I Flaghéé sul Grignone

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Un’ altra bandiera ed un’altra cima e questa é una di quelle che contano.
Finalmente siamo in condizione di superate il gruppo delle Grigne, una parte decisamente impegnativa del nostro viaggio.
Ora ci apprestamo a scendere abbassandoci di quota per la notte. Qui c’é ancora neve e dovremo scendere per un canalone per raggiungere il bivacco Paletti.
La bandiera è di Francesco ed é dedicata al grandissimo Giuseppe Mazzini. A presto, si scende!

7 thoughts on “I Flaghéé sul Grignone

  1. Mazzini Giuseppe ( 1805 – 1872)
    I popoli imparano più da una sconfitta, che non i re dal trionfo.
    http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-mazzini/

    Al Congresso di Vienna (1815) uscì la nuova divisone politica dell’Italia, dopo la fine dell’Impero napoleonico. Soprattutto esso decretò l’enorme influenza austriaca sulla nostra area. L’unico Stato retto da una dinastia italiana fu il Regno di Sardegna, con capitale Torino, che includeva il territorio piemontese e savoiardo nonché quello che gli era stato devoluto dal Congresso e che compendiava i territori che avevano costituito la scomparsa Repubblica di Genova.
    Sotto il profilo dottrinario e ideologico va rilevato che il pensiero politico si rivela specchio di assenza di originalità teorica e il quadro ideologico deludente e scarno, se si eccettua la sintesi teorica elaborata da Gian Domenico Romagnosi nel ventennio 1815-1835, che nella parte finale s’incrociò con l’avvio della predicazione di Giuseppe Mazzini.
    IL GIUDUZIO DI VIRGILIO ESTIVAL (1835-1870), PATRIOTA E SCRITTORE FRANCESE, DI IDEE MAZZINIANE, CHE MILITO NELLE GUERRE RISORIMENTALI PER L’UNITA’ D’ITALIA
    Fu più la lettura delle opere di Mazzini che la sua fama di uomo politico, che mi spinse ad avvicinarlo, per vedere s’ei, personalmente, rispondeva al concetto ideale che me n’era formato. Se rimasi soddisfatto non fa d’uopo il dirlo. Trovai in lui amenità, ingegno, bontà paterna, e, ciò che non avrei mai creduto, essendomi fatto di lui un’idea su quella che ravvisava in molti de’ suoi intolleranti seguaci, trovai in lui la tolleranza per le idee altrui, che è certamente il più alto segno della intelligenza umana.
    IL GIUDIZIO DI CAVOUR (1810-1861) SULLE INSURREZIONI MAZZINIANE
    In questo testo del 1846, Cavour individua con chiarezza e lucidità le ragioni sociali del fallimento di tutti i moti promossi da Mazzini. Ai suoi occhi di liberale monarchico, la via democratica e rivoluzionaria non avrebbe mai potuto porre rimedio ai problemi politici d’Italia.
    “In Italia una rivoluzione democratica non ha possibilità di successo. Per convincersene basta analizzare gli elementi di cui si compone il partito favorevole ai moti politici. Questo partito non incontrerà grandi simpatie nelle masse, che, ad eccezione di alcuni rari gruppi di popolazione urbana, sono in generale molto attaccate alle vecchie istituzioni del paese. La forza sta quasi esclusivamente nella classe media e in una parte della classe alta. Ora, l’una e l’altra hanno interessi assai conservatori da difendere (…..).
    Su classi così fortemente interessate alla conservazione dell’ordine sociale, le dottrine sovversive della Giovine Italia hanno scarsa presa. Quindi, ad eccezione degli spiriti giovani, nei quali l’esperienza non ha ancora modificato le dottrine attinte dall’eccitante atmosfera delle scuole, si può affermare che in Italia esiste soltanto un piccolissimo numero di persone seriamente disposte a porre in pratica i principi esaltati di una setta resa più aspra dalla sventura. Se l’ordine sociale fosse realmente minacciato, se i grandi principi su cui esso poggia corressero un reale pericolo, vedremmo, ne siamo certi, presentarsi nelle file del partito conservatore un gran numero dei più intransigenti frondisti, dei più esagitati repubblicani”.

    bloggiornalismo.scuoleasso.it

  2. ciao a tutti

    grandi avete postato la foto scattata dal sottoscritto continuate

    Squadra Eagle ringrazia

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