Stranezze della natura

L’altro giorno vagabondavo nei boschi a ridosso del Ceppo della Forca a Valbrona. Me ne andavo tranquillo per una mulattiera quando mi sono imbattuto nella stranezza davvero curiosa che vedete nella foto!

Pare che un piccolo albero di faggio sia cresciuto vicino ad un albero più grande e che con il tempo i rami del più piccolo abbiano toccato il fusto di quello vicino. Fin qui nulla di strano se non fosse che piano piano questo ramo si è fuso come in un innesto naturale con l’altra pianta.

Cosa sia successo alle radici della pianta più piccola non è dato saperlo: semplicemente non ci sono più, scoparse lasciando alla pianta più grande il compito di nutrire la più piccola.

L’altra ipotesi possibile è che un ramo della grande pianta, per qualche ragione sconosciuta, abbia deciso di crescere puntando verso terra e, dopo anni con la testa bassa, abbia improvvisamente deciso di rialzare lo sguardo assumendo la forma e la volontà di un’albero nuovo: un arboreo tentativo di emancipazione.

Quello che è successo davvero non lo so, non è dato sapere se queste due piante siano cresciute dallo stesso seme o si siano unite nel tempo, quello che è certo è che la loro unione è una delle cose più strane in cui mi sono imbattuto in questi giorni!

Davide Valsecchi

3 thoughts on “Stranezze della natura

  1. Lele

    La natura trova sempre il modo di dare forma alla vita; a volte a noi stolti può sembrare bizzarra o quantomeno inusuale, ma la forza che pervade anche le forme di vita più “strane” è pur sempre parte dell’energia che costituisce l’universo.
    Solo l’uomo moderno, credendosi emancipato da queste forze primordiali, tende costantemente al nichilismo e non riesce a comprendere che ciò che ci costituisce non è altro che una stilla della stessa energia.
    Dovremmo imparare dalla natura ad utilizzare positivamente l’energia di cui disponiamo, anche se i risultati possono non essere perfettamente compatibili con i canoni estetici e stilistici che decenni di consumismo ci ha imposto come incontrovertibili.

  2. Pingback: Ceppo della Forca | Cima Asso

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