I Calimero di Asso

Poveretti, tutti paiono avercela con loro! Se non fosse per il Senatore Alessio Butti, che nei discorsi pubblici del Sindaco Manzeni scopriamo tanto innamorato del nostro paese, sarebbero davvero in pochi quelli pronti a spender buone parole per gli Amministratori di Asso.

Oggi, sfogliando la Provincia di Como, scopro che il famoso progetto “rotonda” è stato privato dei fondi promessi dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano. Soldi forse negati per le intense contestazioni al progetto o per le conflittuali perizie effettuate? No,  niente di tutto questo: il sindaco di Asso accusa infatti che i soldi ce li abbiano tolti per “ripicca”!!

Si, lo so. Non sentivo il termine ripicca dall’asilo ma è esattamente la parola usata nell’intervista. Pare infatti che il Sindaco di Barni, forse per rivalità medioevali tra i due paesi, si sia messo di traverso e per “dispetto” abbia sobillato un consiglio trentuno Sindaci contro la nostra povera Asso.

Il Sindaco Manzeni si spinge oltre affermando che lo sgarbo nascerebbe da una mancata nomina per un poltrona a cui aspirava il Sindaco di Barni. Un discorso che, francamente, mi sembra piuttosto ardito per un’articolo di quotidiano e che probabilmente scivolerà in qualche aula di tribunale.

Intanto dalla Comunità Montana fanno sapere, con un laconico cominicato, che semplicemente “i termini erano scaduti” e che quindi non avendoli usati quei soldi sono stati rimessi nel calderone per essere riassegnati.

Ormai credo che “Cima” abbia davvero speso nei confronti dei politici locali più tempo e più attenzione di quanto onestamente meritassero. Sarebbe quasi deprimente rivangare ancora una volta l’infinita questione dei cedri.

Voglio però farvi osservare che è stato pubblicato sull’Albo Pretorio il bando di gara per designare il geologo che dovrà occuparsi della Frana di Scarenna.

Quando si trattò, un anno fa, di commissionare ad un agronomo una perizia da 800 euro i nostri cedri “ringiovanirono” miracolosamente di oltre 70 anni. Se questo è il “metro di paragone” ora che per definire la pericolosità della Frana di Scarenna ci sono sul piatto 27.400 euro mi aspetterei che sulla carta il nostro crollo locale incredibilmente eguagli in drammaticità quello del Monte Coppetto nell’alluvione del 1987.

Parimenti  sarà richesto un adeguato e pronto dispiego di risorse per far fronte ad una crisi che giace immobile e quasi dimenticata ormai da due anni (alla cieca nelle carte del Comune si parla già di un importo complessivo di 500.000 euro).

Io, quasi per scherzo, voglio fare una profezia e lasciare che sia il tempo a darmi ragione o smentirmi:  prevedo che l’esito finale delle indagini suggerirà di tracciare una nuova strada più vicina al fiume e, al fine di garantirne la salvaguardia, inizieranno delle opere di sgagio e scavo sul fronte della frana che, anno dopo anno, richiederanno l’estrazione di una mole sempre maggior di materiale.

Così, alla fine, quella che doveva essere la “Cava di Scarenna”, scongiurata nel 2005, diverrà un’opera di “messa in sicurezza” dall’inestimabile e incontestabile valore civico e sociale. Probabilmente all’inaugurazione della nuova strada “per campi” avremo di nuovo la piacevole presenza di qualche Senatore.

Chiunque dovesse dissentire da questo luminoso progetto sarà tacciato di malignità e le sue parole saranno condannate come “ripicca” contro la più “incompresa”  Amministrazione Assese.

Davide Valsecchi

Pubblicazioni Albo Pretorio

2 thoughts on “I Calimero di Asso

  1. Lele

    Che tristezza…
    Nel frattempo la popolazione di Scarenna cresce a vista d’occhio e si ritrova con un’unica via d’accesso…

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