I Flaghéé sulla Grignetta

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Finalmente su: eccoci in cima alla Grignetta.
In vetta ci hanno raggiunto Renzo, Franco e Chiara.
La bandiera é quella di Giulia dedicata a Gioberti.
Il viaggio continua verso il Grignone!

7 thoughts on “I Flaghéé sulla Grignetta

  1. ciao Franco! ciao Chiara! ciao Renzo! Grazie per aver posato sulla Grignetta Gioberti con Lele e Davide. Buona Giornata!!!

  2. Gioberti Vincenzo (1801 – 1852)
    Molti collocano siffatta unità nel popolo italiano; il quale, al parer mio, è un desiderio e non un fatto, un presupposto e non una realtà, un nome e non una cosa, e non so pur se si trovi nel nostro vocabolario.
    http://www.treccani.it/enciclopedia/vincenzo-gioberti/

    Durante il periodo Risorgimentale si combatte per avere un’Italia libera e indipendente dall’Austria, ma alcuni intellettuali vogliono anche uno Stato unitario.
    Diversi sono i modi per raggiungere tale obiettivo.
    Emergono quattro orientamenti.
    I democratici seguono le idee di Mazzini, che vuole una nazione unita e repubblicana.
    I neoguelfi (così chiamati ricordando il guelfismo medioevale che aveva trovato nel Papato una appoggio contro gli imperatori tedeschi) vogliono una confederazione di Stati sotto la guida del Papa.
    I liberali non vogliono una rivoluzione popolare ma l’unificazione sotto la guida del Regno di Sardegna.
    I federali vogliono creare una federazione di stati seguendo il modello degli Stati Uniti d’Europa.

    Vasti settori degli storici, dei politici e anche dell’opinione pubblica vedevano i vari moti di ispirazione mazziniana un inutile spargimento di sangue, che non portavano a nulla di concreto, anche perché l’esiguo numero di partecipanti – che era sempre un numero limitato rispetto alla popolazione – determinava l’immediata repressione da parte del potere. Negli ambienti più moderati l’idea della rivoluzione violenta ispirata dal pensiero di Mazzini era vista in modo negativo.

    Tra il 1840 e il 1848, comincia gradualmente ad imporsi l’idea di cercare di risolvere il problema nazionale eliminando i metodi “violenti”. Due opere favorirono lo sviluppo di questa ideologia moderata che prenderà il nome di Neoguelfismo: “Del primato morale e civile degli italiani” (1843) scritto da Vincenzo Gioberti e “Le speranza d’Italia” scritto da Cesare Balbo. Entrambi gli autori sono riconducibili a questa ideologia però, mentre Gioberti – essendo un sacerdote -, è più legato alla figura predominante del Papato, Balbo è più legato al moderatismo piemontese, quindi alla monarchia sabauda.

    Gioberti maturò l’idea che l’impostazione mazziniana, oltre a non essere produttiva e proficua, era anche ingiusta, perché ledeva i diritti che egli stesso considerava legittimi sia dei vari principi che governavano gli stati regionali italiani, sia del Papa. Per cui arriva ad ipotizzare un percorso completamente diverso da quello di Mazzini: è il «cattolicesimo liberale» (cattolicesimo politico), così come lo definisce il De Santis o «federalismo cattolico». Gioberti sostiene il processo risorgimentale proponendone, quale esito, una soluzione neoguelfa e moderata, vale a dire una confederazione degli Stati italiani, divenuti liberali e costituzionali, retta dall’ autorità pontificia. In tal modo, sulla scorta dell’ottimismo suscitato in lui dalle prime misure di riforma adottate da Pio IX, egli si propone di conciliare la tradizione cattolica e monarchica con la moderna aspirazione all’indipendenza della nazione.

    bloggiornalismo.scuoleasso.it

  3. Mitici i nostri eroi assesi-varesini 🙂 E’ stato un piacere condividere con voi l’arrivo alla vetta della Grignetta, come sempre stupenda!!

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