonzogno Editore

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