Milton Erickson: il contadino spaventato

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Milton Erickson
Milton Erickson

″Un medico del Minnesota ricevette nel suo studio un contadino con un braccio rotto. Il braccio era piegato in due ed il contadino molto spaventato. Entrando di corsa nello studio del dottore urlò “devi fare qualcosa per me, devi fare qualcosa per me, devi fare qualcosa per me”. Il dottore si alzò, si avvicinò, si mise di fronte a lui e disse “fa molto male qui, vero?” ed il contadino annuì. Poi il dottore disse con un tono di voce molto dolce “ma fortunatamente non fa male qui, le tue dita e le tue spalle stanno bene. Ti fa male proprio solo qui, ma non qui nè qui. Solo qui. E’ tutto qua”. Nuovamente il contadino era daccordo con lui. Dopo che il dottore aveva frazionato il suo dolore, il contandino si calmò e si sedette su una sedia. Il suo spavento ed il terrore diminuirono. Subito dopo il dottore potè prendersi cura del suo braccio (Erickson, 1960a, 1962c)„

Si guarisce più facilmente quando la quantità delle risorse di Problem Solving del paziente sono superiori alla gravità del problema. La “frammentazione” è una strategia ampia con diverse applicazione. Lo stesso concetto si riflette nella famosa strategia militare: “divide et impera”.

Questo è uno dei tanti passaggi che possiamo trovare all’interno delle ricerche e delle osservazioni del Dottor Milton H. Erikson, psichiatra statunitense ed è uno dei più autorevoli teorici dell’ipnosi clinica e della cosiddetta psicoterapia breve del secolo scorso. Da lui deriva principalmente l’utilizzo più moderno dell’ipnosi, non legato esclusivamente alla cura di problemi psichici e della nevrosi.

La mente umana è come una macchina o un computer: se sai dove “mettere le mani” puoi davvero cambiare le regole se non addirittura sovvertirle (for better, for worse). Ma non è solo questo a rendere interessante lo studio di Erickson, a colpirmi è stata sopratutto la sua storia personale.

Nacque dislessico, con una cecità cromatica (l’unico colore che poteva vedere era il viola) e con una sordità tonale per cui non sentiva il ritmo. A 17 anni fu colpito dalla poliomelite e,  dopo essere uscito dal coma, i medici gli dissero che sarebbe rimasto paralizzato.

Nella fattoria della famiglia trascorse giorni interi concentrandosi sul ricordo dei movimenti sviluppando le basi per la sua futura teroria della focalizzazione ideodinamica indiretta: quando si pensa ad un comportamento lo si agisce impercettibilmente al livello inconscio.

La sua mente, muscolo dopo muscolo, cominciò a rieducare il suo corpo:“era seduto su una sedia a dondolo e sentiva un forte desiderio di guardare dalla finestra. La sedia si mise a dondolare nonostante egli fosse completamente paralizzato!” Dopo un anno era in grado di camminare nuovamente con le stampelle, decise di diventare medico e si iscrisse a medicina

Al termine del  primo anno di università realizzò il viaggio che più mi ha colpito: Erickson, nonostante le sue condizioni fisiche, decise di affrontare in canoa il Mississipi.

Erickson in Canoa sul Mississipi
Erickson in Canoa sul Mississipi

Partì nel mese di giugno, con indosso un costume da bagno, un paio di tute di riserva, un fazzoletto annodato sulla testa, 5 dollari e con scarse provviste. Non aveva sufficiente forza nelle gambe per tirare la sua canoa fuori dall’acqua e la sua resistenza fisica gli permetteva di nuotare solo per pochi metri e di pagaiare per poche miglia.

Imparò dai problemi le soluzioni per affrontarli in piena autosufficienza e,  durante il viaggio, incontrò i personaggi che sarebbero stati la base delle sue ricerche sulla mente umana. Alla fine dell’estate, aveva percorso una distanza di 1.200 miglia e,al suo ritorno, la misura del suo torace era aumentata di sei pollici, poteva nuotare per un miglio e poteva pagaiare dall’alba al tramonto.

Un ragazzo paralitico che cerca e trova in se stesso la volontà per affrontare e superare i propri limiti fino ad affrontare un viaggio che lo fortificherà ma che sopratutto lo porterà, forse per la prima volta, ad uscire dall’ambiente domestico e ad osseravare gli altri comprendone, grazie alla propria esperienza introspettiva, i comportamenti e le scelte. Tutto questo agli inizi della di una carriera medica che lo porterà all’eccellenza e all’innovazione.

Una vita interessante quindi, densa di eventi che lo portarono a sviluppare la teroria sulla Resilienza e la basi per l’ipnosi moderna, a documentare dialoghi e situazioni su cui riflettere e comprendere molti dei meccanismi alla base del pensiero umano.

“Allora mio padre mi sfidò a fare entrare il vitello nella stalla. Visto che si trattava di una resistenza ostinata e irragionevole da parte dell’animale, decisi di dargli la più ampia occasione di continuarla secondo quello che era chiaramente il suo desiderio. Di conseguenza lo posi di fronte a un doppio legame: lo presi per la coda e lo tirai fuori dalla stalla, mentre mio padre continuava a tirarlo verso l’interno. Il vitello decise subito di opporre resistenza alla più debole delle due forze e mi trascinò nella stalla. (Milton H. Erickson, Opere vol. I, Astrolabio, Roma 1982, pp. 469-470).”

Davide Valsecchi

Nota Bibliografica: “Speranza e Resilienza – Cinque strategie psicoterapiche di Milton H Erickson” di Dan Short e Consuelo C. Casula. Ovviamente il libro è di Bruna e mentre ho incontrato la Dott.essa Casula (e scoperto Erickson) ad un convegno organizzato da Pietro qualche mese fa.

Uno dei remi Flaghéé usato nella Como-Venezia

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