Il ticket della libertà

I fatti degli ultimi mesi sono colmi di scontri di piazza, di riottose manifestazioni di protesta contrastate dalle forze dell’ordine tra i chiarori dei flash. Confesso che adoro le foto che appaiono sui giornali o sul web: mi affascinano le luci, le fiamme, le ombre, le divise e la drammaticità. Per i fotografi nostrani è fantastico: un comodo “vietnam” domestico senza le seccature ed i moralismi di una guerra con morti veri. La mattina sul “campo di battaglia”, la sera nella comodità di casa propria: periodo magnifico per i reporter.

Però non esageriamo, il Vietnam è un altra cosa ed altrettanto sono le rivoluzioni che sconvolgono il Nord Africa. In Grecia cominciano a far sul serio ma, si sà, i greci sono un 50% ateniesi ed un 50% spartani: per questo sono precipitati nel Default e per questo si faranno massacrare nelle piazze.

In Italia invece si gioca a torello sulle spalle di qualche poveretto che ha parcheggiato facendo attenzione solo al lavaggio strade. Si fa cagnara lasciando che i bambini si rincorrano a “guardia e ladri” mentre gli adulti, resi impotenti e poco lungimiranti dalla scarsa qualità della politica nostrana, si fanno mestamente condurre come pecore in greggi. Il più delle volte vanno al macello cantando e sventolando bandiere mentre i lupi si nascondono nei loro festanti ranghi o li osservano sereni e compiaciuti dai palazzi.

Tuttavia, signori miei, in questi mesi eminenti senatori hanno prostituito il proprio ruolo sotto gli occhi di tutti. In parlamento si pone la fiducia al miglior offerente, nell’emiciclo non paiono esistere più ideali da seguire se non il personale tornaconto. Onestamente come si fa a non essere incazzati? Si aspettavano davvero che nessun “povero cristo” provasse ad entrare nel tempio per rovesciare tale abominevole mercato? Il teatrino si ripeterà forse all’infinito: gente che crede di essere abbastanza disperata o coraggiosa da farsi crocifiggere ce ne è in abbondanza e l’ingordigia dei politici sembra senza fine. No, questo è solo l’inizio.

Roberto Maroni è il ministro dell’interno, è bravo quando fa il tastierista nei Distretto 51 ma non saprei giudicarlo nell’attuale gestione dei tafferugli di piazza. Lui stesso, nel 1998, fu condannato in primo grado a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Pena che successivamente fu convertita in una multa da 5.320 euro. Forse è per questo che ora sventola questa curiosa idea della “copertura patrimoniale” per poter accedere ad una manifestazione: in pratica se hai i soldi da lasciare a caparra, un paio di migliaia di euro a testa, puoi comprarti il diritto a protestare, se i soldi non li hai conviene tu stia zitto e quieto. Lui i soldi pare li abbia avuti e, visto che ora è ministro, sembrerebbe che furono anche ben spesi.

Una democrazia a sbarramento economico: strana deriva berlusconiana del pensiero leghista che, non più di una decina di anni fa, predicava incredibilmente di attaccare Roma con le baionette:«La lega avanzerà baionetta in canna paese per paese, villaggio per villaggio. Andremo a snidare anche nel profondo sud la partitocrazia!» Parole al vento visto che oggi in parlamento, dopo vent’anni, non solo comandano ancora i partiti ma gli stessi partiti ora non sono più popolati dagli eletti dal popolo ma dai figli, dalle amanti e dai faccendieri dei grandi leader. Partitocrazia ereditaria per uso personale…

Strano paese il nostro. Tutti stanno a guardare i sintomi e nessuno presta alcuna attenzione alla malattia. Come possono trovare la cura? Il paese è ora una gigantesca pentola a pressione al cui interno l’acqua sta andando in ebollizione. Tutti si preoccupano di zittire il fischio della valvola quando dovrebbero invece tentare di spegnere il fuoco. La valvola sta fischiando ma non è ostruendola che si eviterà l’esplosione. Tuttavia, sinceramente, credo che quelli che ci stanno svuotando la dispensa questo lo sappiano benissimo: per questo si affrettano!

I leghisti hanno predicato per anni che avremmo dovuto essere pronti a ribellarci agli abusi ed alle ingiustizie di uno stato disonesto e corrotto, essere pronti a schierarci contro i politici conniventi e spregiudicati che tengono in ostaggio il nostro futuro. Forse non sapevano affatto di cosa stessero parlando ma credo che la gente, da nord a sud, abbia ora davvero iniziato a dargli retta.

Questa è l’Italia, un paese di poeti, cialtroni ed avventurieri. Staremo a vedere…

Davide Valsecchi

«Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà.» U.Bossi 2007 – Ministro per le riforme istituzionali.

One thought on “Il ticket della libertà

  1. Lele

    Una manciata di testa di c…o ha rovinato la festa di circa 200.000 cittadini indignati non della politica ma dei politici di mestiere che popolano i palazzi. Con l’attuale legge elettorale non ci si poteva aspettare di più; quando a sceglierli sono i vertici del partito, è normale che ci si ritrovi con un branco di pecoroni pronti a votare qualsiasi c….ata che il capo desidera.
    E’ ora di mandarli a casa, TUTTI.

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