Il cuore del Leone

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Domani è il mio compleanno: sono nato il 5 Agosto del 1976, alle 7 e 35 del mattino a Lecco. Quello strano guazzabuglio di linee e simboli che vedete qui sopra è il mio tema astrale, la trasprosizione grafica della posizione di pianeti al momento della mia nascita.

Si è disposti, senza alcun dubbio, a credere che la luna influisca sul vino ma piuttosto scettici nel considerare come l’intero universo possa influire sulla vita di un singolo al momento del suo concepimento. L’astrologia è una delle pratiche umane più antiche ed è curioso che oggi goda di una credibilità minima (ma diffusissima) e sia relegata agli studi delle figure più discutibili e agli oroscopi delle riviste.

Io sono Leone, acendente Leone, nato nell’anno del Drago e da quanto emerge dallo studio della mia data di nascita dovrei essere una persona terribile, dovrei esprimere tutta la volontà di predominio del Leone nei suoi tratti più crudeli. Una specie di furia arrivista ed egoista pronta a divorare e sottomettere gli ostacoli in virtù del proprio egocentrismo.

Sono fatto così? La risposta è semplice: sì, ma non si vede.

Anni fa decisi che non avrei lasciato emergere i lati peggiori del mio carattere, che avrei imparato a controllare le mie energie canalizzandole in modo positivo. Frenare l’orgoglio, ammansire la rabbia, rifuggire dalle posizioni di comando.

Si dice che le parole siano magia ed il primo modo per controllare questa magia sia comprendere il nome delle cose. Il nome di una persona, assegnato alla nascita, è un attributo della personalità che individua ed identifica un individuo. Si dice che per evocare i demoni sia necessario conoscerne il nome, ad esempio.

Davide, letteralmente “colui che è amato da Dio”, è il nome di un re messia dai tratti leggendari, un nome davvero pericoloso per uno come me. Il nomignolo “Birillo”, il cane di Rocky, è più facile, meno aggressivo, meno importante. E’ un nome che nessuno prende sul serio, un nome che “disarma” il leone che è in me.

Seduto in una sala d’attesa leggevo una rivista, curiosamente leggevo l’oroscopo. Nella pagina affianco una famosa attrice raccontava dei suoi tacchi a spillo da “sette e mezzo“. Io non so come siano dei tacchi da sette è mezzo ma mi ha colpito la frase con cui spiegava perchè li indossasse: “perchè mi fanno sentire potente”.

Seduto in un sala da aspetto viene da chiedersi se il pensiero di un attrice sulle proprie calzature possa davere avere una valenza karmica o filosofica, tuttavia la domanda è nata spontanea: “Birillo, quand’è l’ultima volta che ti sei sentito potente?”

Ho coltivato la fortezza educando la volontà ma sono sceso troppo in basso, ho giustificato ogni mia scelta con un giusto motivo, ho rinunciato e mortificato il mio carattere in una continua penitenza. Ho quasi ucciso, affamandola, la bestia che è in me solo per scoprire, davanti ad un tacco da “sette e mezzo”, che mi manca.

Il dolore, fitto e lancinante che dal mio cuore sale verso il collo e attanaglia il mio petto, non appare in nessuna della analisi fatte: per la medicina il mio cuore, il cuore di un leone, è perfettamente sano, forte e robusto, allenato dalle prove sostenute.

Eppure soffre, si lamenta, mi parla straziandomi nel sonno. Il corpo sa quello che la mente non vuole accettare.  Sono passati 35 anni, ho catturato la bestia, l’ho domata e chiusa in una gabbia. E’ un animale magnifico, un esemplare unico nel suo genere: è ora di liberarne i talenti accettantone i difetti.

Domani è il mio compleanno, nel costellazione del Leone brillerà “Regulus” la stella più luminosa il cui nome significa  “il piccolo re”, una stella chiamata dagli antichi “Cor Leonis”, il cuore del Leone: sarà con Regolo che traccerò la misura del nuovo anno che inizierà.

Davide Valsecchi

[Il cielo racconta] Il 5 Agosto, l’asteroide Vesta raggiunge l’opposizione, tra il 2 ed il 6 agosto la sua luminosità sarà massima, una buona occasione per rintracciarlo anche ad occhio nudo.

Vesta viene menzionato nel racconto di Isaac Asimov dal titolo Naufragio, pubblicato nel 1938. È infatti attorno a Vesta che ruotano i rottami della Silver Queen dopo lo scontro con un altro asteroide, ed è lì che gli astronauti cercano di arrivare per salvarsi.

One thought on “Il cuore del Leone

  1. Bellissimo articolo…non si può però domare la propria natura..la si può forse imprigionare per un pò..ma non domare…

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