I “Big Five” del Lario

Quando ero bambino mio padre mi portava con sè, tra i boschi e le montagne, per mostrarmi caprioli, camosci, mufloni, cervi e cinghiali. Si usciva la mattina prima dell’alba o prima che tramontasse il sole per osservare gli animali pascolare nella tranquillità della luce tenue: binocolo, silenzio e tanta pazienza dopo aver camminato spesso per ore.

Erano le Alpi Carniche, al confine con l’Austria. Ogni anno, per tre mesi, passavo lassù l’estate: montagne alte ed immense, grandi come non ne avevo viste mai.

Oggi qualcosa è cambiato e questi stessi animali popolano sempre in maggior numero anche i monti che circondano il Lario e la Penisola Lariana. O forse non è cambiato nulla, forse ci sono sempre stati ed ero io a non possedere lo sguardo giusto per vederli. Come sempre accade è l’altrove ad attirarci mentre serve attenzione ed amore per vedere ciò che ci circonda.

Lo scorso anno ero in Africa, in Tanzania. Ho girato in lungo ed in largo cercando di vedere i grandi ippopotami ed alla fine, anche se con un po’ di difficoltà, ci sono riuscito [RiverHorse]. Anche quest’anno sono tornato in Tanzania ma, con un po’ di delusione, non ho potuto lasciare l’isola di Zanzibar nè vedere alcuno degli animali che avrei voluto incontrare: una mezza disdetta per un viaggio così lungo.

Ma si sà, non tutto va sempre come si spera. Forse difetto di pazienza ma non certo di caparbietà: “metterò fieno in cascina” per un po’, come si usa dire, e quando sarà il momento cercherò di partire per i grandi altopiani del Sudafrica.

Non so con chi ci andrò: forse da solo, forse con un figlio o, chissà, addirittura con un nipote. Vedremo cosa mi riserva il futuro. Quello che è certo è che mi piacerebbe vivere questo viaggio alla ricerca dei big five, i cinque grandi animali d’Africa, con lo stesso spirito e la stessa poesia con cui mio padre mi ha insegnato a conoscere gli animali più nostrani.

Fino ad allora il mio sgurado sarà su ciò che ci circonda, sui “Big Five del Lario“: caprioli, camosci, mufloni, cervi e cinghiali. Tra le nostre montagne c’è più di quanto si creda. Ancora non li ho visti ma si dice che il lupo, la lince ed anche l’orso bruno abbiano fatto ritorno sui monti esterni del Lario e della Valtellina.

Buona scoperta!

Davide Valsecchi


Se invece volete sognare l’Africa c’è Nick Brandt (davvero impressionante!):

One thought on “I “Big Five” del Lario

  1. Lele

    Girando silenziosamente per i nostri boschi è facile imbattersi in caprioli o in cinghiali; a me è capitato diverse volte…
    I segni evidenti del loro passaggio si trovano anche a ridosso dei nuclei abitati (una volta ho avuto un faccia a faccia con un grosso cinghiale a meno di 100 metri dalle case di Cranno).
    E’ il mondo che cambia (in buona parte grazie all’intervento umano); così possiamo ammirare il volo di un airone cenerino (impensabile quando ero bambino), ma non possiamo più gioire alla “bollata” di una trota, quasi estinta nel nostro sterile Lambro…

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